Smart Cities, perché sono e devono essere il futuro. Progetti Alternanza Scuola-Lavoro (ASL), gli studenti del Vian di Anguillara incontrano l’ENEA

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Lo sviluppo urbano intelligente sta conoscendo una rapida fase di sviluppo a livello europeo, ma a che punto è la progettualità in Italia e nel nostro territorio che sviluppo può avere? Sabrina Salerno, sindaco di Anguillara Sabazia illustra alcune idee

di Massimiliano Antonini, Nicole Maoloni, Andrea Merangola, Domiziana Napoleoni, Luca Olamide Ojegbade, Ricasoli Leonardo, Flavia Simonelli, Eleonora Smarchi, Classi 4H e 4I Liceo Scientifico Ignazio Vian – Anguillara Sabazia

Cos’è la Smart City?

Smart city, o città intelligente, è una nuova strategia di progettazione urbana che coinvolge la sostenibilità a 360 gradi.

La città intelligente integra un processo di innovazione sociale e tecnologica che unisce lo sviluppo sostenibile ad un miglioramento della qualità della vita, sviluppando l’economia a favore di un capitale sociale troppo spesso trascurato, promuovendo così notevoli vantaggi sociali, naturalmente senza trascurare il fattore ambientale.

Il concetto di smart city è nato da un’idea nei primi anni del 2000, pensando all’integrazione di più aspetti urbani:

smart cities 1

  • economia intelligente

  • mobilità intelligente

  • ambiente intelligente

  • persone intelligenti

  • vita intelligente

  • governo intelligente

Da quel momento sono state avviate varie sperimentazioni, soprattutto nelle grandi città e sono stati varati programmi di sviluppo e funzionamento in tutto il mondo. In particolare, la Comunità Europea ha varato il programma ‘Horizon 2020’1 che si propone l’ambizioso obiettivo di dare sempre più spazio al tema delle smart cities & communities. In questo contesto, sono stati varati ben 24 progetti in Europa per lo sviluppo di quartieri intelligenti, o smart districts. In generale, dunque, il tema dello sviluppo urbano intelligente è noto e sta conoscendo una rapida fase di sviluppo a livello europeo.

Smart Cities, in Italia funzionano?

Poiché i progetti a livello europeo sono abbastanza definiti, sorge spontaneo chiedersi a che punto sia la progettualità nel nostro paese; per rispondere a questa domanda abbiamo intervistato l’Ingegner Mauro Annunziato dell’ENEA, che ha tenuto una conferenza al liceo Vian, per divulgare le idee che stanno alla base dei progetti Smart City.

D: La smart city può essere un metodo per affrontare le disfunzionalità urbane, risolvibili con progetti pensati in cooperazione e che possono inoltre portare uno sviluppo economico e sociale del territorio, con un’attenzione particolare al fattore ambientale. Quali esperienze di Smart City si stanno attuando in Italia?

R: Sono numerose le esperienze che si stanno attuando in diverse città italiane, e in particolare in quelle più grandi; a L’Aquila, Torino e Bari, sono presenti i primi progetti Smart. Essi mettono a fattor comune numerose tematiche affrontandole in modo integrato, quali il tema della mobilità, del consumo energetico, dell’illuminazione stradale o dello sviluppo di una comunità. In altre città, come Roma, stanno iniziando a nascere i primi progetti di natura Smart.

D: Come si potrebbero avviare dei processi di Smart City nel nostro territorio?

R: Anche in realtà più piccole come la nostra possono essere avviati dei progetti smart. Il punto di partenza consiste nell’analizzare i bisogni principali della comunità per poter in seguito attuare dei progetti che rispondano ad essi. È necessario però sviluppare dei progetti che coinvolgano i cittadini, in quanto il coinvolgimento e la partecipazione della comunità sono fondamentali per i progetti di questa natura, sono le persone a portare alla nascita di questi progetti.

D: In generale nell’avviare questi progetti che difficoltà si incontrano?

R: Le difficoltà che si possono incontrare sono di due ordini. Il primo è di ordine progettuale. E’ importante capire quale sia il progetto più indicato per ogni località, poiché ogni realtà ha bisogno di uno specifico progetto. Il secondo è di natura economica. Alcuni progetti permettono di risparmiare denaro immediatamente, mentre altri necessitano di finanziamenti provenienti dai cittadini o dai comuni, e ciò può talvolta influire sull’avvio di questi.

smart cities 2La nascita delle idee: lo Smart Lab

Come ha sottolineato l’Ingegner Annunziato nell’intervista, per la nascita di progetti smart è necessaria un’attenta analisi dei bisogni della popolazione di un territorio, e ciò viene fatto in appositi laboratori, detti smart laboratories; nel corso della nostra esperienza scuola-lavoro ne abbiamo realizzato uno in classe, per simulare in piccolo quanto viene fatto per ideare progetti smart.

Il laboratorio smart è partito dall’analisi dei bisogni dei cittadini del territorio di Anguillara, suddivisi in fasce di età (<14; 14-30; 30-65; over 65), ognuna delle quali è stata affidata ad un gruppo di studenti.

Sono state compiute due analisi principali: una prima riguardante i bisogni primari comuni delle fasce di età, quali la sanità, il lavoro, l’istruzione e l’intrattenimento, ed una seconda che ha analizzato più nello specifico i bisogni, diversificandoli in base all’età e alle caratteristiche delle varie fasce sociali.

L’analisi è partita dalla situazione attuale e si è sviluppata immaginando quali miglioramenti avrebbero potuto essere compiuti per garantire un aumento della qualità della vita: si è dunque pensato a modi per migliorare l’istruzione creando spazi per aiutare gli studenti di tutte le età; è stata ribadita la necessità di garantire un futuro solido per le imprese locali mediante un’economia territoriale sostenibile, e di assicurare un’assistenza sanitaria adeguata per ogni fascia d’età. Non si è tralasciato nemmeno l’ambito dell’intrattenimento e del turismo, che, secondo l’opinione dei ragazzi che ci vivono, nel nostro territorio è troppo spesso sacrificato.

Tutto ciò viene fatto per aumentare il “capitale sociale”, un importante indicatore della salute della comunità che risiede in un determinato territorio. Per salvaguardarlo è necessaria la creazione di smart communities che sappiano integrare al meglio gli individui che le compongono.

Alla fine dello smart lab, noi ragazzi abbiamo dato libero sfogo alla fantasia nella ideazione di progetti – molto spesso infrastrutture – volti a mettere in pratica in concreto quanto si è evidenziato durante l’attività laboratoriale. I progetti sono risultati fantasiosi, talvolta utopici, ma non è detto che in un futuro più o meno prossimo non sia realizzabile qualcosa che ci si avvicini. In piccolo è stato simulato quanto è necessario fare per ideare progetti di questo tipo, seguendo lo stesso modus operandi che è adoperato per le analisi svolte dagli enti statali accreditati.

La parola al sindaco di Anguillara Sabazia, Sabrina Anselmo

Dopo aver analizzato il concetto di Smart City ed aver provato ad applicarlo, seppur idealmente, alla realtà in cui viviamo, abbiamo deciso di capire che sviluppo questa possa avere nel nostro territorio. Ci siamo dunque rivolti a chi meglio di chiunque altro lo conosce, il sindaco di Anguillara Sabazia, Sabrina Anselmo, la quale ci ha illustrato varie idee in cantiere in diversi campi, dalla community turistica alla strada in cui l’automobile è semplicemente un’ospite.

D: Sappiamo che con ENEA avete iniziato una collaborazione per uno sviluppo intelligente del territorio che risponda alle necessità dei cittadini e che garantisca un miglioramento della qualità della vita, in ambito sociale, economico ed ambientale, ispirato alla filosofia Smart. Quali priorità avete individuato tra le problematiche e le opportunità del nostro territorio?

R: Innanzitutto le priorità sono state individuate nell’ottica di un piano strategico urbanistico, uno strumento urbanistico innovativo, che parte da un’analisi sociale, economica antropologica ed ambientale del territorio per avere uno sviluppo dei servizi in esso presenti. Per fare un esempio, è stato fatto per la zona del centro storico partendo dalla popolazione che vi risiede, e sono state individuate le necessità di questa, con lo scopo di soddisfare il più possibile le necessità dei residenti e della componente turistica, che risulta essere di vitale importanza per l’economia di zone come quella presa in considerazione o per quella del Lungolago Belloni. Una problematica significativa individuata con questo metodo è quella del traffico, per la quale ci siamo rivolti all’ENEA con lo scopo di creare una viabilità alternativa sul territorio del comune, oltre che per un miglioramento dell’efficienza delle infrastrutture dedicate all’illuminazione pubblica; grazie a questa collaborazione pensiamo di poter ottenere risultati significativi, che possono scaturire da idee innovative, come ad esempio l’inserimento, all’interno dei lampioni, di dispositivi per il monitoraggio del traffico, esempio di come le tecnologie Smart possano semplificare la vita del cittadino, evitando ingorghi o incidenti sulle strade del territorio, indicando percorsi alternativi, o, addirittura, segnalando la presenza di aree libere dedicate al parcheggio.

D: Un modo, dunque, per trovare le problematiche del comune e trasformarle in soluzioni?

R: Esattamente, il tutto volto a dedicare servizi ottimali per il cittadino; sembra fantascienza, ma specialmente voi giovanissimi sapete bene che queste nuove vie sono possibili, se si decide di iniziare a percorrere questa strada.

D: Secondo lei, quali di queste possibilità possono essere applicate al territorio di Anguillara?

R: Sicuramente quelle riguardanti la mobilità sul territorio. Stiamo lavorando allo sviluppo di un trasporto urbano intelligente ed ecologico: “a chiamata”, che funzioni mediante semplici app per smartphone, o dei QR code e che permetta di coprire distanze che normalmente non è possibile assicurare con il servizio di trasporti attuale. Questa idea è molto più vicina ad essere realizzata di quella citata prima, grazie alla partecipazione del comune assieme a quella dei privati interessati. Un secondo progetto al quale stiamo lavorando e che pensiamo si possa iniziare ad applicare già dall’inizio del prossimo anno è quello della creazione di un‘albergo diffuso’ su tutto il territorio comunale, idea che risulterebbe vantaggiosa sia per i turisti che per i locali; una community, grazie alla quale si possono mettere a disposizione le stanze inutilizzate per i turisti, o viceversa, dove è possibile prenotarle. Grazie a questa community sarebbe possibile inoltre pubblicizzare eventi del territorio, con un beneficio notevole per l’economia locale.

D: Quali sono le difficoltà che si incontrano nell’avvio di questi progetti?

R: Probabilmente il fatto che queste idee per molti sono fantascientifiche: c’è una scarsa conoscenza delle potenzialità che le tecnologie offrono per ottenere un vantaggio per la collettività. Capita che questi progetti non colpiscano come dovrebbero chi opera sul territorio da molti anni, sottolineando un divario generazionale che vede i più giovani ‘pronti’ a sfruttare questi mezzi innovativi. È necessario avere coraggio ed essere pionieri per cambiare un sistema che ha perso il suo slancio iniziale e riconvertirlo in un futuro più sostenibile.

Si ringrazia per la collaborazione l’Ingegner Mauro Annunziato dell’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile)

 

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