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Una voce nel deserto – Testimonianza di un Monaco Siriano P. Jacques Mourad l’8 febbraio ore 16:30

Una voce nel deserto – Testimonianza di un Monaco Siriano P. Jacques Mourad l’8 febbraio ore 16:30
gennaio 21
17:46 2020

Una voce nel deserto – Testimonianza di un Monaco Siriano P. Jacques Mourad

Il prossimo 8 febbraio 2020 alle ore 16.30 presso il teatro Charles de Foucauld della parrocchia SS.mo Salvatore di Bracciano si terrà un evento dal tema: Una voce nel deserto – testimonianza di un monaco siriano

      Abbiamo invitato, per ascoltare dalla sua voce, quale testimone di drammatici fatti accaduti P. Jacques MOURAD, monaco siriano della Comunità di Deir Mar Musa, che ci parlerà della sua esperienza vissuta nei territori della Siria dove molti uomini e donne hanno subito ingiuste detenzioni o sono stati rapiti e l’intera popolazione è devastata da una guerra che si protrae ormai da 8 anni. Il 21 maggio 2015 anche P. Jacques, mentre si trovava nel monastero di Mar Elian, in Siria, è stato rapito dai jihadisti. Quattro mesi e venti giorni di detenzione che rappresentano la straordinaria testimonianza di un religioso che non solo non ha perso la fede nei momenti più duri della prigionia, ma non l’ha nemmeno rinnegata in cambio della salvezza.

     Ricordiamo tra gli scomparsi padre Paolo Dall’Oglio, rapito nel 2013 in Siria. Con p. Jacques ha fondato il monastero di Deir Mar Musa, di lui non si hanno più notizie da alcuni anni. Anche lui fermamente convinto nella possibilità di dialogo e di una convivenza pacifica tra cristiani e musulmani nel Paese.

     Secondo i dati disponibili – forniti dal Pontificio Consiglio Cor Unum – la drammatica situazione umanitaria in Siria e in Iraq è allarmante “dal 2011, la crisi avrebbe provocato finora oltre 250mila vittime e un milione di feriti. Attualmente sono più di 12 milioni le persone bisognose di aiuto in Siria e oltre 8 milioni in Iraq; i rifugiati interni sono 7,6 milioni in Siria e più di 3 milioni in Iraq, mentre 4 milioni sono i rifugiati siriani in tutta l’area del Medio Oriente: in particolare, 1,9 milioni in Turchia, 1,1 milione in Libano, più di 600mila in Giordania”. 

     Grazie al progetto della Comunità di Sant’Egidio, della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e della Tavola Valdese si è potuto aprire un corridoio umanitario in sicurezza e legalità. Gli arrivi ad oggi sono 2900 le persone giunte in Europa dalla guerra attraverso aerei di linea e hanno potuto lasciare i campi profughi dove si trovavano, a volte da anni, a causa della guerra. Molti i bambini, alcuni bisognosi di cure, che in maniera legale e sicura avranno la possibilità di cominciare una nuova vita in Italia.

     La Chiesa cattolica è presente ed aiuta tutti indistintamente. In questi territori sono presenti e attivi oltre 10mila operatori ecclesiali (tra professionisti e volontari) che svolgono la loro missione, garantendo assistenza materiale e spirituale a tutti, cristiani e non cristiani, musulmani soprattutto.

     È evidente che la Chiesa nutre grande preoccupazione per le sorti delle comunità cristiane del Medio Oriente e per la fuga di queste dalle loro case e dalle terre che storicamente e spiritualmente sono la culla del messaggio evangelico. 

     Dobbiamo chiederci al di là dell’appartenenza religiosa e senza pregiudizi ideologici: che Medio Oriente sarebbe senza cristiani? La loro fuga, in un futuro prossimo, sarà un problema per tutta la società, anche per chi appartiene ad altre religioni, dato il ruolo storico di tali comunità. 

      A seguito di queste problematiche si sono incontrati alcuni laici e sacerdoti, che operano nelle comunità parrocchiali e nelle Caritas delle nostre città, e sentito la necessità di attivare una rinnovata attenzione alle tematiche legate alla pace che si riconosce negli ideali di pace del vangelo e per raggiungere tali obiettivi vogliamo costituire un Punto Pace di Pax Christi che operi in questi nostri territori. 

      Pax Christi è un movimento internazionale nato nel 1945 in Francia ed è presente in Italia dal 1954, radicato nella Chiesa aperto a tutti e alla ricerca instancabile della pace, dialoga e collabora con le associazioni e i movimenti cristiani, con gli altri movimenti di pace e con tutti gli uomini di buona volontà, in collegamento con il magistero della Chiesa. 

     Costruire la cultura della pace non è un impegno tra i tanti, ma un umanesimo nuovo, un costruire se stessi, le città, il mondo, mettendo al centro l’incontro, lo scambio, l’intesa, la comunione con l’altro, con il suo volto e la sua storia.

     Ci proponiamo di educarci ad educare alla pace aprendo gli occhi sulla realtà che ci circonda, cercando di avere la capacità critica di fronte ai condizionamenti storici e ascoltando il “grido dei poveri” nelle sue molteplici forme. 

      Per il raggiungimento di questi obiettivi ci prefiggiamo di: sostenere gli operatori di pace e le istituzioni; cercare di unire gli sforzi, nella verità e nell’amore, con tutti coloro che lavorano per la pace e la giustizia in associazioni e movimenti ecumenici; dare spazio alla nonviolenza e alla giustizia e al volontariato; favorire la partecipazione alle manifestazioni e rivendicazioni nonviolente dei diritti umani.

      Riteniamo dare voce alle problematiche inerenti alla violazione dei diritti umani, sensibilizzare sui problemi della fame nel mondo che investe popoli interi, sulla corsa alle armi e il commercio clandestino di esse, sulla militarizzazione crescente del territorio, su certe visioni economiche che sfruttano e deprimono la vita, sul problema dei flussi migratori in crescente crescita.

     Questo evento lo abbiamo voluto presentare alle Comunità parrocchiali, alle Comunità religiose ortodosse, musulmane e protestanti, alle associazioni, ai movimenti e ai gruppi che sono presenti ed operano nei territori delle nostre città, ai Sindaci e agli Assessori comunali, agli insegnanti e agli studenti delle scuole superiori. 

     Successivamente a questo evento intendiamo proseguire con altre iniziative che vogliono tradursi in fatti concreti di aiuto alle popolazioni siriane colpite dalla guerra. 

     Se intendete perseguire tali scopi e aderire alla costituzione del Punto Pace di Pax Christi sul nostro territorio potete contattarci attraverso la redazione.

 

Don Giuseppe Aquilanti, don Luigi Romano, Emanuela Allegretti, Emilio Presciuttini, Marina Severi,  Nadia Gabrielli, don Paolo M. Quatrini, Salvatore Cassetti. 

 

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