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Montebello: “Illegittimo scaricare sui Cittadini le manutenzioni di aree comunali, a garanzia di sicurezza e salute”

Montebello: “Illegittimo scaricare sui Cittadini le manutenzioni di aree comunali, a garanzia di sicurezza e salute”
maggio 14
15:21 2019

                                                                     COMITATO DI QUARTIERE                    

                                               “Villaggio Montebello”                                         Prot. 17/a/19

 

 

Dr. Armando Tondinelli, sindaco di Bracciano

e p. c.:  Dr. ssa Pamela Teresa Costantini, segreteria generale

Arch. Lidia Becchetti, capo-area urbanistica

Dr.ssa Maria Grazia Toppi, capo-area legale

Bracciano, 13-5-2019

Oggetto: MONTEBELLO – Illegittimo scaricare sui Cittadini

                le manutenzioni di aree comunali, a garanzia di sicurezza e salute

 

Signor Sindaco, mercoledì 8 maggio ella, la cui correttezza personale rispettiamo, ha ipotizzato al dr. Amedeo Lanucara, presidente del Comitato Montebello, un’iniziativa comunale suggeritale da un suo Legale, che però i nostri Legali giudicano illegittima e su cui stanno apprestando una diffida. Il suo Legale forse ignora fatti e misfatti. E allora noi ci permettiamo di spiegarglieli pacatamente.

 

Dunque. Dal 2014 l’Asl Rm-4 tempesta il Municipio con allarmati rapporti (l’ultimo è dell’ottobre scorso); e obbliga il Comune alla manutenzione delle sue aree di Montebello, ove manca la tutela di sicurezza e salute. Tali aree, insieme a quel che vi insiste sopra e sotto, son  comunali, per sentenza costitutiva Tar Lazio del gennaio 2014, traslata nel luglio successivo all’Agenzia delle Entrate.

 

I rapporti Asl denunciano: 1) la mancata, pluriennale pulizia, da parte del Comune, delle sue aree, ove proliferano spuntoni di ferro su muri abusivi di cemento armato, insieme a jungle d’erbacce, in signoria di sorci, serpi e zanzare, che entrano nelle case; 2) la mancata lotta, da parte del Comune, alle polveri sottili, dannose a chi ha disturbi cardio-circolatori, su di un tratto di strada non asfaltato. A seguito di ciò, il Comune accerta una spesa di 70.000 euro (20 per le sterpaglie, 50 per la strada). Sin qui nulla da eccepire, se non che da 5 anni Montebello vive in uno stato di palese ingiustizia, per le colpevoli e inaccettabili inerzie del Comune nelle manutenzione delle proprie aree.

 

L’inaudito accade ora. Ella, signor Sindaco, comunica al dr. Lanucara che i lavori di manutenzione di aree pubbliche, per garantire sicurezza e salute (su consiglio appunto d’un suo Legale) vorrebbe addebitarli agli Abitanti. Incredibile! Se passasse tale linea, domani il Comune addebiterebbe ai Braccianesi il costo delle buche, degli alberi potati e di ogni altra manutenzione su suolo pubblico.

 

Dobbiamo ribadirlo con forza. Per legge, il Sindaco è obbligato alla manutenzione delle sue aree, per la tutela di sicurezza e salute. E ciò col denaro dalle tasse (Zeus sa quanto esose!). Se no egli ne risponde in ogni sede giudiziaria. Scaricare sugli Abitanti le spese di stretta competenza comunale è un arbitrio dalle gravi conseguenze giuridiche, che si aggiungerebbe agli altri arbitri trentennali contro di noi. Non mischiamo patate con cipolle. Non rileva il fatto che le finanze comunali siano in affanno, per scelte amministrative discutibili. Né rileva la completezza o meno delle urbanizzazioni.. Che c’entrano le finanze dissestate e le urbanizzazioni incomplete con l’obbligo comunale di manutenere il proprio territorio, a garanzia di sicurezza e salute?

 

Per il completamento delle urbanizzazioni, comunque, è in piedi a Civitavecchia la causa per l’accesso a due fidejussioni da 1,1 milioni di euro,. Ed anche per questa via non si capisce perché si pensi ad addossare le manutenzioni ai Cittadini. La colpa delle urbanizzazioni tutt’ora incomplete e/o fuori-norma, comunque, non è degli Abitanti, che ne sono le vittime, e  il cui costo essi hanno pagato profumatamente, fin all’ultima lira, coi rogiti e con le agibilità. Ma la colpa è esclusivamente delle inconcepibili inerzie (forse colpose o forse peggio) degli Organi comunali, che hanno indebitamente consentito all’ex-Lottizzatore di costruire e vendere le case con lauti profitti, senza averlo costretto preventivamente (art. 10 Convenzione), a completare e a normare le suddette urbanizzazioni. Eppure la lettera 12-3-1994 dall’allora Dirigente Urbanistica, indicava che quest’ultima era l’unica via da seguire, per le inadempienze dell’ex- Lottizzatore. Ma restò lettera morta. Che un Lottizzatore provi a massimizzare i profitti, scansando gli obblighi, è nelle regole del gioco; ma che un Comune l’assecondi, calpestando diritti e bisogni collettivi.è una vergogna

 

V’è di più. Il 15 febbraio 2002, vigilia elettorale, la Maggioranza di Sinistra approvò una “folle” delibera, che concesse all’ex-Lottizzatore la licenza di nuove case, pur riconoscendo che: a) – nel luglio 2000 la Convenzione era ad aeternum scaduta; b) – le urbanizzazioni erano incomplete e/o non a norma, talché s’impose all’ex_Lottizzatore di completarle entro il termine perentorio e irrevocabile di 6 mesi. Beh, ai 6 mesi una nuova Amministrazione di Destra, ove anch’ella sedeva, si tappò naso, occhi e orecchie, guardandosi bene dal verificare l’esecuzione degli impegni. Non bloccò, com’era suo dovere, le costruzioni e le laute vendite, che durarono a lungo; ed anzi “regalò” una nuova licenza extra-indici, poi ritirata, per un ristorante su suolo pubblico (secondo il Comune, sarà poi costruito quasi triplo rispetto alla concessione; da qui l’arrivo a breve d’un Commissario regionale ad acta). Quell’Amministrazione di Destra, peraltro, specie nell’Urbanistica, “sbroccava” a tal punto, che proprio ella, pur facendone parte, guidò un putsch interno che l’uccise anzitempo.

 

Aggiungiamoci due fatti gravi. 1) – L’ex-Lottizzatore (alias Totò con la Fontana di Trevi) vendette ad una srl privata di Villa di Briano, gestita dal suo Sub-appaltatore, le aree di spettanza pubblica, senza che il Comune, pur informato, bloccasse, com’era suo dovere, l’operazione sul nascere. Soltanto nel 2010, su pressione del Comitato e con un nuovo Assessore all’Urbanistica, il Comune otterrà dal Tar-Lazio quel ch’è suo, con la citata sentenza del 2014. 2) –  La Società ex-lottizzatrice si spogliò dei propri beni, vendendo le poste attive ad srl gestite o dallo stesso ex-Lottizzatore o da suoi Familiari. Si trasformò, insomma, in una Bad Company nuda e cruda, senza che il Comune si opponesse, com’era suo dovere per Convenzione. Né nelle successive diatribe (che strano!) contesterà mai una tal circostanza. Con le immaginabili conseguenze negative.

 

A Montebello, ahimè, Destra e Sinistra, pur bsstonandosi a vicenda, nella disperata ricerca di consensi, si trovan sempre a braccetto nel tutelare gli interessi dell’ex-Lottizzatore (che vota a Roma), maltrattando al contempo 150 famiglie, che votano a Bracciano. Abbiamo chiesto più volte il perché dell’anomalia. Nessuno ci ha mai risposto. E nessuno batte ciglio, se noi ci preoccupiamo per i probabili sintomi a Bracciano di culture mafiose, denunciate autorevolmente da più parti.

 

Noi siamo certi, signor Sindaco, che l’ipotesi del suo Legale si sgonfierà come una bolla di sapone. Se, per una malaugurata ipotesi, ciò non accadesse, saremo costretti  a difendere i nostri diritti e a chiedere congrui risarcimenti a tutti i Responsabili, in tutte le sedi giudiziarie. Distinti saluti..

 

Il Presidente del Comitato Villaggio Montebello

(Dr. Amedeo Lanucara)

 

Amm. Luigi D’Elia, past president

Dr. Alberto Perra, past president

Sign. Massimo Toffolo, past president

Sign. Enrico Ricciatti, segretario

Sign. Giorgio Pastori, tesoriere

Sign. Donato Despota, archivista

Sig.ra Francesca Giansanti, componente Direttivo

Sign. Claudio Caprioli, componente Direttivo

 

 

 

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