LAGONE

Bracciano. Intervista al consigliere Donato Mauro

Bracciano. Intervista al consigliere Donato Mauro
settembre 12
08:20 2018
Intervista rilasciata  da
Donato Mauro,consigliere comunale
Come si è arrivati alla bocciatura del piano di riequilibrio?
Per rispondere compiutamente a questa domanda è necessario risalire al  periodo della campagna elettorale del 2016 quando tutti i candidati a sindaco hanno fatto legittimamente richiesta al commissario prefettizio di conoscere l’ammontare del debito che gravava sul bilancio del comune-
Dai primi riscontri si apprese che il debito ammontava ad oltre 5 milioni di euro.a quel punto tutte le forze politiche in campo si misero al lavoro per individuare la strada da seguire per ripianare il debito.
Il commissario prefettizio elaborò poi una proposta di piano di riequilibrio,pari a 5 milioni e 500 mila euro circa  ,congiuntamente al piano concordatario relativo alla società partecipata che prevedeva il pagamento dei creditori chirografari e una buona prospettiva di ritorno economico per le casse del comune.
L’attuale sindaco ,appena eletto,prese atto dell’ammontare del debito ma non diede corso al piano concordatario e dette inizio ad una procedura che doveva prevedere la realizzazione in area Cupinoro di impianti alternativi basati sulla produzione di energia elettrica dal solare e su una piantagione di lavanda.
Salvo poi dichiarare in Consiglio che non si poteva procedere alla votazione del progetto proposto dall’avv. Silvia Fiori, allora amministratore unico della società, in quanto le aree interessate non erano utilizzabili dalla Bracciano Ambiente
Inverosimile   dichiarazione immediatamente e seccamente smentita smentita dalla Università Agraria che ne percepiva gli oneri d’affitto.
Intanto il sindaco poneva all’ordine del giorno del Consiglio il piano di riequilibrio finanziario che conosciamo.
Tutti i consiglieri di opposizione fecero osservare le gravi criticità contenute nella proposta .In particolare al sottoscritto che ne prevedeva la probabile bocciatura ,se fosse stato approvato in tale forma,il sindaco rispose ironizzando sulle mie capacità di previsione.Non vennero ascoltati gli avvertimenti che pervennero dai consiglieri di opposizione e il piano venne approvato il 12 settembre
2016  dai consiglieri di maggioranza e da Luca Testini.
La situazione di incertezza sul futuro della Bracciano Ambiente  si protrasse fino a novembre 2018  con  comunicazioni  e annunci di improbabili piani alternativi al giudice fallimentare che fu indotto a dichiarare il fallimento della società partecipata.
Come è noto, si sono susseguiti nel corso degli ultimi due anni le approvazioni dei bilanci consuntivi e di previsione che non tenendo conto delle criticità e delle manchevolezze del piano di riequilibrio finanziario dovrebbero essere rivisitati.
La Corte dei conti non poteva fare altro che non approvare il piano di riequilibrio finanziario “avendolo valutato non congruo ai fini dell’equilibrio finanziario dell’Ente”.
Inoltre la Corte  dei conti afferma che” la stesura dei documenti presenta un diffuso disordine ,che ha concorso a una non chiara rappresentazione della gestione contabile e finanziaria e che tale situazione non è stata risolta neppure a seguito delle pronunce della magistratura contabile susseguitesi negli anni,questo denota chiaramente una Pessima gestione amministrativa”.
In parole povere siamo giunti alla bocciatura del piano basato tra l’altro su crediti di  inverosimile esigibilità ,non avendo voluto ascoltare non solo le osservazioni dei consiglieri di opposizione ma neppure quelle dei revisori dei conti e infine i richiami determinanti della Corte dei conti
Ora il sindaco ha fato approvare dalla sua maggioranza in Consiglio un. ricorso avverso la deliberazione della Corte dei conti.
CUI PRODEST ?  Non certe alle casse del Comune visto che comporterà altre spese a carico dei cittadini,non certo alla comunità che vedrà allungarsi i tempi per la conclusione dell’attività di questa giunta che la Corte dei conti ritene responsabile di una pessima gestione amministrativa.
Il sindaco ha dichiarato che anche se venisse il commissario lui resterebbe in carica per occuparsi di Urbanistica. Cioè tra le altre cose della questione La Lobbra che, pur essendo attualmente all’esame della magistratura e non rientrando per nulla tra le competenze del Consiglio,è costata fino ad oggi decine di migliaia di euro d spese legali,sottratti a ben altre esigenze della comunità.
Ci siamo chiesti a che scopo ma non siamo riusciti  a trovarlo a meno che non si tratti di uno scopo recondito.
Quali sono state le linee guida della politica economico finanziaria?
La politica economico finanziaria dettata dal sindaco non ha nemmeno sfiorato le esigenze della comunità braccianese.  Delibere , impegni di spesa e  decisioni hanno riguardato essenzialmente spese legali e consulenze che hanno sottratto consistenti fondi a scapito ad esempio della scuola d’infanzia dei Pasqualetti , dei necessari interventi per rendere fruibili gli impianti sportivi e dei luoghi deputati alla cultura nonché alla valorizzazione dell’offerta turistica.
Anche il ripetuto ricorso ad assegnazioni di posizioni organizzative conferite ex art.110 delle norme sugli enti locali ha influito pesantemente sul bilancio mentre si potevano utilizzare risorse presenti nella pianta organica del comune dotate anche di maggiore esperienza.
Per non parlare della totale assenza di una politica per il lavoro e a favore delle fasce più deboli.
L’assenza di una plausibile progettualità ha fermato del tutto il paese; l’unico progetto credibile era stato portato avanti dall’ex vice sindaco Rinaldi che per motivi a noi oscuri è stato revocato sia da vice sindaco che da assessore.
In relazione alla delibera di giunta n.115 del 19.5.2017 si   è assistito alla indefessa  azione che ha comportato e sta tuttora comportando un impegno, di spesa e di lavoro, totalmente ingiustificati degli uffici del comune per  la riattivazione della procedura concordata ex art.11 L.241/90 riguardante un contenzioso con un privato cittadino che è da anni all’esame della competente autorità giudiziaria.
Il compito di riattivare la suddetta procedura è stato affidato all’arch. Lidia Becchetti,nuova capo area urbanistica, che ha posto in essere numerosi provvedimenti palesemente in contrasto con l’art.21 della legge Madia.
La stessa arch. Becchetti ,dopo una breve interruzione,veniva nuovamente assunta nel mese di aprile 2018  con provvedimento del tutto arbitrario da parte del sindaco che  effettuava un atto gestionale,non di facoltà dell’organo politico.. Ciò, nonostante ci fosse in organico personale in grado di espletare l’incarico ,come confermato dalla dott.ssa Salimbene, Segretaria generale, con nota 13799 del 18.04.2018.
Non solo,ma l’arch.Becchetti è stata assunta ex novo a partire dal 26.07.2018 nonostante fosse precedentemente pervenuto il provvedimento della Corte dei conti con il quale comunicava la bocciatura del piano di riequilibrio , preclusiva di ogni procedura di assunzione di personale esterno.
 La Becchetti proseguiva imperterrita e giungeva a rilasciare una certificazione urbanistica riguardante l’area in questione che risulta in pieno contrasto con il piano urbanistico vigente.
A nulla sono servite una prima  diffida della Regione Lazio a non proseguire nella procedura ex art.11 e  la successiva nota con la quale  chiedeva nuovamente chiarimenti in ordine a “procedure non chiare che avrebbero comportato una variante urbanistica a parte del proprio territorio in contrasto con la normativa vigente nonché di sospendere  cautelativamente ulteriori determinazioni in applicazione della delibera di giunta n.115/17 alla luce del perseverante atteggiamento di mancata collaborazione istituzionale e omessi chiarimenti sulla vicenda da parte comunale”
Spero di aver chiarito anche per i non addetti ai lavori la situazione e in ogni caso ribadisco di essere profondamente convinto , come affermato  da tutta l’opposizione ,che la questione ” la Lobbra” sia di esclusiva competenza della magistratura e degli organi della Regione Lazio.
L’amministrazione comunale e per essa il sindaco dovrebbero avere altre priorità.
Quali sono,secondo lei,. gli interventi da attuare sul piano sociale.
La priorità rimane il lavoro.  La creazione di posti di lavoro utilizzando tutti gli strumenti a disposizione,
dalle opere di manutenzione,al rilancio del turismo e al ricorso ai fondi europei per la realizzazione di progetti coerenti con le politiche comunitarie.
Questi propositi li troviamo in ogni programma elettorale ma è altrettanto evidente che per realizzarli serve esperienza manageriale  e una giunta in possesso di strumenti tecnico ,culturali e amministrativi adeguati.Dai risultati ottenuti dopo 27 mesi da questa amministrazione emerge con chiarezza che tali requisiti non sussistono.
Per far partire la manutenzione delle strade e degli edifici di competenza comunale occorre ovviamente disporre di adeguate risorse finanziarie a cui si può attingere in ambito nazionale ,regionale ed europeo solo se si è in grado di proporre progetti credibili e non condizionati da interessi di parte.
Oltre al lavoro è doveroso porre attenzione alle aree della nostra comunità  connotate da bisogno e fragilità.
Occorre reperire ogni possibile risorsa rivolgendosi chiedendo con determinazione fondi ad hoc ,nei limiti delle possibilità del bilancio nazionale e regionale, e senza timore  anche ad  aziende , persone molto  facoltose e associazioni benefiche affinché forniscano il loro contributo con donazioni e procedano ad assunzioni anche a tempo determinato.
Questa ipotesi farà sorridere coloro che non credono nella solidarietà umana  ,invece sono certo che se la proposta viene presentata da persone credibili, per bene e al di sopra di ogni sospetto  può portare beneficio a molte persone in difficoltà .
Strettamente connessa a tale proposta è l’inderogabile necessità di ricostruire, con pazienza e determinazione ,il senso di comunità fortemente incrinato da espressioni di odio e malevola contrapposizione totalmente ingiustificata.Una cosa è la lotta politica, anche la più accesa,e un’altra cosa è augurarsi e adoperarsi affinché  famiglie o persone dello stesso paese vadano in malora. Augurare il male non porta bene e come si apprende  dalla filosofia indiana spesso ritorna su chi lo ha fatto.
Personalmente, come ho detto più volte, mi adopererò affinché a Bracciano torni la serenità e la concordia.
Erano giustificate  le decisioni di chiudere gli impianti sportivi,il museo e i luoghi di cultura nonché i   luoghi  di aggregazione sociale?
 
Guardi, la chiusura di tutti gli impianti sportivi ,del museo, dei luoghi deputati alla cultura e quelli di aggregazione sociale quali il centro anziani e il centro civico, mai aperto, ha rappresentato ,a mio parere , la più evidente dimostrazione di inadeguatezza  dell’attuale sindaco ad affrontare le problematiche sia pure  di livello molto modesto, dal punto di vista dell’impegno richiesto per risolverle,ma rilevantissimo per le conseguenze negative che ha causato alla collettività.
Ad esempio Il campo sportivo è stato chiuso a seguito di macroscopici errori di valutazione sugli interventi di manutenzione necessari,    costringendo le società sportive a dirottare i propri iscritti fuori Bracciano con conseguenti disagi e oneri di spesa aggiuntivi. Il palazzetto è stato chiuso per non avere ottemperato alle prescrizioni dei vigili del fuoco.
Insieme agli altri consiglieri di opposizione stiamo cercando di individuare una soluzione per riattivare il funzionamento degli impianti sportivi , sentito il parere delle associazioni sportive in una riunione di prossima convocazione.
 
 Secondo lei  è possibili mettere in campo un progetto per la rinascita e lo sviluppo di Bracciano?
 
Veda, un noto adagio recita così : la politica è l’arte del possibile. Ma a ciò bisogna aggiungere: la politica con la P maiuscola.
Non sta a significare quella fatta da uomini geniali o importanti ma da persone che impegnano tutte le proprie capacità per porre in essere politiche del lavoro ,del bene comune ,dello sviluppo sociale e culturale al solo scopo dell’interesse della comunità ,questo a tutti i livelli da quello nazionale a quello regionale fino al nostro quello locale.
Non so dire se questo assioma sia mai stato posto in essere in passato,ma sono certo di non averlo rilevato,
se non in alcuni limitatissimi casi .
Le cause sono molteplici e non è questa la sede per analizzarli tutti ,ma riferendoci al nostro paese è indubbio che siano  sono pesate moltissimo le rivalità tra famiglie e tra gruppi organizzati che a prescindere della rispettiva appartenenza politica ,  convincimenti ideologici  e valori di riferimento si sono contrastati avendo come obiettivo la tutela degli interessi di parte e non quelli  della collettività.
In
vito tutti  ad esaminare le delibere presentate e approvate dalla giunta o dal Consiglio comunale ,non ne troverete una di rilevante e strutturale importanza che interessi l’intera collettività .che abbia il respiro del futuro , che proponga progetti di sviluppo,anche partendo dalle cose più semplici come la cura della cittadina, che solleciti la Regione e dove possibile il governo centrale  a intervenire nell’ambito dell’applicazione delle leggi e politiche sociali nazionali e regionali.
Per fare tutto ciò è necessario che il paese si doti di una giunta e di un Consiglio composti sia da persone di provata e documentata esperienza ,sia da professionisti e indispensabilmente da molti  giovani portatori di idee e voglia di impegnarsi per sviluppare le buona politica che parla di lavoro ,sviluppo e pace sociale.
Donne e uomini , lontani da ogni interesse di parte, in grado di affrontare   consapevolmente  gli sforzi e i sacrifici richiesti con l’obiettivo di restituire a Bracciano il ruolo che merita nel territorio.
Con tale auspicio mi impegno ad iniziare una serie di incontri con i cittadini per sviluppare questo progetto del movimento civico “Liberi e Forti 2.0” e prepararci alle sfide che ci attendono.

 

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