Scuola, ecco le undici aziende vincitrici del bando banchi

 

Sette gruppi italiani e quattro big stranieri. Una gara d’appalto e poi una trattativa. Entro fine ottobre 2,4 milioni di pezzi da consegnare, per ora nelle scuole ne sono arrivati 300.000

ROMAΒ – Sono pubblici, dopo molte richieste avanzate al commissario Domenico Arcuri, i nomi delleΒ undici aziendeΒ che stanno costruendo e, lentamente, consegnando i banchi monoposto aiΒ 58 mila plessi scolastici del Paese. Gli uffici del commissario hanno pubblicato sul sito di governo il file piΓΉ atteso: i “vincitori”. Si scopre, cosΓ¬, che la fabbricazione dei 2.408.434 banchi e sedie da consegnare “entro fine ottobre” (inizialmente lo stock richiesto era, in veritΓ , pari a 2.540.236 pezzi) Γ¨ stata affidata a sette gruppi italiani (per 17 aziende in totale, visto che due sono raggruppamenti con piΓΉ imprese) e quattro big stranieri: una multinazionale svedese, un’impresa tedesca, una franco-spagnola, una portoghese.

Le due realtΓ  con il carico maggiore sono italiane: laΒ Quadrifoglio sistemi d’arredo spa, di Basalghelle, Treviso, porterΓ  alle scuole 600.000 pezzi. Il raggruppamento costituito da sette societΓ  e guidato daΒ Mobilferro srlΒ (arredi di Trecenta, Rovigo) mezzo milione. I sei mandatari di questo secondo Rti sono:Β Vastarredo srlΒ (Vasto, Chieti),Β Camillo Sirianni saΒ (azienda nata a Catanzaro, in un primo momento critica con il Bando Arcuri), laΒ Sud Arredi srlΒ di Nocera superiore, laΒ Paci srlΒ di Montespertoli (Firenze), la romanaΒ Arredalascuola srlΒ e laΒ Biga srl, industria di arredi scolastici di Palermo.

Tra i vincitori diretti del bando ci sono l’italianaΒ Beton,Β della provincia di Verona,, la portogheseΒ Nautilus sa, quindiΒ Estel Group srl, storica azienda di arredo per la casa di Thiene (Vicenza), e, infine, laΒ Principle Italy spa, della provincia di Milano. Queste societΓ  hanno presentato l’offerta il 5 agosto, una dopo l’altra, dalle ore 11,58 alle 12,56.

Il commissario, allora, sottoscrisse i primi sei contratti, ma constatΓ² “come non fosse effettivamente possibile soddisfare integralmente le esigenze rappresentate dal ministero dell’Istruzione nei tempi indicati”,

dice ora la nota. I banchi dovevano arrivare in classe entro il 14 settembre, avvio dell’anno scolastico: la potenza produttiva in campo non l’avrebbe consentito.

Domenico Arcuri, dopo aver sentito il presidente del ConsiglioΒ Giuseppe ConteΒ e la ministraΒ Lucia Azzolina, il 9 settembre ha avviato una seconda procedura negoziata “senza previa pubblicazione del bando di gara” con tutti gli operatori economici che, “seppure tardivamente rispetto al 20 luglio 2020”, avevano manifestato espressamente l’interesse ad eseguire la fornitura “in parola”. L’accordo bis era reso possibile da una deroga consentita rispetto alla disciplina prevista dal Codice dei contratti pubblici. Sono arrivate altre offerte concordate e il commissario ha scelto di affidare una nuova fornitura a cinque nuovi operatori:Β Hmy Financiere, societΓ  con sede a Moneteau, in Francia; laΒ Kinnarps Ab, multinazionale svedese con un riferimento italiano a CantΓΉ (Como), laΒ Vs Vereinigte SpezialmΓΆbelfabriken GmbH & Co. KgΒ di Monaco, l’Aurora Group srlΒ (questa di Miglianico, Chieti) e un secondo raggruppamento temporaneo guidato daΒ Gonzagarredi, mobilificio a Gonzaga, Mantova, e con cinque aziende a corredo. Tutte queste si sono impegnate a produrre e consegnare almeno 200.000 pezzi scolastici.

 

Il numero dei banchi monoposto complessivamente contrattualizzato Γ¨ di 2.046.000; quello delle sedute innovative Γ¨ di 434.000. Il fabbisogno richiesto viene, pertanto, soddisfatto. Il commissario ora sottolinea: “Le condizioni contrattuali ed economiche applicate alla totalitΓ  delle imprese sono identiche a quelle originariamente previste nell’Avviso di gara e sono indipendenti dalle modalitΓ  e dalle tempistiche con le quali le imprese sono state contrattualizzate”.

Hanno presentato offerte ma non sono state scelte laΒ e-Picuro srl, la prima a presentarsi, e laΒ Moschella sedute srl. LaΒ Nexus srlΒ aveva mostrato interesse, “ma non era mai stata presa in considerazione”.

Ad oggi nelle scuole italiane sono stati consegnati 300.000 pezzi.

(La Repubblica)

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