Dal profilo Facebook del sindaco di Bracciano


Giornale del Lago e della Tuscia edito dall'Associazione no-profit "L'agone Nuovo".
Dal profilo Facebook del sindaco di Bracciano


Comunicato stampa
Comunicato stampa
LUNEDI’ 6 LUGLIO 2026, ORE 21.15 SU RAI 3 E RAIPLAY
L’ex presidente della Camera, Gianfranco Fini e il leader “centrista” e sindaco di Benevento Clemente Mastella sono alcune degli ospiti della quarta puntata di “Filorosso”, in onda lunedì 6 luglio, alle 21.15 su Rai 3 e RaiPlay. Antonino Monteleone con Adele Grossi ospitano due storici esponenti della Politica italiana: Gianfranco Fini e Clemente Mastella, per due interviste che toccheranno i principali temi di attualità.
Tra gli ospiti della puntata anche il direttore del quotidiano “Il Giornale”, Tommaso Cerno e lo scrittore ed ex magistrato Gianrico Carofiglio.
Infine, ampio spazio alla cronaca con gli ultimi sviluppi sul caso Garlasco. In studio interverranno, tra gli altri, l’avvocato Antonio De Rensis, la criminologa Flaminia Bolzan, i giornalisti Ilenia Petracalvina, Alessandro De Giuseppe e Rita Cavallaro. In collegamento, il direttore di “Gente” Umberto Brindani, l’antomopatologo Francesco Galassi e la youtuber Francesca Bugamelli.
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La notizia arrivò a entrambi nello stesso modo: una notifica sul telefono, un titolo asciutto di quelle che non promettono nulla e invece cambiano il colore della giornata. Gino Paoli era morto. Marco lo lesse sul telefono mentre aspettava il caffè e si ritrovò in quel silenzio che segue le cose che non dovrebbero finire.
Non pensò. Scrisse. A lei.
“Hai visto? Se n’è andato Paoli.”
Per anni non si erano più visti, ma quella canzone, “Quattro amici al bar” era stata la colonna sonora della loro adolescenza, il loro piccolo manifesto di resistenza ingenua, il sogno di “fare qualcosa insieme”, anche se non avevano mai capito bene cosa.
Anna rispose dopo pochi minuti, con quella rapidità che non appartiene alle persone che si sono perse davvero.
“Sì. Mi ha fatto un effetto strano.”
“Dovremmo salutarlo a modo nostro”, aggiunse lui dopo un attimo.
“Sono al ‘Four Friends’, ci vediamo qui stasera? È la scusa perfetta!”
Il locale di Bracciano non esisteva ai tempi della loro giovinezza, ma il nome era un invito: ‘Four Friends’: un omaggio involontario.
Quando si ritrovarono davanti all’ingresso, si guardarono come fanno le persone che hanno condiviso un pezzo di vita. Non c’era imbarazzo, solo una tenerezza un po’ stropicciata.
Dentro, il locale era un tepore di luci basse, sorrisi, frammenti di vita che sembravano lì per ricordare che ogni storia è fatta anche di ritorni.
Si sedettero a un tavolino come se gli anni non avessero scavato distanze. Ordinarono un aperitivo e rimasero un attimo in silenzio, ascoltando la musica di sottofondo. Non era Paoli, ma non importava. La memoria faceva il suo lavoro.
“Sai cosa mi colpisce?” disse Anna, dopo un po’. “Che quella canzone parlava di sogni che cambiano, di amici che si perdono… e noi siamo qui. Nonostante tutto.”
Marco annuì. “Forse è questo il nostro modo di restare fedeli ai nostri sogni. Tornare, ogni tanto.”
Anna lo guardò e nei suoi occhi c’era una dolcezza nuova, più matura, più quieta.
“A volte basta una memoria condivisa.”
Non erano quattro amici al bar. Erano due, ma con abbastanza memoria per riempire tutti i posti mancanti.
Fuori, il vento sembrava respirare, dentro, il tempo sembrava essersi seduto accanto a loro, come un vecchio amico che non ha bisogno di parlare per farsi sentire.
Bevvero, parlarono, tacquero e in quel tacere c’era tutto ciò che non avevano saputo dirsi negli anni: le strade prese, quelle mancate, le promesse senza coraggio, le scelte separate.
Non si erano rivisti da anni. Da quel pomeriggio che sembrava non appartenere a nessuna stagione. Si erano dati appuntamento alla Sentinella, il punto più alto del paese, dove il lago si vede come un’idea e il vento porta sempre qualcosa che non sai se è ricordo o promessa. Quando Marco era arrivato, Anna era già lì. Appoggiata al muretto, guardava l’orizzonte. Poco distante, un ragazzo aveva una radio portatile accesa e, da quell’altoparlante un po’ gracchiante, usciva proprio la canzone di Gino Paoli.
Anna teneva una busta tra le dita.
“Mi hanno presa”, disse senza voltarsi.
“Dove?”
“Milano. Parto tra una settimana.”
La canzone continuava, come se stesse commentando la scena. Marco sentì un nodo salire, ma non trovò parole che non suonassero sbagliate. La Sentinella sembrava osservare tutto dall’alto, come un testimone antico.
“È una cosa buona”, riuscì a dire.
“Sì. Volevo che lo sapessi direttamente da me.”
Il ragazzo con la radio cambiò stazione, ma per un attimo la voce di Paoli rimase sospesa nell’aria, come un filo che si spezza lentamente. Anna abbassò lo sguardo. Marco fece un passo verso di lei, poi si fermò. Non si abbracciarono. Non si salutarono davvero. Fu un distacco che non fece rumore, ma lasciò un’ombra lunga. Una separazione che non era una fine, solo un disallineamento di tempi, come due lancette che per un po’ non riescono a toccarsi. Una storia che non si era spezzata, solo messa in pausa, aspettando il momento giusto per riallinearsi.
Quando uscirono, la notte era scesa del tutto. Il ‘Four Friends’, alle loro spalle, brillava come un piccolo faro, un luogo che non chiedeva nulla se non accogliere.
“Ci rivedremo?” chiese Marco, mentre camminavano verso il parcheggio.
Anna lo guardò come si guarda una possibilità che non fa paura.
“Sì. Non serve una scusa. Ma se vuoi, possiamo far finta che sia ancora per Paoli.”
Marco sorrise.
“O per quei quattro amici al bar che non siamo mai stati, ma che, in qualche modo, continuiamo ancora a essere.”
Si salutarono con un abbraccio breve, ma vero. Mentre si allontanavano, ciascuno nella propria direzione, entrambi ebbero la stessa sensazione: che certe canzoni non finiscono davvero. Restano. Aspettano. Ma, quando serve, riportano le persone esattamente dove devono essere e quel locale era uno di quelli.
Riccardo Agresti
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È iniziata ieri sera la quinta edizione della rassegna musicale “E…state in giardino”. Ad inaugurare il cartellone è stato lo spettacolo internazionale dei Gaia Cuatro, capitanati da Natalio Mangalavite. Un folto pubblico ha riempito lo spazio all’aperto, apprezzando una performance di altissimo livello.
«L’ottima partecipazione del pubblico è la conferma del valore di questa rassegna, che arricchisce l’offerta culturale della città con proposte di grande qualità. Ringrazio gli organizzatori, l’ufficio cultura, e invito tutti a partecipare anche ai prossimi appuntamenti», dichiara la Vicesindaca e Assessora alla Cultura Stefania Tinti.
Il successo della serata inaugurale conferma l’ottimo lavoro degli organizzatori Felice Tazzini e Massimo Peroni, che anche quest’anno hanno dato vita a un appuntamento culturale ormai consolidato nel panorama estivo cittadino.
La rassegna prosegue giovedì 9 luglio alle ore 21 con il concerto del quintetto jazz di Elisabetta Antonini. La cantante proporrà alcuni dei più celebri standard jazz che hanno fatto la storia del cinema, accompagnata da Marco Guidolotti al sax, Felice Tazzini al pianoforte, Francesco Pierotti al contrabbasso e Valerio Vantaggio alla batteria.
Dal profilo Facebook del comune di Bracciano

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“Saranno avviati lunedì 6 luglio i lavori sul costone di Isola Farnese effettuati dalla proprietà privata. Gli interventi, come previsto dall’Ordinanza Sindacale, si rendono necessari per il rilascio della dichiarazione di cessato pericolo da parte dei tecnici della proprietà e per la conseguente riapertura definitiva del tratto di strada, al momento soggetta a riapertura “parziale, temporanea e condizionata”.
Per consentire lo svolgimento degli interventi in massima sicurezza, dal 6 al 15 luglio si prevede la chiusura del tratto di strada tra i civici 175 e 190 con i seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle ore 7.00 alle ore 12.30 e dalle ore 13.30 alle ore 19.00, il sabato dalle ore 7.00 alle ore 12.30. Nella giornata di domenica 12 luglio non sarà effettuata alcuna chiusura della viabilità.
Dopo la riapertura parziale della strada avvenuta a metà aprile, come Municipio, e in raccordo con il Gabinetto del Sindaco, l’Assessorato e il Dipartimento Lavori Pubblici, Risorse per Roma, Protezione Civile e Polizia Locale, abbiamo proseguito nelle interlocuzioni con la proprietà privata per la nomina di un tecnico abilitato che, come previsto da Ordinanza, potesse procedere all’accertamento delle cause del dissesto, alla verifica statica approfondita e all’individuazione e alla realizzazione degli interventi necessari al ripristino della sicurezza, dichiarandone il cessato pericolo.
Ringrazio Roma Capitale che con Risorse per Roma, in attesa di ricevere la dichiarazione di cessato pericolo da parte della proprietà privata, e per evitare una chiusura prolungata nel tempo, si è fatta carico, non solo dell’intervento, ma anche dei sistemi di monitoraggio del costone che hanno consentito in questi mesi la riapertura della strada, anche se temporanea e parziale.”
Così in una nota il Presidente del Municipio XV, Daniele Torquati
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Il Partito Democratico di Civitavecchia esprime soddisfazione per l’approvazione degli indirizzi comunali sui Programmi Integrati di Intervento.
Parliamo di uno strumento previsto dalla normativa, che può incidere in modo significativo sulla riqualificazione urbanistica, edilizia e ambientale della città. Proprio per questo è importante che il Comune definisca una cornice chiara entro cui valutarne l’utilizzo.
Il punto politico è semplice: le trasformazioni urbane non possono essere affrontate caso per caso, né lasciate alla sola forza delle singole proposte. Devono essere governate con criteri pubblici, trasparenza, attenzione all’interesse generale e coerenza con una visione complessiva della città.
Civitavecchia ha bisogno di recuperare aree dismesse, riqualificare spazi già compromessi, migliorare servizi e infrastrutture, accompagnare investimenti utili. Ma tutto questo deve avvenire dentro un metodo chiaro, in cui ogni intervento venga valutato per ciò che restituisce davvero alla comunità.
Per questo consideriamo positivo il lavoro svolto dall’Amministrazione: non una scorciatoia, non un’apertura senza regole, ma la volontà di definire indirizzi, procedure e strumenti convenzionali capaci di orientare le future trasformazioni.
La rigenerazione urbana può essere una grande occasione solo se produce qualità, servizi, opere pubbliche, sostenibilità e benefici concreti per i cittadini. Non può diventare consumo di suolo mascherato, né semplice occasione di rendita.
Il Partito Democratico sosterrà ogni scelta che vada in questa direzione: sviluppo sì, ma con regole; investimenti sì, ma dentro una visione pubblica; trasformazioni sì, ma con trasparenza e responsabilità.
Civitavecchia non ha bisogno di interventi casuali.
Ha bisogno di una direzione.
E quella direzione deve mettere al centro l’interesse generale della città.
Partito Democratico – Circolo di Civitavecchia
Se oggi mi guardo indietro e ripenso alla mia avventura nel basket, la prima immagine che mi viene in mente non è una partita importante, una promozione o una panchina prestigiosa ma quella di un ragazzino che gioca a pallacanestro al Giardino di Bracciano.
I miei genitori erano di Bracciano e fin da bambino ho trascorso qui gran parte delle mie estati e dei miei momenti più belli. Ricordo ancora quel giardino all’aperto dove passavo ore e ore con il pallone in mano, sfidando gli amici fino a quando faceva buio, non avrei mai immaginato che, tanti anni dopo, sarei tornato proprio qui da allenatore, guidando la squadra del posto che considero parte delle mie radici.
La mia storia nel basket è iniziata da lì, da una passione autentica che negli anni è diventata una professione.
Ho avuto l’opportunità di lavorare in diverse società, che hanno contribuito alla mia crescita professionale e umana, ho avuto la soddisfazione di ottenere risultati importanti, di formare giovani atleti e di collaborare con la Federazione Italiana Pallacanestro nella formazione di nuovi allenatori.
Tuttavia, ogni esperienza mi ha insegnato che il vero patrimonio del basket non sono solo le vittorie, ma le relazioni che si costruiscono e i valori che si trasmettono.
Per questo motivo, quando alcuni anni fa il presidente Luciano Cioce mi ha proposto di entrare a far parte del progetto Bracciano Basket, ho accettato con entusiasmo, ho percepito immediatamente la volontà di costruire qualcosa di serio e duraturo, mettendo al centro i giovani, il territorio e la crescita della società.
È iniziata così un’avventura che mi ha regalato grandi soddisfazioni.
In cinque anni di lavoro abbiamo costruito un percorso importante, insieme ai ragazzi, allo staff, alla società e a tutte le famiglie che ci hanno sostenuto, siamo riusciti a conquistare una storica promozione in Serie C e a raggiungere per due volte i playoffs, a far crescere giocatori e allenatori del settore giovanile, diventando una realtà importante del basket giovanile laziale.
Ora ci attendono nuove sfide: dare ancora più spazio ai nostri giovani, accompagnandoli nei campionati più impegnativi e sostenendone la crescita sportiva e personale. Nel frattempo, il nostro Presidente continua incessantemente a lavorare per migliorare l’assetto societario, con la speranza di poter presto aggiungere, al nostro PalaProvincia e ai rinnovati playground, anche l’ingresso nel restaurato palazzetto, un ulteriore passo avanti per il futuro della nostra società e dei nostri atleti.
Da ragazzo sognavo semplicemente di giocare a basket, oggi ho il privilegio di allenare nel luogo delle mie radici che ha accompagnato tanti momenti della mia giovinezza.
Per questo considero il mio percorso a Bracciano qualcosa di più di una semplice esperienza sportiva, a volte il destino ti porta lontano per insegnarti tante cose, poi, quando meno te lo aspetti, ti riporta a casa.
E per me, nel profondo del cuore, Bracciano è sempre stata casa.
Gigi Satolli