Domenica 31 maggio alle ore 18,00 nella chiesa di S. Maria del Riposo a Bracciano, Musica in Prosa, concerto di Harmonique Ensemble, evento organizzato dall’associazione Forum Clodii
l’Amministrazione Comunale di Anguillara Sabazia e la Biblioteca Comunale “Angela Zucconi” sono liete di invitarvi a:
Due temi universali raccontati attraverso la poesia recitata e l’elegante musica del pianoforte.
Un racconto intenso che affronta la bellezza dell’amore e il dramma della guerra, attingendo al panorama letterario dei grandi scrittori: Dante, Montale e Trilussa, il tutto accompagnato emotivamente dalle note del pianoforte.
Ecco i protagonisti dell’evento:
Poesia e recitazione: M° Fabrizio Catarci (Associazione teatrale “L’Acquario”)
Musiche al pianoforte: M° Marco Recchia insieme ai pianisti Lorenzo Recchia, Sara D’Amore ed Emma Rancati.
L’incontro sarà inoltre arricchito dai preziosi interventi di:
Dott. Giuseppe D’Amore (Psicanalista)
Dott. Roberto Finocchiaro (Pediatra)
Sarà presente per i saluti istituzionali il Vicesindaco di Anguillara Sabazia Paola Fiorucci.
Sabato 6 giugno, ore 17:00
Biblioteca Comunale “Angela Zucconi”
Ingresso gratuito.
Tutti i dettagli sulla locandina in allegato.
Vi aspettiamo per condividere insieme un pomeriggio di grandi emozioni, riflessioni e grande musica!
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) osserva con crescente preoccupazione quanto sta accadendo in questi giorni nelle scuole italiane, dove l’innalzamento delle temperature sta trasformando molte aule in ambienti poco compatibili con l’attività didattica e con il benessere delle persone che vi trascorrono gran parte della giornata.
Le cronache riportano episodi che fino a qualche anno fa sarebbero apparsi eccezionali: docenti colpiti da malori durante le lezioni, studenti costretti a cercare riparo all’esterno degli edifici scolastici, difficoltà sempre più evidenti nel mantenere livelli adeguati di attenzione e partecipazione. Si tratta di segnali che non possono essere archiviati come semplici inconvenienti stagionali.
Da tempo il CNDDU richiama l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di ripensare gli spazi scolastici alla luce dei cambiamenti climatici in atto. Abbiamo più volte sostenuto l’urgenza di dotare gli edifici scolastici di adeguati sistemi di climatizzazione, di prevedere interventi strutturali finalizzati al contenimento delle temperature interne e di adottare protocolli specifici per affrontare le ondate di calore sempre più frequenti e intense.
Non di rado tali proposte sono state accolte con scetticismo. In alcuni casi sono state considerate eccessivamente ambiziose, in altri addirittura poco realistiche rispetto alle priorità del sistema scolastico. Oggi, tuttavia, i fatti sembrano suggerire una diversa lettura della realtà: ciò che veniva ritenuto marginale si sta rivelando un tema centrale per garantire condizioni dignitose di insegnamento e apprendimento.
La scuola italiana è stata progettata in un contesto climatico profondamente diverso da quello attuale. Oggi, invece, le temperature elevate si manifestano già nelle ultime settimane di maggio e si protraggono per periodi sempre più lunghi. Ignorare questo cambiamento significa esporre studenti e lavoratori a condizioni che incidono sulla salute, sulla concentrazione, sul rendimento e sulla qualità complessiva dell’esperienza educativa.
Particolarmente significativo è il dato relativo alla diffusione dei sistemi di raffrescamento negli edifici scolastici italiani, ancora largamente insufficiente rispetto alle esigenze emergenti. In molte realtà il personale scolastico e gli studenti affrontano giornate di lezione in ambienti surriscaldati, privi degli strumenti minimi per contrastare temperature che spesso superano le soglie indicate dagli studi internazionali come critiche per le capacità cognitive e il benessere psicofisico.
Il CNDDU ritiene che il dibattito non debba limitarsi all’opportunità di sospendere o meno le lezioni in presenza durante le giornate più torride. La questione riguarda una visione più ampia della scuola del futuro. Occorre avviare una programmazione nazionale che consideri il cambiamento climatico come una variabile strutturale e non più eccezionale.
Investire nella qualità ambientale degli edifici scolastici significa investire nel diritto all’istruzione, nella tutela della salute e nella dignità del lavoro. Significa riconoscere che non può esistere una scuola realmente inclusiva se milioni di studenti e decine di migliaia di docenti sono costretti a svolgere le proprie attività in condizioni che compromettono il benessere e l’efficacia dell’azione educativa.
Il CNDDU auspica che le recenti prese di posizione provenienti da diversi settori del mondo della scuola e delle istituzioni rappresentino l’inizio di una nuova consapevolezza. Se così fosse, si tratterebbe di un cambio di prospettiva importante, che confermerebbe la validità di battaglie portate avanti da anni e troppo spesso sottovalutate.
La tutela dei diritti umani passa anche attraverso la qualità degli ambienti in cui si studia e si lavora. In un’epoca segnata da profonde trasformazioni climatiche, garantire scuole sicure, salubri e adeguatamente attrezzate non è più una scelta facoltativa: è una responsabilità collettiva.
Fino a domenica 30 maggio il nostro 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗰𝗼 si trasforma in uno spazio diffuso dedicato all’𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼𝗿𝗮𝗻𝗲𝗮, con installazioni, opere visive, multimediali, sonore e letterarie che mettono al centro i temi della 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝘁𝗮̀ e dell’𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲.
Un percorso artistico che ci accompagna nei luoghi simbolo della nostra città, partendo dall’𝗔𝘂𝗹𝗮 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗲, dove questa mattina si è svolta la conferenza stampa, passando per 𝗣𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗲, il 𝗖𝗵𝗶𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗔𝗴𝗼𝘀𝘁𝗶𝗻𝗶𝗮𝗻𝗶 e l’𝗔𝗿𝗰𝗵𝗶𝘃𝗶𝗼 𝗦𝘁𝗼𝗿𝗶𝗰𝗼, fino ad arrivare a 𝗣𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮 𝗠𝗮𝘇𝘇𝗶𝗻𝗶. Un itinerario che attraversa i nostri vicoli del centro storico fino alla meravigliosa veduta della 𝗦𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮, valorizzando il 𝗽𝗮𝘁𝗿𝗶𝗺𝗼𝗻𝗶𝗼 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗰𝗼 𝗲 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲 di Bracciano attraverso il dialogo tra 𝘁𝗿𝗮𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗶𝗻𝗻𝗼𝘃𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, tra identità e contaminazione.
L’arte, capace di stimolare riflessione, dialogo e nuove visioni sul mondo che ci circonda, oggi più che mai ha il compito di interrogare, ispirare e contribuire a costruire 𝗽𝗼𝗻𝘁𝗶 𝘁𝗿𝗮 𝘀𝗲𝗻𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗲 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗲. In un tempo segnato da trasformazioni rapide, conflitti e profonde disuguaglianze, essa diventa uno spazio privilegiato di 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗼 e di 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗮𝗽𝗲𝘃𝗼𝗹𝗲𝘇𝘇𝗮, in cui emozioni, idee ed esperienze possono incontrarsi.
L’𝗔𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲 crede fermamente in questo progetto, ideato da Maria Ludmila Pustka, direttrice artistica per le arti visive, e da Massimiliano Ionta, direttore artistico per l’arte digitale e sonora, che desidero ringraziare sentitamente per la professionalità, l’impegno e la passione profusi anche quest’anno nella realizzazione di questo secondo appuntamento con la 𝗕𝗿𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗔𝗿𝘁 𝗪𝗲𝗲𝗸. Un evento straordinario che auspichiamo possa diventare un appuntamento 𝗳𝗶𝘀𝘀𝗼 𝗲 𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝗼 per la nostra città.
Grazie ai 𝟰𝟬 𝗮𝗿𝘁𝗶𝘀𝘁𝗶, al comitato scientifico, ai curatori, al team organizzativo e a tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione di questa straordinaria 𝗺𝗮𝗻𝗶𝗳𝗲𝘀𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲.
Aula consiliare gremita, ieri mattina a Bracciano, per la presentazione alla stampa della nuova edizione di Bracciano Art Week, la manifestazione che dal 29 al 31 maggio porterà l’arte fuori dagli spazi canonici per diffonderla tra strade, vicoli e piazze del centro storico. Tre giorni in cui oltre quaranta artisti italiani e internazionali dialogheranno con il borgo medievale attraverso installazioni, opere visive, performance sonore e interventi multimediali, trasformando Bracciano in un vero e proprio percorso museale diffuso.
Ad aprire l’incontro è stato il sindaco Marco Crocicchi, che ha salutato i numerosi artisti presenti, ringraziato il comitato scientifico, gli organizzatori, tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione, in modo particolare il consigliere comunale Andrea Serralessandri, auspicando che Bracciano Art Week diventi un appuntamento stabile, capace di crescere e radicarsi nel tempo. A seguire, l’intervento di Maria Ludmila Pustka, storica dell’arte, restauratrice e direttrice artistica per le arti visive, nonché presentatrice dell’intera manifestazione.
È poi intervenuto Massimiliano Ionta, direttore artistico per sound e digital art, che ha illustrato il significato della frase «La libertà contiene l’amore, l’amore non contiene la libertà», filo conduttore di Contemporary Bloom, la fioritura collettiva, scelto come tema per il 2026. Una riflessione dell’artista contemporaneo The Astronut, pseudonimo dello stesso Ionta, che invita a esplorare, attraverso le opere, la tensione tra l’espansione della libertà e la natura più vincolante dell’amore quando diventa legame.
A chiudere gli interventi istituzionali sono state la direttrice del Museo Civico e responsabile del settore cultura del Comune di Bracciano, Dott.ssa Cecilia Sodano, e la Dott.ssa Gemma Gesualdi, che hanno sottolineato il valore culturale e identitario di una manifestazione capace di mettere in relazione artisti, cittadini e territorio.
L’idea che attraversa questa edizione è semplice e ambiziosa insieme: fare di Bracciano Art Week un appuntamento che ritorna, che si radica, che diventa parte della vita del paese, un suo respiro. Un evento capace di coinvolgere chi vive a Bracciano e, allo stesso tempo, di attirare sguardi nuovi, curiosi, pronti a lasciarsi sorprendere.
L’arte contemporanea diventa così un linguaggio semplice, un ponte che, come sempre, ha il compito di non escludere ma di accogliere. E attraverso questo ponte il territorio si racconta: non solo per ciò che custodisce nel suo passato, ma per ciò che potrebbe diventare. Un luogo che continua a trasformarsi e a immaginarsi diverso, lasciando che la creatività diventi una forma di futuro condiviso.
Coordinamento, modernizzazione e transizione ecologica le priorità emerse nel confronto tra i rappresentanti del territorio e le istituzioni regionali.
ROMA, 28 Maggio 2026 – Si è svolta oggi a Roma, nella cornice del WEGIL, la prima storica edizione degli Stati Generali delle Università Agrarie del Lazio. L’evento, promosso con la collaborazione dell’Università Agraria di Canale Monterano e ospitato all’interno del prestigioso 20° Forum Compraverde Buygreen della Fondazione Ecosistemi, ha registrato una straordinaria partecipazione dei rappresentanti delle Università Agrarie del Lazio.
L’iniziativa, moderata con efficacia da Giorgio Galotti della Fondazione Ecosistemi, ha visto la partecipazione di figure chiave delle istituzioni e del settore, tra cui:
Marcello Marian, Presidente dell’ARUAL (Associazione Regionale Università Agrarie del Lazio);
Claudia Federico, Avvocato, esperta di usi civici e università agrarie;
L’Onorevole Marietta Tidei, Consigliera Regionale del Lazio, Presidente della Commissione Sviluppo Economico e membro della Commissione Agricoltura;Luca Del Ferraro, Presidente dell’ASBUC di Giulianello.
Le conclusioni dei lavori sono state affidate a Fabio Chiaravalli, Presidente dell’Università Agraria di Canale Monterano.
I temi al centro del dibattito: tradizione, assetti attuali e futuro.
Nel corso della mattinata sono state affrontate le sfide cruciali che attendono il mondo delle Università Agrarie. Il dibattito si è snodato attorno al delicato equilibrio tra la gestione tradizionale degli usi civici e il mantenimento del comparto agro-silvo-pastorale, aprendo contemporaneamente alla necessità di una profonda modernizzazione delle attività degli enti.
Tra le priorità emerse:
Lo sviluppo di nuove forme di turismo sostenibile;
La salvaguardia dell’ambiente in chiave agro-silvo-pastorale;
Il tema di una revisione della riforma dell’ente che dia maggiori possibilità di gestione e di strutturazione alle Università Agrarie, attraverso una più stretta collaborazione e un costante scambio con la Regione Lazio.
Verso un percorso comune!
Quella di oggi è stata una mattinata di lavoro intenso che ha gettato le basi per una nuova stagione di cooperazione. L’incontro si è concluso con la ferma volontà e la consapevolezza, da parte di tutti i presenti, di dover mettere a stretto giro in programma nuove iniziative di confronto di dettaglio tra gli enti, al fine di dare continuità ed efficacia al percorso appena intrapreso.
Evento di chiusura di “Nobili Arti in Nobili Terre in Musica 2026” per la direzione artistica del grande soprano Amarilli Nizza. Ingresso Libero. Interpreti Francesca Romana Tiddi, Alessandra Testa, Fabio Serani, Massimiliano Tisano.
“Dormi, oblia, Liù, poesia…”. Cento anni fa, il 25 aprile 1926, al Teatro della Scala Arturo Toscanini, dopo queste parole, abbassava la bacchetta. La partitura di Turandot, l’ultima opera scritta dal compositore Giacomo Puccini, terminava là. Il genio della musica moriva lasciando incompiuta l’opera. Con lui scompariva uno dei più staordinari musicisti del Novecento. Ad un secolo da quell’evento anche ad Anguillara con “Festeggiamo Turandot” si celebra, per la direzione artistica del soprano di fama internazionale Amarilli Nizza, la grande incompiuta e con essa le straordinarie pagine musicali scritte dal genio lucchese. Il 2° giugno alle 18.30 con questo appuntamento in programma alla chiesa di San Francesco, ad ingresso libero, termina la III edizione di Nobili Arti in Nobili Terre in Musica 2026, la stagione musicale del lago organizzata dal Comune di Anguillara Sabazia, Pro Loco Anguillara, in collaborazione con la Claudia Biadi Music Academy con il contributo della Presidenza del Consiglio regionale del Lazio.
Coinvolti in questo omaggio pucciniano cantanti di chiara fama: Francesca Romana Tiddi, Alessandra Testa, Fabio Serani per l’accompagnamento al pianoforte del maestro Massimiliano Tisano. Presenta la serata l’attrice Carla Maglione.
Sul capolavoro Turandot abbiamo intervistato il soprano Francesca Romana Tiddi.
Francesca Romana Tiddi, Turandot è un po’ la summa della musica di Giacomo Puccini. Quale emozioni le suscita cantandola?
Turandot è uno di quei giganti musicali che quando entri in Conservatorio guardi e ascolti con timore reverenziale, ma anche una di quelle opere che ad ogni approccio a distanza di tempo continua a rivelare sempre qualcosa di nuovo e sorprendente. Musicalmente parlando è moderna e geniale: l’orchestrazione ti riempie e ti spiazza di continuo, ti accarezza per poi colpirti di nuovo…un po’ come il personaggio stesso della “principessa di sangue”: nel suo canto c’è tutto, la lama, il legato, l’abisso profondo, la sensualità, il ghiaccio. Per questo è complesso ed estremamente affascinante da studiare e interpretare. Non si finisce mai, come poi succede anche con tante altre eroine pucciniane, di gustarne le diverse sfumature.
A 100 anni dalla prima rappresentazione Turandot regge ed anzi con “Nessun Dorma” ha conquistato il pubblico mondiale. Il sacrificio di Liù che ne segue è qualcosa che sospende il tempo. Come vede lei questa figura?
Prima di Turandot sono stata varie volte Liù, personaggio morbido, dal canto delicato, ma dotato di una forza rivoluzionaria, quella dell’amore. È un’altra di quelle eroine dalle mille sfumature di cui parlavo prima: Puccini è in grado di delineare il poliedrico universo femminile con una straordinaria varietà di colori, timbriche e dinamiche e Liù è la protagonista di quella parte dell’incompiuta in cui la sua morte coincide con quella del Maestro e veniamo tutti trafitti dal suono penetrante dell’ottavino, che accompagna il sacrificio estremo in chiusura del coro funebre.
Liù e Turandot sono due donne diverse ma entrambe molto forti: l’una per l’accettazione del sacrificio, l’altra per l’apertura al cambiamento.
In Turandot il popolo della Grande Cina è un po’ un personaggio manipolato dalla paura. C’è spazio oggi per questi sentimenti?
Eccome purtroppo! Che ce ne rendiamo conto oppure no oggi è persino troppo facile essere manipolati alla luce del sole e in piena democrazia: non c’è un imperatore ma tanti social media che parlano il linguaggio del terrore. Mentre ascolto di guerre, genocidi, potenti che litigano, cerco sempre di investire in arte e Bellezza, che magari non salveranno il mondo, ma elevano gli animi e nutrono il “lato luminoso” della nostra esperienza terrena.
Puccini in qualche modo fu anche un compositore verista. Le piace questa definizione?
Puccini in qualche modo fu anche un compositore verista. Le piace questa definizione?
Puccini è verista sotto tanti aspetti, dalla scelta dei contenuti (forse non tutti sanno che persino Turandot scaturisce da una triste vicenda autobiografica…), all’uso degli strumenti e a ciò che si richiede al cantante. I pieni orchestrali rendono necessario un sostegno importante ed un fraseggio incisivo, seppur sempre legato ed elegante.
Conservatorio ed Università. Quali le differenze e cosa consiglierebbe oggi ai ragazzi?
Io li ho scelti entrambi per una mia esigenza di “completezza”, ma ogni caso è differente e andrebbe analizzato a sé, a seconda delle attitudini ma anche delle disponibilità. Non bisogna fare mistero del fatto che studiare canto e musica in generale è un investimento importante: occorre esserne consapevoli e preparati, oltre che estremamente motivati.
Mi piace citare ciò che mi disse la mia prima insegnante di Conservatorio che ricordo ancora oggi con tanto affetto: “Bene Francesca, hai portato una valigia? Lasciala lì, vuota. Dovrai riempirla ogni giorno di tanta pazienza”.
Cantante e comunicatrice. Quali mezzi userebbe oggi per veicolare la passione del Bel Canto tra le giovani generazioni?
Domanda complicata per me: sono laureata in Scienze della comunicazione è vero, e considero la comunicazione uno strumento potentissimo…ma sono rimasta ottocentesca nell’animo, sogno un mondo analogico, non vado d’accordo con la tecnologia e ho scelto di vivere senza social!
Oggi, dopo la vicenda della Consulta Consulta degli Studenti di Roma, si è tenuta una Conferenza Stampa organizzata dalla Rete degli Studenti Medi, a cui hanno preso parte gli studenti rappresentati in consulta, insieme ad esponenti delle opposizioni, partiti, sindacati e associazioni, tra cui la Senatrice on. Cecilia D’elia, la Consigliera Regionale e Coordinatrice Nazionale del PD Marta Bonafoni, Luca Boccoli per AVS, l’FLC CGIL di Roma e Lazio, Enzo Foschi per il PD di Roma, ANPI Roma, Nonna Roma, i Giovani Democratici, UGS, l’Unione degli Universitari.
Durante la conferenza, una delegazione composta da studenti della consulta insieme al sindacato studentesco è stata ricevuta dall’USR per il Lazio; le richieste sono chiare: la rimozione della Docente Referente e del Tutor della Consulta, colpevoli rispettivamente di non aver garantito la democraticità delle scelte della consulta e di atti violenti verso studenti.
L’USR, al termine dell’incontro, continua a non prendere una posizione netta di condanna a quanto accaduto.
«La democrazia non può essere una scelta, le scelte non possono essere imposte senza una votazione di tutti i rappresentanti» spiega la Rete degli Studenti Medi «Sabatini intervenga per tutelare i lavori dell’organo studentesco e l’incolumità degli studenti».
L’Amministrazione Comunale di Anguillara Sabazia e la Biblioteca Comunale “Angela Zucconi” sono liete di invitarVi all’ultimo appuntamento de “Le Parole Fondamentali”.
Questo ultimo incontro stagionale sarà dedicato alla parola fondamentale: “Fiducia in sé stessi”.
Al termine dell’incontro Marco Dané ci parlerà del suo ultimo saggio:
“Se potessimo fare un bel gioco – Dal Paese di Giocagiò a Tandem – La tv dei ragazzi raccontata da uno dei suoi protagonisti”
Giovedì 4 giugno
Ore 17:00
Biblioteca Comunale “Angela Zucconi”
Ci daremo infine appuntamento a settembre con nuovi incontri di questa iniziativa tanto apprezzata.