“Ringrazio il XV Gruppo Cassia della Polizia Locale di Roma Capitale che, su delega dell’Autorità Giudiziaria, è intervenuta nell’area di Tor di Quinto, su un terreno di proprietà privata, con il sequestro di una vasta area interessata da irregolarità urbanistiche, edilizie e ambientali.
Il contrasto all’illegalità resta tra le priorità del nostro territorio; interventi di questa natura, che quotidianamente vengono svolti, rappresentano segnali concreti di attenzione verso la tutela dell’ambiente, il rispetto delle regole e la salvaguardia della qualità della vita dei cittadini”.
Così in una nota il Presidente del Municipio XV, Daniele Torquati.
“Dopo la rimozione nel 2023 del chiosco abbandonato trasformato in un luogo di ricovero per i senza fissa dimora, e la chiusura a ottobre 2025 dell’area di via Cassia 724, soggetta da anni a gravi criticità per il decoro e la sicurezza pubblica, continuiamo a lavorare affrontando lo stazionamento di alcune persone all’interno dell’area privata dell’ex Cinema delle Mimose, in via Vibio Mariano.
In relazione ai problemi di sicurezza urbana, come sempre detto in questi anni, tali situazioni si affrontano con costanza, pazienza e attraverso le politiche sociali. Per questo, dopo gli interventi dello scorso autunno, proseguiamo con un monitoraggio attivo delle politiche sociali e le attività per il decoro e la sicurezza del quartiere.
Ringrazio quindi il Prefetto Giannini, per l’inserimento all’ordine del giorno del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica dell’8 giugno scorso, dell’ex Cinema delle Mimose e della situazione di Tomba di Nerone. Una situazione monitorata costantemente dalla Sala operativa sociale di Roma Capitale, dai nostri assistenti sociali e dalle associazioni di volontariato che operano in zona. Nell’ambito del Tavolo, la Prefettura si è fatta carico di supportare le interlocuzioni con la proprietà dell’ex cinema, già seguita sul territorio dalla Polizia Locale di Roma Capitale, dal Commissariato Flaminio Nuovo della Polizia di Stato e dalla Stazione dei Carabinieri di via Vibio Mariano, che ringrazio.
Nonostante gli interventi di questi anni abbiano migliorato la situazione, continuiamo e continueremo a lavorare fino alla completa risoluzione del problema, in silenzio e senza proclami, tenendo conto delle situazioni più complesse e di estrema fragilità. Proseguiremo su questa strada di sinergia interistituzionale e a fianco dei residenti che ringrazio per aver compreso le attività poste in essere e il senso civico dimostrato in questi anni”.
Così in una nota il Presidente del Municipio XV, Daniele Torquati.
Quello del 2026, sarà un Mondiale che permetterà di parlare, oltre che di fuorigioco, anche di altro. Ecco gli ultimi suggerimenti. Aspetto i vostri 🙂
Antropologia
Il numero di giocatori convocati per le 48 nazioni (ciascuna con rose da 26 giocatori) è 1248.
Guillermo Ochoa, Lionel Messi e Cristiano Ronaldo sono convocati per il loro sesto Mondiale, non sono dei giocatori, sono delle istituzioni, reperti archeologici viventi, oggetti di culto che l’UNESCO sta valutando di inserire tra i patrimoni dell’umanità. Se li tocchi troppo forte rischi una multa per danneggiamento del patrimonio. La FIFA sta studiando se consegnare loro una medaglia o direttamente una targa commemorativa da appendere all’ingresso dello stadio. A questo punto, più che allenarsi, dovrebbero tenere conferenze motivazionali su “Come restare eterni”.
Kylian Mbappé, invece, ha un’altra missione: inseguire il record di gol ai Mondiali di 16 gol di Miroslav Klose. Per ora è a quota 12 reti, alle spalle di Ronaldo (15), Gerd Müller (14) e Just Fontaine (13) e corre come se avesse un motore elettrico nascosto nei parastinchi, i difensori arrancano come se stessero inseguendo un tram già partito e il record… trema. Ogni suo scatto è una minaccia statistica, ogni suo gol un capitolo nuovo nella storia del calcio. Intanto Klose, da qualche parte, controlla le notifiche con crescente inquietudine e ogni volta che segnerà, sospirerà dicendo:
“Ma non hai un hobby?”
A proposito di Francia, c’è Didier Deschamps, che dopo 14 anni alla guida della Francia ha deciso di salutare. Non è un addio: è un elegante
“Signori, io vi ho portato fin qui. Ora, se non vi dispiace, me ne vado a bere qualcosa mentre voi cercate di non combinare disastri”.
Deschamps lascia una nazionale che ha vinto, perso, sofferto, dominato, litigato, ricominciato. Un ciclo epico, degno di un romanzo francese dell’ottocento.
La storia più epica di tutte: l’Iraq, ultima squadra a qualificarsi dopo 21 partite. Una maratona calcistica talmente lunga che a un certo punto alcuni giocatori hanno chiesto all’allenatore:
“Mister, ma siamo ancora nelle qualificazioni o è già iniziato il Mondiale e non ce ne siamo accorti?”
Ventuno partite: praticamente una stagione intera di campionato, ma con più tensione, più viaggi e meno certezze. Un percorso che meriterebbe un documentario, o almeno un premio per la resilienza.
Ma non sono gli unici protagonisti degni di nota. Tra gli allenatori che sembrano filosofi, gli staff che dormono meno di un astronauta in missione e i preparatori atletici che devono gestire giocatori che arrivano da cinque continenti e dieci fusi orari, questo Mondiale è una collezione di storie umane prima ancora che sportive.
Il giocatore più giovane è Gilberto Mora (Messico) – 17 anni e 240 giorni.
Il più anziano è Craig Gordon (Scozia) – 43 anni e 162 giorni, record assoluto dell’edizione 2026.
La nazionale con l’età media più bassa è la Costa d’Avorio 25,8, mentre quella con la media più alta è la Colombia (30,1).
La FIFA indica che 891 giocatori sono al debutto mondiale (su 1.248 totali). Le nazionali con esordio assoluto al Mondiale, e quindi con la percentuale più alta di debuttanti, 26 su 26 ciascuna, sono: Capo Verde, Curaçao, Giordania.
La differenza di età tra il più anziano e il più giovane è superiore ai 25 anni: 22 giocatori hanno meno di 20 anni e 7 ne hanno più di 40 anni
22 giocatori convocati nel 2026 hanno già vinto almeno un Mondiale. (Prevalentemente Argentina 2022, Francia 2018, Germania 2014).
Tempistica
Sarà il primo Mondiale in cui sarà praticamente impossibile vedere tutto. È la Coppa del Mondo della FOMO: Fear Of Missing Offside. Gli appassionati faranno maratone, i non appassionati faranno finta di capire e tutti diranno almeno una volta:
“Ma questa partita… quando l’hanno giocata?”
Durante la parte iniziale, dall’11 giugno inizierà una sequenza di 17 giorni di partite continue. Come un festival musicale, ma al posto dei cantanti ci saranno 48 squadre e al posto delle canzoni 104 partite. A un certo punto ti chiederai se stai guardando calcio o se sei finito in un loop temporale.
La FIFA si è inventata i sedicesimi di finale. Perché fermarsi agli ottavi, quando puoi aggiungere un turno in più e far sembrare il torneo una matrioska?
Quando finalmente arriverai ai quarti, ti sentirai un sopravvissuto.
Le semifinali sembreranno un miraggio.
La finale del 19 luglio, un evento mistico.
104 partite: è il primo Mondiale che puoi seguire come una serie TV, ma senza la possibilità di skippare le parti noiose. A meno che non giochi la tua squadra: allora sono tutte fondamentali. Stagione 1: Fase a gironi. Stagione 2: Sedicesimi. Finale: episodio speciale da 90 minuti.
Per non perdere nulla, alcuni tifosi stanno già pensando di prendere ferie da giugno a luglio. I datori di lavoro stanno già pensando di negarle.
Se ti chiedi perché fare un campionato così lungo, la risposta è semplice: perché con 48 squadre servono più partite e perché i tre Paesi ospitanti hanno detto:
“Facciamolo grande”.
Allora la FIFA ha pensato:
“E se lo facessimo ancora più grande?”
Gli sponsor hanno risposto:
“Sì, grazie”.
Comunque un Mondiale lungo è bello perché ti dà tempo di affezionarti a squadre che non sapevi esistessero; ti permette di scoprire stadi, città, culture, storie; trasforma giugno e luglio in un’unica grande festa globale e ti regala un pretesto perfetto per dire:
“Non posso uscire, c’è una partita importantissima… credo.”
Il Mondiale durerà 39 giorni perché deve essere il più grande di sempre e perché, diciamolo, quando il mondo si mette d’accordo per fare festa, nessuno ha voglia di farla breve.
Quando la prima partita inizierà, alle 21.00 CEST (Central European Summer Time, l’Ora Legale dell’Europa Centrale, il nostro orario), cioè le 13.00 locali a Mexico City, dell’11 giugno, qualcuno dirà:
“Ma perché mi sto emozionando se non seguo nemmeno il calcio?”
La risposta è semplice: perché questo Mondiale è una storia collettiva, un po’ folle, un po’ epica, molto umana e, come tutte le storie belle, ti trascinerà dentro anche se non vuoi.
Partnership tra Città Metropolitana di Roma Capitale e Aubay Italia
Roma, 10 giugno 2026 – Rafforzare il legame tra formazione professionale e mondo del lavoro, offrendo ai giovani competenze innovative e immediatamente spendibili nei settori più dinamici dell’economia digitale. È questo l’obiettivo dell’accordo presentato oggi dalla Città Metropolitana di Roma Capitale insieme ad Aubay Italia S.p.A., azienda leader nei servizi digitali e recentemente entrata a far parte della rete EAfA – European Alliance for Apprenticeships.
Il Consigliere Delegato alle politiche della Formazione in Città metropolitana di Roma Capitale, Daniele Parrucci: “la rivoluzione tecnologica in atto, caratterizzata dalla diffusione dell’intelligenza artificiale, dell’analisi dei dati e dalla crescente digitalizzazione dei processi produttivi e dei servizi, richiede una risposta concreta e lungimirante da parte delle istituzioni.
Di fronte a trasformazioni così profonde le istituzioni hanno il dovere di anticipare il cambiamento. La formazione professionale rappresenta lo strumento più efficace per accompagnare questa evoluzione e garantire nuove opportunità alle giovani generazioni”.
A partire dall’anno formativo 2026-2027 prenderà infatti il via il nuovo percorso di Operatore Informatico con curvatura “Utilizzo dei Dati e Intelligenza Artificiale”, rivolto a ragazze e ragazzi tra i 14 e i 18 anni. Un’offerta formativa innovativa pensata per fornire competenze tecnologiche avanzate, favorendo un approccio consapevole e responsabile all’utilizzo delle nuove tecnologie.
L’iniziativa – continua il Delegato Daniele Parrucci – si inserisce nel più ampio percorso di rilancio dei Centri di Formazione Professionale gestiti dalla Città Metropolitana di Roma Capitale, che negli ultimi tre anni ha investito nel rinnovamento delle strutture, dei laboratori e dell’offerta didattica, con l’obiettivo di renderla sempre più vicina alle esigenze del tessuto produttivo. La collaborazione con Aubay rappresenta un ulteriore passo avanti in questa direzione”.
Presso il Centro Metropolitano di Formazione Professionale Adriatico, sarà infatti realizzato un ambiente laboratoriale che riprodurrà un contesto aziendale simulato, consentendo agli studenti di sperimentare concretamente processi, strumenti e metodologie tipiche del settore digitale. Da febbraio a giugno gli allievi saranno coinvolti in attività pratiche e progettuali, accompagnati da formatori specializzati individuati con il contributo dell’azienda.
“L’obiettivo condiviso con il Sindaco Roberto Gualtieriè costruire un ponte sempre più solido tra formazione e impresa, affinché le competenze acquisite in aula siano pienamente coerenti con le professionalità richieste dal mercato del lavoro e possano favorire l’inserimento qualificato dei giovani nei settori ad alta innovazione.”
“Città Metropolitana di Roma Capitale – conclude Parrucci – è stata inoltre inserita tra le migliori esperienze europee nel campo della formazione professionale, ottenendo un importante riconoscimento nell’ambito dell’High Level Event dell’EAfA. Un risultato che valorizza il lavoro svolto dall’Ente e ne rafforza concretamente il contributo alla costruzione di un sistema europeo della formazione e dell’apprendistato sempre più qualificato, innovativo e integrato.”
Ufficio comunicazione Città metropolitana di Roma Capitale
Presentato a Roma il documento del Terzo Settore con proposte concrete per la disciplina del settore
Roma, 10 giugno 2026– Nel 2025 la raccolta complessiva del gioco d’azzardo in Italia ha raggiunto i 165 miliardi di euro. Sale scommesse, slot, VLT, gratta e vinci, lotterie e piattaforme online rendono il Paese un “casinò diffuso”, accessibile ovunque e in ogni momento. Di fronte a questa realtà, il Forum delle Associazioni Familiari ha promosso il convegno “Scommettere sul futuro (quello vero). Riscrivere le regole del gioco d’azzardo per rimettere le persone al centro delle scelte politiche”, presso la Sala Conferenze dell’Associazione della Stampa Estera in Italia. Al centro del dibattito, il documento presentato dal Terzo Settore con proposte concrete per la regolamentazione del gioco d’azzardo in Italia, e le esperienze di amministratori locali e di persone che hanno vissuto direttamente le conseguenze del gioco d’azzardo.
Il Cardinale Matteo Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha osservato: “Il Forum va ringraziato per aver intrapreso questa battaglia così coraggiosa nella quale, purtroppo, spesso sembra di scontrarsi contro un muro di gomma. Accontentarsi di delegare allo Stato la gestione del fenomeno non è sufficiente, ma è fondamentale coinvolgere anche la rete delle famiglie. Il documento presentato oggi contiene una serie di proposte importanti per disciplinare il settore del gioco. Su certi temi bisogna recuperare uno spirito costituente, che non vuol dire avere un pensiero unico ma trovare una risposta che sia efficace nell’interesse di tutti. È in gioco la dignità delle persone, ma anche delle istituzioni. L’enciclica Magnifica Humanitas ha un approccio molto pragmatico e obbliga a trovare un ‘algoritmo’ comune. L’IA moltiplica il gioco: la velocità cattura ancora di più la persona facendola entrare in un mondo dal quale non riesce più a uscire. Come sottolinea il Papa, vanno sostenuti i legami sociali. In tal senso auspichiamo scelte politiche chiare per liberare tanti da una schiavitù terribile”.
L’On. Paola Boscaini (Forza Italia), ha affermato: “Nella mia esperienza di amministratore locale ho ascoltato diverse testimonianze di persone che sono andate sul lastrico per la dipendenza dal gioco d’azzardo. Non ci si deve mai fermare con la comunicazione a partire dai singoli territori per sensibilizzare su questo fenomeno. Finché non si tocca il fondo spesso non si ha il coraggio di chiedere aiuto. È fondamentale affrontare tale questione anche con misure che attengono al profilo della salute e non soltanto economico. Personalmente non sono favorevole alle limitazioni generali perché l’esperienza dice che spesso si ottiene l’effetto contrario“.
Secondo l’On. Laura Cavandoli (Lega Salvini Premier): “Il gioco online è stato disciplinato due anni fa con norme più restrittive. Come Legislatore andiamo a tutelare le famiglie per non alimentare flussi di denaro che vanno in mano alla malavita organizzata. Per questo riteniamo che la regolamentazione debba essere precisa e puntuale. Approvo la richiesta di trasparenza per rafforzare i controlli. Sul divieto di pubblicità abbiamo fatto il possibile e dobbiamo ragionare su come la trasmissione di un messaggio sportivo non diventi promozionale per l’azzardo. Serve la formazione a partire dalle scuole, per questo abbiamo introdotto l’educazione finanziaria nell’ottica di intercettare i ragazzi e lavorare sul piano culturale“.
Per l’On. Stefano Vaccari (Partito Democratico): “La politica ha oggi una grande responsabilità. Quella di affrontare una questione che ha a che fare con milioni di persone. Nel decreto Dignità era stato inserito il divieto di pubblicità dell’azzardo poi aggirato. Se non andiamo in questa direzione è molto difficile fare progressi. Auspichiamo la convocazione di un tavolo per una riforma volta a ridurre l’offerta di gioco”.
L’On. Andrea Quartini (Movimento 5 Stelle) ha affermato: “È necessario partire da un presupposto: non siamo in presenza di un gioco, l’azzardo riguarda le scommesse. Occorre, quindi, partire dalla semantica per una svolta culturale. Condivido le proposte contenute nel documento, pertanto serve una grande mobilitazione per ottenere una regolamentazione seria del settore“.
Adriano Bordignon, Presidente del Forum delle Associazioni Familiari, ha dichiarato: “L’impatto dell’azzardo sul piano sociale, sanitario ed economico è ormai evidente, con ricadute pesanti su persone, famiglie e comunità. Servono politiche più efficaci di prevenzione e contrasto, che riaffermino il primato della salute e della dignità delle persone rispetto a logiche esclusivamente commerciali. Scommettere sul futuro significa investire sulle persone e sulle famiglie, costruendo un modello di sviluppo che non alimenti fragilità e dipendenze, ma promuova responsabilità, coesione sociale e autentiche opportunità di crescita“.
Andrea Bosi di Avviso Pubblico, ha sottolineato: “Gli amministratori degli Enti locali si trovano oggi in prima linea nel fronteggiare gli effetti delle fragilità sociali indotte e amplificate dal gioco d’azzardo patologico. Per questo motivo, chi rappresenta un tale presidio democratico e civile deve essere ascoltato con attenzione, nell’interesse della coesione sociale, della tutela delle persone più esposte e del benessere complessivo delle comunità”.
Secondo il Prof Maurizio Fiasco, ALEA: “Con l’impegno della vasta rete delle Associazioni familiari, si fa concreta la speranza di ottenere una de-escalation del gioco d’azzardo in Italia. I confini della sopportabilità sociale e umana erano stati oltrepassati da tempo: 165,3 miliardi di euro di flusso di puntate e scommesse, con l’impegno di 130 milioni di giornate di vita sottratte in un anno alle relazioni interpersonali, agli affetti e alla cura dei figli, costituiscono un danno sistematico che solo l’ottusità (usiamo questa litote) dello Stato non rileva. Ma adesso, con un’osservazione puntuale, competente, impegnata e continuativa si potrà ottenere una svolta nell’orientamento pubblico, scuotendo l’opinione pubblica dall’indifferenza“.
Don Armando Zappolini della campagna Mettiamoci in Gioco, ha rilevato: “La maggior parte dei proventi del gioco viene da persone con problematiche economico-sociali, è un dato che ci deve far riflettere. Purtroppo, l’azzardo è animato da una logica di lotta ai poveri e non alla povertà. È lodevole l’attività delle diverse associazioni dirette ad aiutare i dipendenti dall’azzardo ma dobbiamo fare più rete e non può essere una missione della sola Chiesa, l’impegno va esteso anche al di fuori del mondo ecclesiastico. È inoltre prioritario avere i dati ufficiali delle spese per il gioco ma purtroppo non vengono forniti. Sarebbero molto utili per profilare al meglio i soggetti che spendono di più e affrontare a monte il problema. Abbiamo un grande debito di responsabilità che dobbiamo saldare con la nostra società”.
Tra gli altri, all’evento sono intervenuti: Teresa Mazzone, Presidente Società Italiana di Pediatria del Lazio; i giornalisti Toni Mira (Avvenire) e Luca Cereda (Famiglia Cristiana); Nicola Bosco, ex giocatore.
L’Amministrazione Comunale di Anguillara Sabazia e la Biblioteca Comunale “Angela Zucconi” sono liete di invitarvi a partecipare, per la prima volta, ad uno straordinario evento di lettura collettiva e simultanea ideato da Alessandro Baricco.
“Leggere è il gesto mite per eccellenza, un gesto gentile e pacifico. La tempesta silenziosa è il gesto spettacolare che faremo insieme, miti, gentili e pacifici. Leggendo, ospitando lettrici e lettori. Tutto qui. Ma in questo modo sprigioneremo una sorta di tempesta d’intensità, silenziosa, quasi invisibile ma fortissima. Un’esperienza preziosa quando la vivi, che non finisce lì. Te la porti via anche quando te ne vai. Forse, alla fine sei persino un po’ diverso.”
Ed è da qui che tutto comincerà.
Ancorati alla stessa ora, leggeremo tutti insieme, nello stesso momento, creando una grandiosa energia che unirà tantissimi luoghi e lettori. L’evento sarà infatti condiviso in diretta streaming, collegando contemporaneamente la nostra biblioteca con la città di Roma e con tutti gli altri luoghi della cultura che hanno aderito a questa straordinaria iniziativa.
Quando: Mercoledì 17 giugno
Ora: 20:30 (puntuali, per dare il via alla lettura simultanea!)
Cosa leggeremo: “Le notti bianche” di Fëdor Dostoevskij
Vi aspettiamo in Biblioteca per vivere insieme questa esperienza unica, intima e collettiva al tempo stesso. Portate la vostra passione e la voglia di far parte di qualcosa di indimenticabile.
L’evento è su prenotazione. Per riservare il proprio posto, è possibile utilizzare i seguenti riferimenti:
Più volte segnalata da parte del movimento IdD per le sconnessioni e gli allagamenti, la Braccianese è stata finalmente rimessa a nuovo
Roma 10 giugno 2026: ” Nell’ultima segnalazione relativa alla SP493 avevo chiesto agli amministratori provinciali romani di svegliarsi, e finalmente un primo segnale di risveglio dal torpore amministrativo sembra essere arrivato”: Sono le parole del segretario provinciale romano IdD Carlo Spinelli che all’interno del movimento presieduto dal giornalista romano Antonello De Pierro ricopre anche la carica di responsabile nazionale per la Politica Interna, all’indomani della segnalazione della responsabile per l’ Area del Lago di Bracciano Ylenia Massimini sulla ripavimentazione stradale della SP493. ” Le condizioni di questa strada provinciale erano veramente pessime e ciò rendeva il transito veicolare pericoloso – continua Spinelli – per questo abbiamo sollecitato la Città Metropolitana di Roma Capitale a intervenire. E continueremo a monitorare la situazione viaria di competenza provinciale, perché di strade in condizioni critiche ce ne sono tante e questo rende pericolosa la loro percorrenza. Non possiamo permettere che le lacune amministrative delle istituzioni – conclude Spinelli – mettano in pericolo la vita dei cittadini”.
“Scuole Superiori Sicure”: il 17 giugno l’incontro pubblico sulla sicurezza e la manutenzione degli istituti superiori
Civitavecchia — Si terrà mercoledì 17 giugno 2026, alle ore 16:30, nell’Aula consiliare “Renato Pucci”, l’incontro pubblico di presentazione del progetto “Scuole Superiori Sicure”, dedicato alla programmazione, al monitoraggio e alla partecipazione sulla manutenzione degli istituti di istruzione secondaria di II grado del territorio.
Il progetto nasce dall’esigenza di superare la gestione emergenziale delle criticità manutentive, costruendo un metodo strutturato e continuativo basato su tre parole chiave: programmare, monitorare, coinvolgere. Pur essendo l’edilizia scolastica degli istituti superiori di competenza della Città Metropolitana di Roma Capitale, il Comune intende rafforzare il proprio ruolo di garante territoriale, promuovendo trasparenza e prevenzione attraverso un Tavolo Tecnico Interistituzionale permanente.
All’incontro, aperto alla cittadinanza, interverranno:
Daniele Parrucci — Consigliere metropolitano delegato all’Edilizia scolastica, Città Metropolitana di Roma Capitale
Claudio Dello Vicario — Dirigente della Città Metropolitana di Roma Capitale, Servizio 1
Luigi Paoletti — Responsabile U.O.T. 4
Stefania Tinti — Vicesindaca e Assessora alla Pubblica Istruzione
Alessandra Lecis — Consigliera comunale, Presidente della Commissione Istruzione e Cultura
La cittadinanza, le famiglie, il personale scolastico e gli studenti sono invitati a partecipare. Ingresso libero.
VENERDI 12 e SABATO 13 Giugno presso l’Ex Consorzio di Anguillara Sabazia. ALLE 20.00. In collaborazione con Nazra, il festival del cortometraggio palestinese itinerante che da 6 anni ormai ci offre uno sguardo alla condizione dei palestinesi sotto attacco costante.
Di seguito trovate il programma con i film e le sinossi. Nel frattempo che (spero) arriviate a leggerle, vi ricordo che potete (se volete) concedere il vostro 5×1000 all’associazione indicando il codice fiscale 97507510580 sulla dichiarazione dei redditi. In questo modo ci aiutete a sostenere i progetti in essere della nostra associazione amica in Libano (Beit Atfal Assomoud, alla quale abbiamo devoluto tutto il ricavato delle raccolta fondi fatta nel 2025, 1950€) che sta vivendo momenti drammatici dopo le evacuazione dei campi del sud e i bombardamenti a Beirut.
Impreziosito da foto d’epoca in bianco e nero, questo corto è un viaggio nostalgico alla (ri)scoperta di un cinema abbandonato che si trasforma in una riflessione sul ruolo e il potere degli archivi.
Rana Abushkhaidemè una regista palestinese laureata all’Università Dar Al-Kalima. Con il corto “El-Halabiyeh” ha vinto il premio del pubblico al Davis Feminist Film Festival. La sua attività si concentra sulla narrazione attraverso il cinema, l’animazione e la ricerca d’archivio, con particolare attenzione alla memoria, all’identità e alla storia collettiva.
Aseel e Um Qusai, due donne palestinesi di generazioni diverse, sono legate dai fili del ricamo tradizionale. Partendo da un negozio di filati, le seguiamo nella loro vita quotidiana, dove ogni punto diventa una forma di espressione, un modo per preservare il patrimonio e uno strumento per raccontare storie. Um Qusai, del campo profughi di Al-Baqa’a, considera il ricamo sia un mezzo di sostentamento che un simbolo di identità. Aseel lo usa come strumento didattico, trasmettendo storie palestinesi alle ragazze della sua età. Insieme ad altre donne e ragazze della loro comunità, condividono conoscenze, ricordi e significati, punto dopo punto. Attraverso momenti silenziosi e intimi, il film esplora come il ricamo intrecci memoria, cultura e legame intergenerazionale.
Bayan Abuta’emaè una pluripremiata video-giornalista palestinese che sta girando un lungometraggio sui campi profughi palestinesi in Giordania. Ha conseguito una laurea in Radio e Televisione ed è una regista autodidatta attratta da narrazioni personali, politiche e visive. Il suo lavoro si concentra sui temi dello sfollamento, dell’identità e della memoria collettiva, spesso radicati nell’esperienza palestinese. Nel 2021, ha ricevuto premi da PLURAL+ e dall’United for Peace Film Festival, oltre a diverse altre nomination, per il suo cortometraggio.
Cynthia Samuel Bakri, Adam Bakri e Noura Erakat in un corto presentato al Woodstock Film Festival sulla disumanizzazione degli arabi dopo l’11 settembre e il ruolo dei media americani. I due attori e coniugi Bakri interpretano una coppia araba la cui solidità viene messa a dura prova a causa del giornalista Thomas Friedman.
Suha Araj è una pluripremiata regista che esplora la realtà delle comunità di immigrati sfollati. I suoi corti sono stati proiettati in festival come Tribeca Film Festival, Berkshire International Film Festival, Baghdad International Film Festival. Ha ricevuto supporto per il suo lavoro dal Sundance Film Festival, dal Torino Film Lab, dall’Independent Filmmaker Project, dal Berlinale Talent Project Market, dal CAAM e dal Cine Qua Non Lab. Ha ricevuto una Creative Capital Grantee nel 2021 e una Jerome Foundation Grantee nel 2022 per il suo lungometraggio “Khsara”, ed è stata una Warner Media 150 Fellow per la sua commedia/thriller “Bowling Green Massacre”.
Costretto a fuggire da Gaza, Qassem si confronta con il peso dell’esilio, diviso tra la sopravvivenza e la vita che si è lasciato alle spalle. Attraverso ricordi frammentati, speranza e traumi, la sua storia si dipana, offrendo un ritratto intimo di sfollamento, resilienza e gli echi persistenti di una patria che viene costantemente portata via.
Tanya Mararè una regista indipendente che vive e lavora tra la Giordania e il Regno Unito con un focus sulle dinamiche dell’oppressione; Balolas Carvalho è un giornalista e documentarista portoghese che si occupa di movimenti di decolonizzazione.
Corto d’animazione frutto di un progetto di workshop per bambini rifugiati a Gaza, dedicato all’animazione. Incentrato sulla vita quotidiana in una tenda per sfollati nel centro di Gaza. Nonostante le molte difficoltà, il film ritrae questi momenti di vita quotidiana con umorismo, evidenziando le lotte che le persone affrontano in circostanze così difficili.
Haneen Koraz è una regista di film d’animazione specializzata in stop motion che attualmente vive nella Striscia di Gaza, dove organizza workshop di animazione per i bambini.
Vibrations from Gaza offre uno sguardo sulle esperienze dei bambini sordi nel territorio costiero colonizzato e confinato di Gaza, in Palestina. Nati e cresciuti sotto assedio e frequenti attacchi, questi bambini, tra cui Amani, Musa, Israa e altri, forniscono vividi resoconti del loro incontro con i bombardamenti e la presenza costante di droni nel loro cielo. I bambini descrivono le loro percezioni degli attacchi missilistici attraverso la percezione delle vibrazioni nell’aria, del tremore del terreno e della risonanza degli edifici che crollano.
Rehab Nazzalè un’artista multimediale con un Phd in arte e cultura visuale, insegna all’Università Dar Al-Kalima di Betlemme dove si occupa degli effetti della violenza coloniale sui corpi, sulle menti e sulla terra palestinese
Un ragazzo ha promesso al fratellino di gettare il suo dente da latte nel mare…ma nella Cisgiordania occupata niente è semplice
Saif Hammashe’ un regista palestinese nato nel campo profughi di Dheisha a Betlemme. Ha lavorato a diversi film come sceneggiatore, assistente alla regia, montatore e assistente alla macchina da presa, e ha inoltre contribuito alla realizzaizone della terza edizione del Palestinian Refugees Film Festival nel settembre 2022
Dopo decenni di traumi, i palestinesi soffrono di tassi vertiginosi di depressione, disturbo da stress post-traumatico e altro ancora. In questo breve documentario, alcuni giovani palestinesi, tra cui studenti di Ramallah e una giovane famiglia sulle colline a sud di Hebron, raccontano le loro esperienze e reazioni in risposta ai traumi giornalieri inflitti dall’occupazione israeliana.
Kern Hendricks è un regista canadese con una solida esperienza da giornalista e fotografo. Si occupa degli effetti a lungo termine dei conflitti sociali e climatici. Kern ha vissuto a Kabul, in Afghanistan, dal 2017 al 2022. Più di recente, il suo lavoro lo ha portato in Palestina, Siria, Libano, Iraq e Ucraina.
Emptiness – Regia: Hossam Hamdi Abu Dan – Anno: 2024
“Emptiness” racconta la storia di Bilal che in mezzo a macerie e devastazioni riflette sulla guerra, sul senso del dolore e sulla speranza. Durante il suo viaggio, incontra persone che riflettono la propria sofferenza a causa della guerra e contempla la devastazione che lo circonda. Sentimenti di tristezza e confusione lo sopraffanno e scopre che, sebbene la guerra sia finita, il dolore e la sofferenza continuano.
Hossam Hamdi Abu Danè un regista gazawi che lavora nell’industria cinematografica dal 2010. Ha iniziato la sua carriera come attore teatrale, per poi dedicarsi al montaggio e alla regia televisiva e di documentari. Ha diretto più di 50 documentari, tra cortometraggi e lungometraggi, oltre a opere drammatiche e serie televisive trasmesse su canali locali e internazionali. Ha inoltre collaborato con diversi canali e istituzioni internazionali, tra cui Al Jazeera, TRT, BBC e il canale satellitare UNRWA.