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Tolfa, il Sindaco Landi protesta con Cotral per i disservizi

Il Sindaco di Tolfa Luigi Landi ha inviato una lettera a Cotral ed ha incontrato una delegazione di conducenti per protestare contro i forti disagi vissuti dai cittadini di Tolfa, studenti e pendolari, che quotidianamente si recano a Civitavecchia per frequentare gli istituti scolastici, raggiungere il luogo di lavoro, la stazione ferroviaria e luoghi di cura, costantemente costretti ad estenuanti attese e molto spesso a doversi servire dell’unico autobus disponibile e a sopportare tutti gli inconvenienti del caso quali sovraffollamento, ritardi e condizioni precarie di viaggio. Landi segnala ai responsabili di Cotral e al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, la soppressione di alcune corse avvenute senza informare gli utenti, che hanno creato forti disagi alle persone che attendevano il pullman. Durante l’incontro con i conducenti il primo cittadino ha inoltre appreso lo stato di difficoltà, legato ai mezzi vetusti.

“Il perdurare di tale situazione – sottolinea Landi – non trattandosi di episodi isolati, comporta l’interruzione di pubblico servizio, con tutte le conseguenze del caso. Auspico un immediato intervento dei dirigenti di Cotral e della Regione Lazio per risolvere la situazione al fine di assicurare un trasporto dignitoso agli studenti, molti dei quali minorenni, e a tutti gli utenti, rispettando gli standard di qualità del servizio, così come previsto nel piano di trasporto locale”.

Guasto alla rete telefonica a I Terzi: Il Comune scrive a Telecom Italia

“Da più di due settimane gli abitanti della frazione I Terzi sono quasi del tutto isolati a causa dell’interruzione della linea della telefonia fissa – ha detto Andrea Mundula, Assessore all’Organizzazione e Tutela del Territorio del Comune di Cerveteri – dopo aver atteso pazientemente un intervento da parte del gestore telefonico e aver avuto i primi contatti con il personale dell’azienda, abbiamo scritto una dura lettera a Telecom chiedendo un intervento immediato utile a risolvere il problema e a restituire alle persone il diritto di comunicare. Non abbiamo mancato di sottolineare la scarsa attenzione dedicata dalla società ai cittadini di Cerveteri, dal momento che il disagio riguarda non soltanto le abitazioni, ma anche gli esercizi commerciali e lo stesso istituto scolastico Don Milani, per cui ci siamo attivati di concerto con il Vicesindaco Giuseppe Zito per chiedere una soluzione urgente. Non si può lasciare una scuola elementare isolata per un periodo di tempo così lungo, senza telefono e senza accesso alla rete Internet. Il fatto è estremamente grave e inaccettabile”.

In base a quanto comunicato dal gestore telefonico, il disservizio è stato dato da un guasto tecnico che ha reso necessaria la sostituzione di alcune parti. “Dai contatti verbali avuti con Telecom – ha rassicurato l’Assessore Mundula – sembra che si provvederà ad intervenite già da queste ore. In breve tempo, ci dicono, il guasto sarà riparato”.
“Colgo l’occasione – ha concluso Mundula – per far notare che, nella frazione de I Terzi, a tutt’oggi non è ancora arrivato il servizio internet veloce ADSL, e ciò è veramente assurdo per un centro abitato che si trova a due passi dalla Capitale d’Italia. È indispensabile che le aziende telefoniche investano per portare l’ADSL in tutte le case e nella scuola, oggi l’accesso di internet non è un surplus, ma un’esigenza primaria”.

Domenica 4 maggio giornata nazionale dei cammini francigeni

“Viva soddisfazione ed orgoglio”, ha espresso l’Avv. Emanuele Verghini nel presentare il convegno ‘La Via Francigena nel Patrimonio di San Pietro in Tuscia’ che si terrà domenica 4 Maggio alle ore 16:30 a Roma, via Ulisse Aldrovandi, 16 presso la sede dell’Associazione della Tuscia.

“Tra l’altro – prosegue Emanuele Verghini – domenica prossima tutta l’Italia è in cammino per la Giornata Nazionale dei Cammini Francigeni promossa e organizzata dalla Rete dei Cammini” e specifica che “la partecipazione all’evento è libera e gratuita e si propone di raccontare l’argomento dei pellegrinaggi che, soprattutto in epoca medievale e moderna, venivano intrapresi in occasione degli anni giubilari”.

“Io farò gli onori di casa – aggiunge poi Verghini – come presidente dell’Associazione della Tuscia (che fa parte dell’Unar, Unione Nazionale delle Associazioni Regionali), i saluti iniziali saranno affidati all’On. Daniele Sabatini, consigliere regionale del Lazio, al Dr. Pasquale Mastracchio, presidente UNAR e all’Avv. Alessandro Carnevali, segretario generale UNAR; a seguire gli interventi di relatori di prim’ordine: la Dott.ssa Valentina Berneschi, storica, Don Alfredo Cento, docente di storia delle religioni presso l’Istituto Teologico di Viterbo, ed il Prof. Michele Trimarchi, docente di economia e politica dei beni culturali all’Università della Tuscia”.

“Un particolare ringraziamento – conclude Verghini – per il ricco rinfresco, con degustazioni dei prodotti tipici della Tuscia, offerto dopo il Convegno meritano infine le aziende Coopernocciole, Magna Tuscia, Cantina di Montefiascone, Cimina Dolciaria, Soc. Coop. Il Sambuco, Pasticceria Casalini, Agriturismo L’Antica Fattoria, Az. Agricola Pian di Vico, Az. Agricola Scatolini, Tesori di Etruria-Viterbo sotterranea”.

Ladispoli: Rifiuti solidi urbani, gli orari di conferimento

L’Amministrazione comunale rende noto che il sindaco Paliotta con un’ordinanza ha disposto che a partire da maggio fino al 30 settembre il conferimento dei rifiuti solidi urbani nei cassonetti sia da parte dei cittadini che delle attività economiche dovrà avvenire a decorrere dalle ore 20 e non oltre le ore 6.

I rifiuti solidi urbani, inoltre, dovranno essere riposti in sacchi di plastica regolarmente sigillati al fine di evitare la fuoriuscita di materiali e la percolazione degli stessi.

In caso di inottemperanza, ovvero di conferimento all’interno dei cassonetti della raccolta dei rifiuti solidi urbani fuori dagli orari indicati o in assenza di sacchi di plastica regolarmente chiusi, ai trasgressori sarà applicata la sanzione oblabile in misura ridotta di 100 euro salvo che il fatto non costituisca reato più grave.

L’Amministrazione comunale, inoltre, ricorda che sul sito istituzionale del comune di Ladispoli www.comune.ladispoli.rm.gov.it è disponibile il nuovo calendario per la raccolta differenziata porta a porta nei quartieri raggiunti da questo servizio.

Bracciano LagoFilmFest: Bando antologia poetica

Cari amici in poesia e in arte, in attesa del Bracciano LagoFilmFest, EscaMontage vi invita alla sua nuova iniziativa editoriale.

Alla sua seconda edizione, con i patrocini del Comune di Bracciano e dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma Capitale, il “Bracciano LagoFilmFest” ideato da EscaMontage, vuole presentare, insieme ad un calendario di rilevanti proiezioni cinematografiche, un importante evento collettivo d’arte e di poesia.

EscaMontage si propone di realizzare una pubblicazione che da un lato dia testimonianza sia della rassegna cinematografica, sia del rilevante connubio tra arte e poesia, e che dall’altro sia un progetto editoriale, intitolato Oblò, con una forte ed indipendente impronta culturale. Le istruzioni per aderire al progetto sono riportate nel seguente bando.

BANDO

La struttura del progetto editoriale EscaMontage vuole essere un’antologia poetica, dal titolo Oblò, che si comporrà anche delle immagini delle opere d’arte esposte nell’Archivio Storico di Bracciano durante il LagoFilmFest 3-6 luglio 2014.

L’antologia così composta avrà visibilità oltre che come prodotto cartaceo editoriale, anche con una diffusione su diverse piattaforme multimediali che verranno rese note al momento della pubblicazione.

Per proporre i testi poetici ogni poeta è invitato ad inviare entro max il 3 giugno 2014, una composizione a tema libero, max 30 versi, e una breve nota biografica max 5 righe, ai seguenti indirizzi di posta elettronica con oggetto “Antologia FilmFest”:
escamontage.escamontage@gmail.com

sarahpanatta@gmail.com

iolandalacarrubba@gmail.com

Osteria Nuova. Scomparso tecnico del Centro Ricerche Enea Casaccia

Forze dell’ordine al lavoro da mezzanotte per la scomparsa di un tecnico elettrotecnico dal Centro Ricerche Casaccia dell’Enea in via Anguillarese. L’uomo era entrato a lavoro ieri mattina alle sette ma non risulta mai uscito dal centro ricerche. Cani, agenti della polizia di stato, cinque squadre dei vigili del fuoco, stanno cercando il tecnico. Gli investigatori hanno trovato anche due buste contenenti fogli manoscritti in cui, a quanto si è appreso, si fa esplicito riferimento al suicidio, lasciando anche le ultime volontà. In un passaggio si fa riferimento anche a Papa Francesco, pertanto sono stati svolti controlli anche in piazza San Pietro e nelle aree limitrofe. Controlli che però
hanno dato esito negativo, così come anche quelli nell’abitazione del tecnico. Il cellulare del tecnico risulta squillare a vuoto in zona.

Torna a Cerveteri la Forhans Cup: giovedì Primo Maggio gara di Triathlon sulle spiagge di Campo di Mare

Festa del 1° Maggio all’insegna dello sport e del divertimento sul lungomare di Campo di Mare, con la prima gara stagionale di Triathlon della Forhans Cup. La manifestazione, per il secondo anno consecutivo a Cerveteri, è organizzata dal Forhans Team, è patrocinata dall’Assessorato allo Sviluppo Sostenibile del Territorio del Comune di Cerveteri. L’appuntamento per tutti coloro vogliono assistere alle gare sportive è alle ore 10.30, presso il Lungomare dei Navigatori Etruschi.
“Sarà una bellissima mattinata dedicata allo sport all’aria aperta – ha detto l’Assessore Lorenzo Croci – La gara prevede un percorso realizzato lungo le strade di Campo di Mare che gli atleti dovranno superare in tre diverse discipline: 750 metri di nuoto, 17,5 km in bicicletta e 4,5 km corsa. È doveroso per noi ringraziare gli organizzatori dell’evento che, con la loro idea, hanno contribuito ad animare la nostra frazione balneare che, in parte anche grazie alla collaborazione dell’Assobalneari Marina di Cerveteri, è sempre più spesso teatro di importanti manifestazioni sportive marine”.
La perfetta sintonia con il Comune di Cerveteri – ha dichiarato il Presidente del Forhans Team Gianluca Calfapietra – il sostegno e la collaborazione fin qui dimostrata hanno contribuito notevolmente alla rapida crescita di questo evento. In soli due anni siamo riusciti a portare a Cerveteri una gara Rank, con relativo montepremi in denaro e tanti atleti di spicco. Inoltre l’alto numero di iscrizioni ci conferma la buona scelta della location di Cerveteri per avvicinare a questi sport anche atleti dilettanti e amatori”.
“Vogliamo continuare a sostenere le iniziative sportive perché crediamo rappresentino un eccellente strumento di valorizzazione del nostro territorio ed in particolare le nostre spiagge e il nostro mare – ha proseguito Croci – sempre più frequentemente vittima di un fenomeno erosivo che sta assumendo dimensioni allarmanti, causando ingenti danni agli operatori balneari, all’ecosistema e ai residenti e villeggianti bagnanti tutti. Colgo l’occasione per ringraziare gli organizzatori per aver scelto anche quest’anno la nostra frazione balneare per la seconda tappa della Forhans Cup e tutti coloro si sono impegnati per realizzare questo evento importante ed originale e per invitare la Cittadinanza tutta a partecipare.  Ai partecipanti tutti, auguro buon divertimento e un forte in bocca al lupo”
Per garantire la sicurezza durante lo svolgimento della manifestazione è stato istituito il divieto di sosta e transito nelle seguenti strade: Viale Mediterraneo, Lungomare dei Navigatori Etruschi, Viale Adriatico nel tratto compreso tra Viale Campo di Mare e Via degli Eucalipti e nella zona antistante lo stabilimento balneare Associazione Nautica. Tutte le informazioni sono sul sito www.forhansteam.it dove sono visionabili i percorsi e la piantina della zona di gara, o al numero 338.24.89.006.

Manziana, concessionaria auto occulta al fisco oltre 7,5 milioni: 3 denunciati

Una società di Manziana, attiva nel commercio di autovetture, ha occultato al Fisco 7,5 milioni di euro, omettendo la presentazione, dal 2008 al 2011, delle dichiarazioni annuali ai fini delle imposte sui redditi, dell’IVA e dell’IRAP. E’ quanto hanno appurato, al termine di una verifica fiscale, i Finanzieri del Comando Provinciale di Roma, che hanno scoperto anche l’evasione dell’IVA per circa 800.000 euro.

In mancanza delle scritture contabili obbligatorie e di ogni altra documentazione amministrativa, le Fiamme Gialle della Compagnia di Civitavecchia hanno dovuto analizzare tutti i conti correnti intestati all’impresa, arrivando, così, a ricostruire, grazie agli ingenti movimenti di denaro, l’importo dei ricavi non dichiarati, tutti riconducibili alla vendita di autovetture. I tre rappresentanti legali della società – tra cui un commercialista – sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per i reati di omessa presentazione della dichiarazione annuale e di dichiarazione infedele avendo superato le soglie minime di punibilità previste dalla normativa penale tributaria.

Domani Fiera del I maggio a Bracciano

In occasione del I maggio torna a Bracciano la tradizionale fiera che riguardava un tempo anche il bestiame. Saranno oltre 160 i banchi che a partire dalle prime ora del mattino e fino a sera inoltrata “invaderanno” la parte alta di Bracciano. La Fiera, che attrae ogni anno da migliaia di visitatori, richiama espositori anche da fuori regione.

Moltissime le merceologie interessate con prevalenza di quei prodotti tipici delle grandi mostre-mercato che si richiamano alla campagna e all’allevamento di bestiame. La Fiera interesserà varie strade e piazze. In particolare saranno coinvolte piazzale Marinai d’Italia, via Dominici, via D’Acquisto, via Guardati, via Varisco, via Ruggeri, via Marchi, piazzale Formaggi, piazza Don Cesolini, via Principe di Napoli nel tratto compreso tra il passaggio a livello e via Saffi, piazza Bari e parte di via Prato Giardino. Con quella di Santa Lucia del 13 dicembre, la Fiera del I maggio di Bracciano costituisce uno degli eventi clou di questo genere nel corso dell’anno che si tengono a Bracciano.

Diminuisce il PIL, aumenta il benessere: ipotesi possibile?

Una fra le caratteristiche più vistose dell’economia di oggi è l’ossessione per la crescita. Crescita economica e tecnologica sono viste come essenziali praticamente da tutti gli economisti e i politici, anche se oggi dovrebbe essere piuttosto chiaro che un’espansione illimitata in un ambiente finito può condurre al disastro. La crescita, infatti, ha creato molto benessere, soprattutto materiale, nei paesi occidentali e molta povertà e altri disastri nel resto del mondo. Ultimamente, nei paesi più ricchi essa ha creato un divario tra classi sociali, con il conseguente ridimensionamento del ceto medio. Questa diseguaglianza sociale non è un fatto accidentale ma è un aspetto intrinseco della struttura stessa del nostro sistema economico. Infatti, l’economia fonda i suoi modelli e le sue teorie proprio su un certo sistema di valori e su una certa concezione della natura umana, alla stregua delle scienze sociali. Semplificando, possiamo mettere a confronto due sistemi economici che incorporano valori e obiettivi completamente diversi. Uno è il nostro attuale sistema materialistico, in cui il “livello di vita” è misurato dall’entità del consumo annuo, ovvero dal PIL (Prodotto Interno Lordo), e che si sforza, perciò, di conseguire il massimo consumo unitamente ad un modello ottimale di produzione. L’altro è un sistema di economia “buddhista”, fondato sulle nozioni di “giusto sostentamento” e della “Via di Mezzo”, in cui l’obiettivo è di conseguire un massimo di benessere umano con un modello ottimale di consumo.

Ma cosa intendiamo per “benessere umano”? Prima ho fatto riferimento al PIL come indicatore di crescita nell’attuale sistema economico. Per capirci bene, se il consumo di risorse naturali e di energia diminuisce, se si riducono i rifiuti, il PIL diminuisce, ma il ben-essere migliora. Se un sano stile di vita permette di diminuire il consumo di farmaci, il PIL diminuisce, ma il ben-essere migliora. Se la collaborazione prevale sulla competizione, se sono create reti di solidarietà, diminuisce la necessità di acquistare servizi alla persona e diminuisce il PIL, ma il ben-essere della persona migliora. Insomma, pare evidente come l’eliminazione delle disuguaglianze sociale passi necessariamente attraverso una riduzione del Prodotto Interno Lordo e, con questo, ad una rivoluzione dei rapporti umani. L’individuo non è più lo strumento per mantenere alto il capitale, ma il contrario. Non più l’individuo come “cosa”, ma come “persona”.

Nel modello sociale ed economico occidentale, invece, basato appunto sulla crescita, i rapporti con se stessi e con il mondo sono stati impostati sulla competizione. Se da una parte si è potuta valorizzare la spinta verso il successo, verso la riuscita nella vita, dall’altra sono stati sacrificati la solidarietà e il rispetto dell’altro, visto troppo spesso come terra di conquista, o come interferenza alla propria ambizione.

La convinzione della necessità di una crescita continua è la conseguenza di un risalto eccessivo dato a qualità tradizionalmente ritenute “maschili”, come l’espansione, l’autoaffermazione e la competizione. Essa è un riflesso del pensiero lineare ma erroneo, che se qualcosa è buono per un individuo o per un gruppo, quanto più ce ne sarà, tanto meglio. Si crede comunemente che ogni crescita sia buona senza riconoscere che, in un ambiente finito, dev’esserci equilibrio fra crescita e declino. Mentre alcune cose devono crescere, altre devono diminuire. La maggior parte del pensiero economico moderno si fonda sulla nozione di crescita indifferenziata. L’idea che la crescita, a certi livelli, possa essere paralizzante, insana o patologica non è presa in considerazione. Da una situazione di produzione e consumo eccessivi di beni materiali, la crescita dovrebbe essere incanalata in aree di servizio pubblico, come i trasporti, l’istruzione e la cura sanitaria. Questo mutamento dovrebbe accompagnarsi, inoltre, ad un cambiamento d’accento fondamentale, dal bisogno di acquisizione di beni materiali alla necessità di una crescita e sviluppo interiori.

In altre parole, non si dovrebbe parlare solo di capitale economico, inteso come risorse sottratte al consumo e investite per un futuro, in vista di un maggior guadagno, ma anche di capitale sociale, ovvero le risorse che accumuliamo interagendo con gli altri, di capitale culturale e perché no? Anche di capitale psicologico, o di “crescita psicologica”, intesa come accumulo di gratificazioni, attraverso l’esercizio di potenzialità e virtù.

Quest’atteggiamento, alternativo ad una crescita economica indifferenziata, è stato sostenuto negli ultimi anni dal Movimento per la Decrescita Felice (MDF), fondato il 15 dicembre 2007, da Maurizio Pallante. Il simbolo scelto da questo Movimento è l’ape “Pilli”, intenta, guarda caso, a “tirare giù” il PIL (per maggiori dettagli vedere il sito www.decrescitafelice.it).

Il Movimento nasce in ambito economico, ma travalica subito in quello filosofico e anche psicologico. E’ una rivoluzione culturale che non accetta la riduzione della qualità alla quantità. Non ritiene, ad esempio, che la crescita della produzione di cibo che si butta, della benzina che si spreca nelle code automobilistiche, del consumo abusivo di farmaci, comporti una crescita del benessere perché fanno crescere il Prodotto Interno Lordo, ma li considera segnali di malessere, fattori che peggiorano la qualità della vita. La decrescita non è la recessione. E non s’identifica nemmeno con la riduzione volontaria dei consumi per ragioni etiche. La decrescita è il rifiuto razionale di ciò che non serve, che non porta a dire “ne faccio meno perché è giusto così” (motivazione ideologica), bensì dice: “non so cosa farmene di questo….e non voglio spendere una parte della mia vita a lavorare per guadagnare il denaro necessario a comprarlo”.

Pensiamo invece a quante energie spreca l’uomo nel perseguimento irrazionale di acquisti compulsivi (specie in ambito tecnologico), ponendosi in modo del tutto passivo rispetto all’offerta di mercato, convinto di aver fatto il giusto “investimento”, come viene abilmente rappresentato in un’opera di Fausto delle Chiaie, dal titolo, appunto “Investimento sicuro”.

Premesso che si tratta di un’opera insolita, come insolito è il suo autore. Infatti, da oltre vent’anni Fausto delle Chiaie è l’ideatore e l’unico artista ad esporre le sue opere al “Museo all’aria aperta” di Roma, nei marciapiedi tra l’Ara Pacis e il Mausoleo di Augusto. Egli si definisce “il custode, il curatore, il trasportatore, l’allestitore, il fotografo, il pubblicitario, il direttore, l’opera stessa”. Da sempre, nella sua carriera, il luogo, il contesto, l’arredo urbano, una pianta, un oggetto abbandonato, un cartellone pubblicitario, una pozzanghera, un determinato odore, dell’erbaccia, diventano parte o opera in sé. L’altra sua originalità sta nei titoli che spesso assegna alle sue opere, che per lui sono il primo elemento dell’opera stessa, talvolta ambigui, ma sempre portatori di riflessioni. Per quanto riguarda l’opera citata, Delle Chiaie disegna una linea sul marciapiede in direzione della strada, su cui lascia un pugno di monete di poco valore. In questo caso, il “visitatore” inconsapevole, vedendo le monete, si accinge a raggiungerle e prelevarle, rischiando di essere letteralmente “investito” dalle macchine o forse, sarebbe meglio dire, dai propri bisogni irrazionali. Cosa c’è di più irrazionale che rischiare la propria vita per alcuni centesimi? Eppure è questo che facciamo ogni qual volta, sprechiamo la nostra energia per comprare qualcosa di cui “razionalmente” non abbiamo bisogno. Ma quel che è peggiore è il nostro gesto metaforico di “chinarci” di fronte ai soldi, al capitale: questo accade perché non riconosciamo più il valore delle cose e, soprattutto, non riconosciamo il valore della nostra vita, gettandola in mezzo ad una strada, sprecandola.

E’ l’importanza che il denaro riveste per le persone, più del denaro in sé, a influenzare il benessere. Il materialismo sembra proprio essere controproducente: a ogni livello di reddito, chi attribuisce al denaro più valore che ad altri obiettivi, è meno soddisfatto della propria vita in generale, sebbene il preciso motivo resti un mistero.

La psicologia a orientamento umanistico-esistenziale ha sottolineato in modo molto chiaro che i disturbi psicologici cessano di avere una funzione nel momento in cui le persone sono consapevoli del loro valore e si sentono libere di esprimere la loro ricchezza interiore. La persona che si piega al bisogno di acquisizione materiale, non vede la propria ricchezza interiore, non è consapevole del proprio valore, perde il contatto con se stessa, sprecando molte delle proprie energie che ha a disposizione.

Nell’attuale modello economico e sociale, infatti, l’uomo spreca moltissime energie. Ne è una testimonianza, l’aumento dello stress, del burn-out, del mobbing, del bullismo, e della depressione e dei comportamenti di abuso (droghe, sesso, acquisti compulsivi), e in generale dei comportamenti di consumo esagerato.

Perciò è essenziale, per l’uomo e la donna di oggi, modificare lo stile di vita e sviluppare la “sobrietà” attraverso un cammino di decrescita. Essere sobri, quindi, e possibilmente chiedersi, prima di intraprendere un’azione, qualsiasi essa sia, che significato ha quell’azione e quanta energia richiede.

A questo proposito è fondamentale la distinzione tra “vita piacevole”, impostata sui piaceri, e “benessere”, che si caratterizza per la presenza di gratificazioni. Mentre noi moderni abbiamo smarrito la distinzione tra piaceri e gratificazioni, gli antichi greci ne avevano un’acuta consapevolezza. Il “benessere” e la felicità che ne consegue non possono derivare dal piacere fisico, né essere indotta chimicamente, o ottenuta tramite scorciatoie. Può essere ottenuta esclusivamente attraverso un’attività finalizzata a scopi più elevati. Mentre i piaceri hanno a che fare con i sensi e le emozioni, le gratificazioni hanno a che fare con l’esercizio di potenzialità e virtù dell’individuo.

Non ha senso, perciò, perseguire il benessere o una “decrescita felice” se sono ancora attivi, in modo preponderante, i bisogni di acquisizione materiale, poiché questi saranno destinati ad essere frustrati, alla fine. La decrescita sarà invece felice per chi ha bisogni più alti, e non vogliono essere sopraffatti dal bisogno di sopravvivenza. Entrando nel dettaglio, nel percorso verso una sana decrescita economica cambiano: le motivazioni, la visione interiore, la concezione del mondo e i rapporti interpersonali. Le motivazioni, che in un modello di crescita come quello attuale sono prevalentemente ego centrate, si sposteranno verso un’attenzione all’altro, e riguarderanno il benessere dell’intero pianeta. La visione interiore, improntata sulla sicurezza materiale e sulla paura di perderla, si sposterà verso valori di solidarietà, responsabilità verso la vita, anticonformismo. La concezione sarà di un mondo non più da depredare, ma da rispettare e considerare come un ambiente che respira, che vive, che è già predisposto per nutrire l’umanità, in modo naturale. I rapporti interpersonali saranno segnati da uno stile di rispetto dell’altro, indipendentemente dalla condizione sociale, dal sesso, dall’appartenenza ad una religione, ecc., vista la fondamentale interdipendenza di tutti gli esseri.

Tutto questo può sembra un’utopia, eppure esiste concretamente tra la gente una tendenza a voler creare un modello di vita centrato sulla condivisione e sul risparmio. Pensiamo, ad esempio, ad alcuni fenomeni sociali studiati da antropologi e sociologi, come il primo “Social Street” fondato in Italia, precisamente a Bologna, in via Fondazza, nel settembre del 2013. L’idea è nata a un residente, Federico Bastiani, giornalista, esperto di comunicazione. Decide di aprire un gruppo chiuso su Facebook e di stampare una cinquantina di volantini per coinvolgere anche chi non fa uso di tecnologia.

Tempo qualche giorno e i residenti hanno reso realtà l’economia condivisa mettendosi a disposizione l’uno con l’altro: ad oggi sono più di 350 mila gli iscritti al gruppo “Residenti in via Fondazza”. Da un giorno all’altra si è creata una rete di solidarietà. A Ferrara si sono già messi in moto in via Pitteri, a Milano ci sono i residenti di Parco Solari, e poi, di recente, anche a Roma nel quartiere Tiburtino.

Attraverso questi Social Street le persone offrono la propria disponibilità, il proprio tempo, aiuti concreti, opinioni, servizi. Qualcuno ha scritto che questo sistema è analogo a quello della “banca del tempo”. In realtà si va oltre questo concetto, perché “io faccio qualcosa per il mio vicino solo per il gusto di farlo, non voglio niente in cambio”.

Aiutare gli altri per il gusto di farlo produce molte sensazioni positive nella persona, quelle stesse sensazioni piacevoli procurate dalla droga, dalla cioccolata, dallo shopping, ecc. Ci si può procurare gioia semplicemente attraverso l’esercizio delle proprie virtù, come saggezza, coraggio, umanità, giustizia, temperanza e spiritualità. Virtù, queste, che hanno a che fare con le gratificazioni e non con i piaceri.

Ovviamente questo spirito di positività ha innescato lo sviluppo di una rete sociale dalla quale tutti possono trarre vantaggio. Il Social Street non richiede tempo o energia ma apertura verso gli altri e volontà di condividere. Appare chiaro che un fenomeno del genere rappresenta una “rivoluzione dolce” all’interno dell’attuale economia, spostando l’accento sulla cooperazione e sulla solidarietà: cose, queste, che fanno diminuire il PIL, ma aumentano il ben-essere delle persone.

BIBLIOGRAFIA

F.Capra, Il punto di svolta

M.E.P.Seligman, La costruzione della felicità

www.movimentodecrescita.it

www.socialistreet.it

Aurora Capogna