Comunicato stampa

Giornale del Lago e della Tuscia edito dall'Associazione no-profit "L'agone Nuovo".
Comunicato stampa

Dal profilo Facebook del comune di Bracciano
Da profilo Facebook di Massimo Guitarrini
Sabato di festa all’interno del parco de La Rinascente. Una festa collettiva in un quartiere non è mai solo un evento: è un dispositivo sociale, un termometro della comunità, un’occasione per misurare quanto un luogo riesca davvero a essere vivo, soprattutto quando l’iniziativa è soprattutto un modo per ritrovarsi uniti dopo l’evento drammatico accaduto nella notte del sei febbraio 2026, quando una bomba d’acqua causò l’esondazione del fosso locale sommergendo diversi garage interrati, dove l’acqua raggiunse anche i due metri d’altezza.


L’ha ricordato subito Gioacchino Fornario che ha presentato l’intera iniziativa, lo ha voluto ribadire l’amministratore di condominio Giovanni Furgiuele, in un appassionato intervento in cui ha espresso la soddisfazione per la buona riuscita dell’evento, ringraziando tutti i presenti e anche quelli che non hanno potuto partecipare anche se dietro l’evidente emozione si poteva leggere la pagina di un impegno quotidiano riconosciuto da tutti.


Ha preso poi la parola il sindaco di Bracciano Marco Crocicchi che, portando i saluti dell’amministrazione comunale di Bracciano, presente anche con la presidente del consiglio Giulia Sala e l’assessora Maddalena Coletta, si è impegnato nella premiazione dei partecipanti e dei vincitori del torneo di tennis, organizzato per l’occasione.





Una festa che ha saputo raccontare chi abita quel territorio, perché quando prevale l’attività spontanea, quella autoprodotta, significa che il quartiere ha una forte capacità di iniziativa e i tavoli, le luci, la musica e i piatti condivisi, sono strumenti di inclusione. Queste iniziative hanno la forza di lasciare tracce: provocano nuove relazioni, idee per iniziative future, lo spazio pubblico diventa un palcoscenico democratico.




Il Parco de La Rinascente, quella sera, sembrava aver cambiato pelle. Non era più il rettangolo verde incastonato tra alberi e palazzi, il luogo dove i bambini corrono dopo scuola e gli anziani si siedono sulle panchine guardandosi attorno. Era diventato altro: una sorta di camera di risonanza dove il quartiere si stringeva, finalmente, tutto insieme, nel ricordo di un evento negativo ma superato.



La cosa più bella, forse, era la semplicità. Nessuna grande struttura, nessun palco monumentale, nessuna retorica. Solo persone, luci, cibo condiviso, un parco che per una sera si trasformava in piazza. Una piazza verde, aperta, dove tutto sembrava possibile: parlare, ridere, ricordare. La gara di Karaoke è stata un esempio.






Quando la festa è finita, il parco è tornato quello di sempre. Ma non del tutto. Era rimasta una traccia, una specie di eco. Come se il quartiere avesse lasciato lì un pezzo di sé, e come se il parco avesse restituito qualcosa in cambio: la certezza che, quando ci si ritrova davvero, un luogo può cambiare. Anche solo per una sera. Anche solo in quei gioiosi momenti di felicità collettiva.
Lorenzo Avincola redattore L’agone
Dal profilo Facebook del comune di Manziana
Dal profilo Facebook del comune di Canale Monterano
Dal profilo Facebook del sindaco di Bracciano
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Marco Crocicchi, sindaco di Bracciano
Comunicato stampa
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani prende atto della sottoscrizione definitiva, avvenuta il 10 luglio 2026, del Contratto Collettivo Nazionale Integrativo (CCNI) concernente le utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie per gli anni scolastici 2025/2026, 2026/2027 e 2027/2028, siglato tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e le Organizzazioni sindacali rappresentative del comparto Istruzione e Ricerca. Contestualmente è stata pubblicata la nota ministeriale n. 18007 del 10 luglio 2026, contenente le istruzioni operative per la presentazione delle istanze. I docenti con contratto a tempo indeterminato, appartenenti a tutti gli ordini e gradi di scuola, potranno presentare domanda esclusivamente tramite la piattaforma Istanze OnLine dalle ore 15.00 del 10 luglio 2026 alle ore 23.59 del 23 luglio 2026.
Il CNDDU ritiene che la disciplina della mobilità annuale costituisca uno degli ambiti nei quali l’Amministrazione scolastica è chiamata a realizzare un equilibrato bilanciamento tra valori di rango costituzionale: la tutela dell’unità familiare, la protezione delle persone con disabilità e delle situazioni di particolare fragilità, il buon andamento della pubblica amministrazione e la valorizzazione della professionalità del personale docente. Tale equilibrio discende dai principi di ragionevolezza, imparzialità e proporzionalità che devono orientare ogni scelta amministrativa e contrattuale incidente sulla vita lavorativa dei dipendenti pubblici.
È proprio sotto quest’ultimo profilo che il CNDDU manifesta profonde perplessità. Anche nell’attuale disciplina contrattuale continuano a non assumere alcuna rilevanza il servizio prestato, l’anzianità professionale maturata, i titoli culturali e accademici, la formazione permanente, le competenze certificate, la partecipazione a percorsi di ricerca educativa, le attività di innovazione metodologica, la progettazione didattica e il contributo offerto al miglioramento dell’offerta formativa. Tutti elementi che qualificano il profilo professionale di un docente e che rappresentano il risultato di anni di studio, aggiornamento e impegno al servizio della scuola pubblica.
Una simile impostazione appare difficilmente conciliabile con il principio del buon andamento sancito dall’articolo 97 della Costituzione, che impone alla pubblica amministrazione di perseguire l’efficienza e la qualità dell’azione amministrativa anche attraverso la valorizzazione delle competenze e delle professionalità. Se la qualità dell’istruzione rappresenta un interesse pubblico primario, non appare coerente che, nelle procedure di mobilità annuale, l’esperienza professionale e il percorso di crescita culturale del personale docente siano completamente esclusi da qualsiasi forma di valutazione.
Il CNDDU ribadisce che le tutele previste dalla legge n. 104 del 1992 costituiscono una conquista irrinunciabile dello Stato sociale e trovano pieno fondamento negli articoli 2, 3, 32 e 38 della Costituzione. Nessuna riflessione può e deve mettere in discussione tali diritti. Tuttavia, il riconoscimento di prerogative fondamentali non dovrebbe comportare l’automatica cancellazione di ogni altro criterio idoneo a valorizzare il merito e la professionalità. Un sistema realmente equo è quello che riesce a contemperare interessi costituzionalmente rilevanti senza azzerare il valore dell’impegno professionale.
Non può essere ignorata la condizione di migliaia di insegnanti che hanno prestato servizio per molti anni lontano dai propri affetti, affrontando notevoli sacrifici personali ed economici, investendo nella formazione universitaria e specialistica, conseguendo ulteriori titoli culturali, promuovendo progetti innovativi, partecipando a percorsi di ricerca educativa e contribuendo concretamente alla crescita delle proprie comunità scolastiche. È difficile spiegare a questi docenti perché tutto ciò non assuma alcun rilievo nelle procedure di mobilità annuale, mentre la qualità della loro professionalità continua a essere richiesta e valorizzata ogni giorno all’interno delle istituzioni scolastiche.
Da sempre il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani sostiene che la cultura dei diritti debba procedere insieme alla cultura della responsabilità. Diritti e merito non sono principi contrapposti, ma valori complementari che trovano la loro sintesi nel principio di giustizia sostanziale. Una pubblica amministrazione moderna non può limitarsi a garantire le necessarie tutele sociali, ma deve anche saper riconoscere e valorizzare il capitale umano, le competenze e il percorso professionale di coloro che operano al servizio dello Stato.
Il CNDDU esprime pertanto una ferma contrarietà nei confronti di un sistema che continua a escludere qualsiasi forma di riconoscimento dell’esperienza professionale, della formazione continua e dell’impegno culturale dei docenti. Una simile impostazione rischia di alimentare demotivazione, sfiducia nelle istituzioni e disaffezione verso quei percorsi di aggiornamento che lo stesso Ministero promuove come strumenti essenziali per l’innovazione della didattica. Non è coerente chiedere agli studenti di credere nel valore dello studio, dell’impegno e del merito se, parallelamente, tali principi non trovano adeguata applicazione nelle procedure che disciplinano la vita professionale degli insegnanti.
Per queste ragioni il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rivolge un forte appello al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, affinché promuova una revisione dell’attuale impianto della mobilità annuale, introducendo criteri che, nel pieno rispetto delle tutele previste dall’ordinamento per le persone con disabilità, per le situazioni di fragilità e per l’unità familiare, attribuiscano un adeguato riconoscimento anche al servizio prestato, ai titoli culturali, alla formazione certificata, all’aggiornamento professionale e al contributo offerto dai docenti all’innovazione del sistema scolastico. Il merito non può essere un principio evocato esclusivamente nei confronti degli studenti o richiamato nelle dichiarazioni programmatiche: deve tradursi in un criterio concreto di giustizia amministrativa capace di restituire dignità alla professionalità docente. Solo così sarà possibile costruire una scuola autenticamente fondata sui principi costituzionali di equità, imparzialità, responsabilità e valorizzazione delle competenze, rafforzando la fiducia del personale scolastico nelle istituzioni e la credibilità dell’intero sistema educativo.
Prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU
Riceviamo e pubblichiamo
Dopo il successo degli appuntamenti ospitati a Tarquinia, l’Etruria Musica Festival conferma il proprio percorso di crescita e torna anche quest’anno a fare tappa a Montalto di Castro. La XXIII edizione della rassegna, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Montalto di Castro, organizzata dall’Associazione Culturale Musicale SoundGarden e dal Mac Lab, con il sostegno della Regione Lazio, porterà quattro concerti a Montalto Marina, trasformando il Molo del fiume Fiora in un suggestivo palcoscenico affacciato sul mare.
Un luogo unico, sospeso tra il blu del Tirreno e il profilo della costa, dove il pubblico potrà vivere la musica praticamente circondato dall’acqua. Un contesto capace di rendere ogni concerto un’esperienza immersiva, in cui il tramonto, la brezza marina e le note dei protagonisti del festival si fondono in un’atmosfera particolarmente evocativa.
Il programma prenderà il via il 24 luglio, alle 21.30, con il concerto del sassofonista Javier Girotto e del fisarmonicista Vince Abbracciante, protagonisti di un dialogo musicale tra jazz, tango e sonorità mediterranee. Il giorno successivo, 25 luglio, salirà sul palco il Lorenzo De Finti Quartet, formazione composta da Lorenzo De Finti al pianoforte, Stefano Dall’Ora al contrabbasso, Alberto Mandarini alla tromba e Marco Castiglioni alla batteria, con un repertorio che unisce scrittura contemporanea e improvvisazione jazzistica.
La rassegna riprenderà il 10 agosto con il Nico Gori Trio, formato da Nico Gori al clarinetto e sassofono, Ellade Bandini alla batteria e Francesco Pierotti al contrabbasso. Un incontro tra tre musicisti di assoluto rilievo, capaci di attraversare con naturalezza il jazz tradizionale e quello contemporaneo. Gran finale l’11 agosto con il recital per pianoforte solo di Jacopo Mai, che chiuderà il cartellone con una serata dedicata all’espressività del pianoforte in uno degli scenari più affascinanti del litorale laziale.
Tutti i concerti si svolgeranno alle 21.30 presso il Molo del fiume Fiora, con ingresso libero.
La tappa di Montalto di Castro rappresenta la naturale estensione di un progetto culturale che, anno dopo anno, amplia il proprio raggio d’azione mantenendo elevata la qualità artistica e la capacità di valorizzare luoghi di particolare fascino.
L’Etruria Musica Festival è promosso dal Comune di Montalto di Castro, attraverso l’Assessorato al Turismo e agli Eventi, ed è organizzato dall’Associazione Culturale Musicale SoundGarden insieme al Mac Lab, con il sostegno della Regione Lazio. Una collaborazione che contribuisce a consolidare la manifestazione come uno degli appuntamenti musicali più significativi dell’estate nel territorio dell’Alto Lazio, capace di coniugare grandi interpreti, paesaggio e valorizzazione culturale.
Una buona notizia per lo sport giovanile del nostro territorio. Ai Campionati Italiani Fidal U20 di lancio del martello, disputati a Caorle (Ve) il 4/5 luglio 2026, Celeste Zanna, tesserata per ACSI Futuratletica, ha conquistato il titolo nazionale con un lancio da 54,19 metri, imponendosi su Emma Veronese (Fiamme Oro Padova) e Martina Ricci (Atl. Pietrasanta Versilia).

Con questo prestigioso risultato, Celeste Zanna conferma di essere una delle martelliste più in crescita del panorama giovanile italiano, nonostante il grave infortunio che lo scorso anno le aveva impedito di partecipare ai Campionati Italiani U20 di Grosseto: la rottura del perone, avvenuta al penultimo lancio dell’ultimo allenamento a Cerveteri, l’aveva costretta a una operazione e a una lunga riabilitazione.

Costretta a rimanere lontana dalle gare per diversi mesi, la giovane atleta è tornata in pedana con determinazione, aggiudicandosi a Mariano Comense il titolo invernale dei lanci lunghi. Dopo aver superato quel difficile periodo in cui sembrava tutto perduto, grazie alla tenacia che la contraddistingue, è riuscita a confermarsi campionessa italiana under 20.

Un risultato che certifica la continuità di rendimento e la capacità di gestire appuntamenti di alto livello, ricordando che due anni fa aveva partecipato ai Campionati Europei di Banská Bystrica, in Slovacchia, con la nazionale under 18.
L’obiettivo dichiarato è ora quello di raggiungere la soglia dei 60 metri, riferimento tecnico di livello assoluto per la categoria: un traguardo che confermerebbe ulteriormente la solidità del suo percorso di crescita.
Il nostro giornale L’agone continuerà a seguire il cammino sportivo di Celeste Zanna, atleta del territorio che ha già dimostrato di saper competere ai massimi livelli giovanili e che continua a migliorarsi gara dopo gara. Le sue prestazioni, unite alla stabilità dei risultati, la rendono una delle figure più interessanti dell’atletica italiana under 20.
Lorenzo Avincola redattore L’agone