Comunicato stampa
«Ad aprile la maggioranza che sostiene l’esecutivo aveva già votato in Parlamento contro la mozione unitaria che avevamo costruito insieme alle altre forze progressiste per chiedere di rafforzare strutturalmente il finanziamento del trasporto pubblico locale e garantire finalmente risorse certe e adeguate. Oggi, facendo venir meno il vincolo di destinazione delle risorse garantito dal Fondo nazionale per il trasporto pubblico locale, il Governo Meloni sferra il colpo di grazia al diritto alla mobilità.
È una scelta incomprensibile e pericolosa. Il TPL è già alle prese con un sottofinanziamento strutturale, aggravato dall’aumento dei costi, dall’inflazione e dagli investimenti necessari per la transizione ecologica e digitale. Privarlo anche della certezza delle risorse significa mettere a rischio la programmazione dei servizi, il necessario rinnovo dei contratti, gli interventi per la sicurezza, gli investimenti e la continuità del trasporto pubblico in tutto il territorio nazionale.
Le criticità sono evidenti: senza un vincolo di destinazione le risorse potranno essere utilizzate per finalità diverse dal trasporto pubblico; non sono ancora stati definiti i livelli adeguati di servizio e i fabbisogni standard; viene meno una garanzia essenziale per assicurare un’offerta uniforme sul territorio nazionale, con il concreto rischio di aumentare le disuguaglianze tra territori e compromettere il diritto alla mobilità. Non è un rischio teorico: è già accaduto in passato, quando l’assenza di un vincolo di destinazione ha consentito che oltre 1,3 miliardi di euro destinati al trasporto pubblico locale fossero utilizzati per altre finalità.
Non è solo un allarme dell’opposizione ma una preoccupazione condivisa da imprese del settore, organizzazioni sindacali, Regioni e Comuni, che da tempo chiedono risorse certe, adeguate e stabili per garantire il futuro del trasporto pubblico locale. Il Governo ha scelto invece di abbandonare gli enti territoriali e scaricare su di loro il costo di una crisi che deve essere affrontata con una politica e una visione nazionale oggi totalmente assente.
Per questo come Partito Democratico siamo pronti a dare battaglia in Parlamento e in tutte le sedi istituzionali per fermare questa scelta assurda e sbagliata e difendere il diritto alla mobilità di tutti i cittadini.»
Dichiarano in una nota Andrea Casu deputato Pd e Vice Presidente commissione trasporti della Camera insieme ad Antonio Misiani senatore e responsabile economia, finanze, imprese e infrastrutture del Partito Democratico


