LAGONE

Open Arms, Salvini: “C’era totale accordo con Conte. Vero reato favorire immigrazione clandestina”

Open Arms, Salvini: “C’era totale accordo con Conte. Vero reato favorire immigrazione clandestina”
agosto 01
04:42 2020

Sul blocco della nave Open Arms “c’era il totale accordo con il Presidente del Consiglio”.

Lo ha detto il leader della Lega ed ex ministro dell’Interno Matteo Salvini, in collegamento con Aria Pulita su 7 Gold, ricordando che “il divieto ingresso nelle acque italiane di questa nave spagnola era a firma mia, del ministro dei Trasporti Toninelli e del ministro della difesa Trenta“.

“Possono anche processare un uomo, ma non potranno mai arrestare le nostre idee e la nostra voglia di Libertà? Io non mollo” scrive sulla sua pagina Facebook Salvini.
“Se davvero come soluzione agli sbarchi che sono triplicati pensano di cancellare i decreti sicurezza – aggiunge il leader della Lega – allora sono da ricoverare. Allora non è incapacità e complicità”: “Abbiamo dei complici di trafficanti di essere umani ed è grave: il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina questo sì – ha concluso – che è un reato vero, non il mio processo per sequestro di persona”.

 

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Caso camici: “Inchiesta ridicola come la mia”

L’inchiesta sui camici che coinvolge il governatore lombardo Attilio Fontana“è ridicola come la mia” ha poi commentato l’ex ministro dell’Interno – è l’unica inchiesta su una donazione. In mezza Italia ci sono inchieste da fare su soldi spesi per comprare materiali, questa è una inchiesta sulla donazione di camici. Dal mio punto di vista è surreale ed solo l’ennesimo attacco alla Lega, alla Lombardia e a Fontana”.

“I lombardi – ha sottolineato – hanno reagito eroicamente alla bomba che gli è scoppiata in casa, quindi io posso solo dire che medici, amministratori, sindaci più che processi meritano attenzione e affetto per quello che hanno fatto. Ho visto che anche il San Matteo di Pavia è indagato, ma averne di ospedali così. Qualcuno li infama, io li ringrazio”, ha poi aggiunto, in relazione all’ulteriore inchiesta sull’accordo per la sperimentazione dei test sierologici tra l’ospedale e la multinazionale Diasorin.

(La Repubblica)

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