Ci sono luoghi che sembrano attendere il momento giusto per tornare a parlare. La Villa Giustiniani–Odescalchi di Bassano Romano è uno di questi: un palazzo che ha attraversato secoli di splendore, abbandono e silenzi, ma che oggi ritrova la sua voce grazie a un lavoro paziente, rigoroso e profondamente pubblico.
La visita guidata del 12 settembre 2026, organizzata dall’Associazione Forum Clodii – Archeologia, storia e arte nel Braccianese e inserita nel programma Tesori Naturali 2026 del Parco Naturale Regionale Bracciano–Martignano, ha mostrato con chiarezza cosa significa restituire un bene culturale alla comunità: non solo aprire un portone, ma riattivare un dialogo tra storia, territorio e persone. Un appuntamento che ha unito cultura, paesaggio e tradizioni enogastronomiche, trasformandosi in un’esperienza memorabile per tutti i partecipanti.
A rendere l’evento davvero imperdibile è stata la presenza della dott.ssa Flaminia Conti, funzionario responsabile del MIC e direttrice del sito. La sua conduzione ha mostrato una competenza che non si improvvisa: chiara, perché ogni dettaglio architettonico diventava comprensibile; appassionata, perché la storia dei Giustiniani sembrava ancora pulsare nelle sale; rigorosa, perché ogni affresco, stemma o intervento conservativo veniva collocato nel suo contesto.
La sua guida ha trasformato la visita in un’esperienza culturale piena, capace di far percepire la villa non come un monumento distante, ma come un organismo vivo. Ha permesso ai visitatori di cogliere la complessità artistica e architettonica del palazzo, offrendo una lettura storica e iconografica di grande qualità. Un plauso sincero alla sua competenza, alla capacità divulgativa e alla cura con cui ha accompagnato il gruppo nelle sale affrescate.
Decisivo il ruolo dell’Associazione Forum Clodii, che da oltre cinquant’anni rappresenta un presidio culturale nel Braccianese. La sua capacità organizzativa, la cura dei contenuti e la serietà scientifica fanno la differenza: non si tratta di semplici “eventi”, ma di vere occasioni di conoscenza.
Fondata nel 1972, l’associazione si dedica alla ricerca, allo studio e alla salvaguardia del patrimonio archeologico, storico e artistico dei comuni di Bracciano, Manziana, Canale Monterano, Oriolo Romano, Trevignano Romano e Anguillara Sabazia. Tra le sue attività figurano scavi archeologici, restauri, pubblicazioni scientifiche, conferenze, visite guidate, viaggi di istruzione e l’allestimento del Museo dell’Opera del Duomo di Bracciano. Una realtà che continua a essere fondamentale per la valorizzazione del territorio.
Accanto alla Forum Clodii, l’Ente Parco Bracciano–Martignano ha contribuito all’iniziativa con un buffet ricco e squisito, valorizzando le aziende locali e mostrando come la tutela ambientale possa dialogare con la cultura gastronomica del territorio. L’offerta enogastronomica – buon cibo, vini e l’aromaticissima birra artigianale locale – ha completato un percorso sensoriale che ha accompagnato i visitatori oltre la dimensione storico-artistica.
Istituito nel 1999, il Parco si estende per oltre 16.000 ettari attorno ai laghi vulcanici di Bracciano e Martignano. È un’area protetta ricchissima di biodiversità, storia e paesaggi, con borghi medievali, resti etruschi e romani, boschi di castagni e faggete “depresse” riconosciute come sito UNESCO.
La Villa Giustiniani–Odescalchi è oggi al centro di un processo di rinascita. Grazie all’impegno della gestione statale, il palazzo è visitabile gratuitamente tutti i giorni, escluso il lunedì: una scelta che restituisce pienamente il senso della cultura come bene comune.
I lavori in corso – sostituzione degli infissi, restauro dei portelloni storici, nuovo impianto elettrico e delle luci, cura degli interni – non sono semplici interventi tecnici, ma atti di responsabilità verso un patrimonio che per troppo tempo è stato trascurato.
Le storie che il palazzo custodisce
Grazie alla guida della dott.ssa Conti, il palazzo ha raccontato molte delle sue storie.
La storia dei Giustiniani, famiglia genovese di mercanti, mecenati e collezionisti, nata nel XIV secolo come albergo derivato dalla Maona di Chio, la compagnia commerciale che amministrava l’isola greca di Chio. Tra i titoli ricoperti: Signori di Chio, Principi di Bassano, Dogi della Repubblica di Genova, Cardinali. La famiglia si stabilì nel Lazio nel XVI secolo, dando vita alla splendida residenza di Bassano Romano.
La collezione Giustiniani, che comprendeva – fra gli altri – numerosi dipinti di Caravaggio, dispersa nel mondo dopo la spoliazione del palazzo da parte dei vecchi proprietari.
I set cinematografici, che qui hanno trovato ambienti perfetti e che, negli anni ’70, portarono a ridipingere le parti basse delle pareti per esigenze sceniche, pur rispettando i notevolissimi cicli di affreschi cinquecenteschi e seicenteschi realizzati da artisti vicini al Domenichino e al Vignola.
Il grande parco storico, attraversato ogni maggio da una processione mariana che lega la villa alla vita religiosa del paese.
Quanto accaduto il 12 settembre non è un episodio isolato, ma un modello. Quando associazioni competenti, enti pubblici, comunità locali e direzioni museali lavorano insieme, il risultato è un territorio che si riconosce nella propria storia e la restituisce ai cittadini.
La Villa Giustiniani–Odescalchi non è più solo un palazzo: è un luogo ritrovato, un punto di riferimento, un laboratorio di memoria. E se oggi possiamo attraversarne le sale gratuitamente, tutti i giorni della settimana (escluso il lunedì), è perché qualcuno ha creduto che la bellezza non debba essere un privilegio, ma un diritto.
Complimenti all’Associazione Forum Clodii, che continua a essere un punto di riferimento per la tutela e la divulgazione del patrimonio del Braccianese, e all’Ente Parco Bracciano–Martignano, che con Tesori Naturali 2026 ha sostenuto e arricchito l’iniziativa con un buffet di qualità e con la sua costante attenzione al territorio.
Un ringraziamento speciale alla dott.ssa Flaminia Conti, la cui competenza e passione hanno trasformato una visita guidata in un’esperienza di conoscenza profonda e coinvolgente.
Riccardo Agresti


