L’Amministrazione Comunale di Anguillara Sabazia e la Biblioteca Comunale “Angela Zucconi” sono liete di invitarvi venerdì 6 giugno ore 17:30
alla lettura scenica del monologo “Novecento” di Alessandro Baricco, interpretato da Stefania Di Michele, con l’accompagnamento musicale dal vivo di Marco Vitali.
Dopo aver emozionato il pubblico con le letture dedicate a Liliana Segre e Frida Kahlo, Stefania e Marco tornano con una narrazione intensa e poetica: la storia di Novecento, il leggendario pianista nato e vissuto su una nave, simbolo di libertà, musica e scelta.
Tutti i dettagli sono disponibili nella locandina in allegato.
Vi aspettiamo per condividere insieme un momento di cultura e profonda emozione
Lucattini: “Negli ultimi anni, la letteratura scientifica ha ampiamente riconosciuto l’importanza clinica della cognizione sociale, anche nella demenza senile e nella malattia di Alzheimer. In questi casi, offrire sostegno psicologico ai familiari non è soltanto un atto terapeutico rivolto a chi si prende cura, ma si configura come un atto clinico e umano di grande portata etica, capace di incidere sul destino del malato e della sua famiglia”.
L’Alzheimer e le varie forme di demenza sono una delle cause principali di disabilità e dipendenza tra gli anziani in ogni angolo del mondo. Le conseguenti ripercussioni sono profonde, non solo per chi ne è affetto, ma anche per i caregiver e i familiari che si fanno carico della maggior parte dell’assistenza e del supporto che in molti casi, può essere schiacciante, dovendo fronteggiare stress emotivo, fisico e finanziario.
Il deterioramento emotivo e cognitivo progressivo, tipico delle varie forme di demenza e del morbo di Alzheimer, comporta, pertanto, una serie di cambiamenti che influenzano profondamente la sfera psicologica ed emotiva di chi ne è affetto e dei familiari. Di questo e molto altro, ne parliamo con Adelia Lucattini, Psichiatra e Psicoanalista Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana
Dott.ssa Lucattini, sono sempre più in aumento i casi di demenza senile e di Alzheimer, cosa può dirci al riguardo?
Secondo i dati del 2025 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la malattia di Alzheimer costituisce la forma più comune, rappresentando circa il 60–70% dei casi. Già dal 2021, nel mondo, oltre 57 milioni di persone vivevano con demenza, con un incremento di circa 10 milioni di nuovi casi ogni anno.
Proiezioni epidemiologiche indicano che, se non vi fossero interventi di prevenzione e cura efficaci, il numero di persone affette da demenza si potrebbe triplicare nel 2050, in quel caso raggiungendo circa 152 milioni.
In Italia, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) stima che nel 2025 in Italia circa 1,5 milioni di persone vivranno con demenza, con un impatto significativo sulle famiglie e sul sistema sanitario nazionale. Questa crescente incidenza ha implicazioni profonde per la salute pubblica e la società nel suo complesso. La demenza non solo compromette le funzioni cognitive, ma rappresenta anche una delle principali cause di disabilità e dipendenza tra gli anziani.
L’aumento dei casi di demenza e di malattia di Alzheimer è, quindi, una realtà, con ricadute importanti sulla salute personale, familiare e collettiva. Per questo l’OMS indica che è essenziale adottare strategie di prevenzione, diagnosi precoce e supporto psicologico psiconalitico alle persone che ne sono affette e agli stessi familiari o caregiver che se ne prendono cura.
La presenza di sintomi psichiatrici, come depressione e apatia, secondo Lei può aumentare significativamente il rischio di progressione verso il deterioramento intellettivo, di memoria, indipendentemente dai biomarcatori dell’Alzheimer?
Numerose evidenze empiriche convergono nel delineare la depressione senile come un significativo fattore di rischio per il declino cognitivo, intellettivo, della memoria e della presenza a se stessi anche emotivamente. In particolare, una ricerca pubblicata su The Lancet Psychiatry ha evidenziato che la presenza di sintomi depressivi in età avanzata si associa a un rischio pressoché raddoppiato di sviluppare una sindrome demenziale nel corso del tempo. Parimenti, l’apatia, frequentemente sottovalutata o erroneamente assimilata alla depressione, si può configurare come un indicatore clinico autonomo e rilevante. Studi recenti, tra cui un contributo apparso su Neurology, hanno dimostrato che la sua presenza si correla con un’accelerazione del deterioramento cognitivo, anche in assenza di alterazioni strutturali cerebrali o di biomarcatori positivi per la malattia di Alzheimer.
Tali studi suggeriscono che i sintomi psichiatrici, lungi dall’essere mere manifestazioni secondarie della patologia neurodegenerativa, possano rappresentare segnali prodromici e, in alcuni casi, fattori patogenetici, causali, che agiscono attivamente nel processo di declino psichico, sono pertanto meritevoli di un’attenta valutazione clinica e di un tempestivo intervento terapeutico.
In questi casi, ritiene sia importante intercettare e monitorare i sintomi psicologici e le oscillazioni del tono dell’umore soprattutto in senso depressivo, anche nelle fasi precliniche della malattia?
Dal punto di vista psicoanalitico, i quadri clinici osservabili nelle demenze, in particolare nelle loro manifestazioni affettive e motivazionali, possono essere letti come espressioni di un progressivo impoverimento del mondo interno, segnato da un ritiro dell’investimento oggettuale (allontanamento affettivo dai propri cari) e da una compromissione della capacità rappresentare e quindi pensare la realtà, sia interna che esterna.
In tale prospettiva, l’apatia che è frequentemente riscontrata nei disturbi neuro-psico-cognitivi va intesa non solo come sintomo comportamentale, ma come una difesa estrema contro l’angoscia depressiva, che nell’età senile si intensifica per via del confronto con la perdita, il declino, la e la paura della morte. Laddove viene meno la possibilità di dare senso all’esperienza, anche la memoria e il pensiero divengono più fragili, come se la mente stessa “si ritirasse” dal campo dell’esistere. Sono, dunque, espressioni psichiche complesse che meritano di essere ascoltate con lo sguardo profondo dell’analisi, capace di coglierne la dimensione emotiva, simbolica e relazionale.
Le misure di cognizione sociale possano aiutare nella diagnosi e nel monitoraggio della demenza?
La “cognizione sociale” rappresenta una dimensione cruciale del funzionamento psichico, questo concetto comprende quell’insieme articolato di processi mentali che consente all’individuo di capire, interpretare e rispondere in maniera adeguata ai comportamenti, alle emozioni e alle intenzioni altrui. È un insieme di funzioni mentali che rende possibile la vita relazionale, l’empatia, la reciprocità e il senso di appartenenza.
Negli ultimi anni, la letteratura scientifica ha ampiamente riconosciuto l’importanza clinica della cognizione sociale, anche nella demenza senile e nella malattia di Alzheimer. Uno studio pubblicato su Neuropsychology Review ha evidenziato che i deficit di cognizione sociale si manifestino precocemente, in particolare nella demenza frontotemporale, ma siano presenti anche nelle fasi iniziali della malattia di Alzheimer. Le compromissioni della teoria della mente, ovvero la capacità di riconoscere e rappresentarsi gli stati mentali propri e altrui, sono tra i primi segnali a manifestarsi. Un lavoro apparso sul Journal of Alzheimer’s Disease ha ulteriormente dimostrato che specifici compiti clinici legati all’empatia affettiva e alla teoria della mente possono distinguere soggetti con decadimento cognitivo lieve non solo dalle persone in buona salute, ma anche dai pazienti affetti da morbo di Alzheimer in stadio iniziale.
Non di rado, i piccoli cambiamenti psicologici vengono notati dai familiari, molto prima che siano rilevabili attraverso i test psicodiagnostici. Sono piccoli segnali, sottili disallineamenti relazionali, variazioni nella qualità dello sguardo, nella sintonizzazione emotiva, nell’umore affettivo. Questi indizi meritano un’attenzione clinico e una sensibilità verso il mondo interno del paziente, poiché il venire meno delle capacità relazionali è già, di per sé, una forma di perdita di capacità psichiche.
Al fine di stimolare una maggiore risposta alla reattività emotiva nei pazienti con malattia di Alzheimer, crede sia importante anche per le famiglie dei pazienti con malattia di Alzheimer e con demenza senile, ricevere un supporto psicologico?
La letteratura scientifica contemporanea evidenzia con crescente chiarezza come il contesto affettivo e relazionale in cui è immerso il paziente affetto da demenza possa incidere profondamente sulle sue risposte emotive, cognitive e comportamentali. Il modo in cui la famiglia si relaziona al malato, la qualità della presenza emotiva e la disponibilità psichica del caregiver costituiscono elementi determinanti nella modulazione della sua esperienza soggettiva.
Uno studio pubblicato su The Gerontologist ha messo in luce che i caregiver sostenuti attraverso un adeguato intervento psicologico sviluppano una più raffinata capacità empatica, riducono il rischio di esaurimento emotivo e riescono a mantenere una comunicazione affettivamente sintonica con il proprio caro. Ciò si traduce in una maggiore reattività emotiva da parte del paziente, il quale, anche in presenza di deterioramento cognitivo, conserva una sensibilità profonda alla qualità del legame.
In modo convergente, una ricerca pubblicata sull’American Journal of Psychiatry ha dimostrato che interventi psicoterapeutici rivolti ai familiari non solo alleviano i sintomi depressivi nei caregiver, ma ritardano sensibilmente la necessità di ricorrere all’istituzionalizzazione del paziente, suggerendo che il sostegno offerto ai congiunti abbia ricadute clinicamente significative sul decorso stesso della malattia.
Dal punto di vista psicoanalitico, la famiglia rappresenta il contenitore psichico ed emotivo primario, uno spazio interno ed esterno nel quale il soggetto continua a cercare riconoscimento, rispecchiamento e senso. Quando il legame affettivo è nutrito da una mente capace di pensare, sostenere e contenere, è possibile arginare, almeno in parte, il collasso rappresentazionale che accompagna il declino tipico delle demenze.
In questa prospettiva, offrire sostegno psicologico ai familiari non è soltanto un atto terapeutico rivolto a chi si prende cura, ma si configura come un atto clinico e umano di grande portata etica, capace di incidere sul destino del malato e della sua famiglia.
Spesso manca consapevolezza e comprensione della demenza, con conseguente ritardo nella diagnosi e nell’accesso alle cure, a Suo avviso, la psicoanalisi potrebbe essere efficace per il trattamento e la cura delle demenze?
La psicoanalisi e la psicoterapia psicodinamica nella loro specificità conferiscono senso e significato all’esperienza di malattia e si configurano come approcci efficaci e complementari nel trattamento delle demenze.
Ricerche scientifiche pubblicate sull’International Psychogeriatrics e su Cochrane Database of Systematic Reviews evidenziano come le difficoltà nel riconoscere e accettare la diagnosi possano condurre a isolamento, ansia e perdita del senso di sé, complicando il decorso della malattia. L’approccio psicoanalitico offre strumenti preziosi per sostenere sia il paziente e i suoi familiari. Numerosi studi indicano che interventi psicoterapeutici psicodinamici adattati alle capacità residue del paziente, possono migliorarne il benessere soggettivo e la qualità di vita, contribuendo a ridurre i sintomi quali ansia, depressione e apatia
Uno studio pubblicato sul Journal of Psychoanalytic Practice ha evidenziato come la psicoterapia a orientamento psicoanalitico, mirata a mantenere il legame con se stessi e la continuità narrativa interiore del paziente, possa attenuare l’angoscia esistenziale e favorire l’elaborazione della malattia, anche nelle fasi moderate della demenza.
Dal punto di vista teorico, un lavoro sull’American Journal of Psychiatry afferma che la psicoanalisi consente di indagare il vissuto interno del paziente, le dinamiche inconsce legate alla perdita, alla frustrazione e al lutto anticipatorio, aspetti che troppo spesso rimangono non riconosciuti negli approcci medici tradizionali.
Inoltre, secondo sul Journal of the American Geriatrics Society, la psicoterapia psicoanalitica estesa ai caregiver si è dimostrata efficace nel ridurre il carico emotivo, prevenire il burnout e migliorare la qualità dei rapporti, elementi fondamentali perché possa esservi un supporto duraturo nel tempo.
Quali consigli si sente di dare ai familiari e ai caregiver dei pazienti con morbo di Alzheimer e con demenza senile?
-E’ fondamentale la diagnosi precoce, sia per i trattamenti neurologici e riabilitativi, che per iniziare una psicoterapia psicoanalitica, che insieme migliorano la qualità della vita dei pazienti e rallentano la progressione della malattia;
-Coltivare la pazienza e la comprensione. La malattia comporta cambiamenti profondi nella comunicazione e nel comportamento dei propri congiunti. Per sostenere il loro benessere emotivo è importantissimo accogliere queste trasformazioni con sensibilità e mantenendo la calma;
-Mantenere le relazioni affettuose e parlare senza stancarsi con i propri familiari affetti da demenza. Legami affettivi stabili e rassicuranti, li aiutano danno un senso di sicurezza, contrastando così l’isolamento (ritiro) che ne aggrava il decorso.
-Prestare sempre attenzione all’ambiente familiare e alla routine delle abitudini quotidiane. Un ambiente ordinato e prevedibile, la scansione regolare delle abitudini giornaliere, riducono l’ansia e favoriscono l’autonomia residua, li incoraggia a “provarci” ancora;
-Non dimenticarsi mai di prendersi cura di se stessi. L’impegno dei caregiver, l’occuparsi del proprio familiare continuativamente, può essere faticoso e stressante. Per questo è di fondamentale importanza occuparsi seriamente del proprio benessere fisico e mentale, chiedendo aiuto e un supporto specialistico e psicoanalitico quando necessario.
Ritrovo del corteo fissato per le ore 10:15 in Piazza Risorgimento. Il Sindaco: “Celebriamo il giorno in cui da Monarchia diventammo una Repubblica libera e democratica”
“Festa della Repubblica Italiana, Festa di tutta la città. Lunedì 2 Giugno, come di consueto, si terrà una cerimonia istituzionale al Monumento ai Caduti di Piazza Aldo Moro, il luogo dove siamo soliti celebrare le ricorrenze e le grandi feste nazionali, lì dove sono indicati i nomi e cognomi dei concittadini di Cerveteri che hanno sacrificato la propria vita per un’Italia libera e democratica. Alla presenza delle Forze dell’Ordine, le Associazioni d’Arma, le Associazioni Civili e le realtà di Volontariato deporremo una corona di alloro, per omaggiare la loro memoria e per celebrare il 2 giugno di quel 1946 in cui gli italiani, scelsero di modificare il proprio ordinamento, passando dalla Monarchia alla Repubblica”. A dichiararlo è Elena Gubetti, Sindaco di Cerveteri.
L’appuntamento è per le ore 10:15 in Piazza Risorgimento, sotto il Municipio per la formazione del Corteo delle Autorità. Alle ore 10:30 ci si sposterà al Monumento ai Caduti dove si procederà all’alzabandiera, all’esecuzione dell’Inno Nazionale, la deposizione della Corona al Monumento e gli interventi delle Istituzioni.
“Ci teniamo che sia un momento che coinvolga in maniera attiva la cittadinanza – conclude il Sindaco di Cerveteri – tutti sono invitati a partecipare e qualora volessero, a portare con se una bandiera italiana. Sarà bello vedere intorno al Monumento ai Caduti, tantissimi tricolori sventolare fieri per celebrare la Democrazia e la Costituzione Italiana”.
Scomparsa la sera del 26 maggio, durante la quale i genitori hanno fatto vari tentativi per contattare Martina al telefono e anche lanciando un appello sui social per sapere se qualcuno l’avesse vista. L’ultimo contatto c’era stato intorno alle 20.30 di quel giorno, quando la ragazza aveva detto alla madre che sarebbe tornata presto. Poi il silenzio, fino a ieri quando la 14enne grazie ai carabinieri della Compagnia di Casoria e del nucleo investigativo di Castello di Cisterna hanno scoperto il cadavere della minorenne, nascosto in un edificio diroccato adiacente all’ex stadio “Moccia”, ad Afragola, in provincia di Napoli
Importanti sono state le informazioni ottenute sia tramite la videosorveglianza grazie alla quale sono state ricostruite le ultime ore di vita di Martina e le informazioni avute dalla sua amica. Martina ha incontrato il suo ex 19enne, che non si arrendeva all’idea di essere lasciato, in una yogurteria. Ma la situazione è poi presto mutata. Si sono diretti infatti, con l’intento di avere un’ultima conversazione in un casolare, dove i due si appartavano, ed è proprio lì che è stato rinvenuto il corpo.
I militari hanno messo alle strette l’ex Alessio Tucci, muratore saltuario, che alla fine è crollato e ha dichiarato piangendo che l’aveva uccisa perché era stato lasciato.
Il corpo lasciato sotto un armadio e detriti è stato ritrovato in questo edificio abbandonato e fatiscente, nei pressi dell’ex stadio Moccia. Sul corpo di Martina nessun segno di violenza sessuale, ma ferite sul volto e alla testa, causate da almeno quattro colpi inferti con un corpo contundente, molto probabilmente una pietra.
Dall’ispezione del medico locale è emerso che l’adolescente, dopo essere stata colpita selvaggiamente e ripetutamente, è morta al termine di un’agonia, a causa di una consistente perdita di sangue.
Ieri ad Afragola un corteo con una fiaccolata organizzata dal Comune per ricordare Martina, alla quale hanno preso parte 2mila persone. Presenti non solo il sindaco di Afragola con lo stendardo del Comune, don Maurizio Patriciello, il parroco del parco Verde di Caivano e i genitori della ragazza, ma anche il vicesindaco della Città Metropolitana di Napoli, Giuseppe Cirillo, la consigliera delegata alla scuola Marianna Salierno e le associazioni delle parrocchie e delle scuole. Tra cui anche l’istituto superiore “A. Torrente” di Casoria, che Martina frequentava.
Una serata da ricordare quella del 24 maggio sul lungolago di Anguillara Sabazia, dove il tramonto ha fatto da scenografia naturale alla seconda edizione di Fashion at the Lake, l’evento ideato da Sabrina Roncarà e organizzato da Sabry Crea Kids and Family in collaborazione con la Pro Loco e il Comune di Anguillara Sabazia.
Moreno Delle Fratte rappresentante della Pro Loco, vicesindaca Paola Fiorucci, sindaco Angelo Pizzigallo, presentatrice Luisa Taddei
A introdurre la serata è stata Luisa Taddei, che ha accolto sul palco alcune figure istituzionali del territorio: il sindacoAngelo Pizzigallo, la vicesindaca Paola Fiorucci e Moreno Delle Fratte, rappresentante della Pro Loco. Il Sindaco ha espresso parole di apprezzamento per l’iniziativa, sottolineando l’importanza di eventi come questo per valorizzare il territorio e promuovere la partecipazione collettiva.
A seguire, sempre guidata da Luisa Taddei, la presentazione ha dato spazio a momenti significativi e coinvolgenti. Tra questi, l’intervento del Centro Diagnostico Sabatino, promotore della cultura della prevenzione; la partecipazione della giovane attrice e autrice Giulia Carrara, che ha emozionato il pubblico con alcuni brani tratti dal suo progetto Tentativo, forse; l’energia e la spontaneità della compagnia teatrale “Fake Girls”, che ha portato sul palco un momento teatrale vivace e originale; e infine l’esibizione del sassofonista Claudio Braccio, che ha avvolto la piazza con le sue sonorità coinvolgenti.
Con l’inizio della sfilata, la conduzione è passata a Silvia Bruni, che ha saputo guidare con eleganza e naturalezza ogni uscita sulla passerella. Abiti eleganti, creazioni sartoriali e anche splendidi abiti da sposa hanno sfilato accompagnati da acconciature raffinate, bouquet curati nei dettagli e accessori ricercati, trasformando la Piazza del Molo in un palcoscenico a cielo aperto.
Nel dietro le quinte, truccatori, parrucchieri, modelli e modelle hanno lavorato con energia e passione, affiancati dalla stilista Sabrina Roncarà anima creativa e motore dell’intero evento.
Accanto a lei, una squadra affiatata di collaboratori che da anni ne condividono la visione: i truccatori dell’Accademia del Trucco, i fotografi tra cui Claudio Sanfilippo , Daniela Soltan, Enrico Intermite, le sarte e numerosi professionisti che hanno firmato ogni dettaglio di questa edizione.
Tra questi: la Gioielleria Dominici, Artchrysalid di Christine Pou, Rory Silk & flowers, la balloon artistFrancesca Sacchetti, e Lanzi Davide curando accessori da uomo. Tutti uniti da una sinergia autentica che ha dato vita, ancora una volta, a un progetto capace di racchiudere storie, visioni e artigianato d’eccellenza.
L’iniziativa, a ingresso gratuito, è stata resa possibile grazie alla collaborazione di numerosi sponsor e realtà del territorio, tra cui Necchi, FotografiAmo, World Tessuti donando tessuti per l’evento, hanno creduto nel progetto e sostenuto questa seconda edizione di Fashion at the Lake.
Il pubblico, numeroso e partecipe, ha vissuto una serata fatta di emozioni, sorrisi, bellezza e condivisione. La sfilata Fashion at the Lake si conferma un appuntamento capace di unire arte, moda e sensibilità sociale in uno dei luoghi più affascinanti del nostro territorio.
Paola Forte
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La seconda edizione di "Fashion at the Lake"
Sabrina Roncarà
Moreno Delle Fratte, rappresentante della Pro Loco, vicesindaca Paola Fiorucci, sindaco Angelo Pizzigallo, presentatrice Luisa Taddei
Una vera e propria “invasione” di ragazzi e ragazze ha animato ieri il Centro Storico di Cerveteri. Tre pullman turistici, carichi di entusiasmo e curiosità, hanno portato in città oltre 120 studenti e i loro docenti accompagnatori, provenienti dall’Istituto Comprensivo “Giovanni Pascoli 2 Siani” di Torre Annunziata. La visita al Castello Ruspoli di Piazza Santa Maria, inserita nel programma di una gita scolastica di più giorni, è stata un momento di grande valore culturale e formativo.
A guidare gli studenti tra le sale del Castello, Ugo Ricci, per conto della Fondazione Sforza Ruspoli, affiancato da Roberto Paolini, ceramografo e titolare di Pithos Ancient Reproduction, da Alessandro Panizza e Matteo Pinaroli.
“È stato un piacere accoglierli accompagnata dall’assessore alla Pubblica Istruzione Federica Battafarano, nella nostra città – ha dichiarato il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti – e ringrazio sentitamente Ugo Ricci e la Fondazione Sforza Ruspoli per avermi coinvolta e per avermi dato la possibilità di portare personalmente il saluto della città. Sono certa che tra le stanze affrescate e gli angoli ricchi di storia del Castello i ragazzi abbiano vissuto un momento speciale, capace di lasciare un ricordo autentico della nostra città e del suo patrimonio”.
Il Sindaco ha poi sottolineato l’importanza della crescente presenza di scuole e gruppi organizzati in città: “Negli ultimi mesi, abbiamo visto un notevole incremento di scolaresche provenienti da tutto il Lazio e da diverse regioni italiane. È un segnale forte, ma anche una conferma concreta: il lavoro di promozione e valorizzazione del nostro territorio, portato avanti con impegno in questi anni in sinergia con Il Parco Archeologico e con la Fondazione Ruspoli, sta dando i suoi frutti. Stiamo andando nella giusta direzione”.
“Cerveteri è una città che ha tanto da raccontare e da offrire – conclude Gubetti – e l’augurio è che questi ragazzi, tornati a casa, portino con loro un’esperienza così bella da volerla ripetere, magari insieme alle loro famiglie. Per noi è questo il turismo più prezioso: quello che nasce dall’emozione di una scoperta!”
Nella giornata di ieri 28 maggio la consigliera delegata alla viabilità, mobilità e infrastrutture della Città metropolitana di Roma Capitale, Manuela Chioccia, in rappresentanza del Sindaco Gualtieri ha partecipato alla presentazione del progetto di cooperazione interregionale “Prospero”, nell’ambito del programma di Cooperazione Territoriale Europea (CTE) – Interreg Europe 2021-2027, di cui il Comune di Mentana è il capofila.
Il progetto riunisce Enti di diversi Paesi europei, con l’obiettivo di realizzare un’Europa più smart, più verde, più sociale e più vicina ai cittadini. Le imprese creative e culturali saranno al centro di uno sviluppo regionale sostenibile e dinamico per promuovere il benessere socio-economico e ambientale del territorio.
Il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti: “Il decoro e l’immagine cittadina dipendono da ognuno di noi, fondamentale che i privati tengano pulite e ordinate le loro proprietà”
“Come ogni anno, questa mattina ho firmato l’ordinanza per la manutenzione del verde privato, per la pulizia dei terreni da erbe infestanti e rovi. Nel dettaglio, l’ordinanza sindacale, la n.15, ordina ai proprietari, possessori o detentori a qualunque titolo di edifici del centro abitato o di terreni appartenenti a qualunque categoria d’uso di provvedere entro e non oltre i 15 giorni a partire dalla data odierna, mercoledì 28 maggio, alla pulizia e al mantenimento della stessa, intervenendo con taglio ed estirpazione delle erbacce, alla rimozione di rifiuti e rovi. Una misura necessaria per garantire maggiore decoro e sicurezza al territorio tutto”. A dichiararlo è Elena Gubetti, Sindaco di Cerveteri, che aggiunge:
“La bellezza della nostra città dipende, non solo dall’operato dell’Amministrazione e dal servizio di igiene urbana ma anche dal comportamento di ogni cittadino, che ha il compito e il dovere di prendersi cura delle sue proprietà, in particolar modo quelle limitrofe ad aree pubbliche. In queste settimane abbiamo raddoppiato l’attività di pulizia dei cigli stradali dalle erbe infestanti e il taglio delle banchine stradali, ma serve la collaborazione di tutti”.
“I proprietari dei terreni confinanti con strade pubbliche sono tenuti a tenere puliti i propri lotti di terra, tagliando l’erba, potando le siepi e rimuovendo i rovi. Ci sono infatti molte strade dove la visibilità è pregiudicata per colpa dell’incuria e alcuni marciapiedi impercorribili perché invasi dalle siepi dei privati – ha aggiunto il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti – situazione che ci consegna un’immagine di abbandono del territorio ingiustificabile. In queste settimane, con l’arrivo oramai a tutti gli effetti della stagione estiva, centinaia di turisti hanno visitato la Necropoli, il Museo, il Centro Storico e tanti altri siti di interesse e far trovare loro una città curata sarà senza dubbio un buon biglietto da visita per invitarli a tornare nuovamente in città”.
“Ci sono 15 giorni di tempo per mettersi in regola nel pieno rispetto dell’ordinanza – conclude il Sindaco – dopo di che prenderanno il via i controlli da parte della nostra Polizia Locale e in caso di inottemperanza scatteranno le sanzioni previste”.
Anguillara Sabazia – sabato 24 maggio, tra le mura storiche e il verde suggestivo dei Giardini del Torrione, si è svolta la cerimonia conclusiva della settima edizione del Premio Letterario Nazionale EquiLibri, ideato e promosso dall’Associazione Culturale “Piazza Navona” con la direzione artistica di Chiara Ricci. Un evento che ormai si è consolidato nel panorama culturale nazionale, capace di dare voce a storie, emozioni e riflessioni che attraversano generi e generazioni.
L’apertura è stata affidata ai saluti istituzionali del sindaco di Anguillara Sabazia, Angelo Pizzigallo, e della vicesindaca, Paola Fiorucci, che hanno ribadito l’importanza del sostegno delle istituzioni alle iniziative culturali che valorizzano il territorio. La serata è stata condotta dalla stessa Chiara Ricci, accompagnata da Guido Mastroianni, presidente dell’associazione “Saranno Vietresi”.
Oltre trecento opere in gara per sei sezioni in concorso: romanzo, racconti, poesia, saggistica, narrativa per ragazzi e giallo crime. Una partecipazione ampia e vivace, che testimonia quanto il Premio EquiLibri sia oggi un punto di riferimento per autori emergenti e affermati.
Accanto ai premi canonici, non sono mancati i riconoscimenti speciali, che hanno arricchito di significato la serata: il Premio Speciale “EquiLibri” 2025 assegnato a Massimiliano Morelli, cui è stata simbolicamente dedicata l’edizione, il Premio Speciale “EquiLibri” per la Donna 2025 a Massimo Mangiapelo per l’impegno nella valorizzazione della figura femminile e il Premio alla Carriera conferito a Ercole Rocchetti per la sua carriera di giornalista e documentarista.
Ecco i vincitori di ciascuna sezione:
Romanzo:
1° classificato: Giuseppe Minicone, La decima Musa (Casa Editrice Keira, 2022)
2° classificato: Claudia Villero, La tessitrice di inganni (Argonauta Edizioni, 2024)
3° classificato: Marco Termenana, Mio figlio. L’amore che non ho fatto in tempo a dirgli (CSA Editrice, 2021)
Menzione speciale: Francesco Maugeri, Il tempo del Podestà (Self Publishing, 2024)
Giallo Crime:
1° Classificato: Antonio Infuso, La notte delle anime innocenti (Intrecci Edizioni, 2021)
2° Classificato: Alessandro Ferranti, La notte qualunque (Arpeggio Libero, 2023)
3° Classificato: Letizia Sebastiani, Il Memoriae (LibraccioEditore, 2024)
Mezione Speciale: Assunta Fichera, La cellula-madre (Il Faggio, 2024)
Racconti e Narrativa per l’Infanzia e Ragazzi (dai 3 ai 14 anni):
1° classificato: Barbara Busiello, Il portale del tempo (Self Publishing, 2024)
2° Classificato: Gabriele Missaglia, Sara e i mille mila (Edizioni Il Ciliegio, 2023)
3° Classificato: Stefano Falai, Fantabus. Il pulmino della fantasia (FantaBOOKS, 2024)
Menzione speciale: Matteo Le Noci, La lumachina Gigia (NeP Edizioni, 2023)
Inoltre, in collaborazione con giornalisti e realtà culturali attive sul territorio nazionale, sono stati assegnati:
la Menzione di Merito “Today, We Talk About”, messa in palio da Maria Grazia Porceddu (giornalista e Direttrice editoriale per la PubMe) ad Andrea Antonioli e al suo saggio Paolo e Francesca. Amanti per l’eternità (Pazzini Editore, 2022);
il Premio della Critica “Poetesse: Donne da Ricordare” nato in collaborazione con l’omonimo progetto culturale di Alessia Pizzi a Grazia Maremonti e alla sua raccolta poetica La mia città era innocente (G.C.L. edizioni, 2022);
la Menzione Speciale nata in collaborazione con il Geo Film Festival – ideato e organizzato dal regista Rocco Cosentino – dedicata alla Sezione “Racconti e Narrativa per l’Infanzia e Ragazzi (dai 3 ai 14 anni)” a Gabriele Missaglia e alla sua opera Sara e i mille mila (Edizioni Il Ciliegio, 2023)
In un tempo in cui spesso prevale la superficialità, il Premio EquiLibri riafferma il valore profondo della letteratura come strumento di conoscenza e resistenza culturale. Anche in questa edizione non è mancato lo sguardo al sociale e una copia cartacea di ogni opera iscritta a “EquiLibri”, previo consenso degli Autori, verrà destinata alla Biblioteca Comunale di San Salvatore Telesino, in provincia di Benevento. Tra romanzi, racconti, poesie e saggi, libri per bambini e per ragazzi, e il giallo crime, l’edizione 2025 ha celebrato l’impegno autentico degli autori contemporanei, in un’atmosfera carica di emozione, condivisione e partecipazione.
Presente anche l’associazione culturale L’agone nuovo, testimone attiva dell’importanza di promuovere e raccontare eventi che valorizzano il territorio attraverso l’arte e la scrittura.
La notizia circolava da diversi giorni, ma solo oggi è arrivata la conferma definitiva: la Sala Studio Euclide chiuderà. Dopo il mancato rinnovo del comodato d’uso gratuito concesso all’Istituzione Biblioteche di Roma, la società Euclide proprietaria dell’immobile ha scelto di non proseguire l’accordo, mettendo fine all’esperienza della biblioteca e sala lettura nata appena due anni e mezzo fa nel cuore di via Flaminia Nuova. Una decisione che ha lasciato sorpresi studenti, associazioni e semplici frequentatori.
Inaugurata il 20 febbraio 2023 all’interno del Centro Euclide, la sala offriva oltre 60 postazioni con prese elettriche, connessione Wi-Fi, una piccola biblioteca da 1600 volumi, catalogo digitale e servizio PIM per il prestito interbibliotecario. Era diventata inoltre un luogo attivissimo per il territorio, ospitando presentazioni, dibattiti, iniziative scolastiche e incontri con le associazioni locali. Una funzione culturale che oggi si interrompe bruscamente: questa mattina Biblioteche di Roma ha iniziato le operazioni di smantellamento e la chiusura definitiva scatterà il 1° giugno.
Per il presidente del Municipio XV, Daniele Torquati, è un epilogo che lascia molta amarezza. Ha ricordato come l’amministrazione municipale in questi anni abbia lavorato per riaprire luoghi pubblici e restituire servizi alla cittadinanza, promuovendo nel 2022 proprio l’incontro fra Biblioteche di Roma e il Centro Euclide che rese possibile la nascita della sala studio. Torquati, attraverso una nota ufficiale, ha fatto sapere che il Municipio ha tentato più volte di mediare, cercando un dialogo tra privato e Biblioteche. Tuttavia, ha spiegato, la mancata disponibilità della proprietà e l’assenza di ulteriori interlocuzioni da parte del sistema bibliotecario oltre alle comunicazioni formali hanno reso impossibile trovare un accordo.
Tristezza e frustrazione emergono anche dalle parole dell’assessora alla Cultura del Municipio, Tatiana Marchisio, che parla apertamente di un’occasione persa. Ha sottolineato come in altri municipi si continuino a inaugurare nuovi spazi di lettura mentre nel XV, dove la carenza di strutture culturali è cronica, l’unica vera aula studio a disposizione venga chiusa senza alternative. Marchisio ha ricordato che la Sala Euclide era più di un luogo di studio: era diventata punto di riferimento per studenti e ragazzi, uno spazio capace di offrire concentrazione, silenzio, ma anche senso di comunità.
La vicenda della Sala Studio Euclide si chiude così, lasciando un vuoto evidente in un quadrante della città che da anni chiede più luoghi pubblici dedicati alla cultura e allo studio. Resta ora da capire se, dopo questa brusca interruzione, potrà aprirsi un nuovo percorso capace di restituire agli studenti e alla comunità uno spazio che in poco tempo era riuscito a diventare indispensabile.