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Torna a Ladispoli “nati per leggere”

Riceviamo e pubblichiamo

L’Amministrazione comunale informa che anche quest’anno dal 7 luglio partirà infatti la 9° edizione di “Nati Per Leggere…al mare” organizzato dalla Biblioteca di Ladispoli.
Per 5 mattinate i bambini da 0 a 6 anni potranno ascoltare storie, racconti, fiabe e filastrocche direttamente in spiaggia, con in sottofondo il rumore delle onde e cullati da una leggera brezza marina. Visti il successo dello scorso anno e le alte temperature che caratterizzano il nostro territorio, l’evento si sposterà di volta in volta nei vari stabilimenti balneari del nostro litorale. il programma prevede:
– Martedì 07 luglio alle ore 10:00 alMalibù Beach – Lungomare Marina di Palo
– Giovedì 16 luglio alle ore 10:00 al Columbia Beach – Lungomare Regina Elena, 27

– Venerdì 24 luglio alle ore 10:00 al Marea –  Via Roma 115/A
– Martedì 04 agosto alle ore 10:00 al Molto – Lungomare R. Elena, 15, 00055 Ladispoli (RM)
– Venerdì 21 agosto alle ore 10:00 a Il Sogno – Lungomare Marco Polo 9-34
La Biblioteca ringrazia vivamente il Columbia Beach, che ha ospitato per tanti anni questo progetto e che accoglierà anche quest’anno, il Malibù Beach e Il Sogno, che dopo l’esperienza dello scorso anno offriranno nuovamente i loro spazi, e i due nuovi entrati, Il Sogno e Marea, per aver accolto con entusiasmo l’iniziativa.
Tutti gli appuntamenti sono a titolo gratuito ma è gradita la prenotazione scrivendo a biblioteca@comunediladispoli.it e specificando:
– nome ed età del bambino
– cognome, nome e contatto telefonico di un genitore

“E…state in giardino” al via con ‘Gaia Cuatro’: venerdì 3 luglio si apre la quinta edizione della rassegna estiva alla Cittadella della Musica

Riceviamo e pubblichiamo
Prenderà il via venerdì 3 luglio la quinta edizione di “E…state in giardino”, la rassegna estiva promossa dal Comune di Civitavecchia che animerà le serate della stagione estiva nella suggestiva cornice della Cittadella della Musica.
Ad inaugurare il cartellone sarà, alle ore 21.00, lo spettacolo Gaia Cuatro, un progetto musicale di grande fascino nato dall’incontro tra artisti argentini e giapponesi. Il gruppo fonde i ritmi e le passioni del folklore sudamericano con l’eleganza e la raffinatezza della tradizione orientale, dando vita ad un percorso sonoro intenso e originale, caratterizzato da virtuosismo, da improvvisazione e da suggestioni capaci di attraversare culture e sensibilità lontane.
La rassegna, giunta quest’anno alla sua quinta edizione, conferma l’impegno dell’Amministrazione comunale nella promozione di un’offerta culturale di qualità, pensata per valorizzare gli spazi cittadini e per offrire occasioni di incontro, di partecipazione e di condivisione durante il periodo estivo.
«Siamo particolarmente soddisfatti di inaugurare la quinta edizione di “E…state in giardino” con un appuntamento di grande livello artistico come Gaia Cuatro – dichiara l’Assessora alla Cultura del Comune di Civitavecchia, Stefania Tinti –. La rassegna rappresenta ormai un appuntamento consolidato e molto atteso, capace di proporre al pubblico esperienze culturali originali e coinvolgenti in uno spazio prezioso come la Cittadella della Musica. Desidero inoltre rivolgere un sincero ringraziamento agli Uffici comunali e a tutto il personale coinvolto per il lavoro profuso nell’organizzazione della manifestazione, svolto con professionalità, con dedizione e con spirito di collaborazione, elementi fondamentali per la riuscita di iniziative che arricchiscono l’offerta culturale della nostra città».
L’appuntamento è dunque per venerdì 3 luglio alle ore 21.00 alla Cittadella della Musica, per il primo evento di una kermesse che si preannuncia ricca di musica, di spettacolo, nonché colma di momenti di aggregazione all’insegna della cultura.

PD Regione Lazio. “Salute: persone, territori, diritti”: insieme per la sanità pubblica

L’11 e il 12 giugno due giornate dense di analisi, proposte e altissima partecipazione all’Opificio di Roma per l’iniziativa “Salute: persone, territori, diritti – accanto alle persone, dentro le fragilità”. Un evento che ha dato nuovo slancio all’iniziativa politica sulla sanità pubblica da parte del Partito Democratico del Lazio e del neonato “Centro Studi persone e salute per il Lazio”.

L’evento, concluso con un atteso e partecipato intervento della segretaria nazionale Elly Schlein, ha visto convergere istituzioni, operatori sanitari, professionisti del settore, amministratori locali, associazioni e mondo della ricerca. Tutti uniti dall’obiettivo prioritario di ricostruire un modello sanitario regionale strutturato attorno ai bisogni reali delle comunità, alla capillarità territoriale e alla piena garanzia del diritto costituzionale alla cura.

I lavori della prima giornata sono stati aperti dalle relazioni della senatrice Beatrice Lorenzin, della responsabile nazionale Salute e Sanità del PD Marina Sereni e del capogruppo PD alla Regione Lazio Mario Ciarla, alla presenza del segretario regionale Daniele Leodori e dell’intero gruppo consiliare. Il fitto programma ha visto l’attivazione di sei tavoli tematici strategici con la partecipazione di operatori sanitari, professionisti del settore, amministratori e ricercatori, moderati e guidati dai consiglieri e dalle consigliere del gruppo regionale del Partito Democratico. Tavoli focalizzati sulle principali urgenze del sistema salute: Infanzia e Adolescenza, Invecchiamento e longevità, Professioni della Salute, Territori e Comunità, Salute delle Donne e Ricercatori e Innovazioni. Nel pomeriggio, spazio a una sessione dedicata alle politiche industriali dal titolo “Scienze della vita: una visione strategica per l’Italia e per l’Europa”, con la partecipazione dell’ex ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Andrea Orlando.

Il secondo giorno ha invece offerto un momento di sintesi politica e programmatica arricchito dai contributi tecnici del presidente della Fondazione GIMBE Nino Cartabellotta e dagli interventi di Beatrice Lorenzin, Mario Ciarla e Daniele Leodori, con la conclusione affidata a un’applauditissima Elly Schlein, evidenziando la necessità impellente di contrapporre una programmazione scientifica al declino strutturale dei servizi di cura regionali.

Chiaramente i risultati fallimentari della giunta presieduta da Francesco Rocca su questo fondamentale tema sono sotto gli occhi di tutti e appiano sempre più evidenti e misurabili dai dati. Questi ultimi offrono infatti lo specchio di una crisi profonda: nel Lazio la spesa sanitaria privata ha raggiunto la quota critica di quasi 2.000 euro all’anno per nucleo familiare, superando drammaticamente la media nazionale ferma a 1.480 euro. Questo divario economico si traduce in una barriera d’accesso insormontabile per le fasce più deboli della popolazione, determinando un dato sociale inaccettabile: il 12% dei cittadini residenti nella regione dichiara oggi di rinunciare del tutto a curarsi a causa delle lunghe liste d’attesa e delle insostenibili barriere economiche e logistiche.

Su questo influisce la pessima gestione della medicina territoriale e delle Case della Comunità, concepite originariamente come il primo snodo di prossimità per decongestionare i pronto soccorso e avvicinare l’assistenza ai territori. Secondo i dati, la stragrande maggioranza delle strutture inaugurate dalla giunta regionale si riduce a scatole vuote prive di personale operativo: appena il 4% di esse registra la reale e continuativa presenza di medici e infermieri. A questo quadro si somma il naufragio della proposta di legge nazionale finalizzata all’integrazione dei medici di medicina generale nel progetto delle Case della Comunità. Un fallimento normativo causato dalle divisioni interne alla maggioranza di destra, che ha preferito lo scontro istituzionale al dialogo con la categoria.

Nei prossimi mesi lavoreremo per trasformare i suggerimenti e le relazioni tecniche emersi dai tavoli di lavoro in proposte di legge e indirizzi programmatici. La sanità universale non può essere gestita con spot pubblicitari o tagli di nastro propagandistici, ma necessita di investimenti stabili sul personale sanitario, di una visione strategica integrata e di una pianificazione trasparente che rimetta al centro la cura del paziente.

Civitas Lacus cresce: le associazioni fanno rete per l’eredità culturale e naturale del Lago di Bracciano

Riceviamo e pubblichiamo

Al Parco dell’ Acqua Claudia, incontro operativo della Comunità di Eredità: partecipazione, collaborazione e nuovi progetti nel segno della Convenzione di Faro.

Sabato 27 giugno, presso la sede dell’Associazione E.C.H.A. (European Cultural Heritage Association), nel cuore del Parco Archeologico Naturalistico dell’Acqua Claudia di Anguillara Sabazia, si è svolto un incontro di lavoro delle associazioni aderenti a Civitas Lacus, Comunità di Eredità del Lago di Bracciano, ispirata ai principi della Convenzione di Faro. Nonostante il caldo intenso, oltre quaranta rappresentanti di 15 associazioni, insieme a cittadini e stampa locale, hanno partecipato a un confronto di circa due ore dedicato al futuro della Comunità e alle prospettive di collaborazione sul territorio.

Dopo il saluto dell’Associazione E.C.H.A., Massimo Mondini, presidente di Forum Clodii, che in questa fase costituente svolge il ruolo di capofila, ha ripercorso le principali tappe del progetto: dalla nascita di Civitas Lacus, avvenuta nel settembre 2025 in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, fino all’adesione dei Comuni di Anguillara Sabazia, Bracciano e Trevignano Romano, insieme a numerose associazioni e cittadini. È stato inoltre ricordato il percorso della Comunità all’interno della Rete Faro Italia e annunciata la candidatura di Bracciano a ospitare la XIV riunione nazionale della Rete.

Cinzia Caccia, intervenuta anche a nome dell’Associazione Territorio, ha poi ricordato come l’iniziativa sia nata dalla volontà di valorizzare l’eredità culturale e naturale del territorio, a partire dalla proposta di candidatura UNESCO del sito preistorico della Marmotta, evolvendosi successivamente nella costituzione di una Comunità di Eredità, senza abbandonare l’obiettivo della candidatura quale traguardo di lungo periodo.

L’incontro è stato facilitato da Sonia Tucci, direttrice del Museo Civico Etrusco Romano “G. Bianchini” di Trevignano Romano, e da Elisa Cella, dell’Associazione Forum Clodii e funzionaria del Parco Archeologico del Colosseo. Un incontro che ha rappresentato soprattutto l’occasione per condividere una visione comune: rafforzare la rete tra associazioni, cittadini, istituzioni ed enti di ricerca attraverso uno strumento permanente di consultazione e cooperazione, capace di promuovere la tutela e la valorizzazione dell’eredità culturale e naturale del comprensorio del Lago di Bracciano. Un’eredità che comprende non solo siti archeologici, monumenti, musei e paesaggi di grande valore, ma anche tradizioni, saperi, memoria dei luoghi, cultura della pesca, artigianato ed eccellenze produttive, elementi che contribuiscono a definire l’identità della comunità e che costituiscono un’eredità da trasmettere alle future generazioni.

Dopo una gradita distribuzione di acqua — rigorosamente Acqua Claudia — e la consegna di un questionario ai partecipanti, l’incontro è proseguito con gli interventi dei rappresentanti delle associazioni aderenti, che hanno confermato la volontà di contribuire allo sviluppo di Civitas Lacus.

Sono intervenuti, tra gli altri, Grazia Rosa Villani per l’Associazione Sabate, Moreno Delle Fratte per la Pro Loco di Anguillara Sabazia, Andrea Fusco per l’Associazione Il Lucumone APS, Giuseppina Del Signore per la FIDAPA BPW Italy – Sezione Roma, Massimo Massussi per l’Associazione Paleoes-EXTAD e l’Associazione Matrix96, Andrea Balestri per Hydra Ricerche, Nicoletta Giuliani per l’Associazione Suodales, Antonio Amasio per il Nucleo Archeologico Antica Caere ODV, Alessandro Pintucci per la Confederazione Italiana Archeologi – Regione Lazio, Sandro Luzzietti per E.C.H.A. e Giovanni Furgiuele per l’associazione culturale L’Agone.

Nel corso degli interventi è emersa la comune volontà di rafforzare la collaborazione tra le diverse realtà del territorio, consolidando Civitas Lacus come punto di riferimento per la valorizzazione e la tutela dell’eredità culturale e naturale del comprensorio del Lago di Bracciano.

Al termine dell’incontro, i partecipanti hanno preso parte alla visita guidata al Parco Archeologico Naturalistico dell’Acqua Claudia, accompagnati dall’archeologo Paolo Lorizzo, direttore del Parco. La visita ha permesso di ammirare i recenti restauri dei mosaici del ninfeo centrale e il consolidamento del muro dell’ambulacro, interventi resi possibili grazie alla collaborazione tra associazioni, cittadini, Università della Tuscia, istituzioni, sostenitori privati e Soprintendenza, a testimonianza del valore della cooperazione per la tutela dell’eredità culturale e naturale, secondo i principi della Convenzione di Faro.

Le associazioni, gli enti e i cittadini interessati ad aderire a Civitas Lacus possono contattare il gruppo operativo all’indirizzo civitaslacus@gmail.com .

La Comunità Civitas Lacus esprime inoltre piena solidarietà all’Associazione E.C.H.A., la cui sede è stata violata da ignoti nella notte tra domenica e lunedì. Un gesto che colpisce una realtà impegnata da anni nella tutela dell’eredità culturale del territorio e che tutta la Comunità condanna con fermezza.

Che cos’è la Convenzione di Faro? La Convenzione di Faro, così denominata perché sottoscritta nella città portoghese di Faro dai Paesi aderenti al Consiglio d’Europa, introduce il concetto di “Comunità di Eredità”, intesa come un insieme di persone che attribuisce valore a specifici aspetti dell’eredità culturale, e desidera sostenerli e trasmetterli alle generazioni future. Ratificata dall’Italia nel 2020, la Convenzione promuove una visione dell’eredità culturale come bene comune e risorsa per lo sviluppo umano, sociale e democratico delle comunità.

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Gruppo Donatori Sangue Francesco Olgiati, Bonetti confermato presidente

Bilancio solido e nuove sfide per il triennio 2026-2029.

L’assemblea dei soci del Gruppo Donatori Sangue Francesco Olgiati ODV, riunitasi l’8 giugno presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, ha rinnovato le cariche associative per il triennio 2026-2029, confermando alla presidenza Giovanni Bonetti, alla guida dell’associazione dal 2019.

donatori sangue congressoAccanto al presidente sono stati confermati Maria Ferrara nel ruolo di vicepresidente e Marco Giovanni Castana come segretario. Del nuovo Consiglio Direttivo fanno inoltre parte Raffaele Tartaglione, direttore sanitario, Nicola Piccirillo, direttore della UOC di Emotrasfusione del Policlinico Gemelli, Gennaro Esposito, Giovanni Bernabei, Priscilla Marini Bettolo Marconi, Flavia Bartolucci, Giuseppe Briscese, Federica Finetti, Maria Grazia Iadarola, Caterina Giovanna Valentini e Walter Feliciani, unica nuova presenza all’interno dell’organismo direttivo.

Il rinnovo delle cariche è arrivato al termine di un’assemblea particolarmente significativa, che ha approvato il rendiconto economico 2025 e confermato la solidità gestionale dell’associazione. Un risultato sostenuto anche dai numeri dell’attività: il Gruppo Donatori Sangue Francesco Olgiati ODV ha infatti chiuso il 2025 con un incremento del 10,8% delle donazioni rispetto all’anno precedente, confermando il proprio ruolo di riferimento nella promozione della cultura del dono a sostegno del Policlinico Gemelli.

locandina donatori sangueNel corso dell’assemblea sono stati inoltre approvati i principali programmi associativi per il 2026, dal sostegno alle iniziative territoriali alle attività rivolte ai giovani. Tra queste, la terza edizione di EMATRIDUUM, il progetto sviluppato con gli studenti di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore che, attraverso momenti formativi, laboratori interattivi e attività di sensibilizzazione, ha favorito l’avvicinamento di nuovi donatori al Centro Trasfusionale del Gemelli.

Particolare rilievo assume anche il sostegno garantito dal Gruppo alla nuova campagna di comunicazione del Policlinico Gemelli “Rimetti in circolo la vita”, che prenderà il via il 15 giugno in occasione della Giornata Mondiale del Donatore di Sangue. Un’iniziativa che punta a promuovere la donazione attraverso un messaggio positivo e partecipativo, resa possibile anche grazie al contributo determinante dell’associazione.

«La fiducia che l’assemblea ha voluto rinnovare all’intero gruppo dirigente rappresenta per noi una grande responsabilità – dichiara il presidente Giovanni Bonetti –. I risultati raggiunti nel 2025 dimostrano che il lavoro svolto in questi anni sta producendo effetti concreti. Continueremo a investire nella sensibilizzazione, nel coinvolgimento delle nuove generazioni e nel rafforzamento della collaborazione con il Policlinico Gemelli e con tutte le realtà del territorio che condividono i valori della solidarietà e del dono. La crescita delle donazioni è il segnale più evidente che questa strada è quella giusta».

A Palazzo Valentini il 10 luglio l’evento “Le famiglie nel Lazio tra diritto e innovazione”

Riceviamo e pubblichiamo
Si svolgerà il 10 luglio, dalle ore 10,  presso l’Aula Fregosi di Palazzo Valentini, l’evento formativo “Le famiglie nel Lazio tra diritto e innovazione. La famiglia che sostiene e che si prende cura” organizzato dalla Città metropolitana di Roma Capitale e dall’Ordine degli Assistenti Sociali del Lazio.
Un momento di confronto fondamentale sulla complessità del lavoro degli operatori sociali con le famiglie oggi, alla luce dei mutamenti che si sono verificati sia a livello sociale, psicologico, culturale che economico e giuridico, con focus specifici affrontati dalle varie personalità presenti.
Dopo i saluti istituzionali della Consigliera delegata alle Pari Opportunità, Politiche Sociali e Cultura della Città metropolitana di Roma Capitale, Tiziana Biolghini, gli interventi previsti si focalizzeranno su:
-Il ruolo degli Assistenti Sociali con Paola Capoleva- Vicepresidente Ordine Assistenti Sociali del Lazio
-La tutela dei minori in Tribunale con Andrea Calice -Procuratore Capo Tribunale di Tivoli
-Il punto di vista degli psicologi con Vera Cuzzocrea – Vicepresidente Ordine psicologi
del Lazio
-Il minore nei casi di violenza di genere con Carla Centioni – Presidente “Ponte Donna”
-I progetti innovativi sul territorio con Maurizio Ferraro – Presidente Cooperativa Garibaldi
Il secondo panel sarà dedicato ad un momento di dibattito con le varie Associazioni attive nel campo che prenderanno la parola.
Per iscriversi all’evento si prega di mandare un’email a Ufficiosupportobiolghini@cittametropolitanaroma.it  specificando se si è iscritti all’Ordine degli assistenti sociali o meno.

Anguillara Sabazia: dobbiamo fare i conti con un clima che esprime fenomeni sempre più violenti

Riceviamo e pubblichiamo

Dobbiamo fare i conti con un clima capace di cambiare in pochi secondi e con fenomeni che io, per lo meno in 47 anni, non avevo mai visto con tutta questa frequenza.

Questa mattina alle 5.45 qualcosa di molto simile ad una tromba d’aria, ha investito Anguillara Sabazia ed il lago di Bracciano. Sono cadute piante e volati tetti. Occorre ripensare alcune strategie e difenderci con la prevenzione per proteggere le persone.

Michele Cardone

Progetto Civico Italia – Comitato Lago di Bracciano

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“Odissea”: il labirinto di Nolan approda a Itaca

Ancora prima di arrivare nelle sale, “Odissea” (titolo originale “The Odyssey”) occupa già un posto centrale nel dibattito cinematografico internazionale. L’interesse che accompagna il film non dipende soltanto dall’eccezionale cast o dalla complessità del progetto, ma soprattutto dal fatto che segna il confronto di Christopher Nolan con un racconto imprescindibile per la cultura classica: il poema di Omero. Un’opera che, nelle mani del regista britannico, difficilmente potrà tradursi in una semplice rilettura illustrativa del mito.

Nell’arco di oltre vent’anni Nolan ha costruito una filmografia di straordinaria coerenza, attraversando noir, thriller psicologico, fantascienza, racconto storico e dramma esistenziale senza mai rinunciare a una cifra stilistica immediatamente riconoscibile. Da “Memento” a “The Prestige”, da “Inception” a “Interstellar”, passando per la trilogia del “Cavaliere oscuro”, fino a “Dunkirk” e “Oppenheimer”, il suo cinema ha sempre interrogato il tempo, la memoria, raccontato della costruzione dell’identità, attraversato traiettorie edipiche e trasformato ogni racconto in una riflessione profonda.

Anche il cast sembra rispondere a una precisa concezione: Matt Damon, Tom Holland, Anne Hathaway, Zendaya, Robert Pattinson, Charlize Theron, Lupita Nyong’o e gli altri interpreti chiamati a dare corpo al racconto provengono da esperienze artistiche e immaginari profondamente differenti. Nolan sembra deliberatamente evitare qualsiasi forma di adesione puramente filologica al mondo classico. La scelta degli interpreti non punta alla ricostruzione di un’immagine convenzionale dell’antichità, ma alla capacità degli attori di rendere universali e contemporanee figure che appartengono all’immaginario epico. Nel corso della sua carriera il regista ha spesso collocato gli attori in contesti inattesi, giocando sul contrasto tra le aspettative dello spettatore e la costruzione del personaggio. È una modalità espressiva che alimenta costantemente quella tensione tra familiarità e sorpresa che attraversa tutta la sua opera.

film scena2Al cinema di Nolan appartiene anche la ricorrenza di alcune grandi ossessioni narrative. Il tempo, anzitutto, non è mai una semplice successione cronologica: diventa architettura del racconto e dispositivo attraverso il quale i personaggi misurano responsabilità, evoluzione interiore, memoria e causa o conseguenze delle proprie scelte. Le traiettorie temporali spezzate di “Memento”, gli incastri di “The Prestige”, le stratificazioni di “Inception”, la relatività di “Interstellar” e la costruzione sincronica di “Dunkirk” sono il tessuto narrativo che interroga, dove tutto si tiene.

Accanto al tempo emerge un’altra costante: la separazione, il lutto, la perdita, e l’impossibilità del ricongiungimento, attraversano quasi tutta la sua opera. Il dolore spesso costituisce il motore invisibile dei suoi personaggi.

È forse proprio per questo che “Odissea”  – primo lungometraggio narrativo della storia girato interamente con macchine da presa IMAX e allo stesso tempo su pellicola 70mm – appare come uno degli approdi più naturali del suo percorso artistico. Il viaggio di Odisseo (Ulisse), non è soltanto un’avventura epica, ma una lunga esperienza della lontananza, dell’identità perduta, del desiderio, del ritorno e della memoria. Prima ancora della sua uscita, “Odissea”, si impone come un evento destinato a lasciare un segno: il 16 luglio non sarà soltanto una data di debutto nelle sale, ma l’incontro con uno sguardo che da anni continua a spingere il cinema oltre i propri confini.

 Marzia Onorato

L’impronta del cuore: il ruolo degli animali nello sviluppo emotivo del bambino. Il legame che forma. Intervista ad Adelia Lucattini, Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana  

Lucattini: “Il legame con l’animale è una prima palestra dell’anima e della relazione: nell’incontro con un essere vivente diverso da sé, il bambino impara a riconoscere l’altro, ad ascoltarne i bisogni, a rispettarne i tempi e a prendersene cura. È un’esperienza affettiva profonda, che educa all’empatia e prepara, nella vita adulta, a relazioni fondate sull’ascolto, sulla responsabilità e sull’accoglienza autentica dell’altro”.

Di Marialuisa Roscino

In un’epoca segnata da una crescente digitalizzazione delle relazioni, il contatto autentico con un animale offre al bambino un’esperienza concreta, sensoriale ed emotiva, sempre più preziosa. La relazione interspecifica, cioè l’incontro con un essere vivente di un’altra specie, permette al bambino di confrontarsi con un’alterità reale: un essere vivente che comunica attraverso il corpo, lo sguardo, il movimento, il tono, il silenzio,

L’animale non è un compagno di gioco, ma può essere una presenza affettiva significativa, capace di favorire nel bambino esperienze profonde di rispecchiamento, fiducia e sicurezza interiore. Nel rapporto con l’animale, infatti, il bambino sperimenta una forma di legame meno mediata dal linguaggio e dal giudizio, in cui può riconoscere le proprie emozioni e, al tempo stesso, imparare a cogliere i bisogni di un altro essere vivente.​

Ma in che modo, questo apprendimento si rifletterà, in particolare, a lungo termine, sulla qualità delle relazioni umane che il bambino stringerà in età adulta? Per approfondire questi aspetti centrali nel percorso di crescita e di sviluppo emotivo dei bambini ne parliamo oggi con la Dott.ssa Adelia Lucattini, Membro Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psychoanalytical Association.

Dott.ssa Lucattini, a che età la presenza di un animale in casa è considerata  preziosa per la crescita dei bambini?​ Quali sono in particolare, gli aspetti psicologici più significativi che questa relazione stimola?

La presenza di un animale domestico può essere preziosa fin dai primi anni di vita, purché sempre mediata dagli adulti. Nei bambini piccoli è soprattutto un’esperienza sensoriale e affettiva, poiché imparano a osservare, toccare con delicatezza, riconoscerne i segnali e rispettarne i limiti.

Dai 5-6 anni in poi, può diventare anche un’esperienza di cura più consapevole, ad esempio, occuparsi di dare da mangiare, rispettare gli orari, partecipare alle piccole responsabilità quotidiane. Da un punto di vista psicologico, l’animale rappresenta un “altro” diverso da sé, interagisce con vitalità con dei bisogni ma senza essere giudicante, con cui il bambino si può identificare e che aiuta a sviluppare empatia, capacità di attesa, senso del limite e responsabilità.

È una relazione che educa all’ascolto profondo degli altri, il bambino comprende che amare non significa possedere, ma prendersi cura, rispettare e riconoscere l’altro nella sua unicità (European Journal of Pediatrics, 2023).

Quali sono i principali benefici psicologici che osserva nei suoi piccoli pazienti, in termini di valenza terapeutica ed emotiva?

Nel rapporto con l’animale il bambino non incontra solo una presenza affettiva, ma un corpo vivo, il calore del pelo, il ritmo del respiro, il movimento, l’odore, lo sguardo, la risposta immediata al gesto. Questa esperienza sensoriale concreta nutre la vita emotiva e anche quella intellettiva, perché il bambino impara a conoscere attraverso il corpo prima ancora che attraverso le parole.

L’animale favorisce un passaggio fondamentale: dal sentire al pensare. Il bambino osserva, interpreta, attende, si domanda che cosa l’altro provi o desideri. In questo modo sviluppa empatia, capacità simbolica, attenzione all’altro e una prima forma di responsabilità affettiva.

La sua presenza aiuta il bambino a esprimere affetti profondi quali tenerezza, paura, gelosia, rabbia, bisogno di protezione, in una relazione più semplice, diretta  e meno minacciosa di quella umana poiché non si aspettano rimproveri o punizioni. Inoltre, stimola empatia, capacità di cura, rispetto del limite e riconoscimento degli altri come soggetti distinto da sé, il passaggio dal proprio animaletto a familiari e amichetti, è brevissimo.

In molti bambini, inoltre, rafforza l’autostima, fa sentire in grado di accudire qualcuno e non dipendere soltanto, sostiene la consapevolezza delle proprie qualità, la capacità di prendersi cura di qualcuno, sviluppa l’autonomia e il senso di responsabilità (European Child & Adolescent Psychiatry, 2025).

Dott.ssa Lucattini, ogni animale può  offrire un contributo diverso?

Sì, ogni animale offre al bambino un’esperienza relazionale diversa, perché diversa è la sua modalità di presenza, di contatto e di risposta. Non esiste un animale “migliore” in assoluto, ovviamente, conta l’età del bambino, il suo temperamento, la storia familiare e la possibilità degli adulti di occuparsene.

Il cane è l’animale più studiato, è molto responsivo, cerca lo sguardo, il contatto, il gioco, la vicinanza.

Il gatto propone una relazione diversa, meno immediata, più rispettosa della distanza. Insegna l’attesa, la delicatezza, il rispetto dei tempi. Con il gatto il bambino impara che l’affetto non si impone ma va conquistato e rispettato.

Il cavallo coinvolge fortemente il corpo. La sua grandezza, il calore, il movimento e il ritmo del passo offrono un’esperienza sensoriale profonda. Aiuta il bambino a lavorare sulla fiducia, sul controllo, sulla postura, sul limite e sulla capacità di affidarsi senza dominare imparando le regole con un maestro.

Porcellini d’India, conigli e criceti, favoriscono una relazione più minuta e delicata. Poiché sono piccoli e fragili, insegnano al bambino l’attenzione, il gesto misurato, delicatezza. Aiutano a sviluppare empatia e responsabilità, ma richiedono un particolare supervisione da pate dei genitori.

I pesci offrono una relazione più osservativa in quanto non c’è il contatto fisico ma c’è il ritmo visivo, il movimento in acqua. Possono avere un effetto calmante e aiutare il bambino a fermarsi, osservare, aspettare quello che succede.

Le tartarughe essendo meno espressive secondo i nostri codici affettivi, insegnano che l’altro non deve somigliarci per essere rispettato. La tartaruga, con la sua lentezza e il suo bisogno di spazio, educa al limite, alla pazienza e al rispetto di una diversità radicale che saranno molti utili nella vita, nelle amicizie e a scuola.

Ognuno di essi apre sentimenti differenti, il cane alla reciprocità affettiva, il gatto al rispetto della distanza, il cavallo alla fiducia corporea, i piccoli mammiferi alla cura delicata, i pesci alla contemplazione, i rettili al riconoscimento e accettazione della diversità. Con l’aiuto degli adulti, la relazione con gli animali aiuta il bambino a trasformare l’esperienza sensoriale ed emotiva in pensiero (Anthrozoös, 2013).

Come può questo insegnamento riflettersi, a lungo termine, sulla qualità delle relazioni umane che il bambino stringerà da adulto?

 Nel tempo, questa esperienza può diventare una matrice relazionale profonda: il bambino interiorizza che l’altro ha una vita propria, bisogni, tempi e confini che non coincidono necessariamente con i suoi. È un apprendimento affettivo decisivo, perché sposta la relazione dal possesso al riconoscimento, dal controllo all’ascolto, dall’impulso alla cura.

Questa esperienza favorisce la capacità di empatia e di mentalizzazione ovvero il bambino si abitua a domandarsi che cosa provi l’altro, che cosa desidera o di che cosa abbia paura. Sono competenze fondamentali che, da adulti, potranno dare vita a legami intensi, maturi, fondati sull’ascolto, sulla fiducia e sull’accoglienza autentica dell’altro. Sono una vera e propria prevenzione del narcisismo egoistico, dell’autoreferenzialità e dell’aggressività più violenta (Frontiers in Ethology, 2026).

C’è in particolare qualche aspetto di cui i genitori dovrebbero tenere conto?

I genitori dovrebbero anzitutto ricordare che un animale non è un regalo, né un oggetto affettivo da mettere a disposizione del bambino, ma un essere vivente con bisogni, tempi, limiti e una propria sensibilità. La scelta deve essere degli adulti e deve essere compatibile con la vita reale della famiglia.

Il bambino può imparare moltissimo da questa relazione: amore, cura, responsabilità, rispetto degli orari, attenzione al corpo dell’altro, capacità di attendere e di non imporre sempre il proprio desiderio. Attraverso piccoli compiti quotidiani (preparare il cibo, cambiare l’acqua, pulire lo spazio dell’animale, rispettare le sue routine) il bambino apprende procedure, continuità e affidabilità. Sono competenze preziose non solo in famiglia, ma anche a scuola, nel lavoro futuro, nelle amicizie e, un giorno, nella costruzione della propria famiglia.

Ma tutto questo accade solo se i genitori danno l’esempio, se nutrono, accudiscono, educano e rispettano l’animale, il bambino interiorizza quel modello. La responsabilità, quando è accompagnata dall’affetto, non viene vissuta come peso, ma come partecipazione a un legame.

Da un punto di vista psicologico, l’animale aiuta il bambino a uscire dall’autoreferenzialità, gli insegna che l’altro esiste anche fuori dal suo bisogno immediato. È un’esperienza semplice ma profondissima, perché educa alla responsabilità affettiva. Un bambino che impara a rispettare un animale, a non invaderlo, a proteggerlo e a comprenderne i segnali sarà più preparato a costruire rapporti umani più empatici, rispettosi e maturi.

Quali consigli si sente di dare ai genitori?

-Sapere che prendersi cura di un animale deve essere una decisione consapevole e familiare, non un impulso, né un semplice regalo per il bambino che poi venga abbandonato perché troppo impegnativo;

-I genitori restano i primi responsabili. Il bambino può aiutare, ma non può farsi carico da solo del benessere dell’animale;

-Coinvolgere i figli in piccoli compiti quotidiani, cibo, acqua, pulizia, passeggiata, aiuta a sviluppare sicurezza, responsabilità e senso del dovere mitigato dall’affetto;

-Insegnare il rispetto dell’animale. Non disturbarlo quando dorme, non forzare il contatto, riconoscere i suoi segnali, non aggradirlo fisicamente;

-Considerare l’età e il temperamento del bambino. Ogni fase evolutiva permette un diverso grado di partecipazione, vicinanza fisica e psicologica, e di responsabilità;

-Ricordare che ogni animale ha caratteristiche proprie. Cane, gatto, cavallo, piccoli mammiferi, pesci o tartarughe offrono esperienze relazionali diverse;

-Dare l’esempio con cura, affetto e coerenza. I bambini imparano dai genitori che amare significa proteggere, rispettare e assumersi responsabilità. Questa esperienza può favorire l’empatia, l’intelligenza emotiva e le relazioni umane altruistiche, aiutare ad essere migliori.

Bracciano, maltempo: interventi in corso sul territorio, allerta meteo e aggiornamenti

Dalla pagina Facebook del Comune
Il forte temporale che nella notte ha interessato 𝗕𝗿𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗻𝗼 ha provocato la caduta di alberi e rami in diverse zone del territorio. Fortunatamente, al momento, le criticità risultano contenute e non si registrano conseguenze gravi per le persone.
Dalle prime ore del mattino il 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗕𝗿𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗻𝗼, insieme alla 𝗣𝗿𝗼𝘁𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗖𝗶𝘃𝗶𝗹𝗲, alla 𝗣𝗼𝗹𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗟𝗼𝗰𝗮𝗹𝗲, ai 𝗩𝗶𝗴𝗶𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗙𝘂𝗼𝗰𝗼 e alle ditte incaricate, è impegnato nelle operazioni di messa in sicurezza, rimozione degli alberi caduti e ripristino della viabilità.
Sono inoltre attualmente in corso gli interventi dei tecnici di 𝗘𝗻𝗲𝗹 e 𝗔𝗰𝗲𝗮 per risolvere i disservizi alla rete 𝗲𝗹𝗲𝘁𝘁𝗿𝗶𝗰𝗮 e 𝗶𝗱𝗿𝗶𝗰𝗮 causati dal maltempo. Il Comune è in costante contatto con i gestori dei servizi per monitorare l’evoluzione della situazione e favorire il più rapido ripristino delle utenze.
Le condizioni meteorologiche previste per le prossime ore potrebbero rallentare alcuni interventi e rendere necessarie ulteriori verifiche. Per questo invitiamo tutta la cittadinanza alla 𝗺𝗮𝘀𝘀𝗶𝗺𝗮 𝗽𝗿𝘂𝗱𝗲𝗻𝘇𝗮, evitando, se possibile, di sostare o transitare sotto alberature di grandi dimensioni. Durante eventi meteorologici intensi, specie come 𝗽𝗶𝗻𝗶 e 𝗽𝗹𝗮𝘁𝗮𝗻𝗶 possono essere maggiormente soggette alla caduta di rami o, nei casi più critici, al cedimento della pianta.
𝗔𝗟𝗟𝗘𝗥𝗧𝗔 𝗠𝗘𝗧𝗘𝗢
Si raccomanda di seguire gli aggiornamenti ufficiali e di limitare gli spostamenti non indispensabili fino al termine dell’allerta.
Un ringraziamento va alla 𝗣𝗿𝗼𝘁𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗖𝗶𝘃𝗶𝗹𝗲, alla 𝗣𝗼𝗹𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗟𝗼𝗰𝗮𝗹𝗲, ai 𝗩𝗶𝗴𝗶𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗙𝘂𝗼𝗰𝗼, agli operatori comunali, ai tecnici di 𝗘𝗻𝗲𝗹 e 𝗔𝗰𝗲𝗮 e a tutti coloro che stanno lavorando senza sosta per garantire la sicurezza della cittadinanza e il rapido ripristino dei servizi.
Continueremo ad aggiornare tempestivamente la popolazione sull’evoluzione della situazione.