VICENDA FAKIR, L’AVVOCATO BORDONI A “FILOROSSO” (RAI 3): “I PROCESSI SI FANNO IN TRIBUNALE, NON IN PIAZZA. I DUE POLIZIOTTI HANNO AGITO CON PRUDENZA”

Comunicato stampa

“Un magistrato equilibrato ha detto che i processi si fanno in tribunale. Invocare una giustizia in piazza quando c’è una Procura che sta operando correttamente non aiuta ad accertare la verità”. Lo ha affermato l’avvocato Gabriele Bordoni, legale dei due poliziotti intervenuti nel quartiere Pilastro di Bologna nella vicenda che ha portato alla morte di Fakir, intervenendo a Filorosso, il programma di Rai 3 condotto da Antonino Monteleone con Adele Grossi.

Nel corso dell’intervista, Bordoni ha difeso l’operato dei due agenti, invitando ad attendere gli esiti dell’inchiesta prima di formulare giudizi. “Al momento ci sono sei persone che sono oggetto di investigazione. A me interessano i fatti e l’equilibrio”, ha dichiarato, aggiungendo che, alla luce delle immagini diffuse, “sostenere che ci sia una responsabilità da parte dei poliziotti mi lascia molto perplesso”.

L’avvocato ha spiegato che, a suo giudizio, dall’analisi della documentazione disponibile emerge un comportamento improntato alla massima prudenza. “Non c’è nessun gesto di violenza, nessun gesto estremo. Se uno osserva il loro operato vede che hanno fatto tutte scelte prudenti. Tutto può essere migliorato, ma loro hanno gestito la situazione nel migliore dei modi”, ha affermato. Ricostruendo le fasi dell’intervento, Bordoni ha evidenziato come gli agenti abbiano inizialmente privilegiato il dialogo. “Sono dovuti intervenire solo in quel momento, perché avevano mantenuto un contatto verbale. Quando hanno deciso di porre in sicurezza quest’uomo, lo hanno fatto in un tempo brevissimo e con le modalità più congrue”. Secondo il legale, una volta posizionato sul fianco, Fakir “è riuscito a divincolarsi e a procurarsi quella ferita”.

Bordoni ha poi ricordato che i due poliziotti hanno richiesto tempestivamente l’intervento dei soccorsi. “Io so solo che i due ragazzi hanno chiamato il medico rendendosi conto che le condizioni di quest’uomo erano precarie”. Sugli ulteriori accertamenti e sulle responsabilità, ha preferito non sbilanciarsi: “Questo lo lasceremo dire a chi si sta occupando della vicenda”.

Nel corso della trasmissione, il legale ha affrontato anche il tema dello scudo penale, precisando che “esiste” e definendolo “un sistema per evitare che i pubblici dipendenti siano esposti alle conseguenze del loro operato quando agiscono nell’esercizio delle proprie funzioni”. Infine, Bordoni ha osservato che, anche sotto il profilo procedurale, è opportuno lasciare alla Magistratura il tempo necessario per completare gli accertamenti. “I termini assegnati per questo protocollo possono essere superati. Un pubblico ministero, piuttosto che chiudere una cosa in fretta, deve poter svolgere tutti gli approfondimenti necessari”.

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