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Lazio. Avenali: “Legge regionale sull’acqua dovrà garantire bene comune”

“La nuova legge sul servizio idrico è quanto mai necessaria nella nostra Regione, e dovrà rispettare l’esito del referendum del 2011 garantendo che su una risorsa vitale come l’acqua non ci sia alcuna speculazione economica. Con l’approvazione delle linee guida,  l’Assessore Refrigeri ha dato ulteriore impulso al percorso avviato, ed ho apprezzato la sua volontà di incontrare i comitati riuniti sotto la Regione per un presidio permanente per l’acqua pubblica, per presentare loro il documento, e la sua disponibilità a ricevere integrazioni da parte dei comitati”.
Lo ha dichiarato in una nota stampa Cristiana Avenali, consigliere regionale del gruppo Per il Lazio e membro della Commissione Ambiente.

Cristiana Avenali
Cristiana Avenali

“Il Consiglio Regionale, da parte sua – ha proseguito la Avenali – ha approvato durante l’ultima sessione di bilancio un Ordine del Giorno che impegna la Regione a non obbligare, i Comuni che non hanno ancora provveduto, a cedere la gestione del servizio idrico agli ATO competenti fino all’approvazione della nuova legge, ed all’istituzione di un ‘Fondo regionale per la ripubblicizzazione’, con lo scopo di favorire la gestione del servizio idrico integrato tramite soggetti di diritto pubblico”.

“Ora bisogna mettere insieme tutti gli atti che ci sono – ha concluso il consigliere – prendendo come testo base la proposta di legge di iniziativa popolare presentata il 25 marzo scorso al Consiglio Regionale, tenendo fermi i principi che contiene, a cominciare dal rispetto della volontà popolare che si è espressa con l’esito referendario sia dal punto di vista della gestione che della tariffa, garantendo la partecipazione sia in questa fase che nelle fasi di applicazione della legge, dei cittadini e dei comuni,  garantendo la tutela della qualità della risorsa acqua, e anche i tempi di approvazione brevi della legge definitiva. La Regione Lazio deve cogliere assolutamente questa opportunità di innovazione, ed operare una vera  rivoluzione nella gestione di questo fondamentale bene comune”.

Bracciano. Cupinoro chiude, i rifiuti andranno a Viterbo per 130 € a tonnellata

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La delegazione di Salviamo Bracciano presente questa mattina in Comune

Cupinoro 31 gennaio. Cancelli temporaneamente chiusi: dove finiranno i rifiuti? Quali piani per il comprensorio e le sue 25 differenti realtà comunali? Giunto il parere negativo, per vincolo paesaggistico, da parte del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali (MIBAC) e bloccato di conseguenza da parte della Regione Lazio il rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per l’ampliamento dell’invaso in corrispondenza della cava Vaira 1, la discarica di Cupinoro chiude, per esaurimento delle volumetrie disponibili al conferimento dell’indifferenziata.

Tutto accade in pochi giorni. Mentre prosegue l’iter dei ricorsi al TAR presentati da cittadini e comitati contro l’ampliamento di Cupinoro e circola la notizia che sarà nominato un nuovo commissario straordinario nazionale per i rifiuti, appare chiaro che la chiusura della discarica costituisce soltanto una fase. In attesa di ricorsi e nuove autorizzazioni dalla Regione. Negli ultimi mesi, nel calderone, tra le discussioni sui piani industriali e sull’ampliamento dell’invaso di Cupinoro in vista dell’inevitabile esaurimento, non erano state ventilate pubblicamente date di chiusura.

Il sindaco di Bracciano, Giuliano Sala, ha dichiarato che l’indifferenziata di Bracciano verrà conferita a Viterbo, con un costo pari a 130€/tonnellata (circa 3mila le tonnellate previste all’anno) e a 450€ più IVA a viaggio. “Il comune di Bracciano godeva di un ristoro viario di 400mila €, derivante dal conferimento a Cupinoro, cifra che con la chiusura svanisce. Dove troveremo i soldi? I costi graveranno sulla cittadina, con un probabile aumento della Tarsu, forse il 30-35%”, ha affermato Sala. Ma i costi del conferimento sono solo un lato della medaglia. Altre due le emergenze. I 25 dipendenti della Bracciano Ambiente (addetti alla pesatura nelle attività di conferimento nel sito) che rischiano il posto. E le modalità e i costi della gestione del post chiusura. Costi e rischi che non erano stati pianificati nel piano industriale pluriennale firmato dalla BA approvato lo scorso anno – nel quale Cupinoro è indicato come polo per il trattamento meccanico biologico dell’indifferenziata – tralasciando la possibilità di un mancato rinnovo definitivo dell’AIA suddetta.

“Mettere a posto Cupinoro costerà 10-12 milioni di €. Dove li troviamo?”. L’ostacolo non è rappresentato solo dai numeri. Da quanto fa sapere il sindaco Sala, nell’AIA (per ora) non approvata e per la quale la questione sarà ora portata in Consiglio dei Ministri, è compresa tanto l’autorizzazione all’ampliamento dell’area richiesta, quanto i lavori di gestione della discarica, nei quali rientrano le operazioni di chiusura. Né Sala sembra intenzionato a chiedere un eventuale scorporamento delle autorizzazioni. “Non vedo perché dovrebbero darci l’autorizzazione a muoverci in un territorio soggetto a vincolo paesaggistico per la gestione del post chiusura e non per i lavori di ampliamento. Dobbiamo solo scavare e mettere un capannone, qual è il danno ambientale?”.

Oggi l’associazione Salviamo Bracciano in agitazione ha chiesto con una delegazione un incontro con Sala, che ha accettato di parlare solo con i giornalisti. Il comitato ha in ogni caso avanzato la richiesta di un Consiglio comunale straordinario aperto per chiarire ai cittadini cause e conseguenze di quella che ai non addetti ai lavori è sembrata una decisione improvvisa seppur obbligata. “Il sindaco ha detto che ci chiederà i danni economici per quello che è successo. Danni per che cosa? Quando la gestione della discarica, nei tempi e nei modi, è sempre stata approssimativa e poco trasparente, nessun piano emergenziale è stato mai contemplato, con la sicurezza della conferma delle autorizzazioni. E’ il momento della democrazia e di avere un confronto reale con tutta la cittadinanza. Che sappia quanto costerà la chiusura, certo, ma anche come avverrà e quale futuro si prospetta per il comprensorio. Abbiamo chiesto, anche se abbiamo fatto chiamare il presidente del consiglio comunale Maurizio Capparella, che non è arrivato, un consiglio straordinario”.

Sarah Panatta

Roma allagata, Legambiente: “Basta aspettare, agire in fretta su rischi idrogeologici nel Lazio”

“Le immagini ormai tristemente familiari delle strade allagate nella Capitale – si legge in una nota diffusa da Legambiente – sono tornate in primo piano dopo una ennesima ‘bomba d’acqua’ caduta su Roma; siamo troppo abituati a preoccuparci in questi casi perché ormai la pioggia fa paura e non si può più aspettare un minuto ad affrontare con interventi decisi i rischi idrogeologici. I comuni rendano operativi i piani di bacino approvati, una grande utile opera pubblica da realizzare per evitare drammi e sciagure che aumentano con i cambiamenti climatici e le stagioni dove si inaspriscono aridità e piovosità, fermando invece opere dannose come nuove colate di cemento. Sul fronte poi della prevenzione, gestione e informazione nell’emergenza il disastro è lampante, non è possibile che i piani di allertamento preventivo studiati spariscono sott’acqua, che si dissolva qualsiasi protocollo e che su mezzi pubblici in tilt, dove si rischia di rimanere per ore, salti ogni tipo di informazione”.

“Le motivazioni di quanto accade sono chiare: un incessante consumo di suolo che ha impermeabilizzato il terreno – prosegue la nota dell’associazione ambientalista – lo stato in cui versano i sistemi idrici di raccordo delle acque, la condizione dei fiumi e dei fossi stretti dal cemento e senza zone di espansione naturale, in una città come Roma dove ci sono 552,66 ettari considerati R4 (rischio idrogeologico molto elevato) dal PAI – Piano di Assetto Idrogeologico, in una regione dove sono il 98,4% i comuni con aree a rischio frane e alluvioni”.

“Considerando poi il piano degli investimenti – conclude la nota – siamo di fronte ad una sproporzionata mancanza di fondi per sostenere le spese previste dallo stesso PAI, ne sono stati reperiti solo il 4% del totale e cioè 60 milioni su 1,7 miliardi di Euro per la messa in sicurezza di aree a rischio frana e alluvioni, a fronte di una contemporanea crescita delle spese straordinarie per i danni che invece si moltiplicano per gravità e per frequenza”.

Ambiente. Provincia Viterbo dice no al conferimento dei rifiuti di Cupinoro a Monterazzano

“La Provincia di Viterbo ha espresso la propria contrarietà al conferimento presso gli impianti viterbesi dei rifiuti della discarica di Cupinoro, chiusa dal primo febbraio.
Il nostro territorio non può essere utilizzato come pattumiera ogni volta che ai propri confini si verificano situazione d’emergenza”.

Il vicepresidente con delega all’Ambiente Paolo Equitani è reduce da un incontro presso la Regione Lazio con l’assessore regionale all’Ambiente Michele Civita, al quale hanno partecipato anche il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini, i consiglieri regionali Enrico Panunzi, Daniele Sabatini e Riccardo Valentini.

Paolo Equitani
Paolo Equitani

Dal primo febbraio la discarica di Cupinoro, situata nel territorio del Comune di Bracciano, non sarà più operativa e si renderà quindi necessario allocare altrove i rifiuti dei venticinque comuni che conferivano nel sito in questione. Non è ancora chiaro quali e quanti dei venticinque Comuni dovranno trasferire i propri rifiuti negli impianti viterbesi, sarà deciso nelle prossime ore.

“All’assessore Civita – spiega Equitani – abbiamo comunicato che siamo contrari al conferimento dei rifiuti di Cupinoro nel nostro territorio, in particolare nella discarica di Monterazzano, e che dovrà trattarsi di una soluzione temporanea, limitata ad un ristrettissimo arco di tempo. Il tempo minimo indispensabile per trovare altre soluzioni.
L’autosufficienza di Viterbo non può essere presa a pretesto per scaricare sulla nostra provincia le difficoltà degli altri territori. Già ci facciamo carico con fatica dei rifiuti di Rieti sopperendo all’assenza di impianti nella provincia confinante, ci siamo dovuti anche sobbarcare parte dei rifiuti di Roma e provincia per venire incontro ai problemi della Capitale, adesso anche il disagio causato dalla chiusura della discarica di Cupinoro viene riversato sul nostro territorio.
Siamo quindi disponibili a venire incontro ai Comuni interessati soltanto per i primi giorni, evitando che la chiusura del sito possa creare difficoltà ai cittadini dell’hinterland braccianese, ma abbiamo invitato la Regione a ricercare da subito altre e diverse soluzioni.
Non possiamo permetterci di ridurre le potenzialità della discarica di Monterazzano già sufficientemente compromesse dal conferimento di tutti i rifiuti reatini. Appesantire ulteriormente la discarica – conclude Equitani – con rifiuti di altre zone è una prospettiva che non possiamo assolutamente permetterci e che contrasteremo con ogni mezzo”.

Maltempo. Lazio, 27 squadre protezione civile regionale a lavoro

La Sala Operativa Permanente della Regione Lazio comunica che ventisette squadre di volontari di Protezione civile regionale stanno lavorando da stanotte per ridurre al minimo i numerosi disagi provocati dai forti nubifragi che si sono abbattuti su tutto il Lazio, in particolare a Roma.

Gli interventi più rilevanti si registrano alla Giustiniana (9 squadre di volontari operative), all’Infernetto (7 squadre di volontari impegnate), e a Fiumicino (6 squadre di volontari al lavoro). Altre situazioni di emergenza si sono verificate in via della Selvotta a Formello, a Dragoncello ad Acilia, Ostia, Ostia Antica e Casalotti a Roma.

Il Centro funzionale regionale, inoltre, fa sapere che nelle ultime 24 ore sono cadute a Roma e provincia 90/130 millimetri di acqua, soprattutto nella notte. Nelle altre province: Viterbo 40/60 millimetri, Rieti e Latina 5/20 millimetri, Frosinone 30/70 millimetri. Il livello idrometrico del Tevere a Ripetta è a 10,80 metri in aumento.
Per ogni emergenza è possibile fare riferimento alla Sala Operativa Regionale al numero 803.555.

Regione. Valeriani: “Tutto pronto per legge su riordino sistema idrico”

“La Regione Lazio sta andando verso una conquista storica: l’acqua bene comune, ma soprattutto bene qualitativamente elevato e uguale per tutti i comuni del territorio. La giunta Zingaretti ha raccolto infatti le indicazioni di anni di battaglie per la tutela del diritto dell’universalità di questo bene ed ha tracciato, con la delibera numero 40 del 28 gennaio, le linee guida per una legge innovativa per la riorganizzazione del servizio idrico integrato. Che, si legge nel testo delle delibera citata, ‘deve essere ispirata ai principi di precauzione e di salvaguardia delle aspettative e dei diritti delle generazioni future’, rispondendo per altro ai principi di efficienza, efficacia ed economicità’”.

Massimiliano Valeriani

Così Massimiliano Valeriani, vicepresidente del Consiglio della Regione Lazio, sottolineando che “nella delibera vengono introdotte poi diverse novità. Come ad esempio l’individuazione di un unico ambito territoriale a livello regionale, e non più cinque, e l’istituzione di un ente di ambito regionale, che avrà pieni poteri gestionali e decisionali, e al quale parteciperanno i sindaci di tutti i comuni della regione Lazio, in modo da poter mantenere costante il rapporto tra programmazione e gestione. Infine – conclude Valeriani – attraverso l’attività del garante regionale del sistema idrico integrato, la Regione intende promuovere l’unitarietà degli standard di qualità dei gestori. Questo presupposto renderà possibile il superamento della giungla attuale che vede costi per gli utenti e qualità dell’acqua differenti da provincia a provincia”.

Osteria Nuova, Torquati: “Domenica assemblea per i lavori della mensa”

“I lavori nella scuola di via Quero ad Osteria Nuova stanno rispettando le tempistiche stabilite. Dopo 40 anni abbiamo tolto i container e presto gli alunni potranno avere una mensa vera nella quale mangiare”. A comunicarlo in una nota il presidente del Municipio XV, Daniele Torquati.

“Crediamo che sia opportuno – ha proseguito Torquati – realizzare la nuova struttura all’interno della scuola, salvaguardando gli importanti spazi comuni come l’Auditorium, ed evitando agli studenti lo strazio di dover uscire dall’edificio per andare a mangiare. Stiamo cercando di arrivare ad una soluzione definitiva affinché non sia mai più permesso agli studenti di pranzare nei container restituendo così dignità alla struttura scolastica, a chi la frequenta e al personale”.

“Volantini anonimi affissi negli scorsi giorni hanno diffuso informazioni parziali e non veritiere, per questo ho chiesto alla Dirigente Scolastica l’uso dell’Auditorium per domenica mattina: alle 11 – ha concluso Torquati – terremo a via Quero un’assemblea pubblica per informare i cittadini sullo stato di avanzamento dei lavori e lo smaltimento dei container”

Caccia. Nel Lazio proroga fino al 10 febbraio per colombaccio, cornacchia grigia, gazza e ghiandaia

“La Regione Lazio, sentito il parere favorevole dell’Ispra, ha decretato il posticipo della chiusura della caccia al prossimo 10 febbraio alle specie colombaccio, cornacchia grigia, gazza e ghiandaia. L’esercizio venatorio alle specie autorizzate sarà possibile esclusivamente nella forma dell’appostamento fisso o temporaneo senza l’ausilio del cane”. Lo comunica, in una nota, la Regione Lazio.

“Nelle Zone di Protezione Speciale (ZPS) – aggiunge la nota – la caccia è consentita nei giorni di giovedì e domenica, mentre il limite del carniere giornaliero, per ciascun cacciatore, è di 20 capi complessivi per le specie consentite, dei quali, comunque, non più di 5 capi per il colombaccio. I cacciatori residenti nella Regione Lazio possono cacciare esclusivamente nel territorio dell’Ambito Territoriale di Caccia (Atc) al quale sono iscritti. Per la sola specie del Colombaccio l’esercizio  venatorio è consentito anche in regime di mobilità nel limite stagionale di venti giornate”.

Cupinoro. Regione: “Attivati Comuni per soluzione dopo ostacoli a rilascio AIA”

“In merito all’annuncio della chiusura della discarica di Bracciano in località Cupinoro, prevista il prossimo 31 gennaio a causa dell’esaurimento delle volumetrie disponibili, si precisa che gli uffici regionali competenti si trovano impossibilitati a rinnovare l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) della discarica a causa di un parere negativo della Soprintendenza per i Beni paesaggistici e della Direzione Regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali (MIBAC). Si sono così determinate due conseguenze: la necessità di individuare in tempi molto rapidi impianti provvisori e alternativi, in attesa di concludere positivamente il rinnovo dell’AIA, per i 25 Comuni della Provincia di Roma che conferiscono a Cupinoro e, al tempo stesso, la preclusione alla realizzazione dell’impianto di TMB che potrebbe servire i Comuni del bacino di riferimento per conformarsi a quanto riportato nella Circolare del Ministero dell’Ambiente del 6 agosto 2013 in materia di gestione del ciclo dei rifiuti”. E’ quanto si legge in una nota della Regione Lazio.
“In particolare – prosegue il comunicato – si ricorda che la discarica è in esercizio dal 1991 e che l’autorizzazione in questione è già stata rinnovata ben due volte in passato. La Regione, inoltre, ha comunicato ai Comuni la possibilità, prevista dall’attuale piano di gestione rifiuti del Lazio nei casi di carenza impiantistica e al fine di rispettare quanto previsto dal D.Lgs 36/2003 e dalle normative europee, di utilizzare provvisoriamente impianti presenti in altri Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), fermo restando il principio di prossimità. È ora compito dei Comuni l’individuazione della soluzione più favorevole alle proprie esigenze e la relativa comunicazione in merito, che la Regione Lazio aspetta di ricevere entro le prossime 24 ore. È’ bene ricordare che quasi tutte le 25 amministrazioni coinvolte hanno avviato in questi ultimi anni la raccolta differenziata porta a porta, con percentuali vicine al 70% per i Comuni che da più tempo hanno attuato questo tipo di raccolta differenziata. L’importante risultato conseguito ha permesso la significativa riduzione dei rifiuti conferiti in discarica (nel 2008 pari a circa 140.000 tonnellate, oggi ridotte a circa 60.000). Risulta pertanto evidente come tale percorso virtuoso, intrapreso grazie al lavoro di tutte le istituzioni competenti, abbia contribuito in modo significativo a rendere meno grave l’odierna situazione”.

Rifiuti Zero Fiumicino: “Chiusura Cupinoro coincida col rilancio del porta a porta”

La notizia dell’imminente chiusura della discarica di Cupinoro ha scatenato un susseguirsi di reazioni di amministrazioni, comitati e cittadini. Di seguito il comunicato stampa con cui il Comitato Rifiuti Zero Fiumicino interviene sulla questione.

“La mancata concessione della proroga al conferimento di rifiuti indifferenziati a Cupinoro – si legge nel comunicato del Comitato – dichiarata esaurita, ne sancisce finalmente la chiusura. Ora i comuni del bacino di conferimento, in attesa delle decisioni della Regione e dell’esito dei ricorsi al TAR sull’ampliamento denominato VAIRA 1, devono provvedere direttamente alla chiusura del ciclo; il progetto della ‘Cittadella dei Rifiuti’ lanciato da Sala e dalla Bracciano Ambiente appare in tutta la sua inconsistenza essendo basato solo sulla presenza della discarica.
La chiusura di Cupinoro crediamo rappresenti una pietra tombale anche per il concetto e la composizione di quel bacino di conferimento, formato da comuni disomogenei territorialmente e legati sino ad oggi solo dall’esistenza della collina di Cupinoro”.

“Anche la chiusura a settembre scorso della discarica di Malagrotta – prosegue il comunicato – potrebbe contribuire a liberare il nostro Comune, Fiumicino, dal vincolo ultradecennale con Roma Capitale città che, per dimensioni, caratteristiche e mole di rifiuti, schiaccia i comuni satellite, in particolar modo il nostro, ex XIV Circoscrizione capitolina, che ricordiamo essere nato nel 1992 per scelta referendaria.
Finalmente si può ragionare sul tema liberi dai vincoli di una discarica cercando di intraprendere una strada che porti ad una gestione sostenibile dei rifiuti, con una strategia che, passando per una raccolta differenziata porta a porta efficace ed efficiente, consenta in tempi rapidi una gestione sostenibile anche della tassazione legata alla gestione dei rifiuti; un livello di tassazione, quello attuale, che non è più sopportabile dai cittadini”.

“Crediamo che i comuni di questo territorio, quelli contigui e con caratteristiche comuni – conclude il Comitato – come ad esempio Fiumicino, Cerveteri, Ladispoli, potrebbero fare bacino a se stante (ne hanno i numeri), associandosi per risolvere finalmente il problema dell’impiantistica realizzando impianti di recupero e compostaggio aerobico dimensionalmente adeguati ai loro territori, risparmiando così sia sui costi di costruzione che su quelli di gestione per effetto delle economie di scala.
Tranne quindi per la frazione di indifferenziato, che con l’estensione della raccolta differenziata e quindi del riciclo e del riuso tende a diminuire e divenire residuale, i comuni, coalizzati, sono nella condizione di poter raggiungere finalmente l’autosufficienza. E’ un’occasione che non si ripeterà. La parola (ed anche i fatti, finalmente) alle Amministrazioni”.