Piccola riflessione da parte della Redazione LโAgone Nuovo
Cari amiche e amici,
Ricordiamo a tutti quanto i nostri avi hanno realizzato con sacrifici per avere una โFesta del lavoroโ che questo anno รจ stata celebrata in silenzio. Silenzio, che dobbiamo, cerchiamo di trasformare in una concezione moderna di lavoro senza schiavismi concepiti solo alla mera produzione di consumi e non al miglioramento dellโuomo.
Ricordiamo che in Italia questa giornata fu istituita nel lontano 1889 e che nel 1947 durante la manifestazione inneggiante la lotta al latifondismo furono uccise 11 personeย in una sparatoria organizzata dal mafioso Salvatore Giuliano, la famosa a Portella della Ginestra.
Questโanno il virus ha ucciso in tutto il mondo direttamente 250000 persone, ma indirettamente eliminato almeno il triplo o piรน posti di lavoro, รจ da di riflettere attentamente su alcuni principi base sull’organizzazione della societร : equitร nella distribuzione della ricchezza, maggiore democrazia.
Ricordiamo quanti si sono sacrificati, non solo simbolicamente, per aiutare malati e indigenti: addetti della Protezione Civile, Forze dellโordine, infermieri, medici, โpersonale ausiliareโ, e attenti tanti altri. Questo 1 maggio sia lโinizio di un impegno maggiore da parte di ciascuno di noi a pensare in modo meno egoistico per dare un futuro migliore ai nostri figli, nipoti.
https://www.arteworld.it/il-quarto-stato-pellizza-da-volpedo
25 Aprile, 1 Maggio, 2 Giugno
Nellโarco di meno di tre mesi vengono celebrate queste ricorrenze non molto lontane per il significato e tutte con lโintento di solidificare un necessario senso di comunitร , giustizia sociale.
Il 25 Aprile, festa della liberazione, vuole essere il canto alla fratellanza di tutti i popoli e ricordare quanti danni arrecano dittature e guerre; il 1 Maggio, festa dei lavoratori o del lavoro, il diritto al lavoro per tutti; infine il 2 Giugno festa della Repubblica, simbolo della libertร e della democrazia dopo un triste ventennio, le italiane, prima volta votanti dopo le amministrative del โ46, e gli italiani scelsero la Repubblica.
Questโanno 2020 sโimpone una giusta limitazione nel festeggiare questi avvenimenti nel rispetto di tante morti arrecate dal Covid-19 e dai danni del sistema economico; ma se vogliano cogliere da questa esperienza negativa delle considerazioni per migliorare il futuro che lasceremo ai nostri figli sarร necessaria una attenta analisi dei perchรฉ tante cose non hanno funzionato al meglio o niente affatto.
La pandemia ha messo chiaramente in luce difetti causati da un sistema economico rivolto ad assicurare solo a piccole minoranze un benessere costante e sempre maggiore.
Lโeconomia, come viene interpetrata attualmente, prevede lo sfruttamento delle risorse della terra senza tenere conto minimamente di quanto stiamo degradando la natura: gli scienziati da almeno 50 anni hanno lanciato lโallarme come ad un incontrollato incremento demografico non corrisponde una gestione oculata e programmata delle risorse del pianeta. A dimostrazione di ciรฒ lo scorso anno, il primo agosto ha segnato il cosiddetto Earth Overshoot Day, ovvero le risorse naturali che l’umanitร ha a disposizione per il restante 2018 sono state esaurite e si consumerร in debito per cinque mesi. La data dellโOvershoot ogni anno anticipa, eppure vince il negazionismo con lโindifferenza degli stati.
Lโindustrializzazione e la globalizzazione hanno incrementato lo sfruttamento delle masse, il tasso di disoccupazione, teorizzato da molti economisti tra cui Keynes, necessario al mantenimento del sistema, lโautomazione e le nuove tipologie di lavoro, telelavoro etc. Il divario tra i salari dei dipendenti e quelli dei dirigenti รจ sempre piรน grande, come pure il guadagno del contadino non รจ paragonabile al guadagno dei vari intermediari o della grande distribuzione.
Unโaltra riflessione che sโimpone รจ lโorganizzazione del nostro Paese: le privatizzazioni non hanno dato risultati soddisfacenti in termini di efficienza ed economicitร per gli utenti, basta vedere i negativi risultati ottenuti con le Poste, Energia, Trasporti. Analogamente per le aziende partecipate dai Comuni lโintreccio pubblico privato รจ di difficile se non impossibile soluzione, quando poi oltretutto si ha lโinterferenza di capitali stranieri possedenti la maggioranzaย azionaria.
Altro capitolo รจ quanto del potere centrale debba essere trasferito alle autoritร locali: leggi e decreti governativi vengono stravolti o disattesi in funzione di una autonomia locale. Sโinvoca da una parte uno stato forte, per poi volere un rafforzamento dellโautonomia.ย Nel corso dellโemergenza sanitaria, stiamo assistendo a un conflitto giornaliero sulle normative da rispettare, questa confusione fa comodo solo a furberie creando forte distacco da parte della cittadinanza. Ma abbiamo visto quanto settori, che per coerenza andrebbero gestiti dallo stato, siano invece terreno di conquista da parte dei privati, ad esempio la scuola pubblica in Lombardia riceve meno fondi della scuola privata, la sanitร pubblica per anni รจ stata depauperata, i tempi di attesa per esami sono infiniti, ma negli stessi ospedali se si opta per lโextra moenia immediati. Ovviamente, non si vuole fare una guerra ai privati, necessari per un adeguato sviluppo, ma solo riequilibrare il rapporto pubblico/privato.
Quindi, sรฌ alla festa del lavoro, ma pensiamo a quante tipologie di contratti abbiamo in Italia, a quanti sono i morti sul lavoro nellโanno sono circa 1000 e con oltre 56.000 malati accertati per patologie professionali (dati INAIL).
Sรฌ alla festa della Repubblica, ma cerchiamo di rispettarla con un impegno e ripristinando unโetica: basta con turpiloqui e sberleffi alle autoritร , ricordiamo che bisogna rispettare la funzione e coloro i quali hanno responsabilitร di guida devono avere maggiore senso del compito per cui sono stati eletti.
Sarร necessario uno sforzo da parte dei singoli per ripristinare abitudini e comportamenti di un paese civile, si parte anche dal basso per ottenere risultati che pur sembrando banali diano il diritto di pretendere altrettanto dai nostri politici o amministratori. Il rubare allo Stato non deve essere considerato un non reato per poi pretendere che lo Stato sopperisca ai bisogni: lo Stato siamo NOI.
LโAgone, nel suo piccolo, svolge unโazione di diffusione di conoscenze e comportamenti oltre che con il giornale, cartaceo e online, nelle scuole del territorio: รจ proprio dalle scuole che bisogna iniziare se vogliamo avere un futuro piรน equo e rispettoso.
IL DOVERE DELLA MEMORIA
A cura di Giovanni Furgiuele (Presidente Associazione Culturale LโAgone Nuovo)
Fase 1โฆ Fase 2 โฆ Fase 3 โฆ in un modo o nellโaltro alla fine di questa terribile esperienza ci sarร una nuova e diversa normalitร .
Ci sarร modo di analizzare con piรน calma le cose buone e quelle meno buone che sono state fatte durante la pandemia e forse qualcuno verrร premiato e qualcuno verrร punito per le sue azioni.
Credo perรฒ che la tendenza sarร quella di dimenticare e di stendere un manto pietoso sopra un brutto periodo, tragico per i morti e drammatico per i sopravissuti che vorranno dimenticareย una parentesi della vita piena di limitazioni, di paure e a volte di sofferenze e di privazioni.
Tenderemo a dimenticare anche le tante cose buone che si sono fatte: i sacrifici del personale sanitario, le iniziative di solidarietร , la riscoperta di valori dati per scontati quali il lavoro o una nuova socialitร .
Questo non รจ un esercizio di pessimismo, ma una lezione che ci viene da quello che รจ successo dopo i tanti eventi traumatici di un recente passato.
Dopo la prima guerra mondiale le aspirazioni di pace espresse dalla Societร delle Nazioni furono rapidamente dimenticate e in ventโanni nacque il nazifascismo che ci portรฒ a una seconda guerra mondiale.
I valori della lotta di liberazione e della Resistenza passarono in secondo piano rispetto ad altre e piรน immediate esigenze e ancora oggi, a settantโanni di distanza, ancora lottiamo per attuare la Costituzione e il fascismo rialza la testa e governa in alcuni paesi dellโUnione Europea e in nostri alleati della Nato.
Piรน recentemente, dopo la crisi economica del 2008, quella scatenata dai mutui subprime di Lehman Brothers, tutti giuravano che si sarebbe dovuto superare unโeconomia essenzialmente finanziaria per riportarla su valori industriali anche con la profonda riforma del sistema bancario: tutto dimenticato!
Si potrebbero fare tanti altri esempi piรน spiccioli di solenni impegni e buoni propositi rapidamente contraddetti o dimenticati appena calmate le acque.
Senza scomodare Tomasi di Lampedusa e il suo โgattopardismoโ la vulgata definisce โPromesse da marinaioโ tutti quegli impegni presi con Dio e i Santi per scongiurare pericoli imminenti e regolarmente dimenticati appena passata la tempesta: una specialitร non solo nazionale!
La nostra tempesta, il nostro evento traumatico รจ il Covid 19: usciti da questa pandemia รจ molto probabile che i buoni propositi e gli insegnamenti ricevuti, andranno nel dimenticatoio da dove verranno richiamati, forse, solo per delle saltuarie celebrazioni.
Questa lunga introduzione per definire una linea dโazione per lโAgone Nuovo, una Associazione No Profit che ha nel suo DNA unโelaborazione globale per unโazione locale.
In questo senso uno dei nostri doveri sarร la preservazione della memoria, il ricordare a noi stessi e ai nostri concittadini i buoni propositi e gli insegnamenti che derivano dallโesperienza del Covid 19.
Per lโazione locale abbiamo come interlocutori la Regione, la Cittร Metropolitana, i Comuni, le Universitร Agrarie, le ASL, le scuole e gli Enti di Ricerca e, le realtร commerciali e produttive del nostro comprensorio.
I buoni propositi e gli insegnamenti da ricordare e da proporre sono oggi su tutti i giornali, nei dibattiti radiotelevisivi e nelle nostre conversazioni via Skype e altre indicazioni verranno dalle fasi due e treโฆ
Un grande ruolo sarร legato alla rivoluzione digitale giร in corso che dovremo cercare di coniugare in un contesto di riconversione ecologica e di sviluppo sostenibile:
รจ nostro dovere ricordarlo a noi stessi e a tutti!


