LAGONE

Storie nere 2 – A LETTO CON GLI ASSASSINI?

Storie nere 2 – A LETTO CON GLI ASSASSINI?
novembre 16
18:33 2018

Ad Isola quella mattina c’era un freddo esagerato che percepivo in ogni angolo di me, un gelo predittivo di qualcosa che mi avrebbe catapultato, all’improvviso, in una realtà raccapricciante. Varcai la porta del Commissariato e raggiunsi il Posto di Polizia Scientifica. Da poco più di una settimana ero stata trasferita nel mio nuovo ufficio. Il mio collega era un tipo divertente e alquanto singolare, sempre con la battuta pronta ma, decisamente, di poche parole. Giunse una telefonata sull’utenza fissa, rispose il mio collega che annuì, si alzò dalla sedia con la sua flemma infinita e mi disse: “Dobbiamo uscire”. Lo seguì senza fare domande. Immaginavo che sarebbe stato il solito sopralluogo, un furto in appartamento, ed invece …Arrivammo davanti ad un negozio, al centro di Isola, e vidi tutta l’area transennata e delimitata con i nastri di sicurezza, dai colleghi delle volanti del Commissariato. Non avevo ancora ben capito il livello di gravità che avrei realizzato da lì a qualche minuto. Scendemmo dall’auto di servizio e c’incamminammo verso quell’esercizio commerciale. Proprio all’ingresso del negozio, vidi una giovane donna riversa a terra con la faccia sul pavimento. Forse, il mio ermetico collega avrebbe potuto avvisarmi della natura del sopralluogo, almeno mi sarei preparata psicologicamente! Un profondo respiro, per consentire un po’ di tempo al mio battito del cuore di rallentare la propria corsa, e così mi preparai ad affrontare la mia prima scena del crimine. Proseguimmo all’interno della struttura e vidi uno scenario a dir poco agghiacciante. Un uomo a terra palesemente privo di vita. Si era sparato un colpo in viso con la sua pistola semiautomatica, una Glock 9 mm, regolarmente detenuta; parte di tessuto facciale e di materia cerebrale erano sparsi nella stanza. Nove proiettili esplosi e sangue dappertutto. Una scia ematica proseguiva nella stanza adiacente. Il professionista non aveva accettato la fine della sua storia con Giulia, la bella commessa di quel negozio d’antiquariato. L’ennesimo rifiuto, da parte di Giulia, e quel no agì da innesco per un’esplosione omicida da parte dell’ex amato. In quel mentre, la titolare del negozio, Ada, che aveva sentito gli spari, era corsa verso quell’uomo per fermarlo, ma lui risoluto nel completare il suo piano omicidiario, le aveva puntato la pistola contro, uccidendola a bruciapelo. Giulia aveva approfittato di quell’attimo in cui l’uomo stava ricaricando l’arma, per sparare nuovamente, ed era scappata all’esterno, per chiedere aiuto, ricoperta di sangue e ferita gravemente alla spalla e all’addome. La ragazza era diventata negli ultimi mesi il suo grande tormento e la sua infernale ossessione. Proprio non voleva rassegnarsi a quell’amore finito. Da tempo il professionista la tormentava telefonicamente e la seguiva ovunque. Un uomo dal fare cortese e gentile, sempre con il sorriso sulle labbra, così veniva descritto da chi lo conosceva bene! Quell’uomo aveva lasciato dietro di sé una scia di sangue e di dolore, i suoi figli e quelli di Ada, e la SUA Giulia che aveva deciso, nel suo sacrosanto diritto di dire il suo NO ad una storia che non si sentiva più di vivere. Terribili storie di femminicidio che si ripetono, ogni giorno puntuali e molto simili; cambia il luogo, il nome delle vittime e la modalità omicidiaria, ma la storia è sempre la stessa; uomini a cui non si può dire più NO. Come l’ultima tragedia accaduta, il 15 novembre, a Vairano Patenora in provincia di Caserta. Un militare della Guardia di Finanza, è entrato in una cartolibreria del paese mettendo in atto una vera mattanza, nella quale ha ucciso la moglie Antonella, la cognata Rosanna e ha ferito i suoceri accorsi in soccorso delle proprie figlie. Alla fine l’uomo ha deciso di togliersi la vita. Ma noi donne cosa siamo, un numero da accendere e da fare esplodere a piacimento ad opera di un uomo rifiutato, piccolo, immaturo e vigliacco, a cui si è osato dire un altro NO? Una società civile! Che tutela chi?

Anguillara Sabazia, 16 novembre 2018

Luciana Crucitti

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