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No ad una sede neofascista nel II Municipio (né altrove)

Il comitato provinciale dell’ANPI di Roma, appreso di una prossima apertura di una sede di forza nuova nel II Municipio, esprime la più estrema contrarietà e indignazione. Trattasi infatti di un’organizzazione eversiva neofascista i cui maggiori rappresentanti sono pluripregiudicati che si sono macchiati di delitti contro le persone e il patrimonio e a cui dovrebbe essere preclusa ogni manifestazione pubblica. Tale organizzazione andrebbe sanzionata ai sensi delle leggi Scelba e Mancino, come non ci stancheremo di richiedere. Il Secondo Municipio si caratterizza da sempre per il fortissimo sentimento democratico dei sui residenti, fin da prima che nascesse il fascismo, e fu una zona  che contrastò attivamente i criminali della marcia su Roma, al contrario delle allora massime istituzioni che al fascismo consegnarono lo Stato. Nel quartiere si sviluppò anche un fortissimo movimento resistenziale che contribuì alla Liberazione del Paese dall’orrore nazifascista. Per questi motivi l’apertura di una sede di forza nuova assume anche le caratteristiche di una gravissima provocazione.
Chiediamo alle Istituzioni cittadine e nazionali che devono la propria autorità all’antifascismo militante che seppe riconquistare la democrazia, di applicare le leggi Repubblicane e impedire l’apertura di qualsivoglia sede di organizzazioni neofasciste, che andrebbero sciolte.
L’ANPI provinciale di Roma e le sezioni del territorio del secondo Municipio parteciperanno alla mobilitazione che si sta organizzando e dà appuntamento ai suoi iscritti Domenica 30 marzo alle ore 10,30 presso i Giardini di Piazza Bologna

Tutto pronto per “Aspettando la Sagra”

4/5/6 aprile Ladispoli scalda i motori in previsione del weekend più atteso dell’anno. Quello della Sagra del Carciofo Romanesco giunta ormai alla 72ª edizione.

Il fine settimana precedente a quello ufficializzato per la manifestazione più rappresentativa della nostra città, la Pro Loco in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, ha allestito piazza Rossellini a #festa per “Aspettando la Sagra”. Giunta alla sua terza edizione, la versione light della festa rappresenta un’opportunità di valorizzazione del territorio e di promozione per i nostri agricoltori locali.

In piazza Rossellini, dalle 10:00 alle 22:00, sarà possibile trovare l’esposizione e la vendita diretta dell’autentico Carciofo Romanesco di Ladispoli al quale la Pro Loco, per diffidare dalle imitazioni, ha dedicato uno stemma che i produttori esporranno nel loro banco.

Il primo weekend di aprile inoltre, sancisce l’entrata ufficiale nella bisettimanale del carciofo: quindici giorni durante i quali gran parte dei ristoratori cittadini dedicano un menù a prezzo fisso al nostro prodotto principe. Il carciofo sarà celebrato in cucina anche in piazza Rossellini dove i produttori presenteranno le loro proposte culinarie ovviamente a base di carciofo.

Quest’anno “Aspettando la Sagra” sarà impreziosita della Fanfara dei Carabinieri a cavallo. Il corteo di fiati e percussioni dell’Arma partirà alle 16:30 di sabato 5 aprile da via Corrado Melone con la sfilata a cavallo che terminerà con il saluto al Monumento ai Caduti. Di seguito il concerto alle 17:00 in piazza Rossellini per celebrare il 75º anno della Sagra del Carciofo di Ladispoli.

Bracciano conferenza “Bambini e adolescenti, tra bulli e rischi del web”

Bracciano. Aggionamenti su verde e manutenzione

Nel corso della settimana sono proseguiti, da parte della ditta Myoporum, gli interventi di manutenzione delle aree verdi a Bracciano nuova, in via dei Lecci lungo la pista ciclabile, intorno la pista di pattinaggio e nelle zone limitrofe.

È stata completata la manutenzione del parco degli Ontani, anche con interventi di eliminazione delle processionarie che avevano colpito alcune alberature.

Sono proseguiti gli interventi nel centro urbano, con la pulizia delle aree verdi e dei marciapiedi e nelle frazioni con sistemazione dell’area giochi in via di pratigliolo.

Questa mattina sono stati effettuati interventi di sfalcio del verde e pulizia dei marciapiedi e bordo strada in via Saffi, via Flavia, via Claudia e zone limitrofe da parte della Tekneko.

Al fine di migliorare le modalità di conferimento del rifiuto differenziato, stanno continuando le verifiche a campione nei condomini e nelle vie più critiche, anche al fine di migliorare il decoro urbano.

Gli interventi di manutenzione del verde sono calendarizzati e programmati in tutti i quartieri, mentre stiamo programmando la manutenzione con asfalto a caldo per fronteggiare la problematica del manto stradale dissestato.

Sono in fase di esecuzione lavori straordinari da parte di Acea Ato2: dopo gli interventi di via Perugini, nelle prossime settimane saranno calendarizzati analoghi interventi su via Baglione, piazzale Formaggi, piazza I maggio, via Flavia, via Battistella, via Principe di Napoli. Gli interventi straordinari previsti, di durata non inferiore ai 3 giorni, prevedono modifiche alla viabilità e comporteranno disservizi idrici che saranno comunicati nei giorni precedenti dal gestore. Lavoreremo con gli uffici con l’obiettivo di ridurre al massimo gli inevitabili disagi.

Domani i volontari di “Salvaguardiamo Bracciano”, che ringraziamo sempre per il patto di collaborazione, interverranno nella zona dell’area cani in via dei Lecci.

C’è molto da fare, ma l’obiettivo e l’impegno è quello di creare un ambiente urbano più accogliente, sicuro e rispettoso della natura, migliorando il benessere dei cittadini e la qualità della nostra vita quotidiana. Chiediamo ai residenti di collaborare mantenendo pulite le aree private e rispettando i luoghi pubblici.

Seguiranno aggiornamenti.

Marco Crocicchi

 

Four Friends a Bracciano, vini dell’altro mondo – venerdì 11 aprile

Il sindaco Crocicchi in Campidoglio per l’iniziativa Onaf – città del formaggio

Ho avuto il piacere di partecipare, insieme ai sindaci delle “città del formaggio”, a un evento in Campidoglio per il conferimento a Roma del titolo di “Città del Formaggio” da parte dell’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggio (ONAF), rappresentata dal presidente Pietro Carlo Adami, alla presenza del sindaco di Roma Roberto Gualtieri.

L’iniziativa ha sottolineato l’importanza di creare una rete tra le città del formaggio per sostenere l’economia, il turismo e l’enogastronomia locali e per costruire nuove opportunità per i territori.

L’evento ha promosso la collaborazione tra le città del formaggio per valorizzare i prodotti caseari locali e stimolare lo sviluppo economico e turistico, con la proposta al Ministro delle Politiche Agricole di istituire la Giornata Nazionale del Formaggio, il 12 luglio, giorno di San Lucio patrono dei Casari.

Una proposta simbolica che vuole dare giusto risalto a un settore che contribuisce significativamente all’economia e alla cultura italiana.

Bracciano fa parte delle città che per storia e tipicità possono fregiarsi del titolo di “città del formaggio” conferito da Onaf Italia, nel 2021, grazie alle aziende casearie locali.

La nostra amministrazione è impegnata fin dall’inizio nella valorizzazione delle aziende agricole locali e ritiene che consolidare la rete delle città del formaggio sarà un ulteriore supporto importante per rilanciare e sostenere la valorizzazione del settore agroalimentare del nostro territorio, promuovendo la sostenibilità e l’eccellenza delle tradizioni anche attraverso l’organizzazione di iniziative e degustazioni.

Screenshot

 

Marco Crocicchi

Sindaco di Bracciano

La matita: un simbolo di creatività e memoria

Oggi, 30 marzo, celebriamo la Giornata Internazionale della Matita, un’occasione per fermarci un attimo a riflettere su un oggetto che ha accompagnato intere generazioni di studenti, artisti e pensatori. In un’epoca dominata dalla tecnologia, la matita resta uno strumento insostituibile. Semplice, versatile, e sempre pronta a scrivere o disegnare, la matita ci ricorda che, a volte, le cose più semplici sono anche le più potenti.

La matita, così come la conosciamo oggi, ha una storia affascinante che inizia nel XVI secolo, quando venne scoperta una miniera di grafite purissima in Inghilterra. Inizialmente usata per segnare il bestiame, la grafite si trasformò ben presto in uno strumento di scrittura. Nel 1795, il francese Nicolas-Jacques Conté perfezionò la tecnica di miscelare grafite e argilla per produrre matite industriali, un’innovazione che cambiò per sempre il nostro modo di scrivere. Nel XIX secolo, l’introduzione del colore giallo per le matite divenne simbolo di qualità e distinzione.

Ma perché la matita continua a essere così amata, nonostante il progresso tecnologico? La risposta sta nel suo fascino intrinseco: è un oggetto che unisce praticità ed eleganza, e che ha il potere di farci sentire più vicini alla nostra creatività. Scrivere con una matita è un’esperienza unica: il tratto scorre fluido sulla carta, permettendo di esprimere pensieri e emozioni in modo intimo e personale. Inoltre, la possibilità di cancellare e correggere rende la matita un alleato perfetto per chi cerca precisione, ma anche libertà di espressione.

Scrivere a mano, con una matita, è un gesto che va ben oltre il semplice atto di mettere nero su bianco. La scrittura manuale, infatti, stimola la memoria, attiva il nostro cervello e ci aiuta a concentrarci. In un mondo sempre più invaso dalla tecnologia, la scrittura a mano ci offre un momento di riflessione, di tranquillità e, perché no, anche di sollievo dallo stress quotidiano. E la matita, con la sua semplicità, è il nostro strumento ideale per dare forma ai pensieri più profondi.

Oggi, la matita è ancora usata da milioni di persone in tutto il mondo. Che si tratti di scrivere una lista della spesa, di prendere appunti, o di creare un’opera d’arte, la matita è sempre lì, pronta a trasformare un semplice pensiero in qualcosa di concreto. Anche nel mondo dell’arte, la matita rimane uno degli strumenti preferiti, per la sua capacità di tracciare linee sottili o spesse, di creare sfumature e di dare profondità a ogni disegno.

I bambini celebrano la matita

In occasione di questa giornata speciale, noi della redazione de L’agone abbiamo ricevuto tantissimi disegni dai bambini dalla scuola dell’Infanzia Carando Savona. Con tratti semplici, ma pieni di fantasia, i piccoli hanno dato vita a opere uniche, ricordandoci quanto la matita sia ancora fondamentale per esprimere pensieri ed emozioni. I loro disegni, colorati e ricchi di immaginazione, sono una testimonianza di quanto la matita sia un mezzo potente per raccontare storie e sogni.

La Giornata Internazionale della Matita non è solo un momento per celebrare un oggetto che usiamo quotidianamente, ma anche un’occasione per riscoprire il piacere della scrittura a mano e dell’arte su carta. In un’epoca sempre più digitale, prendere in mano una matita e lasciare che le idee scorrano senza filtri è un gesto che merita di essere valorizzato. La matita ci invita a rallentare, a pensare prima di agire e a creare senza paura di sbagliare.

Grazie a tutti coloro che hanno condiviso con noi la loro creatività. Continuate a scrivere, disegnare e sognare… con una matita tra le dita!

Paola Forte

Redattrice L’agone

Gli squilibri geopolitici e gli effetti sulle debolezze di Europa e Italia

L’agone coerente con la Costituzione ripudia la guerra. Per ottant’anni, se pure in piena guerra fredda, dopo i due conflitti mondiali siamo stati in pace, almeno in questo angolo di mondo. Le guerre sono sempre un danno per l’umanità, lo dice Papa Francesco, per la perdita di vite umane e per i danni: materiali, economici e sociali. La riflessione che intendiamo proporvi non riguarda le cause dei conflitti, Ucraina-Russia e Hamas Israele e i fallimenti delle diplomazie, ma tentare di capire verso quale scoglio, l’attuale presidente USA, vuole portare a sbattere l’Italia e l’Europa. La stampa europea è compatta nel ritenere che Trump è apertamente ostile alle sorti dell’Europa. Vance e Musk sono schierati con i partiti di estrema destra e sono contro i governi europei e a favore di Mosca. All’ONU, gli americani hanno votato con Russia, Bielorussia e Corea del Nord. Trump in campagna elettorale era per il cessate il fuoco e la fine delle guerre. Dopo la vittoria si è “incoronato”oligarca in compagnia di Elon Musk e James David Vance, ha minacciato dazi al 25%, il rimpatrio di migliaia di stranieri, dichiarato che l’Europa è nata per fregare gli Stati Uniti e ritiene gli europei suoi avversari. Tant’è che Bruxelles si chiede se siamo ancora alleati. Donald Franciszek Tusk, su X, fa sapere che la UE è nata non per fregare, ma per mantenere la pace, il rispetto tra le nazioni, per un equo e libero commercio e rafforzare l’amicizia transatlantica. Un sondaggio della Cbs dice che l’80% degli americani pensa che Trump stia cambiando il mondo, ma di questi il 40% è convinto che lo stia cambiando in peggio. Trump appena insediato, ha annunciato sgravi fiscali da 4500 mld e tagli alle imposte decise nel 2017 al 1° mandato. Inoltre, tagli alla spesa sociale e sanitaria per circa 2000 mld e fondi per l’esercito e la sicurezza dei confini. I repubblicani sui tagli alle famiglie più povere sono divisi, ma poi hanno votato insieme e la legge è passata al Senato per la ratifica.

L’incontro Trump – Zelensky

Voluto da Macron, è avvenuto nella sala ovale il 28.02.2025 in mondo visione con Donald Trump e James David Vance per la pace in Ucraina. È stato drammatico e rimarrà nella storia. Se ne parla perché ci sono in giro versioni contrastanti e “teatrali”. È difficile credere che i due si siano incontrati per la firma dell’accordo sulle terre rare, di cui girava una bozza. La diplomazia lavora in segreto e gli accordi politici e tecnici si fanno prima dell’incontro. Strano il comunicato dopo l’incontro: «è stata un’ottima trasmissione televisiva. Bene, vediamo cosa possiamo fare per mettere insieme le cose. Grazie». Trump tre giorni dopo ha aggiunto: «Dovremmo passare meno tempo a preoccuparci di Putin e più tempo a preoccuparci delle bande di migranti stupratori; dei signori delle droghe; degli assassini e della gente uscita dagli istituti psichiatrici che entra nel nostro paese, per non fare la fine dell’Europa». Gli americani hanno dato all’Ucraina 350 mld di dollari con “quello stupido presidente”. Pare però che non sia vero perché il Dipartimento della Difesa a gennaio ha detto di aver dato solo 65,9 mld per l’attuale conflitto e circa 69,2 mld nel 2014. Macron, in visita a Trump, ha detto che non è corretto aprire una guerra commerciale con l’Europa. Keir Starmer ha incontrato Trump per parlare di Europa e di Ucraina Friedrich Merz ha motivato le sue perplessità alla notizia che i diplomatici statunitensi e russi si incontreranno per riattivare le ambasciate dei due paesi. In passato ci sono state divergenze tra USA ed EU su Iraq e Afghanistan, ora le contrapposizioni sono ideologiche, strategiche ed economiche. Lo ha dichiarato Camille Grand, ex funzionario Nato al New York Times. Zelensky su Fox News torna a chiedere le garanzie di sicurezza e respinge le accuse di Trump quando dice che Kiev non vuole la pace.

 

L’iniziativa di Londra 

Londra e Parigi hanno dato vita a una cabina di regia con 19 leader europei per decidere il da farsi. Starmer ha esordito che è tempo di agire uniti per la pace giusta e duratura in Ucraina. Macron, d’accordo con Starmer, propone una tregua di un mese nell’area dei mari e nelle infrastrutture energetiche, non sulla linea del fronte. Tutti convengono sugli aiuti militari, la sovranità e la sicurezza dell’Ucraina, le sanzioni economiche alla Russia, la presenza di Kiev al tavolo delle trattative e sul contingente militare dei volenterosi da stazionare in Ucraina. Tra i paesi candidati vi è la Polonia, data la sua capacità militare, e gli Stati nordici che fanno parte della IEF, a guida britannica. La NATO, col segretario Mark Rutte, riferisce la disponibilità economica di diversi paesi per la difesa militare e Ursula von der Leyen al primo vertice del Consiglio ha proposto il riarmo, ma non è stato accettato. La proposta per le spese militari, comunque, va avanti con urgenza. Si è d’accordo che è sbagliato muoversi singolarmente di fronte alla drammaticità dei fatti. Le regole passate vanno cambiate e rese flessibili. La Commissione, con Orban contrario, presenterà al Summit due proposte di legge nei giorni 20 e 21 marzo, con l’auspicio di ottenere il consenso di tutti. 

 

L’Europa è debole e forte

Crediamo che dobbiamo mettere in campo ora una difesa europea comune (agendo su vari ambiti: gestionale e di razionalizzazione, oltre che sul sistema di voto attuale all’unanimità) ma dobbiamo chiarire come costruirla questa difesa comune, dal momento che l’attuale spesa complessiva dei 27 Paesi (lo diceva Prodi in una ottima intervista poco tempo fa) è molto consistente ed è al di sopra di quello della Russia, ad esempio. Quello che non si può e non si deve fare è continuare ad aumentare questa spesa in forma spezzettata, per singola nazione; il che andrebbe ad agire solo sui tagli al welfare. Abbiamo sentito parlare di una Nato europea e a noi sembrerebbe una strada giusta, ma non siamo esperti per dare una valutazione. Troviamo apprezzabile la presa di posizione della maggioranza del centro-sinistra italiano. Quello che fanno i gruppi di potere (politici e potentati) ci deve interessare sempre meno, dobbiamo invece capire che il momento che stiamo vivendo è sempre più il momento della forza ostentata e dell’avanzata dei gruppi economici; vanno colti entrambi i punti.

 

Chiarezza e Autorevolezza

Usa e Russia, pur non amandosi, troveranno facilmente un punto di incontro nel cercare di ridurre i paesi europei a semplici vassalli degli imperi, governati da ricchissimi oligarchi. Come non mai prima, è il tempo della ricchezza ostentata e senza freni contro una povertà sempre più crescente. In questo scenario non dobbiamo avere difficoltà a fare scelte di campo decise e chiare. Più Europa (politica, militare, economica) e lotta decisa, senza se e senza ma, alle diseguaglianze. Senza il nervosismo che pervade oggi le élite europee, ma con coscienza, dedizione e autorevolezza. E senza le fughe in avanti “guerrafondaie” che non ci appartengono e non appartengono all’Italia. Pensare di spendere 800 miliardi per ampliare le difese europee senza sapere in che modo e con quale progetto, è solo un pensiero frutto della fretta e del pressappochismo. I 27 Paesi dell’Unione (+Inghilterra se vorrà) spendono per il mantenimento di 28 eserciti, come già detto sopra, bel oltre quello che sta spendendo la Russia oggi in guerra. Non si tratta di metterci altri soldi, ma di usare meglio quelli che già si spendono, se si mettono in comune. Quindi massima chiarezza e massima onestà.

 

Franco Marzo

Editoriale, L’Europa siamo noi

Questo la piazza ha testimoniato nella manifestazione del 15 marzo. Una piazza piena come non se ne vedevano da tanto, troppo, tempo. L’organizzazione messa in piedi dal sindaco che ha ospitato la manifestazione, Roberto Gualtieri, è stata perfetta, nessuna sbavatura e lo sguardo e l’allegria tra le persone presenti era palese. Si parlava, si scambiavano le idee nel rispetto reciproco e si apprezzava l’occasione tanto attesa per avere la possibilità di far sentire quello che ognuno di noi sente nel profondo, in un misto di preoccupazione per un prossimo futuro, la guerra Russo-Ucraina è pur sempre sul territorio europeo, e la speranza che l’Europa acceleri il processo di integrazione in tutte le sue forme. Gli interventi sono stati molti, i volti della cultura italiana si sono alternati sul palco e nei video per esserci e per dimostrare che è nei valori di solidarietà e di democrazia che gli intellettuali credono e operano, non può esistere una cultura che abbraccia valori alternativi a quelli espressi in quella piazza. Bisio ha fatto salire sul palco circa 300 sindaci di altrettanti comuni d’Italia, grandi città e piccoli paesi, ma non per questo meno importanti, infatti, indipendentemente dalle dimensioni del comune, sono comunque loro che quotidianamente incontrano i cittadini a cui devono delle risposte. Hanno scaldato il cuore di tutti, i due ragazzi di Padova, Francesco Sansone e Emma Nicolazzi Bonati, di 22 e 21 anni, belli nei loro discorsi per la fiducia nel futuro, come testimonia il progetto proposto in UE con lo stesso titolo della manifestazione – Una piazza per l’Europa. I bellissimi monologhi di Lella Costa e Fabrizio Bentivoglio ci hanno ricordato che è in Europa che è stata inventata la democrazia, più di duemila anni fa, ed è in Europa che ancora una volta dovrà essere difesa. Il monologo di Bentivoglio si conclude con “…la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero, qui ad Atene noi facciamo così” (Pericle, 461 a.c.).

È da lì che arriva l’accoglienza delle democrazie, testimoniata con un intervento toccante anche dalla giornalista afgana Rahel Saya, arrivata in Italia il 26 agosto del 2021 fuggendo dalla propria terra lasciata in mano ai talebani. D’altronde, come ci ricorda Scurati, anche il fascismo e il nazismo sono stati inventati nel vecchio continente e quindi i popoli che lo abitano sanno perfettamente che cosa significhi abdicare alla propria libertà per un benessere effimero. Il valore della scienza in Europa è stato ricordato, alcune volte tendiamo a dimenticare quanto vale il sapere europeo, da Elena Cattaneo, senatrice a vita nominata da Napolitano proprio per i suoi meriti scientifici. La condivisione delle conoscenze esistente tra gli scienziati europei, grazie ai programmi di sviluppo scientifico che già da qualche decennio sono operativi, mostra come dovrebbe essere la collaborazione reciproca tra gli stati d’Europa.

L’intervento di Roberto Vecchioni ha sfiorato il tema che aleggia nei contrasti tra le forze politiche rispetto alla pace affermando che “non esiste corrispondenza tra pace e pacifismo, sono due cose molto diverse, non possiamo accettare qualsiasi pace”. Michele Serra ha saputo cogliere il sentimento e le preoccupazioni del momento, ne ha scritto e gli ha dato voce, tante voci tutte insieme, cinquantamila voci. Adesso questo patrimonio è stato consegnato alle forze politiche che dovranno interpretare, meglio che nel passato, le istanze di unità nel rispetto della diversità. Questa è la democrazia.

Salvatore Scaglione
Giovanni Furgiuele

Ciao Direttore!

Eccoci lì, nella calda estate del 2020, tutti seduti in circolo per il passaggio di consegne al nuovo direttore, fuori da quella che è stata per lungo tempo la sede del giornale in via Ponte Valle Trave. Il presidente, i soci e i redattori, erano ignari della persona e dei “compiti” – come li chiamava lui –che avrebbe assegnato. Ci guardavamo con curiosità e un po’ smarriti perché, tra l’altro, una riunione di redazione all’aperto non c’era mai stata prima.«Mi chiamo Massimiliano Morelli» le sue prime parole per presentarsi, con quel timbro di voce calda, pacata, rassicurante, ci spiegò chi era, raccontando la sua vita e chiedendo a noi di fare la stessa cosa. Così, tutti un po’ stupiti da questo semplice gesto umano, abbiamo iniziato il nostro percorso insieme durato quasi cinque anni. Alle riunioni, con grande pazienza, Massimiliano che era scrittore, giornalista, presentatore televisivo ed esperto della “carta stampata”, ripeteva e insisteva su alcune regole di scrittura del giornalismo, fondamentali per farci crescere e migliorare, ma con l’immancabile ironia, per cui rendeva un errore una cosa non grave, seppur da correggere. Con Massimiliano abbiamo passato cinque anni splendidi, fatti di duro lavoro e tanta amicizia. Perché questa era la sua dote principale: entrava subito in sintonia con tutti, come solo le persone empatiche e intelligenti sanno fare. Aveva un’ironia garbata, mai cattiva, sempre tesa a far star bene l’altro, anche quando c’era qualcosa di serio da fare. Massimiliano era una persona che sapeva aiutarti, presente anche al di fuori della redazione e che, col suo modo di agire tranquillo e modesto, restava sempre impresso nella mente delle persone. Era competente e gentile, oltre che un amico, prima di essere il nostro direttore. Il presidente Giovanni Furgiuele e tutta l’associazione de L’agone nuovo, insieme alla redazione, il 12 marzo scorso hanno appreso con incredulità la sua scomparsa. Difficile credere che la nostra storia possa chiudersi così; é difficile pensare che Massimiliano non sarà più tra noi. Le tante voci di cordoglio e vicinanza che abbiamo ricevuto in questi giorni le dedichiamo a te. A noi spetta il grazie doveroso ai tanti che ci sono stati vicini: le molte associazioni, i territori ei sostenitori de L’agone nuovo, i sindaci del comprensorio, il Parco Bracciano-Martignano, il Consorzio di navigazione e i tantissimi altri che non possiamo riportare per motivi di spazio. Ricorderemo sempre Massimiliano che diceva: «Dopo aver scritto un articolo, salvatelo e lasciatelo decantare per rileggerlo in un altro momento e noterete delle sfumature da correggere». Noi oggi chiudiamo con grande dolore un capitolo della vita del giornale in cui Massimiliano Morelli ha rappresentato il nostro centro di gravità, il nostro punto di riferimento, ma non dimenticheremo ciò che ci ha insegnato, che tramanderemo a chi verrà dopo. Il tuo cuore generoso ha smesso di battere, ma i nostri rimarranno pieni di ricordi in questi cinque anni passati insieme. Grazie Massimiliano!

L’Associazione culturale no profit L’agone nuovo

e la redazione de L’agone