“Prendiamo atto con rammarico della mancata risposta da parte del Comune di Ladispoli in merito alle richieste avanzate per la modifica dell’orario della Linea 33 del Trasporto Pubblico Locale, nonostante la disponibilità inizialmente dichiarata a considerare eventuali esigenze specifiche.
Dopo la riattivazione della linea, che certamente rappresenta un passo positivo, abbiamo segnalato con tempestività le criticità ancora presenti, in particolare l’assenza di corse tra le 15:30 e le 18:40, che crea un disservizio significativo per pendolari, l’ultima corsa dalla Stazione di Palidoro fissata alle 19:40, insufficiente per coprire le necessità dei pendolari, considerato che ben otto treni provenienti da Roma arrivano dopo questo orario, e l’assenza totale di servizio nei giorni di sabato e domenica, lasciando completamente scoperto il collegamento tra la stazione e Valcanneto nel weekend.
Dopo oltre due mesi di disservizio, avremmo sperato di poter finalmente restituire ai cittadini un servizio completo, soprattutto considerando che vi è capienza chilometrica nel contratto per garantire una copertura più adeguata.
Il silenzio del Comune di Ladispoli sulle richieste avanzate evidenzia una preoccupante mancanza di attenzione verso le esigenze dei cittadini di Cerveteri. Il trasporto pubblico rappresenta un servizio essenziale e la sua organizzazione deve rispondere ai reali bisogni della comunità. Restiamo in attesa di una risposta concreta e di un confronto costruttivo affinché le richieste avanzate possano essere accolte e tradotte in un servizio efficiente ed equo per tutti gli utenti.”
A dichiararlo in una nota è il sindaco di Cerveteri Elena Gubetti.








“Ci troviamo nell’area montuosa a sud est della Città metropolitana, dove sono pochi i Comuni non interessati da procedura di infrazione per la qualità dell’aria, data la vicinanza con l’area industriale del distretto di Colleferro. L’operazione di riforestazione, secondo i precisi criteri seguiti, ci consentirà non solo di mettere a dimora ma di seguire, nei prossimi 5 anni, lo sviluppo e la crescita delle nuove piante e l’interazione con la vegetazione esistente nel territorio, che farà di queste aree non solo nuovi polmoni verdi, in grado di assorbire notevoli quantità di inquinanti atmosferici, ma laboratori a cielo aperto di biodiversità che resteranno patrimonio delle nuove generazioni e contribuiranno a rendere i nostri territori capaci di resistere alle sfide del cambiamento climatico. Ricordiamo sempre la collaborazione con le Università e i Carabinieri del CUFA, che ci hanno permesso di provvedere, attraverso la raccolta di semi autoctoni e la nascita delle prime piantine presso l’azienda vivaistica regionale Umbraflor, al raggiungimento dell’obiettivo: un 1 milione di nuove piante tra Roma e gli altri 120 Comuni dell’area metropolitana”.
Il progetto del PNRR Forestazione è di ampio respiro e guarda al domani: grazie alla manutenzione successiva, così come al coinvolgimento delle associazioni del territorio, dei centri di ricerca e della cittadinanza, restituiremo alla collettività un bene prezioso, il bosco, che contribuirà a rendere i nostri territori più resilienti e in grado di rispondere efficacemente al cambiamento climatico e alla tutela delle risorse naturali, che richiede il contributo di tutti”.