Trucco, musica, cinema, dipendenza tecnologica ed ironia in un progetto del Mameli di Bracciano

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Si è svolto mercoledì 23 novembre l’incontro per presentare il progetto delle ragazze del corso di estetica del Mameli.

Nell’aula conferenze dell’Istituto Salvo D’Acquisto di Castel Giuliano gli insegnanti e professionisti del settore Massimiliano Mercuri (insegnante di make up e regista del corto) e Gianfranco Sforzin (tecnico di presa diretta, aiuto regista, fotografo) hanno presentato al pubblico il frutto del lavoro e della passione degli studenti da loro seguiti in almeno cinque scuole di Roma e provincia.

Massimiliano Mercuri apre ufficialmente la conferenza parlandoci del progetto. “L’idea del corto nasce da una considerazione su quella che è ormai riconosciuta in molti individui come una patologica dipendenza da smartphone. È giusto sottolineare come, in questi ultimi anni, questo tema risulta uno dei più utilizzati nella realizzazione di corti, secondo solo al tema della violenza sulle donne. Ora, questa è una scuola di Estetica, non di cinema, quindi le studentesse hanno affrontato questo progetto partendo senza conoscenze in materia cinematografica, ma, con la nostra supervisione, le abbiamo portate ad approfondire ogni aspetto della filiera cinematografica, poiché un truccatore professionista deve saper interagire con tutto il cast di una produzione.”

La parola passa a Gianfranco Sforzin, recente vincitore di un Nastro d’Argento, e che si è occupato, tra le altre cose, del montaggio del corto. “Il ritmo di questo cortometraggio è quasi completamente affidato alla musica classica che scandisce in maniera precisa le scene ed i movimenti dei personaggi, che restano perlopiù muti.”

Per meglio comprendere il lavoro congiunto di studenti ed insegnanti ci vengono mostrati due slide show che, montati e musicati da Sforzin, ci presentano foto realizzate perlopiù da studentesse di estetica che ritraggono modelle non professioniste truccate ed acconciate dalle stesse studentesse. La musica da ritmo alle immagini.

Viene poi proiettato un primo corto, ironico e d’impatto, prima della presentazione del cortometraggio realizzato dalle studentesse del corso di Estetica del Centro Studi Goffredo Mameli. Il corto, il cui evocativo titolo è

Cosa penserebbe Antonio Meucci? è realizzato con cura e passione dalle ragazze e dai loro insegnanti. Ognuno di loro ha svolto diversi ruoli all’interno del progetto, imparando diversi mestieri e soprattutto l’arte della collaborazione.

Se vi abbiamo incuriosito, sappiate che il corto è disponibile on line, con sottotitoli in inglese!

La proiezione finisce tra gli applausi, e la cerimonia si conclude con la consegna alle studentesse, da parte degli insegnanti, degli attestati di merito. Non può che farci piacere avere la possibilità di dare notizia di un’iniziativa così meritevole, nata e sviluppata in una scuola del nostro territorio.

Monia Guredda

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