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Sicurezza sul lavoro, col defibrillatore Ater Viterbo diventa cardioprotetta

“L’Ater di Viterbo è finalmente cardioprotetta, grazie al defibrillatore installato all’ingresso della nostra Azienda, in via Garbini: lo dovevamo ai lavoratori e agli utenti, che quotidianamente si recano negli uffici per le loro necessità, e lo abbiamo fatto”. Diego Bacchiocchi, presidente dell’Ater di Viterbo, mostra grande soddisfazione per l’arrivo del defibrillatore in azienda e sottolinea che “si parla molto di sicurezza sul lavoro e noi stiamo facendo il possibile per rendere il nostro ambiente sempre più sicuro, partendo anche da accorgimenti come questo: non va dimenticato, infatti, che le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte e, quindi, dobbiamo essere pronti a intervenire in caso di necessità”.

Un concetto che riprende anche il direttore generale di Ater Viterbo, avvocato Fabrizio Urbani, secondo il quale “nelle emergenze il defibrillatore è uno strumento indispensabile, che può salvare una vita, e la sua installazione rappresenta un passo davvero importante, che testimonia, una volta di più, la nostra grande attenzione alla sicurezza nell’ambiente di lavoro”

Il 13 c’è l’assemblea delle donne di Ladispoli

Solo dopo pochi giorni dall’8 Marzo, l’insediamento dell’Assemblea delle donne nel Consultorio di Ladispoli è sicuramente una bellissima notizia e un modo incisivo per festeggiarlo.
In questo momento storico di grande disorientamento e preoccupazione per il futuro di tutti e tutte; in questo periodo in cui la libertà e i diritti di tutti e in particolare delle donne, dei/delle giovani/e, della Comunità LGBTQI+ e dei migranti, viene minacciata quotidianamente, avere, finalmente dopo molti anni, un punto di ascolto, confronto, dove lanciare proposte e, soprattutto, dove difendere i primi veri servizi sociosanitari di prossimità, come sono i Consultori, non ci può trovare che entusiast* e ringraziamo fin da subito le donne che ne faranno parte.
L’Assemblea delle donne nei Consultori rappresenta la partecipazione delle cittadine alla vita dello stesso e prevista dalla Legge Regionale n. 15 del 16 Aprile 1976 “Istituzione del servizio di assistenza alla famiglia e di educazione alla maternità e paternità responsabili.
Il compito dell’Assemblea delle donne è quello di partecipare alla formulazione dei programmi,  delle scelte da effettuare e alla verifica della loro attuazione, alla organizzazione del consultorio e alla promozione delle iniziative, anche nelle scuole, tra cui:
1. l’assistenza e la consulenza educativa, sanitaria e psicologica in favore dei singoli, della coppia e della famiglia;
2. la promozione di incontri, di dibattiti, di indagini – con particolare riferimento ai luoghi di lavoro, alla scuola, agli agglomerati abitativi intensivi o sprovvisti di servizi sociali, esistenti nel territorio ove opera il consultorio – e di ogni altra iniziativa volta alla conoscenza e alla divulgazione dei problemi connessi alle attività di propria competenza.
Rossana Valentini
Coordinatrice Circolo SI – Litorale Nord “Mahsa Amini”

Poste Italiane, una carneficina silenziosa dietro ai profitti record

Riceviamo e pubblichiamo – Sentiamo parlare ormai spesso di come Poste Italiane sia diventata una fabbrica di precarietà, per abbattere i costi del personale e massimizzare il profitto. Ma c’è un altro drammatico aspetto, legato al raggiungimento di una redditività sempre più alta, solitamente poco discusso: la sicurezza sul posto di lavoro. Su questo fronte, i dati sono sconcertanti.

Al netto dei casi di infortunio “in itinere” e di Covid-19, nel triennio 2021-2023 il numero totale di infortuni sul lavoro dei dipendenti di Poste Italiane è stato pari a 14.590. Di cui 3.704 con gravi conseguenze e 12 decessi. Nel periodo 2018-2020 è andata addirittura peggio, con 17.907 eventi infortunistici. Di cui 4.973 con gravi conseguenze e 14 decessi.

Circa il 75 per cento degli infortuni registrati sono concentrati nel recapito postale, che risente delle insidie connesse alla circolazione stradale. La prima tipologia di infortuni è legata all’uso dei mezzi aziendali, in particolare per caduta da motoveicoli e per collisione con o senza terzi coinvolti. Al secondo posto si collocano gli episodi di scivolamento e caduta durante i percorsi a piedi. La figura del portalettere, che notoriamente svolge la propria attività all’aperto, risulta essere quella esposta a più tipologie e più elevati livelli di rischi lavorativi.

Dietro questi numeri ci sono vite spezzate, persone rimaste storpie e menomate, famiglie distrutte. Un’autentica carneficina, che si verifica ogni giorno sulle nostre strade. Anche se la maggior parte delle volte non fa notizia, né in tv, né sui principali quotidiani.

Poste Italiane viene considerata tra le migliori aziende al mondo in cui lavorare, grazie alle sue politiche di valorizzazione delle risorse umane, ma la realtà è ben diversa. L’azienda, da anni, sta riducendo il personale, sottoponendo i propri dipendenti a ritmi frenetici e pressioni costanti. A ciò si aggiunge l’insicurezza lavorativa che deriva dalla precarizzazione del lavoro nel recapito, dove si è diffusa la pratica delle assunzioni a tempo determinato per portalettere e addetti allo smistamento.

I lavoratori precari entrano in servizio con una formazione spesso inadeguata, svolta perlopiù in modalità a distanza attraverso piattaforme digitali. Le attività pratiche per insegnare ai nuovi arrivati l’uso corretto e in sicurezza delle attrezzature da lavoro, o lo svolgimento di qualsiasi procedura lavorativa, in genere vengono demandate ai colleghi assunti in pianta stabile.

Nessuno dovrebbe mai rischiare la vita per lavorare, specialmente quando si è giovani. È inaccettabile che ciò avvenga ordinariamente in un’azienda come Poste Italiane, dove lo Stato centrale è il principale azionista e che pertanto dovrebbe prestare maggiore attenzione all’equilibrio tra profitto e impatto sociale.

Carmine Pascale
Lavoratori precari di Poste Italiane

PUI Sport, Civitavecchia, al via i lavori di efficientamento energetico del “Marco Galli”

A Civitavecchia è partito il cantiere per i lavori di efficientamento energetico allo Stadio del Nuoto “Marco Galli”. Alla cerimonia inaugurale il Sindaco di Civitavecchia, Marco Piendibene, ha accolto il Vicesindaco di Città metropolitana di Roma Capitale Pierluigi Sanna, assieme al Direttore del Dipartimento Attuazione del PNRR, fondi europei, supporto ai Comuni per lo sviluppo economico e sociale Stefano Carta, di fronte a una platea di cittadini, amministratori locali e autorità civili e militari del territorio.
Circa 1,2 milioni di euro di fondi PNRR, a cui si aggiungono 200 mila dal Fondo opere indifferibili (necessario a compensare l’aumento dei costi dei materiali da costruzione), è il complessivo importo dell’intervento di efficientamento energetico, che consentirà di migliorare di due classi energetiche il locale piscina, passando da una certificazione APE D alla classe B. Un obiettivo per raggiungere il quale si interverrà su più fronti: dalla sostituzione di montanti, infissi e vetrate dell’area che ospita la piscina, di quasi 900 metri quadrati, al risanamento della superficie interna dei pilastri circolari in acciaio ora ammalorati, all’isolamento termico mediante cappotto esterno, fino alla sostituzione dell’attuale Unità di Trattamento Aria con due nuove Unità dotate di sistema di recupero termodinamico, in grado di monitorare continuamente le condizioni termoigrometriche dell’ambiente della piscina, mantenendole entro i valori di confort.
“Apriamo anche qui a Civitavecchia uno dei numerosi interventi del PUI Sport, in un impianto tra i più importanti della Città metropolitana. Grazie al lavoro congiunto con l’Amministrazione comunale e con il Sindaco Piendibene abbiamo superato le criticità che stavano rallentando l’avvio dei lavori, rientrando nei target specifici del PNRR. Soprattutto grazie alla sinergia con i Comuni l’Amministrazione guidata dal Sindaco Gualtieri è riuscita a rispettare tutte le fasi del PNRR, dalla presentazione dei progetti all’avvio dei cantieri, e anche i tempi di conclusione sono certi: all’inizio del 2026 l’intera opera sarà portata a termine e consentiremo così di abbattere la dispersione di calore e di energia in un impianto già all’avanguardia, con un notevole risparmio sui costi di gestione, sulle emissioni. È un passo concreto verso la sostenibilità ambientale, che restituirà alla comunità di atleti e alla gran parte della popolazione che fruisce di questo impianto un luogo confortevole e adeguato per gli allenamenti e la pratica sportiva, che nella vita di ciascuno, a ogni età, resta uno dei momenti più importanti di incontro e socialità”.
Il Vicesindaco di Città metropolitana di Roma Capitale Pierluigi Sanna.

Una piazza per L’Europa, aderisce anche Edoardo De Angelis

Crescono di giorno in giorno, di ora in ora, le adesioni alla grande manifestazione popolare “Una piazza per L’Europa, tante città un’unica voce”, in programma sabato 15 marzo, alle ore 15, in Piazza del Popolo a Roma.

In adesione e sostegno all’evento di Roma, promosso dai sindaci che hanno raccolto l’appello di Michele Serra lanciato sulle pagine del quotidiano la Repubblica, ci sono anche intellettuali, studenti e associazioni di Palermo, che si sono mobilitati per un sit-in in programma domenica 9 marzo. Alle tante adesioni si aggiunge quella del cantautore Edoardo De Angelis, sempre attento alle tematiche sociali e politiche, e spinto dagli ultimi avvenimenti mondiali e dal messaggio della manifestazione “per proteggere le fondamenta sulle quali è stata costruita l’Europa: Pace, Libertà, Diritti, Uguaglianza, Progresso”. Il cantautore ha deciso di offrire alla manifestazione di sabato prossimo la testimonianza di una canzone presente nel suo album “Io volevo sognare più forte”, pubblicato nel 2021 con pieno spirito europeista. Un album che parla di sogni e di ideali che oggi corrono il rischio di essere sopraffatti. Si tratta del brano “Prima di essere l’Europa”, scritto insieme al cantautore siciliano Francesco Giunta, ed è un manifesto non strumentale di ragionato e appassionato europeismo, ispirato al pensiero originale di Altiero Spinelli. Un richiamo a non dimenticare i tempi scuri che storicamente, fino alla metà del secolo scorso, hanno attraversato il nostro continente. Un invito a non gettare alle ortiche 80 anni di pace in Europa.

Il Ministro Paolo Zangrillo a giù La Maschera (Radio 1 Rai) “presenterò un disegno di legge per introdurre novità per premiare dipendenti PA”

Il Ministro Paolo Zangrillo a giù La Maschera (Radio 1 Rai) "presenterò un disegno di legge per introdurre novità per premiare dipendenti PA

“Presenterò nei prossimi giorni in Consiglio dei ministri un disegno di legge che introduce delle novità importanti dal punto di vista del premio del merito nella Pubblica Amministrazione”. Lo ha affermato il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, nel corso della trasmissione radiofonica “Giù la maschera” (Radio 1 Rai), condotta da Marcello Foa e dedicata al tema “Tagliare la burocrazia: missione impossibile?”.

“Voglio eliminare la realtà che oggi è la realtà della Pubblica Amministrazione secondo cui sono tutti bravi”, ha detto Paolo Zangrillo, “I piani meritocratici della PA descrivono una situazione in cui il 98% dei dipendenti sono tutti eccellenti. Però i cittadini non ci percepiscono come eccellenti. Quindi noi dobbiamo riuscire a rispondere a questa contraddizione tra noi che ci valutiamo tutti eccellenti e cittadini che vi vedono più critici. Sto lavorando a un disegno di legge che concretamente introdurrà strumenti per poter premiare le persone”.

Nel corso della puntata il Ministro ha ricordato quanto fanno fino a oggi per abbattere la burocrazia. “Abbiamo fatto tante cose nel 2024, ma abbiamo iniziato nel 2023”, ha detto Paolo Zangrillo, “E’ vero che mancano persone nella pubblica amministrazione. Veniamo da un periodo molto duro, però ci siamo dati da fare: abbiamo digitalizzato le nostre procedure concorsuali. Nel 2023 e nel 2024 abbiamo assunto 150 mila persone, molte con meno di 40 anni. Stiamo in una fase in cui stiamo recuperando il terreno perduto. C’è uno sforzo che è concentrato sulle nostre persone”.

Per Zangrillo “noi non abbiamo il problema di dover tagliare gli organici, ma di recuperare il terreno perduto e dall’altro lato dobbiamo lavorare sui nostri processi per renderli più efficaci e vicini ai cittadini. Dal punto di vista delle risorse proseguiremo nel nostro percorso di reclutamento. Da qui al 2032 perderemo 1 milione di dipendenti che matureranno i requisiti per andare in pensione. Per questo dobbiamo mantenere il ritmo che abbiamo sostenuto nel 2023 e 2024. Affianco a questo dobbiamo lavorare sulla formazione delle nostre persone. Nel 2022 il tempo medio era di 6 ore all’anno, che mi sembrava inadeguato in un momento in cui l’innovazione tecnologica ci costringe a investire moltissimo. Abbiamo il nostro portale accessibile a tutte le amministrazioni, cui sono iscritti più di 500 mila dipendenti. Siamo arrivati a 24 ore di formazione. Un mese fa ho fatto una direttiva chiedendo ai dirigenti di garantire ai propri collaboratori 40 ore di formazione all’anno”.

Per il Ministro della Pubblica Amministrazione “il punto di arrivo è quello di avere una PA che sia un luogo attrattivo per le nostre persone. Servono motivazione e senso di appartenenza per essere vicino alle aspettative dei nostri clienti. Il tema della semplificazione amministrativa è l’altra priorità. L’obiettivo è lai semplificazione di 600 procedure entro il 2026. Ne abbiamo portate in Consiglio dei Ministri già 230”. Semplificazione che è un lavoro “atto ad analizzare la normativa vigenze e eliminare le norme obsolete, e introdurre normativa più semplici ed efficaci”.

 

Per l’otto marzo a Cerveteri mostre artistiche e musica la presentazione del calendario di Carlo Grechi e al Museo ingresso gratuito per tutte le Donne

Per l’otto marzo a Cerveteri mostre artistiche e musica la presentazione del calendario di Carlo Grechi e al Museo ingresso gratuito per tutte le Donne

“Come ogni anno, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, come Amministrazione comunale abbiamo organizzato una serie di iniziative artistiche e culturali. Una serie di eventi ed appuntamenti durante i quali riflettere sulla condizione della Donna nel mondo e nella storia, sulle conquiste ottenute ma anche su quanto ancora oggi, nel mondo, ci siano molte donne costrette a dover combattere, mettendo anche a repentaglio la propria vita, per poter godere dei diritti più elementari. Tre giorni di eventi, organizzati con il personale della Biblioteca comunale Nilde Iotti, che ringrazio per il supporto e sostegno che sempre garantiscono alle proposte artistiche e culturali della nostra città e la collaborazione preziosa Fabio Uzzo dell’Associazione culturale InArte e che vede la partecipazione di moltissimi artisti del territorio e di Cerveteri. L’ingresso è gratuito e a tutti, l’invito a partecipare per vivere insieme un momento di grande spessore artistico e musicale”. A dichiararlo è Federica Battafarano, Assessore all’Arte e alla Biblioteca del Comune di Cerveteri, che nel presentare l’iniziativa “Città di Donne”, in programma in Sala Ruspoli da venerdì 7 a domenica 9 marzo prosegue:

“Consideriamo la Giornata Internazionale della Donna una data importante e densa di significato, in particolar modo nel contesto storico e sociale attuale. Il pensiero, è per tutte le Donne resistenti che ogni giorno si impegnano nella società e soprattutto per tutte quelle Donne vittime di violenza e che vivono negli scenari di guerra. A loro, l’augurio di tornare presto a vedere la luce e la pace, di tornare presto a riaprire le ali e spiccare il volo in una società fatta di diritti, di giustizia e di pace”.

Il primo appuntamento in programma è fissato per venerdì 7 marzo, alle ore 18:30 con il concerto per pianoforte con Veronika Knyazeva e Paolo Giannini. Sarà dunque già possibile ammirare le opere realizzate da tantissimi artisti, alcuni di essi già apprezzati e molto conosciuti nel territorio come Laura Laurini, Anna Sbardella, Carlo Grechi, Attilio Tognacci, Marco Tanfi, Claudio Sole, Giuliano Gentile, Ilaria La Preziosa, Pino Giuffrè, Stefano Bologna, Angelo Petraccone (!!!GAP69), Massimo D’Ambrosio, MariaPia Mancini e Lisistrata Simone.

Sabato 8 marzo sarà il turno di un momento tradizionale di Cerveteri: alle ore 18:00 Carlo Grechi presenterà l’annuale “Calendario della Donna”, un’opera sempre molto attesa e che da tantissimi anni porta bellezza e colore nelle case, negli uffici e nelle attività commerciali della città. A lui, seguiranno le letture di Dario Quarino, Giacomo Rinaldi, Marco Valeri e Altiero Staffa, magistralmente accompagnato al pianoforte dalle composizioni del Maestro Celeste Conte.

Oltre alle iniziative organizzate dall’Amministrazione comunale di Cerveteri, anche il Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia ha promosso un appuntamento dedicato a tutte le Donne. Sabato 8 marzo infatti, in tutti i Musei e Parchi statali, per le Donne sarà garantito l’ingresso gratuito. A Cerveteri, in particolar modo, viene organizzata una visita alla mostra “Miti eroici per buccheri di prestigio – L’Olpe di Bruxelles” e alle Tombe principesche di Campo della Fiera. L’appuntamento è alle ore 11:00 presso le biglietterie.

Commenta la Giornata Internazionale della Donna a Cerveteri anche Francesca Cennerilli, Assessora alla Cultura e al Turismo: “Quella dell’8 marzo non è una Festa, è una giornata nella quale riflettere e interrogarci su quanto e cosa possiamo fare noi, come Istituzioni e come cittadini nella nostra società. In occasione della tre giorni di eventi organizzata in Sala Ruspoli, oltre ai tanti artisti, avremo il piacere di presentare alla cittadinanza il Calendario della Donna di Carlo Grechi, un artista stimato nella nostra città e che con la propria sensibilità, ogni anno riesce a regalarci delle belle emozioni. Inoltre, grazie all’iniziativa ‘8 marzo al Museo’, tutte le Donne potranno accedere gratuitamente al Museo Nazionale Cerite, dove sono custoditi i Capolavori di Eufronio e tantissimi altri reperti. Vi aspettiamo a Cerveteri”.

In crescita l’obesità infantile e adolescenziale

L’obesità infantile e adolescenziale rappresenta una sfida globale con conseguenze a lungo termine per la salute e il benessere delle future generazioni. I casi di obesità infantile e adolescenziale sono in aumento, a rivelarlo sono i recenti studi scientifici citati in questa intervista dalla Psicoanalitica e Psichiatra, Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana, Adelia Lucattini. “È fondamentale comprendere la gravità del problema e agire tempestivamente per invertire questa tendenza – spiega Lucattini. “L’impatto negativo si estende al futuro, con il potenziale di influenzare la salute e la qualità della vita delle generazioni successive. La prevenzione è cruciale per contrastare l’obesità infantile e adolescenziale”.

L’obesità infantile e adolescenziale è in aumento, cosa riferiscono in particolare gli ultimi studi scientifici in merito ai potenziali rischi per la salute fisica e mentale di tanti bambini e adolescenti in assenza di una diagnosi precoce?

Due recenti studi, uno pubblicato su BMC Public Health, condotto su 2350 partecipanti di età compresa tra 4 e 18 anni (1213 di età compresa tra 4 e 10 anni (campione di bambini) e su 1137 di età compresa tra 11 e 18 anni e l’altro condotto dall’ Imperial College su 19.000 bambini e adolescenti nati in Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord, hanno evidenziato che il sovrappeso nei bambini e negli adolescenti è associato ad una serie di problemi psicologici importanti come il progressivo decadimento nel rendimento scolastico e nelle relazioni sociali, una qualità della vita peggiore, la vittimizzazione da parte dei bulli, una minore autostima. Mentre gli adolescenti obesi di solito non mostrano una psicopatologia elevata, i bambini sovrappeso mostrano una depressione, ansia, problemi comportamentali, disturbo da deficit di attenzione e iperattività e disturbi alimentari. Per questo, sottolineano l’importanza di includere interventi psicologici nel trattamento del sovrappeso e dell’obesità, sia per accompagnarli nel percorso di recupero della fiducia in se stessi e dell’autostima, sia per trattare eventuali cause psicologiche sottostanti.

Crede sia importante una maggiore informazione sulle conseguenze relative ad una tendenza transgenerazionale che può continuare ad esserci “inconsapevolmente”, legato a cattive abitudini alimentari, alla sedentarietà e alla mancanza di sport, nonché ad un non corretto stile di vita?

Certamente, la ricerca condotta dal Murdoch Children’s Research Institute (MCRI) e pubblicata su The Lancet , ha scoperto che un terzo dei bambini e degli adolescenti saranno in sovrappeso (385 milioni) o obesi (360 milioni) entro i prossimi 25 anni. La previsione equivale a 356 milioni di bambini di età compresa tra 5 e 14 anni e 390 milioni di età compresa tra 15 e 24 anni, con uno su sei che affronta l’obesità. Per questo l’intervento dovrebbe essere focalizzato soprattutto sulle ragazze adolescenti di età tra 15 e 24 anni, poiché attraverso il sostegno psicologico e una corretta informazione, è possibile prevenire l’obesità intervenendo sulla trasmissione transgenerazionale delle cattive abitudini alimentari, della sedentarietà e della mancanza di sport. Questo comporta benessere psicologico primario, amore per se stessi, apprezzamento del buon cibo e dell’imparare a cucinare, recupero della convivialità che parte anche dal farlo insieme (come anche lo sport) fin dall’infanzia e ad una riduzione delle patologie croniche come il diabete e gravi soprattutto cardiovascolari, che sono la prima causa di morte nel mondo.

Come il peso in eccesso può influire sulla salute mentale ed emotiva di bambini e adolescenti?

I bambini e gli adolescenti in sovrappeso o obesi spesso interiorizzano gli stereotipi sociali legati al peso e sviluppano un’immagine di se stessi, fisica e psicologica negativa. Possono sentirsi diversi dai coetanei, provare vergogna per il proprio corpo e sviluppare insicurezze, anche nelle interazioni sociali. Da non sottovalutare che il peso in eccesso può renderli oggetto di bullismo e di discriminazione, con conseguente ritiro sociale, difficoltà scolastiche e ridotta partecipazione alle attività di gruppo.

Quali sono in particolare i vantaggi di una diagnosi precoce in caso di obesità infantile e adolescenziale?

Una diagnosi precoce consente di intervenire prima che questi vissuti negativi interiorizzati si stabilizzino, li aiuta a sviluppare un’immagine corporea migliore, a prevenire il rischio di depressione e ansia. Inoltre, riduce la tendenza all’ l’isolamento e migliora le relazioni sociali, con i coetanei, in famiglia e a scuola. Da non sottovalutare i benefici sulla salute fisica, individuare e trattare l’obesità in fase precoce riduce il rischio di sviluppare il diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari. È noto che già in età infantile, l’eccesso di peso causare ipertensione e aumentare i livelli di colesterolo.

Cosa succede da adulti se non si cura l’obesità fin dalle sue origini, vale a dire, se nasce già dall’infanzia?

Le conseguenze fisiche del sovrappeso sono ben note, vanno dal diabete di tipo 2, all’aumento del rischio di cadute, ai problemi cardiaci e all’osteoartrite. Tuttavia, non si dà ancora abbastanza risalto al suo impatto sulla salute mentale ed emotiva. L’obesità causa problemi psicologici a partire da difficoltà della vita quotidiana, ad esempio, non essere fisicamente in grado di fare le cose che si amano, come partecipare a feste, viaggiare o fare visita ad amici e familiari, può portare a un profondo senso di solitudine e maggiori difficoltà nell’affrontare le difficoltà della vita.

Esistono fattori sociali e biologici, che possono incidere sul benessere psicologico di pazienti affetti dall’obesità?

I bambini e gli adolescenti obesi possono essere vittime di pregiudizi e stereotipi negativi, che li fanno sentire esclusi o giudicati, hanno una maggiore probabilità di essere presi di mira dai coetanei, subendo episodi di bullismo verbale o fisico. Anche l’ambiente familiare ha un ruolo fondamentale sia nella prevenzione, che nel favorire stili alimentari scorretti. Genitori che utilizzino il cibo come ricompensa, soprattutto dolciumi ipercalorici, possono indurre una dipendenza e può contribuire allo sviluppo dell’obesità. Lo stress familiare legato a fragilità economica e povertà culturale può aumentare il rischio di un uso “emotivo” del cibo che diviene uno strumento per consolarsi, per compensare delle carenze affettive, per tranquillizzarsi, per affogare nel cibo le delusioni.

Come è possibile aiutarli in questi casi? Ritiene sia importante un supporto psicoanalitico?

Pur tenendo in considerazione che l’obesità può anche avere una componente costituzionale, tuttavia, la familiarità da sola non è determinante, lo sono invece i disturbi psicologici primari, i disturbi bipolari e la depressione, le abitudini alimentari familiari, lo stile di vita, soprattutto la sedentarietà e l’assenza di attività sportiva. Aiutare bambini e adolescenti affetti da obesità richiede un approccio multidisciplinare, che coinvolga medici, nutrizionisti, psicoanalisti e i genitori. L’intervento non può limitarsi solo alla gestione del peso, ma deve includere il supporto psicologico per affrontare le cause emotive collegate al problema. Poiché l’obesità può avere significati profondi che vanno oltre il cibo, l’aiuto psicoanalitico è fondamentale nel fare comprendere il linguaggio simbolico con cui il bambino e l’adolescente comunicano un disagio interiore attraverso il loro corpo o bisogni inespressi. Aiuta a prendere consapevolezza insieme alle cause e anche delle conseguenze negative del sovrappeso e soprattutto a individuare e trattare precocemente un eventuale disturbo alimentare (DCA), patologia diffusa e in aumento tra gli adolescenti, che è anche una delle cause dell’obesità correlata a disturbi psicologici.

Quali consigli si sente di dare ai genitori con figli affetti da obesità infantile o adolescenziale?

Non criticare il peso del bambino e fargli sentire che il suo valore non dipende solo dalla sua immagine, cercando nel frattempo di aiutarlo a riorganizzare il suo stile alimentare;

-Non usare mai il cibo come ricompensa o come consolazione, indice di dipendenza che può mantenersi fino all’età adulta;

Evitare pasti irregolari o caotici. Il cibo si consuma a tavola, in cucina o in sala da pranzo, non sul divano o sul letto guardando un cartone animato. Mangiare davanti alla TV o al cellulare porta a un’alimentazione meno consapevole, crea disordine mentale e fa perdere il senso del limite;

-Adottare anche per se stessi un’alimentazione corretta, per la propria salute e per mostrarla ai figli, condividendola, senza imporla;

-Combattere la sedentarietà e favorire l’attività fisica e lo sport, magari facendolo talvolta anche insieme. Passeggiate all’aperto, andare in bicicletta, condividere momenti belli mentre si sta in movimento, aiuta a gestire il peso e fa bene al cuore;

-Avere una maggiore informazione sulla corretta alimentazione e su un sano stile di vita. Conoscere i vantaggi di una buona alimentazione, senza privarsi del piacere della tavola ma eliminando “cibo spazzatura” (junk food), è importantissimo per la propria salute e il benessere dei figli;

-Chiedersi se dietro un sovrappeso vi sia un disagio emotivo, depressione o un disturbo alimentare. Consultare specialisti senza aspettare che il problema peggiori. Rivolgersi ad un nutrizionista infantile, psicologo o psicoanalista può essere utile per affrontare l’obesità in modo completo. Chiedere aiuto non è mai una sconfitta, è un atto d’amore e di premura nei confronti dei propri figli e di se stessi.

Marialuisa Roscino

Carla Sacco, La Strada del Lago – Installazione site-specific

la strada del lago - Installazione site-specific di Carla Sacco
la strada del lago – Installazione site-specific di Carla Sacco

Parte il progetto “Incontri Visivi” alla scuola di Canale

Oltre lo sguardo del tempo. Ciak si gira! (e si studia)

Di recente ha preso le mosse il progetto di didattica laboratoriale finalizzato alla conoscenza degli elementi essenziali del linguaggio audiovisivo che permette a studentesse e studenti di ogni ordine e grado, dall’infanzia alla scuola secondaria di II grado, di vivere l’esperienza cinematografica non solo come fruizione passiva del prodotto, ma in maniera empirica, provando e sperimentando i mestieri del cinema.
L’agone, che cura gli aspetti comunicativi del progetto, ha incontrato la professoressa responsabile, Loredana De Rosa, che ne ha definito i tratti essenziali.
“Sono previsti due, tre percorsi che si svolgeranno parallelamente: il primo prevede corsi e laboratori organizzati in base all’età dei beneficiari, ai quali seguiranno laboratori di animazione della durata di 30 ore per le classi della scuola primaria, con formatori esperti esterni alla scuola.
Spazio poi ai laboratori teorico-pratico per la scuola secondaria di I grado con professionisti esperti del settore che prevedranno la realizzazione di un prodotto audiovisivo che valorizzi e promuova il territorio circostante caratterizzato dal lago di Bracciano, la Riserva Naturale Monterano e il Bosco di Manziana.
Il secondo percorso è improntato sulla rassegna cinematografica con delle proiezioni in una delle sale del cinema “Palma” di Trevignano basate sulle visioni scelte in base al target di utenti. Alla rassegna parteciperanno tutte le studentesse e gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado coinvolte nel programma.
Partner del progetto è l’associazione culturale “Spinoff” composta da docenti ed esperti della comunicazione, che dedica molta attenzione ai temi della contemporaneità quali l’ecologia e lo sviluppo sostenibile, occupandosi prevalentemente della produzione di eventi e rassegne cinematografiche.
Altri partner sono la Riserva naturale regionale Monterano e il parco naturale di Bracciano-Martignano. Gli aspetti tecnici della parte cinematografica sono affidati alla “Angelika Vision” srl, società di produzione cinematografica fondata nel 2009 da Antonio Marchese e Claudio Zamarion, che crede nelle grandi potenzialità della comunicazione cinematografica e mira a prodotti che sappiano coniugare una grande forza distributiva con la capacità di stimolare nel pubblico un’emozione, sia ludica che riflessiva.
Una grande opportunità per i ragazzi della scuola di Canale per portare lo sguardo oltre il tempo, che L’agone seguirà passo dopo passo sostenendo ogni crescita culturale capace di portare oltre.
Ludovica Di Pietrantonio