LAGONE

Comitato Difesa Laghi Bracciano Martignano: “Basta lasciare campo libero ad Acea”

Comitato Difesa Laghi Bracciano Martignano: “Basta lasciare campo libero ad Acea”
febbraio 08
22:55 2017

Riceviamo e pubblichiamo.

“Il grave allarme creato dall’emergenza livello delle acque del lago ha risvegliato qualche Istituzione (non tutte e non quelle più interessate al fenomeno) dal letargo in cui erano cadute. Un risveglio inefficace a giudicare dai risultati appresi dal comunicato diffuso a seguito della riunione presso il Consorzio Lago di Bracciano. Il Comitato di difesa del bacino lacuale dei laghi di Bracciano e Martignano è dalla primavera scorsa che lancia grida di allarme sulla preoccupante escursione del livello del lago.

Nessuno ha battuto un colpo fino ad oggi.

Assolutamente insufficiente il risultato dell’incontro citato non solo per le risoluzioni scontate ma anche per la quantità e la qualità delle istituzioni presenti.

Quella riunione, dove mancava il Comune di Roma e l’Area metropolitana, è risultata essere una inaspettata tribuna per le arroganti performances della Acea sulle proprie inopinate giustificazioni riguardo all’incontrollato prelievo di acqua potabile per l’uso di ATO 2.

E’ ora di farla finita di lasciare al solo ente tecnico strumentale Acea campo libero di valutare arbitrariamente il prelievo delle acque del lago senza nessun controllo politico istituzionale in grado di valutare le conseguenze scientificamente rilevanti, sul piano ambientale, socio-economico ed igienico-sanitario per l’intero territorio.

Bisogna istituire una Autorità Istituzionale per il governo complessivo della delicata gestione del regime delle acque del territorio sabatino. Questo è l’obiettivo di fondo del comitato costituitosi ufficialmente l’estate scorsa

Non servono più petizioni di principio, o sigle di acronimi strani come SMALL o anche (precedentemente) COBIS.

E’ arrivata l’ora di ribellarsi a questo stato di cose anche da semplici cittadini.

Le azioni immediate che il Comitato intende perseguire sono:

1) Un esposto al Ministero dei LLPP (magari con petizione popolare allegata) dove risiede la custodia della “famigerata” Convenzione che dà alla Acea il potere di imperversare sull’intero ciclo delle acque del territorio lacustre (convogliamento-anello circumlacuale- e depurazione delle acque nere; captazione, potabilizzazione e distribuzione delle acque ad uso domestico ). Bisogna interrompere questo circolo tutto in mano ad un ente meramente tecnico.

2) Adire, con le stesse motivazioni, l’Autorità Nazionale delle acque per chiedere un suo autorevole intervento per restituire alle popolazioni sabatine i loro diritti di cittadinanza e la loro dignità di autogoverno.”

Così in una nota il Comitato Difesa Laghi Bracciano e Martignano

 

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