Amnesty International Italia e Rete italiana Pace e DisarmoΒ protestano
dopo la conferma da parte del governo Italiano
dell’autorizzazione alla vendita di due fregate militari al regime di al-Sisi.
Altro che ripensamento, sussulto di dignitΓ . Per il nostro (si fa per dire) ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, vale il detto latino βpecunia non oletβ. Quanto poi alle promesse fatte, rispetto al titolare della Farnesina, pinocchio sarebbe un dispensatore di veritΓ . Globalist ha documentato con piΓΉ articoli e interviste la vergognosa sudditanza del governo Conte, quello in carica e il quello che lβha preceduto, il Conte I, nei confronti del regime di polizia egiziano e, soprattutto, verso il presidente-generale Abdel Fattah al-Sisi.
Una sudditanza che si manifesta anche nella vendita di due fregate Fremm allβEgitto.
“Forte preoccupazione e richiesta urgente al Parlamento di esaminare con attenzione e manifestare pubblicamente il proprio parere”.
Γ quanto chiedono Amnesty International Italia e Rete italiana Pace e DisarmoΒ a seguito della conferma da parte del governo Italiano dell’autorizzazione alla vendita di due fregate militari allβEgitto di al-Sisi.
βCome riportato da una recente inchiesta de l’Espresso, a firma di Carlo Tecce,Β il Governo e l’AutoritΓ nazionale per le esportazioni di armamenti (Uama) avrebberoΒ confermato la consegna all’Egitto delle due fregate destinate originariamente alla Marina Militare nonostante le protesteΒ sollevatesi da piΓΉ parti lo scorso giugno quando lβipotesi divenne di pubblico dominio β sottolineano Amnesty International Italia e Rete italiana Pace e Disarmo in un comunicato congiunto -. Una decisioneΒ mai sottoposta all’esame del ParlamentoΒ il cui parere, ai sensi della legge 185 del 1990 che regolamenta le esportazioni di armamenti, deve essere espresso quanto vi siano esportazioni di armi a Paesi responsabili di gravi violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani. Nonostante una serie di rassicurazioni da parte di esponenti governativi e diverse prese di posizione della societΓ civile italiana, oltre che di parlamentari anche di maggioranza, sembra proprio che nulla abbia impedito di prendere una decisione sbagliata e problematica.
Amnesty International Italia e Rete italiana Pace e Disarmo hanno ricordato ancora una volta che non solo il buon senso e un giusto rispetto delle norme e dei principi riguardanti diritti umani, ma anche la stessa legge italianaΒ sullβexport di armi cosΓ¬ come i Trattati internazionali firmati dall’Italia impedirebbero la vendita di armamenti a uno stato come lβEgitto, il cui governo viola sistematicamente diritti umani ed Γ¨ coinvolto nel conflitto in Libia, per il quale viene pure sospettato di violazioni dellβembargo stabilito dalla comunitΓ internazionale.
Tutte situazioni evidenti cheΒ Amnesty International Italia e Rete italiana Pace e Disarmo hanno sottolineato da tempo e per le quali si sarebbero aspettate decisioni differenti da parte del presidente del Consiglio Conte e del ministro degli Esteri Di Maio.
Decisioni differenti che avrebbero dovuto essere prese anche in relazione allaΒ perdurante assenza di cooperazione giudiziaria, da parte egiziana, per arrivare alla veritΓ per Giulio Regeni,
nonostante le promesse e gli auspici del presidente del Consiglio Conte anche di fronte alla Commissione parlamentare d’inchiesta a ciΓ² dedicata, nonchΓ© per laΒ grave situazione in cui versa lo studente dell’UniversitΓ di Bologna Patrick Zaki, la cui detenzione arbitraria e illegale Γ¨ stata di nuovo rinnovata per ulteriori 45 giorni lo scorso 7 ottobre.
Amnesty International Italia e Rete italiana Pace e Disarmo ribadiscono dunque con forza al Governo la richiesta di attenersi allo spirito ed alla lettera delle norme nazionali e internazionali, impedendo quindi la vendita di materiali di armamento all’Egitto, proprio a partire dalle due navi militari Fremm: una vendita che, come dimostra la stessa inchiesta dellβEspresso, non puΓ²Β neppure essere giustificata con fantomatici ritorni e guadagni di natura economica, poichΓ© i dettagli della vendita porterebbero addirittura a un aggravio di costi per le aziende italiane e quindi, in ultima analisi, per il Governo e i contribuenti.
Tutti questi elementi indicano dunque lβinsensatezza di questi accordi e affari con lβEgitto e ancora una volta forniscono piena giustificazione alla nostra richiesta: Stop Armi Egitto!β.
βSi spaccia per interesse nazionale quello che in realtΓ Γ¨ un interesse assolutamente particolare: quello dei grandi gruppi industriali e bellici,Β che hanno pressato moltissimo per concludere un affare di queste dimensioni β commenta lβosservatrice Elisabetta Brighi, professoressa di relazioni internazionali alla University of Westminster di Londra ed esperta di rapporti tra Italia ed Egitto β. La categoria di βinteresse nazionaleβ Γ¨ inesistente e pericolosa: in un Paese ci sono una molteplicitΓ di interessi da ricomporre, tanti dei quali non stanno venendo presi in considerazione.Β Pensiamo alla questione della democrazia e dei diritti: fare affari con uno stato autoritario e repressivo come lβEgitto di al-Sisi fa scadere lβItalia in termini di standard democratici.Β Qui si sta elevando un interesse particolare, quello dellβindustria militare italiana, al rango di interesse nazionaleβ.
Subito dopo lβarrivo del via libera alla vendita del materiale bellico,Β la Commissione parlamentare dβinchiesta sullβomicidio di Giulio Regeni ha chiesto chiarimenti al presidente del Consiglio Conte, invitandoloΒ in unβaudizione preliminare.Β Erasmo Palazzotto, presidente della Commissione dβinchiesta,Β ha preso posizione dicendo che la scelta del Governo rischia di pregiudicare la ricerca di veritΓ e giustizia, inviando un messaggio sbagliato, ovvero che la morte di Giulio Regeni appartiene al passato.Β βIl fatto che lβaffare sia stato portato avanti dal Governo attraverso il contatto personale tra Conte e al-Sisi, senza un passaggio in Parlamento, Γ¨ motivo di grande preoccupazione e allarme β spiega Brighi β. Con questa scelta,Β lβItalia sta direttamente sostenendo la politica estera dellβEgitto, che destabilizza la regione del Medioriente e in particolare la Libia, e sta anche armando la repressione interna di al-Sisi,Β che ha portato tra lβaltro allβincarcerazione di Patrick Zaki, studente dellβUniversitΓ di Bologna: non dimentichiamoci che se il regime Γ¨ riuscito a rintracciare e sorvegliare Regeni, Γ¨ stato anche grazie ai software venduti dallβItalia. Il nostro paese non puΓ² essere complice di tutto questo: la morte di Giulio ha portato a galla queste contraddizioniβ.
In piena sintonia con Di Maio Γ¨ il suo collega alla Difesa, Lorenzo Guerini.
Vergogne italiane
Audito dalla Commissione parlamentare dβinchiesta sulla morte di Giulio Regeni, il ministro della Difesa (Pd) ha detto che: βin seguito all’omicidio di Giulio Regeni, la Difesa, in completa sintonia e raccordo con le altre amministrazioni dello Stato, in primis con la Farnesina, ha prontamente diradato il complesso delle relazioni bilaterali con l’omologo comparto egiziano…β. Alla faccia del βprontamenteβ e del βdiradatoβ! Abbiamo, anzi hanno, cosΓ¬ βprontamente diradatoβ, da finanziare la principale fiera di armamenti egiziana.
βSe Γ¨ vero quanto ha affermato il ministro Guerini in audizione β commenta Giorgio Beretta, dellβOsservatorio Opal.Β Β e della Rete italina Pace e Disarmo β e cioΓ¨ che βin seguito allβomicidio di Giulio Regeni, la Difesa, in completa sintonia e raccordo con le altre amministrazioni dello Stato, in primis con la Farnesina, ha prontamente diradato il complesso delle relazioni bilaterali con lβomologo comparto egizianoβ, allora chi ha dato il via libera a Fincantieri a diventare il primo sponsor della fiera militare egiziana Edex 2020? O dobbiamo pensare che sia stata una decisione che Fincantieri ha assunto ad insaputa del ministro? Qui non si tratta di semplice interlocuzione o di rapporti commerciali con lβEgitto: la sponsorizzazione da parte di unβazienda a controllo statale come Fincantieri del salone militare Edex Γ¨ un diretto sostegno alla politica militare del regime di Al Sisi nel Mediterraneo ed in Libia. Eβ bene cheΒ gli italiani lo sappianoβ.
Come si nota entrando sul sito di Edex 2020, Fincantieri Γ¨ lβunicoΒ headline sponsorΒ dellβappuntamento che si terrΓ al Cairo dal 7 al 10 dicembre 2020. Da specificare che, pur producendo anche mezzi militari, lβazienda Γ¨ comunque detenuta per oltre il 70% dalΒ ministero delle FinanzeΒ attraversoΒ Cassa Depositi e Prestiti.
Il jβaccuse dei genitori di Giulio
βUno non puΓ² aspettarsi di lottare contro il proprio Stato per ottenere giustizia. Lo Stato italiano ci ha traditoΒ il 17 luglio del 2017 quando ha rinviato lβambasciatore a Il Cairo e adesso vendendo le armi.Β Un tradimento per tutti gli italiani, per quelli che credono nella giustizia e nella inviolabilitΓ dei diritti. Non possiamo sentirci certo traditi dallβEgitto per tutto quello che hanno fatto a nostro figlio e dopo quattro anni e mezzo diΒ menzogne e depistaggiβ. CosΓ¬ Paola e Claudio Regeni dopo che il Governo ha approvato laΒ vendita di due fregate allβEgitto. I genitori del ricercatore italiano erano presenti aΒ Propaganda LiveΒ su La7 nella trasmissione del 13 giugno scorso.
“Ho visto la reazione dei genitori di Giulio Regeni e mi sono chiesto come avrei reagito io, probabilmente avrei reagito allo stesso modo”. Ad affermarlo, due giorni dopo e sempre dai microfoni de La7, Γ¨ il titolare della Farnesina. Cosa dire? La sfrontatezza di Di Maio non conosce limiti.
Quanto poi alla presunta discontinuitΓ del Conte II rispetto al Conte I, valgono le considerazioni di Beretta: βFinora di discontinuitΓ se nβΓ¨ vista poca β annota lβesponente di Rete italiana Pace e Disarmo – .Non solo sono proseguite le autorizzazioni allβesportazione a Paesi in zone di conflitto, ma sono state aumentate anche le spese militari. Come riporta un dettagliato studio dellβOsservatorio Milex . la spesa militare previsionale 2020 ha registrato un aumento di oltre 1,5 miliardi di euro pari a oltre il 6% in piΓΉ su base annua, sia per la crescita diretta del bilancio proprio del Ministero della Difesa sia per il mantenimento di alti livelli di spesa di natura militare anche su altri dicasteri. Continua a essere in crescita la quota di investimento per nuovi sistemi dβarma del ministero per lo Sviluppo Economico (ormai arrivata a quasi tre miliardi) ma Γ¨ soprattutto la decisa risalita degli investimenti per armi allocati sul bilancio della Difesa (circa 2,8 miliardi con un +40% rispetto al 2019) a portare i fondi a disposizione per acquisti di nuove armi a un livello record di quasi 6 miliardi. A tutto questo si aggiunga lβannuncio, nel bel mezzo della pandemia da Covid-19, dellβacquisto di due nuovi sommergibili U-212 per la Marina Militare. DovβΓ¨ la discontinuitΓ ?β.
Semplicemente, non esiste.
(Globalist)


