Domenica 25, alle ore 18, è stato presentato nell’atrio all’aperto della libreria Mondadori di Cerveteri, il libro di poesie di Simone Oliva.
Le numerose persone presenti erano il preludio di un tempo condensato e sospeso dove a farla da padrona è stata l’emotività.
Un ragazzo riservato, Simone Oliva, dal sorriso pulito e sincero, le parole dal tono cadenzato, sono state calibrate, essenziali, come probabilmente è lui, semplici e dirette.
Sebbene il suo basso profilo e la sua inclinazione alla riservatezza, ha parlato di sé, della sua formazione, del proprio vezzo di scrivere versi, fondamentalmente per sé stesso, che quasi casualmente invece hanno trovato la via della pubblicazione con Ensemble editore.
Dice di sé che ha spesso trovato ispirazione nella sofferenza e nei momenti difficili e che scrivere esplorando diversi stili narrativi, lo ha anche divertito e arricchito.
“Trovo che la scrittura sia terapeutica, un mezzo potentissimo di crescita personale e di comunicazione profonda con il mondo”, ha detto Simone. Eclettico, curioso, umile quanto basta per affermare serenamente: “sono quello che sono, non quello che faccio”, facendo cenno alle sue tante esperienze lavorative.
Scrive le sue poesie in terzine, la metrica di cui si era innamorato ai tempi del liceo; si definisce innamorato di mitologia, metafisica, psicologia e, nonostante la sua formazione scientifica, sostiene di preferire la fantascienza alla scienza, che trova più coerente e meno arrogante.
A moderare la presentazione, e rivolgere alcune domande a Simone, è il fratello Andrea, titolare della libreria Mondadori che ospita la presentazione. I suoi componimenti in rima, che scandagliano le pieghe più intime della sua anima tormentata, hanno trovato spazio al rientro da uno dei suoi cammini spirituali, il cammino degli dei, un itinerario da Bologna a Firenze, sull’appennino tosco emiliano.
Camminare equivale, per Simone, a fare u viaggio dentro se stesso, a lenire i propri spasmi emotivi, trovare vie possibili di pace interiore. L‘amore è tra i principali ispiratori delle poesie di Simone, definendosi, però, un tramite tra ciò che sente e ciò che scrive.
“La vita mi ha preso a schiaffi e io ho reagito attingendo alle grida della mia anima e tirandoci fuori il meglio che vi ho trovato”, ha detto timidamente. “Quando parlo d’amore, non mi piace usare il verbo avere”, sostiene Simone. Per lui le poesie sono emozioni rivisitate in tranquillità.
Dedica la sua prima collezione di poesia a una donna, Carolina, “il mio raggio di sole che cercando di illuminare, ha rischiato di bruciarmi ma alla luce del suo fuoco, ho visto la strada”.
Si definisce uno sportivo Simone Oliva e come tale detesta perdere ma sa che dalle vittorie non si impara tanto quanto si può apprendere dalle sconfitte.
La lettura di alcune delle poesie del libro, distillate in un silenzio carico di energia, ha emozionato i numerosi presenti; nonostante Simone si vesta di discrezione, non riesce a nascondere il condensato di sensibilità che trabocca nei suoi scritti.
Soddisfatto il titolare della Mondadori, Andrea Oliva, che in prefazione illustra il cambio di passo della sua nuova gestione della libreria che ha preso quando era un negozio di libri e sta trasformando in libreria.
Molteplici i progetti e le attività culturali messe in moto dalla Mondadori di Cerveteri, tra cui diverse collaborazioni con istituti scolastici locali con i quali ha avviato anche progetti PCTO.
Anticipate anche diverse collaborazioni con l’estate cerite di Cerenova e Cerveteri, per sottolineare che la cultura può essere un buon aperitivo per le sere estive.
Nella dedica apposta sul libro che ho acquistato, Simone ringrazia l’agone e l’apprezzamento alla sensibilità espressa con il garbo pacato dell’apprezzamento.
Gianluca Di Pietrantonio


La suggestiva location del giardino della Limonaia, a Manziana, ha ospitato, nella mattina del 25, la presentazione del libro “Le parole giuste”, un glossario ecologista che tratta le tematiche ambientali attraverso un linguaggio semplice e accessibile a tutti. Dopo una breve ma efficace introduzione di Enrico Pilotti, referente dell’associazione “Banca del Tempo Trova il Tempo”, che ha sottolineato la presenza costante dell’associazione nel territorio, la parola è passata al giornalista e attivista di A Sud, Alessandro Coltrè che ha dialogato con la moderatrice Alessandra De Santis e con i presenti. “Ci tengo a ringraziare tutti gli intervenuti e la Banca del Tempo per l’organizzazione di questo momento, essendo consapevole della difficoltà di trovare spazio in un momento come questo per gli argomenti ambientali”, ha esordito così il giornalista, che, prima di qualsiasi altra cosa, ha tenuto a specificare il significato del titolo del libro. “Le parole giuste” è nato dall’idea e dalla necessità di dare uno strumento di lettura delle tematiche ambientali posizionando le parole proprio nel posto giusto”, ha continuato Coltrè, “soprattutto in un momento in cui sembra che l’esigenza principale sia invece quella di raccontare le cose che accadono senza darne un’interpretazione”. Il libro, lavoro corale scritto da oltre quaranta persone tutte addette ai lavori e specializzate in questo campo, contiene un vero e proprio vocabolario che dà definizioni a parole complesse, spesso anche abusate, di cui si disconosce il reale significato e di cui si rischia, spesso, di trascurarne l’importanza. “Una parte del libro è dedicata all’economia circolare, che abbiamo cercato di rendere comprensibile nel modo più immediato possibile, e al tema quanto mai attuale del negazionismo. Molte persone infatti non credono al cambiamento climatico, o meglio, alla velocità con cui questo si sta manifestando. È vero che il clima è sempre cambiato, però i dati che emergono in questo momento non lasciano grande margine di interpretazione. Bisogna utilizzare un riguardo diverso, bisogna avvicinare le persone a tematiche come queste, coinvolgere i giovani, creare delle progettualità. Perché cambiare le cose è ancora possibile e appare decisamente necessario”. Ha concluso così Alessandro Coltrè e le sue affermazioni non sono passate inosservate ai presenti, che infatti sono intervenuti creando un vero e proprio dibattito, uno scambio proficuo di idee e visioni. Presente anche il GAM (gruppo ambientale Manziana), nella persona del vicepresidente Silvia Canofeni, che ha evidenziato come la Banca del Tempo e lo stesso GAM si occupano con attenzione e cura del territorio, del decoro della cittadina di Manziana, nonostante le poche forze a disposizione. “Cerchiamo di occuparci di ambiente”, ha affermato la vicepresidente, “anche dal punto di vista artistico e culturale. Le iniziative che portiamo avanti, spesso di carattere divulgativo, presuppongono un colloquio costante con l’amministrazione comunale e con l’Università Agraria”.




