Osservatorio sulle migrazioni a Roma e nel Lazio, Biolghini: “Con i tavoli della convivenza lavoriamo per l’integrazione e per la valorizzazione di tutte le identità culturali”

Comunicato stampa

Presentato al Teatro Rossini di Roma il 24 giugno il ventunesimo rapporto dell’osservatorio sulle migrazioni a Roma e nel Lazio, a cura del centro studi e ricerche ISOS e dell’istituto di studi politici “S. Pio V”.
A portare i saluti istituzionali, la Consigliera delegata a Pari opportunità, Politiche sociali, Cultura, Partecipazione, Trasparenza e Anticorruzione, Città metropolitana di Roma Capitale Tiziana Biolghini.
Hanno presentato il rapporto i curatori Raniero Cramerotti e Ginevra Demaio. Sono intervenuti, tra gli altri, Luca Di Sciullo, Presidente del Centro Studi e Ricerche IDOS, Paolo de Nardis, Presidente dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” e Barbara Funari, Assessora alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale.
I dati
Il rapporto aggiorna i principali dati statistici sulla popolazione straniera regolarmente presente nel Lazio e nelle sue province: 651 mila residenti stranieri a fine 2024, con un aumento del +1,2 % di crescita contro la diminuzione dello -0,3 % popolazione italiana. Una quota di stranieri che raggiunge l’11% della popolazione complessiva, contribuendo a sostenere la base occupazionale. Aumentano quindi i dati relativi alla cittadinanza, con la crescita della presenza stabile data dalla permanenza di lungo periodo e dalle seconde generazioni. La Città metropolitana catalizza l’80% degli stranieri residenti nel Lazio, con una diversa distribuzione di nazionalità tra centro della Capitale e hinterland.
Le politiche
Il rapporto si fa strumento di denuncia delle gravi dinamiche di marginalizzazione ed esclusione che in modo sempre più preoccupante affliggono immigrati e richiedenti asilo: solo 8 persone su 100 riescono a entrare, lavorare e soggiornare regolarmente. L’area di Roma è quella più a rischio, con una stima di 509 ingressi e 424 persone potenzialmente a rischio irregolarità. La principale politica nazionale produce sacche di irregolari forzati: con i decreti flussi si continuano a far entrare persone lasciate poi senza permesso di soggiorno e senza lavoro, prassi respingenti della Questura di Roma verso i richiedenti asilo, con un’attesa fino a 3-4 anni per ottenere la protezione internazionale, il Decreto Cutro che ha portato a forti restrizioni al riconoscimento, al rinnovo e alla conversione della protezione speciale.
Le realtà locali tra istituzioni pubbliche locali e privato sociale
Crescono però, anche in risposta alle inadempienze che si aggravano ogni anno, gli esempi positivi nei territori del pubblico e del privato sociale, tra partecipazione, cittadinanza attiva e sostegno ai migranti, non solo nell’area metropolitana di Roma ma anche nelle altre province, il cui protagonismo ormai non è da meno di quello romano. Vere e proprie reti sociali e realtà di co-progettazione che si prendono cura della comunità straniera e lavorano per l’inclusione.
A spiegare le politiche attuate da Città metropolitana, a partire dai tavoli metropolitani della convivenza, la consigliera Biolghini:
«Città metropolitana vuole favorire la partecipazione e il dialogo per tutte le comunità e le associazioni che vivono e operano nel territorio metropolitano. La Consulta è un segnale concreto di vicinanza che conferma l’impegno di Roma Capitale e della Città metropolitana, insieme al Sindaco Roberto Gualtieri, nel promuovere politiche sociali inclusive e partecipate. Si tratta di un progetto che mette al centro la partecipazione attiva delle associazioni, delle comunità migranti e di tutti i soggetti impegnati nel sociale, nella consapevolezza che solo attraverso l’ascolto e il confronto costante sia possibile costruire politiche efficaci e rispondere ai bisogni reali delle cittadine e dei cittadini.
Una città inclusiva, partecipata e capace di generare cittadinanza attiva rappresenta infatti uno dei più efficaci strumenti di prevenzione delle fragilità sociali e dei fenomeni criminali.
In un contesto nazionale e internazionale sempre più complesso, caratterizzato dalla crescita di fenomeni di discriminazione e intolleranza, riteniamo fondamentale rafforzare gli anticorpi sociali delle nostre comunità, contrastando ogni forma di esclusione e promuovendo il riconoscimento e la valorizzazione delle diverse identità culturali. È quello che facciamo con la partecipazione al festival MULTI di settembre. Inoltre Città metropolitana, insieme a UNAR, realizzerà un Centro Antirazzista a Roma e una rete di antenne sociali nei Comuni del territorio, in collaborazione con poli civici, associazioni migranti e reti sociali. L’obiettivo è promuovere la conoscenza reciproca, valorizzare le diverse identità culturali e costruire comunità sempre più inclusive, coese e solidali».
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