ร un prodotto della terra, rappresentante vivente dellโautunno, stagione in cui, ahinoi, dobbiamo arrenderci a entrare: รจ messer lo FUNGO PORCINO, a cui Oriolo Romano, piacevole paesino della provincia di Viterbo, dedica la sua sagra annuale.
Nella incantevole cornice di Piazza Umberto I, allโombra di Palazzo Altieri, prende il via da Venerdรฌ 12 a Domenica 21 Settembre, nei due fine settimana, la undicesima edizione della Sagra del Fungo Porcino di Oriolo Romano organizzata dalla Associazione Culturale Oriolo Romano in collaborazione con il Comune e la Pro Loco e circa 100 volontari
Protagonista del menu non poteva che essere lui: il fungo porcino in tutte le sue declinazioni: per cominciare, bruschetta alla crema di porcini, poi le classiche fettuccine, spezzatino o arista ai funghi, porcini fritti, la zuppa ai funghi porcini e fagioli e persino il pane impastato con questa prelibatezza che ci regala la terra, oltre alla novitร di quest’anno… la lasagna ai funghi porcini.
La consueta cortesia e ospitalitร del Paese e degli organizzatori della Sagra, sarร integrata dalla compagnia domenicale di Poeti a Braccio eย Stornellatori, e nelle altre giornate, banda musicale, giochi per bambini e tutte le sere musica da ballo.
La sagra si svolge nella splendida piazza Umberto I, dove si affaccia Palazzo Altieri (giร Palazzo Santa Croce), sul quale si legge quello che potrebbe essere definito lโatto di nascita del paese: โGiorgio Santa Croce quinto signore di Viano, figlio di Onofrio, disboscรฒ la selva di Manziana, e condottovi i coloni nellโanno 1562, rese frequentata la strada Claudia, dotรฒ di mura il castello di Oriolo, edificรฒ la chiesa di S. Giorgio (1570), edificรฒ questo palazzoโ.
Al centro della piazza la Fontana delle Picche, realizzata su disegno del maestro Jacopo Barozzi da Vignola. Nelle vie principali del centro un mercatino di prodotti tipici del territorio a base di fungo porcino e non solo
Interessante la Mola del biscione, un antico mulino costruito da Giorgio Santacroce, il fondatore di Oriolo. Oggi ne sono rimaste, e sono quindi visibili, solo le antiche mura e i canali che trasportavano lโacqua verso il fiume Mignone.
Per chi preferisce unโimmersione nel verde se non รจ troppo caldo si possono fare due passi a Le Olmate, un insieme di viali alberati che uniscono il paese a Montevirginio, una frazione del vicino e altrettanto ridente Canale Monterano.
Oppure un’iniezione di natura nella Faggeta, un bosco di faggi davvero stupendo che fa parte del Parco naturale regionale del complesso lacuale di Bracciano โ Martignano.
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