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La Scuola in Ospedale

Articoli 32, 33 e 34 della Costituzione (il primo relativo al diritto alla salute, gli altri al diritto all’istruzione) trovano un proprio punto di convergenza in un progetto e in un’attività di cui raramente si parla. Se, casualmente o per sfortuna, capita di incappare in esso, però, ci si apre davanti un mondo straordinario, di cui sarebbe fondamentale che tutti comprendessimo la grandezza e l’enorme portata etica, politica, civile.

Ho conosciuto Francesca Scarnecchia durante l’esame di Stato, 3 anni fa: io presidente, lei commissario esterno di inglese, abbiamo lentamente costruito un rapporto inizialmente di collaborazione professionale; poi – con il tempo – di intesa e di amicizia. Docente di Lingua e Letteratura Inglese in un liceo di Roma, madrelingua inglese (ha vissuto fino al periodo universitario in Scozia), Francesca mi ha fatto entrare a poco a poco in contatto con una realtà particolare, difficile ed importantissima: la Scuola in Ospedale. Una parte del suo orario di cattedra Francesca lo impegna, attraverso un’utilizzazione stabilita dal Miur, nel reparto di ematologia pediatrica del Policlinico Umberto I di Roma; talvolta le capita di spostarsi – a seconda delle necessità – in Fibrosi Cistica, Oncologia Pediatrica, Neuropsichiatria, Malattie Nervose, Ortopedia. Si tratta di un’offerta formativa decisamente peculiare, di un’esperienza certamente unica, sia per quanto riguarda i destinatari – gli alunni ospedalizzati – che le modalità di erogazione.

Inizialmente nata da iniziative volontarie di singoli operatori ed istituzioni, preoccupati di non alienare anche il diritto all’istruzione a studenti già fortemente penalizzati dall’esperienza della malattia e dell’ospedalizzazione anche molto protratta (in sé profondamente destabilizzanti e precarizzanti), questo coraggioso ed impegnativo servizio tende non solo alla garanzia di quel diritto, ma anche alla conservazione nell’esistenza di bimbi e ragazzi ammalati di quella condizione di normalità, emancipazione e distrazione che in questi casi il contatto con la cultura e con gli insegnamenti garantisce. Oggi Scuola in Ospedale è diffusa in tutti gli ordini e gradi di scuola e nei principali ospedali e reparti pediatrici del territorio nazionale. Si tratta di un utilissimo sostegno per ragazzi che – sebbene fisicamente impediti – possono continuare a sviluppare competenze e capacità destinate a meglio reinserirli nei contesti di provenienza.

Francesca è una donna rassicurante ed acuta, dotata di una particolare forma di sensibilità. Occhi verdi intensissimi, capelli tanti, lunghi e dorati, racconta con un amore che non sa mai di pietà, dal dentro e non dal fuori, con un trasporto che non sfocia mai nel compiacimento o nella morbosità, la storia – le storie – che in questi anni ha avuto la gioia e il dolore – sempre la forza – di affrontare. 6 anni fa due colleghi della sua scuola le fecero la proposta di partecipare al progetto La scuola in Ospedale. Francesca ha accettato immediatamente: ricevuta dal coordinatore, intervistata per valutare la sua attitudine a quel particolare tipo di insegnamento, accede subito al corso con il primario del reparto. Da allora fino ad oggi ha rinnovato il suo impegno con convinzione inflessibile, improntando la propria attività non solo alle proprie competenze disciplinari; ma, soprattutto, considerando a delicatezza e la particolarità del reparto in cui opera, ad una capacità relazionale che le consente di entrare in punta di piedi in storie di vita purtroppo non sempre a lieto fine. Che vedono coinvolti bambini e ragazzi talvolta sottoposti a degenze interminabili, destinati a sopportare sofferenze difficilmente immaginabili, a rinascere o a spegnersi in maniera repentina o lentissima.

Loro: gli occhi, le mani, le speranze, le paure le immaginiamo. Ma penso che – senza l’esperienza diretta – l’immaginazione, pur drammatica, è lontana dalla portata delle condizioni concrete che si vivono in alcuni reparti. Francesca incontra i suoi studenti 3 volte alla settimana, per 9 ore. Ogni anno il numero degli alunni varia dai 20 ai 30: lezioni frontali, qualche volta per gruppi di ragazzi; verifiche scritte e orali, test, prove che vengono formulate in collaborazione con gli insegnanti della scuola di provenienza. La valutazione finale: una relazione; nessun voto, nessun giudizio. Va bene così. Francesca si avvicenda con gli altri docenti delle differenti discipline. L’intento principale è quello di insegnare, senza essere troppo “insegnanti”; occorrono apertura, disponibilità, capacità di comprendere le persone e le differenti situazioni; ciò che fa di un docente un buon docente all’ennesima potenza. Ci vogliono delicatezza, rispetto, amore, fermezza e indulgenza.

I racconti di Francesca ti tengono ferma, all’ascolto. Ti chiedi quale sia il coinvolgimento in quelle storie, quanto esso debba essere, quale possa essere giusto che sia. Per loro: studenti e docenti. La gioia delle guarigioni. L’impossibilità delle lezioni, quando le condizioni fisiche dell’alunno sono gravi al punto da impedirgli di partecipare; la carica di quell’affetto, la specificità di quel rapporto; la rabbia, la frustrazione, la speranza; entrare in reparto, e non sapere cosa si troverà. L’ammirazione per il personale sanitario, legami che si stringono. Visi salutati tempo prima, piccoli e sorridenti, che tornano a salutare, a raccontare la loro nuova vita, da ragazzi più grandi. Da ragazzi guariti.

Pensate a quanti di noi, uscendo dalla nostra scuola, portiamo a casa accadimenti, problemi, risate e soddisfazioni, sguardi di una giornata di quella particolarissima professione che è insegnare. Pensate a questi docenti che entrano in un luogo in cui si ri-vestono: il camice, la mascherina, le precauzioni necessarie. Provate a pensare come debba essere difficile far fronte a quella carica emotiva che non può non travolgere quanti vedono nell’insegnare una tra-duzione, un passare attraverso, per andare oltre. La costruzione prevede un futuro, un divenire. Qui si celebra in alcuni casi – la minoranza, per fortuna – l’ossimoro dell’insegnamento nell’incertezza totale del futuro; a volte, purtroppo, nella sicurezza di un non futuro: “devo obbligarmi a essere sempre dietro una piccola barriera protettiva, altrimenti non potrei più vivere”.

Le mamme sono un capitolo a parte. La maggior parte: custodi devote e instancabili; lupe disperate e amanti. Molte rinunciano al lavoro. Rimangono lì implacabili, inesauribili, consumandosi e rinascendo insieme al proprio figlio. A volte, racconta Francesca, è difficile farle uscire, anche durante la lezione: pretendono di non perdere nemmeno un istante. Altre approfittano per andare a fare la spesa, lavarsi i capelli, respirare l’aria fuori, desiderando di essere dentro. Caterpillar dell’amore. Giorni, mesi, a volte anche anni in piccolissime stanze, loro – insieme sempre. Alcune rimuovono, altre sperano oltre la speranza. Umili, acculturate, credenti o prive di fede, italiane e non, professioniste o disoccupate, il loro compito, la loro vita è tutta lì. A Francesca è capitato un’unica volta che il letto di un figlio sia stato abbandonato; e lui se ne è andato da solo, senza i suoi genitori intorno. Questo è solo una piccola parte di quello che ho ascoltato dalle sue parole.

Molto Francesca lo tiene per sé. Non ha mai pensato di rinunciare: guardare sempre avanti, pensare positivo. È questo ciò di cui loro hanno bisogno.  Il rapporto che si stabilisce con piccoli o meno piccoli è sempre differente; di ciascuno si potrebbe raccontare. A volte c’è il rifiuto, altre volte il preferire il docente persino alla mamma, per arrivare presto a quelle ore che consentono di volare altrove, con la mente e con il cuore, fuori da quelle mura. Quasi sempre gli studenti ospedalizzati sono felici della loro scuola. La desiderano, la attendono. Le lezioni li avvicinano al fuori cui anelano; li distraggono dalle domande inevitabili. “L’attività didattica rivolta ai bambini ricoverati nelle strutture ospedaliere riveste un ruolo estremamente rilevante in quanto garantisce ai bambini malati il diritto all’istruzione e contribuisce al mantenimento o al recupero del loro equilibrio psico-fisico” ( C.M. n. 345 del 12 gennaio 1986): ma quello che sottolinea la circolare ministeriale non è che una piccola porzione di ciò che la Scuola in Ospedale garantisce in reparti quali quello in cui opera Francesca.

Qual è il momento più bello: “Quando guariscono”, è ovvio. Ma quando non ce la fanno “il vuoto che lasciano: terribile”. L’ovvietà non è banale. Ed è per questo che ho deciso di scrivere questo pezzo. Perché sono colpita da questa donna che, come altri, mette a disposizione, come tutti noi docenti che lavoriamo con passione, se stessa, la propria anima, il proprio cervello, il proprio cuore. Ma lo fa in condizioni proibitive, trasferendo suggerimenti di vita dove la vita rischia di spegnersi. Dove albergano sofferenza, dolore, disperazione. Ma anche speranza, coraggio, umanità, dedizione. Si creano rapporti tenacissimi e speciali; si tocca, si guarda, si abbraccia, si respira insieme quel pezzo di vita. E poi sguardi, abbracci, respiri si portano con sé, a casa; e bisogna pur farci qualcosa, non consentendo mai di farsi sopraffare dallo scoraggiamento. Bisogna farci i conti e convivere, tenerli dentro di sé, curarli come i bambini che li hanno prodotti, senza farsi sconfiggere dalla loro struggente dolcezza e dalle storie che raccontano; o che smettono di raccontare. Accettare che la vita sia anche quella cosa là, così lontana dalle nostre pratiche quotidiane, protette e garantite dalla Salute.

Perciò, quando le chiedo cosa le ha insegnato questa esperienza, non trovo scontata la risposta di Francesca: “Il vero valor dell’esistenza, dare meno importanza alle banalità del quotidiano”.

Marina Boscaino

 

Formello: 27 settembre inaugurazione monumento per il Bicentenario dell’Arma

unnamedCON L’ADESIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, FORMELLO INAUGURA UNA SCULTURA MONUMENTO AI MARTIRI DI FIESOLE PER IL BICENTENARIO DELL’ARMA DEI CARABINIERI.

“NEL BICENTENARIO DELL’ARMA DEI CARABINIERI NEL SETTANTESIMO ANNIVERSARIO DEL SACRIFICIO QUESTA PIETRA FIESOLANA RICORDA ALBERTO LA ROCCA VITTORIO MARANDOLA FULVIO SBARRETTI CHE SI CONSEGNARONO AL NEMICO PER SALVARE DEGLI INNOCENTI”.

Con queste parole l’Amministrazione Comunale di Formello (RM), il prossimo sabato 27 settembre alle ore 11, dedicherà un monumento alla memoria dei Martiri di Fiesole nel piazzale antistante la caserma dei Carabinieri, nel corso di un evento commemorativo che ha ottenuto l’Adesione del Presidente della Repubblica e il Patrocinio del Ministero della Difesa, della Regione Lazio e del Comune di Fiesole (FI).

Il monumento raffigura due mani nell’atto di liberarsi dalla materia, metafora di Liberazione; e in questo caso, la pietra proviene proprio dalle antiche cave di pietra serena di Fiesole, patrimonio del Rinascimento fiorentino, scolpita da uno degli ultimi scalpellini ancora operanti.

L’episodio in questione riguarda un fatto meno noto della lotta di Liberazione, recentemente portato all’attenzione del grande pubblico dal film tv Rai “A testa alta”: La Rocca, Marandola e Sbarretti, Carabinieri impegnati contro l’occupazione nazista, durante un conflitto a fuoco uccisero un soldato nemico. Scattò la rappresaglia e i tre, nel frattempo datisi alla macchia, decisero di consegnarsi per salvare i civili che sarebbero stati fucilati al loro posto.

“Abbiamo individuato questo episodio di concerto con l’Arma lo scorso anno, molto prima del film”, rivela Sergio Celestino, sindaco di Formello. “La nostra idea era infatti quella di chiamare a testimonianza dei valori costituzionali di Resistenza figure in cui ogni italiano possa riconoscersi. I Carabinieri, in questo senso, sono un prezioso patrimonio dell’intera Nazione, un fattore unificante al di là di ogni distinzione culturale o politica, e ci è sembrato un bel modo di celebrarne il Bicentenario”.

“Ho appreso con soddisfazione l’idea nata dal Sindaco di Formello di intitolare una piazza del suo Comune ai tre martiri di Fiesole e di realizzare un monumento con la pietra serena proveniente proprio dalle nostre antiche Cave di Montececeri” afferma Anna Ravoni, sindaco di Fiesole, che sarà presente alla cerimonia di Formello. “Il sacrificio dei Carabinieri La Rocca, Marandola e Sbarretti è sempre vivo nel cuore e nella mente dei fiesolani che provano ancora, a distanza di 70 anni, un grande sentimento di riconoscenza nei confronti di questi tre giovani”.

Durante la cerimonia interverranno il Generale Angelo Maruccia, Comandante della Legione Carabinieri Lazio, il Sindaco di Fiesole Anna Ravoni e il Sindaco di Formello Sergio Celestino.

La realizzazione del monumento è stata resa possibile dal dono di Lucrezia Corsini Miari Fulcis, proprietaria delle Cave di Monte Ceceri da cui proviene il masso nel quale è stata realizzata la scultura; dal disegno di Vinicio Prizia, che ha concepito l’opera, dall’esecuzione di Attilio Lucchini, scultore fiesolano del Laboratorio di scultura contemporanea “eVENTO” e dalla sponsorizzazione di un’impresa di Formello, che ha sostenuto i costi sia del monumento sia della riqualificazione del piazzale antistante la Caserma, che ora non si troverà più in Via Formellese Nord km 8,200 ma in “Largo Martiri di Fiesole”.

L’evento sarà preceduto dalla proiezione del film Rai “A testa alta”, che racconta i fatti fiesolani, giovedì 25 settembre alle ore 18.30 nella Sala Grande di Palazzo Chigi a Formello, con ingresso

 

“Fermiamo Cupinoro”: manifestazione di domani momento della responsabilità

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di “Fermiamo Cupinoro”.

Alla manifestazione di domani, a Torrimpietra ore 10.00, abbiamo invitato tutti. Cittadini come noi, associazioni, comitati ma anche politici e amministratori. Non ci interessa il colore politico, solo la buona volontà. Chi sente di unire la sua voce al grido FERMIAMO CUPINORO è e sarà con noi. Vedremo chi vorrà esserci e quale proposta porterà, chi sosterrà con noi l’azione legale – primo e urgentissimo passo, noteremo il vero impegno e le parole di circostanza.

La gravità della situazione porta infatti anche dei vantaggi. Ora è più facile vedere maschere e strumentalizzazioni. La serie infinita dei ‘cerchiobottisti’ scelga ora da che parte stare – con i cittadini o contro di loro – e si prenda la sua responsabilità. DEFINITIVAMENTE. Sappiamo bene che in questo frangente, con un governo centrale e regionale orientato alla svendita e alla devastazione dei beni comuni, sono necessari integrità e coraggio. Ma riteniamo che la scelta giusta, individualmente e politicamente, paghi sempre.

Agli amministratori assenti domani grideremo: DOVE SIETE NEL MOMENTO DEL PERICOLO? Cosa fate quando il sindaco del comune di Bracciano, la Regione Lazio e il Governo Renzi vi propongono un polo industriale dei rifiuti al centro della più grande area archeologica d’Europa, accanto a delle perle del turismo internazionale come Bracciano, Cerveteri, Ceri, in mezzo a territori vocati da sempre all’agricoltura? Cosa fate per fermare un progetto che porterà degrado e inquinamento in un territorio dove la mortalità per tumore è già superiore del 35% alla media regionale, un progetto che mette a rischio la salute dei vostri concittadini e l’economia dei vostri comuni? Cosa fate di fronte all’arroganza di chi ha deciso di passare sopra ai vincoli presenti a Cupinoro, negandone addirittura l’esistenza?

Domani è solo l’inizio. Sensibilizzeremo e informeremo i cittadini in ogni modo, busseremo a tutte le porte, organizzeremo iniziative, convegni, assemblee. La protesta continuerà e crescerà con nuovi eventi e con la manifestazione di Sabato 11 ottobre a Cerveteri.

Per fermare Cupinoro, non ci fermeremo. Parola di cittadini.

 

Aggiornamento Ladispoli: danni nelle campagne, interviene il Comune – Foto

L’Amministrazione comunale informa che, a seguito dai danni causati nella giornata di giovedì 25 settembre dall’ondata di maltempo sono state già attivate tutte le procedure per effettuare un calcolo dei danni effettivamente causati alle coltivazioni nelle campagna di Ladispoli.

“In queste ore – ha affermato il delegato all’agricoltura, Angelo Leccesi – la Polizia locale e i tecnici comunali, su espressa richiesta del sindaco Paliotta, stanno effettuando una ricognizione in tutte le aree coltivate per verificare l’ipotesi di chiedere alle autorità competenti lo stato di calamità naturale. Solo nei prossimi giorni avremo una fotografia esatta della situazione per poter assumere i provvedimenti necessari. L’amministrazione comunale non lascerà soli gli agricoltori di Ladispoli”.

Le foto sono gentilmente concesse da Luigi Cicillini

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Arrestati ladri di rame sulla ferrovia Roma-Viterbo

Nell’ambito dell’attività diretta a contrastare il fenomeno dei furti di rame sulla linea ferroviaria da parte del Compartimento Polfer Lazio, la scorsa notte gli agenti del compartimento Polfer Lazio, hanno arrestato tre cittadini: S.F.M. di anni 36, G.G. di anni 23 e G.G. di anni 34, responsabili di furto pluriaggravato di cavi di rame ed attentato alla sicurezza dei trasporti sulla linea Roma-Viterbo all’interno della galleria tra le stazioni di Roma Trastevere e Roma Quattro Venti.

L’indagine ha avuto inizio circa 10 giorni fa quando il personale di “Rete Ferroviaria Italiana” ha segnalato una serie di furti di rame nel suddetto tratto ferroviario che, peraltro, stavano mettendo a rischio la regolare circolazione ferroviaria e l’incolumità dei viaggiatori. Detti cavi infatti, sono utilizzati per alimentare delle particolari pompe idrovore che in caso di malfunzionamento avrebbero potuto provocare l’allagamento della galleria in caso di pioggia.

In considerazione di tali furti, facilitati anche dal luogo in cui si realizzavano, i ladri una volta all’interno della galleria, agivano praticamente indisturbati.
Gli investigatori della Squadra di Polizia Giudiziaria, diretta da Marco Napoli, hanno dato inizio così ad una mirata attività di indagine avvalendosi anche dell’impianto di videosorveglianza della stazione di Roma Quattro Venti le cui telecamere nelle prime ore della mattinata venivano puntualmente spostate e girate verso il muro.

Con l’utilizzo di una ulteriore telecamera, ieri mattina si è avuta la conferma sia di quanto segnalato che del modus operandi utilizzato dai malfattori; difatti gli agenti hanno notato tre persone, due uomini ed una donna, che stavano percorrendo il binario 2 della suddetta stazione ferroviaria. Uno di loro, precedendo gli altri due, aveva cura di spostare la visuale delle telecamere puntandole verso il muro, dopodiché accedevano in galleria.

I poliziotti opportunamente posizionati, dopo aver udito inequivocabilmente il rumore dei coperchi di cemento sollevati ed il contestuale spegnimento delle lampade di illuminazione sono intervenuti bloccando i tre giovani e recuperando due trolley già pieni di 130 kg di cavi di rame sguainato. Inoltre, nei pozzetti ubicati nelle vicinanze, venivano rinvenuti ulteriori 800 kg di cavi di rame già privi di guaina e pronti per essere caricati in ulteriori due trolley vuoti.
Il rame recuperato è stato riconsegnato al personale ferroviario.

Vejano: evade da arresti domiciliari

I Carabinieri della Stazione di Vejano insieme ai colleghi di Oriolo Romano ieri sera hanno arrestato un uomo cinquantenne originario di Roma ma residente a Vejano per evasione dagli arresti domiciliari, resistenza e oltraggio a pubblico Ufficiale.

I Carabinieri, dopo aver controllato l’uomo nella propria abitazione e non avendolo trovato, lo hanno rintracciato a passeggio per le vie del paese. Alle richiesta di delucidazioni l’uomo inizialmente ha inveito verbalmente contro i militari poi avendo capito che stavano per arrestarlo nuovamente ha tentato di resistere, venendo comunque sopraffatto.

Dopo le formalità di rito è stato messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Viterbo che lo giudicherà ora anche per il reato di evasione, resistenza e oltraggio a pubblico Ufficiale.

Aggiornamento meteo: allagamenti a Ladispoli

“La pioggia fortissima che questa mattina intorno alle 11 si abbattuta su Ladispoli fortunatamente non ha creato danni alle persone ed alle strutture. Ci sono stati alcuni allagamenti soprattutto nella zona centrale della città e al Cerreto dove i volontari della Protezione civile comunale sono prontamente intervenuti, insieme alla Polizia locale che ha regolato il traffico nelle strade”.

Con queste parole il sindaco Crescenzo Paliotta ha illustrato gli interventi che l’amministrazione ha messo in atto pochi minuti dopo il nubifragio che ha creato i maggiori disagi nel centro ed in alcune strade decentrate.

“Alcune aule della scuola via La Spezia – ha proseguito Paliotta – si sono allagate e i Vigili del Fuoco che sono prontamente intervenuto hanno dichiarato che la struttura non ha subito danni ed è agibile per cui domani ci sarà regolarmente lezione. Nelle prossime ore avremo un quadro più esauriente dei danni soprattutto per quanto riguarda le colture nella zona dei Monteroni”.

Cerimonia di avvicendamento del Comandante dell’Aeroporto di Vigna di Valle – Foto

Nella splendida cornice del Museo dell’Aeronautica di Vigna di Valle, il 23 settembre scorso, si è svolta l’importante cerimonia di avvicendamento del Comandante dell’Aeroporto di Vigna di Valle Centro Storiografico e Sportivo.

Alle 11:30, dopo i rituali preparativi e una interessante presentazione del Centro e dei due Comandanti, quello uscente e quello subentrante, ha inizio la cerimonia vera e propria.
Tra i presenti ricordiamo i Sindaci di Bracciano, di Anguillara Sabazia, di Manziana e di Trevignano Romano, le autorità militari, civili e religiose e le famiglie dei due Comandanti.

Il Colonnello Pilota Alessandro Gresta riceve gli onori ed i saluti da parte degli Ufficiali, del Picchetto d’Onore, dei Sottufficiali, dei militari, degli Atleti e dei Gonfaloni delle città di Bracciano, Anguillara Sabazia, Manziana e Trevignano Romano.

Il Comandante uscente Alessandro Gresta prende la parola per il suo discorso di commiato. Non può non ricordare i quattro aviatori recentemente morti nel cielo delle Marche. Prosegue ringraziando il Generale Licausi e tutti i presenti. Conclude dicendo: “Il Centro di Vigna di Valle appartiene ai Comuni limitrofi e a tutta l’Italia, per il lavoro che vi si svolge e per il suo valore storico. Chi vi lavora lo fa sempre con professionalità ed umanità. E che questo porta a risultati di eccellenza, come nel caso dei nostri atleti, che possono annoverare 14 medaglie d’oro alle recenti Olimpiadi di Londra.” Dopo aver ricordato che i lavori di riqualificazione del Centro proseguono per migliorarsi sempre, ringrazia le famiglie per il loro supporto morale e ringrazia i colleghi perché: “è stato un onore essere uno di voi”.

Porgendo i suoi auguri al Comandante subentrante Vittorio Cencini dà l’avvio alla Cerimonia di Avvicendamento vera e propria.
Il comando dell’Aeroporto di Vigna di Valle Centro Storiografico e Sportivo passa ufficialmente nelle mani del Colonnello Pilota Vittorio Cencini.

Nel suo discorso d’insediamento, il Comandante Cencini ringrazia i presenti e dichiara “di essere orgoglioso di ricevere questo importante incarico”, auspicando che la collaborazione con le Istituzioni del territorio prosegua con lo stesso profitto.
Prende la parola il Generale Licausi, che ringrazia tutti i presenti intervenuti alla cerimonia e spende parole importanti nel riconoscimento dei successi ottenuti nel corso degli anni dal Centro di Vigna di Valle.

Monia Guredda

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 Foto di Monica Costanzo

Da ottobre assistenza allo studio a Bracciano e Anguillara con Sophosfera

Tornano le attività di supporto pomeridiano per gli studenti delle scuole medie e superiori nei due paesi lacustri. L’iniziativa è patrocinata dall’Assessorato alle Politiche Culturali di Bracciano e dal Comune di Anguillara Sabazia.

Da ottobre ripartono le attività autunnali di assistenza allo studio promosse dall’associazione culturale Sophosfera. Dopo la positiva esperienza estiva, gli incontri continueranno a svolgersi sia a Bracciano sia ad Anguillara Sabazia.

L’iniziativa – che gode del patrocinio del Comune di Anguillara Sabazia e dell’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Bracciano – è giunta al suo quarto anno di attività e si rivolge a studenti delle scuole medie inferiori e superiori, prevedendo assistenza per lo svolgimento dei compiti, la preparazione di interrogazioni o il recupero di eventuali difficoltà, in un clima informale e all’insegna della socialità.

I tutor del nostro staff (docenti ed esperti nelle materie letterarie, scientifiche, giuridico-economiche e linguistiche) aiuteranno i ragazzi a prepararsi in italiano, latino, greco, filosofia, storia, storia dell’arte, matematica, fisica, chimica, biologia, inglese, francese, tedesco e spagnolo. A richiesta, assistenza anche in diritto e in economia.

Le attività si terranno a Bracciano in via delle Palme 5 (sala attigua al ‘Play Bar’) e presso la Scuola media I.C. San Francesco (via San Francesco 271) di Anguillara. Gli incontri si svolgeranno il martedì e il giovedì a Bracciano e il lunedì e il venerdì ad Anguillara. Gli iscritti potranno scegliere liberamente se frequentare una sola o entrambe le sedi.

Per informazioni sulle attività, prenotazioni e iscrizioni è possibile visitare il blog sophosfera.blogspot.it, chiamare il numero 333.7858136 o inviare un’email a sophosfera@gmail.com. Sophosfera è anche su Facebook (Sophosfera Bracciano) e su Twitter (@sophosfera).

 

Web Identity: indagine online sul furto d’identità

Da qualche giorno è partita “WEB IDENTITY”, l’indagine conoscitiva online tra la popolazione del Lazio sul furto d’identità e le frodi creditizie promossa dalla Fondazione Mentore Labor Omnia Vincit, nell’ambito del programma di attività 2014 della Regione Lazio in favore dei consumatori e degli utenti, per compiere uno studio approfondito ed un’analisi qualitativa del fenomeno delle frodi creditizie tramite furto d’identità sul web di cui è rimasta vittima la popolazione della regione, nella fascia d’età under 30 – over 60.

L’uso quotidiano di internet e l’ampia condivisione sui social network di informazioni personali o riservate, soprattutto se avvengono senza adeguati programmi di protezione per la sicurezza informatica, espongono gli utenti al rischio di rimanere vittime del furto d’identità, ossia dell’uso illecito da parte di terzi dei propri dati personali e finanziari (nome e cognome, codice fiscale, numero della carta di credito, password, nome account di posta elettronica, ecc.) per compiere, attraverso l’identità falsa o rubata, una frode creditizia (ottenere, ad esempio, un credito personale da una finanziaria per acquistare un bene di consumo con rate mensili che, ovviamente, verranno “presentate” per il pagamento all’ignaro consumatore).

Ma quanto è esteso il furto d’identità nella regione Lazio? Quali sono i consumatori più colpiti dalle frodi creditizie? Come vengono rubati i dati personali sul web? Che tipo di privacy adottano i giovani quando sono in chat room o sui social network? Quanti sono gli utenti che rispondono incautamente ad una falsa email? A quanto ammonta il danno economico subito da un consumatore frodato della sua identità? Su questo tema i consumatori ritengono di essere abbastanza informati e tutelati da banche, finanziarie, assicurazioni, autorità e istituzioni pubbliche?

Obiettivo dell’indagine WEB IDENTITY è quello di effettuare, con la partecipazione dei consumatori, una mappatura del fenomeno del furto d’identità in tutto il territorio del Lazio, per poi sviluppare – sulla base delle risposte e delle esigenze emerse – delle linee guida in ambito regionale per programmi di informazione sulla sicurezza dei dati personali, sistemi di prevenzione e azioni di tutela per ridurre al minimo il rischio di “false” o “doppie” identità utilizzate per compiere frodi creditizie che danneggiano i cittadini, ma anche il tessuto economico e sociale.

Per tutte le informazioni http://www.fondazionementore.it/