Riceviamo e pubblichiamo da l’Assessore alle Opere Pubbliche Matteo Luchetti.
“Subito dopo i cantieri proseguiranno nel Capoluogo”
Cantieri aperti questa mattina a Cerenova. Dopo via delle Azalee e via dei Convolvoli a Campo di Mare, sono iniziati i lavori di rifacimento del manto stradale in via Fiesole e nei prossimi giorni si procederà in via Satrico e via Tuscolo.
“Questi cantieri rientrano all’interno dell’appalto di quasi un milione di euro che coinvolgerà oltre a Marina di Cerveteri, anche Cerveteri capoluogo e il Sasso – ha dichiarato Matteo Luchetti, Assessore alle Opere Pubbliche del Comune di Cerveteri – il cronoprogramma infatti, prevede che dopo le strade della Marina ci si sposti nel Capoluogo, con il rifacimento di Via della Lega, Via Rio dei Combattenti, Via Umberto Badini, Via Ezio Brandolini e Largo Almuneacar, uno snodo viario di grande importanza. Successivamente, i lavori interesseranno via Patrizi Montoro al Sasso”.
“Ci tengo con l’occasione a ringraziare l’Ufficio Opere Pubbliche del nostro Comune per il lavoro svolto – conclude l’Assessore Luchetti – in particolar modo il Dirigente Architetto Fabrizio Bettoni, il Responsabile del Servizio Flavio Nunnari, il Geometra Federico Feriozzi, sempre prezioso ed estremamente puntuale e disponibile e tutto il personale dipendente”.
Si riceve dall’Ufficio comunicazione CMRC e si pubblica
SANNA: Un contributo concreto per la rigenerazione del tessuto urbano, dei servizi e degli spazi pubblici e una migliore qualità della vita dei cittadini”
Il Vicesindaco di Città metropolitana di Roma Capitale, Pierluigi Sanna, ha partecipato questa mattina a Civitavecchia alla presentazione del cantiere del progetto di rigenerazione urbana San Liborio, finanziato con fondi PNRR, di cui una parte gestiti da Città metropolitana.
All’iniziativa, sono intervenuti il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il Sindaco di Civitavecchia Marco Piendibene, il Commissario Straordinario di A.T.E.R. comprensorio di Civitavecchia Massimiliano Fasoli, il D.G. di Ater Stefano Amici.
Si tratta del progetto “PINQuA” (Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare) da 17 milioni di euro, per il restyling, la riqualificazione delle aree verdi e degli spazi pubblici, per oltre 8.000 mq, e la ristrutturazione di circa 140 unità abitative di Edilizia Residenziale Pubblica, distribuite su sei palazzine.
I numeri del PINQuA gestiti da Città metropolitana
A differenza di altre misure PNRR, nell’attuazione dei PINQuA, nati nel 2019 e confluiti nel PNRR dal 2021, si prevedono due livelli per i Soggetti attuatori. Città metropolitana è Soggetto Attuatore di I livello – ovvero responsabile dell’avvio, dell’attuazione e della funzionalità dell’intervento PNRR – per 17 interventi, mentre sono individuati come attuatori di II livello i Comuni e le ATER.
Oltre a Civitavecchia, i progetti di cui Città metropolitana è attuatore comprendono altri 7 interventi nel Comune di Monterotondo (4 gestiti dal Comune e 3 da ATER Provincia di Roma), 5 interventi nel Comune di Frascati e 4 nel Comune di Albano Laziale, per un finanziamento totale di circa 45 milioni di euro. Numeri totali: 546 unità abitative ERP, 17 alloggi destinati a studentati e circa 111 mila mq di spazi pubblici.
Dopo le fasi di affidamento, sono stati consegnati pressoché tutti i cantieri e iniziati i lavori: nel rispetto dei tempi di realizzazione delle opere del PNRR, gli interventi dovranno essere realizzati entro il 31 marzo 2026.
Sanna: “Un contributo concreto per la rigenerazione del tessuto urbano, dei servizi e degli spazi pubblici e una migliore qualità della vita dei cittadini”
“Orgogliosi di vedere come l’opera stia procedendo così rapidamente, ed è già visibile anche come lo spazio esterno si stia rigenerando. Città metropolitana anche con i PINQuA, così come con le altre missioni del PNRR che sta attuando, come scuole, cultura, sport e forestazione, ha dimostrato una grande capacità tecnica e operativa, in piena sinergia con i Comuni e le istituzioni coinvolte, in questo caso le ATER, responsabili con i Comuni stessi dell’attuazione dei progetti.
Il lavoro fatto assieme sta dando frutti concreti: sin dall’inizio l’ascolto dei territori e delle loro necessità è stato essenziale per portare avanti progetti di qualità, governare le fasi dell’acquisizione dei finanziamenti così come delle successive fasi di affidamento e apertura cantieri, e ora si procede spediti, ancora insieme, garantendo ascolto e soprattutto cooperazione tecnica e amministrativa”, ha dichiarato il Vicesindaco di Città metropolitana Pierluigi Sanna.
“Come in sinergia abbiamo avviato i lavori per il nuovo polo natatorio, anche con questo grande cantiere di edilizia residenziale pubblica diamo il nostro contributo alla rigenerazione del tessuto urbano, dei servizi e degli spazi pubblici, sempre nell’ottica di garantire efficienza energetica, riqualificazione urbana, aree verdi e sostenibili: gli obiettivi ultimi sono ovviamente il miglioramento della coesione sociale e della qualità della vita dei cittadini, la rifunzionalizzazione di spazi pubblici senza ulteriore consumo di suolo, l’aumento dell’accessibilità e della sicurezza, contribuendo a realizzare modelli urbani di città intelligenti, inclusive e sostenibili, come l’Europa delle Smart City ci indica”.
Oltre 800 mila euro dal PNRR per la riqualificazione e l’efficientamento di piazza 4 Novembre. Sarà un centro polifunzionale con biblioteca e spazi per l’infanzia, simbolo della visione policentrica della Città Metropolitana.
Ha preso il via ieri a Rignano Flaminio un progetto di rigenerazione urbana destinato a lasciare un segno profondo nel tessuto sociale e culturale della comunità. È stato infatti inaugurato il cantiere del PUI Cultura nell’area di Montelarco, in Piazza 4 Novembre, un intervento da oltre 800 mila euro, finanziato con risorse del PNRR.
L’obiettivo è trasformare l’attuale struttura in un Polo Civico Culturale completamente rinnovato, un vero e proprio punto di riferimento per i cittadini.
La cerimonia di avvio dei lavori ha visto la partecipazione del Vicesindaco della Città Metropolitana di Roma Capitale Pierluigi Sanna, insieme al Sindaco di Rignano Flaminio, Vincenzo Marcorelli, che hanno presentato l’opera a cittadini, amministratori e autorità presenti.
Un Centro Polifunzionale per la Famiglia e la Cultura
Il futuro “Polo Civico Culturale Montelarco” non sarà solo una nuova biblioteca comunale, ma un vero e proprio Centro Polifunzionale per i servizi alla famiglia. Oltre agli spazi dedicati ai libri, la struttura ospiterà un centro diurno per bambini, completo di un’area ludica pensata per i più piccoli e ambienti dedicati ad attività di laboratorio extrascolastiche. Un’iniziativa che risponde concretamente alle esigenze delle famiglie, offrendo spazi sicuri e stimolanti per la crescita e l’apprendimento.
Sostenibilità ed Efficienza Energetica al Centro del Progetto
Il progetto di riqualificazione prevede un ambizioso piano di efficientamento energetico. Grazie al rifacimento del cappotto termico, all’installazione di impianti fotovoltaici e solari termici, a un nuovo impianto elettrico e a un sistema di climatizzazione a pompa di calore, l’edificio farà un salto di due classi energetiche, passando dall’attuale F alla classe A4.
Questo si tradurrà in un notevole risparmio energetico di circa 60 mila KWh/anno, un esempio virtuoso di sostenibilità ambientale e gestione oculata delle risorse.
I lavori interesseranno anche il piano interrato, che sarà riqualificato con l’apertura di nuove finestre e luci a bocca di lupo.
Saranno necessarie opere di sbancamento del terreno, la costruzione del calpestio (igloo), la realizzazione di vani per porte e finestre e il rinforzo delle fondazioni e del solaio di copertura con fibre di carbonio, garantendo solidità e sicurezza alla struttura. Particolare attenzione è stata posta anche all’accessibilità e all’abbattimento delle barriere architettoniche, sia all’interno che negli spazi esterni, che saranno arricchiti da zone verdi e aree gioco, rendendo il polo fruibile a tutti.
Sanna: “Una visione policentrica per lo sviluppo di tutte le comunità”
Il Vicesindaco di Città Metropolitana di Roma Capitale Pierluigi Sanna ha sottolineato l’importanza di questo intervento nel quadro di una più ampia strategia: “La Città Metropolitana sta ricominciando ad acquisire un ruolo a sostegno dei Comuni di tutta l’area provinciale, non solo mettendo a terra le ingenti risorse che il Governo Draghi ha destinato alle amministrazioni metropolitane, ma anche tornando ad essere vicino alle comunità locali e a supporto del loro sviluppo e del loro benessere”.
Ha inoltre evidenziato come i fondi dei PUI Sport e PUI Cultura, che ammontano a oltre 300 milioni di Euro, abbiano visto una scelta politica precisa: i 70 milioni destinati ai Poli Civici e Culturali sono stati diretti esclusivamente ad aree periferiche, sia nei municipi decentrati di Roma che, soprattutto, nei Comuni del territorio. “È scorretto, quindi, parlare di periferia”, ha affermato Sanna. “L’ente di area vasta torna ad avere una visione policentrica, oltre e al di fuori della Capitale, nelle aree urbane come in quelle rurali, dal mare alla montagna. E il nostro ruolo è quello di sostenere le comunità e migliorare la qualità della vita ovunque”.
Questo progetto di Rignano Flaminio rientra in una rete capillare di oltre 100 cantieri su tutto il territorio, un impegno complesso dal punto di vista tecnico ma fortemente voluto dall’amministrazione metropolitana. “A Rignano Flaminio, come in oltre 60 altri Comuni, arriverà un nuovo polo civico e culturale, un luogo pubblico e accessibile dove incontrarsi e sostenere socialità e conoscenza, quanto mai fondamentale per contrastare la crescente forza disgregante che stiamo vivendo, fatta di violenze, chiusure, scontri e solitudini”, ha concluso il Vicesindaco.
“La grande scommessa dei PUI Cultura è quella di restituire a cittadine e cittadini luoghi di aggregazione efficienti, accessibili, moderni e sicuri, tornando a porre le basi dell’incontro e della crescita culturale e sociale per tutti, e in particolare per le nuove generazioni”.
L’inaugurazione di questo cantiere rappresenta un passo concreto verso un futuro in cui le periferie sono il cuore pulsante di una crescita diffusa e inclusiva.
A seguito della recente mareggiata che ha interessato la Marina, l’Amministrazione comunale ha avviato oggi gli interventi di ripristino dell’arenile, programmati non appena le condizioni meteomarine hanno consentito di operare in sicurezza ed efficacia.
La spiaggia, composta da ciottoli di fiume, è soggetta fisiologicamente all’azione delle mareggiate. L’opera di protezione installata – una barriera soffolta – ha il compito di ridurre il moto ondoso e dissipare l’energia del mare prima che raggiunga la riva. Sebbene l’intervento abbia assolto in parte alla sua funzione, è evidente che fenomeni meteo particolarmente intensi possano comunque modificare temporaneamente la conformazione della spiaggia.
L’intervento realizzato nei mesi scorsi è frutto di un progetto avviato dalla precedente Amministrazione, che ha scelto – comprensibilmente, alla luce dei costi – di adottare una soluzione da circa un milione di euro, consistente nella rifioritura della barriera esistente. Una scelta che ha permesso di garantire un miglioramento funzionale contenendo l’impegno economico, rispetto a una proposta iniziale da circa cinque milioni di euro che prevedeva la realizzazione di una barriera soffolta molto più estesa, appena 50 cm sotto la superficie del mare.
Le operazioni in corso prevedono l’utilizzo di mezzi meccanici leggeri per la redistribuzione dei ciottoli lungo la battigia, al fine di restituire alla città un’area pienamente fruibile in vista della stagione estiva.
Parallelamente, l’Amministrazione comunale valuterà – a fronte di disponibilità economiche che dovranno essere reperite – eventuali ulteriori interventi complementari all’opera esistente.
“Vivo felice solo da quando vedo i tuoi occhi ogni mattina, ma desidero morire quando te ne vai.”
Queste le poche parole che ci sono giunte da parte di Isabella de’ Medici, poetessa e mecenate, affascinante e bellissima figlia del potente Cosimo I de’ Medici, duchessa di Bracciano, molto presumibilmente assassinata brutalmente dal marito Paolo Giordano I Orsini, per strangolamento.
Poco altro ci rimane della sua voce o dei suoi scritti, la sua voce è stata silenziata, ma Isabella de’ Medici, è una “voce” che attraversa il tempo, raccontando la libertà e il costo del potere.
La parola ad Isabella
Giustizia mai è stata fatta e abbiamo voluto restituire a Isabella la possibilità di raccontare i fatti dal suo punto di vista.
<<Volete sapere, capire, ascoltare la mia verità… quella che hanno cercato di seppellire sotto pietre, voci e menzogne. Lo farò.
Mi chiamo Isabella de’ Medici.
Fui amata per la mia cultura, temuta per il mio spirito indomabile.
Sussurravano di me che fossi ribelle, e sì, lo ero. Non sono mai stata ciò che volevano: una pedina dinastica. Non sono mai stata un semplice ornamento della corte.
Ero libera. Libera di pensare, di scegliere chi accogliere, di conversare con uomini d’arte e scienza, di ridere quando alle altre era imposto chinare il capo.
La mia libertà non si vedeva, ma si sentiva. Disturbava. Ero troppo brillante, troppo colta, troppo viva. I miei occhi cercavano orizzonti oltre i confini imposti.
Parlavo come un ministro, ragionavo come un matematico, decidevo come un sovrano. Ero una Medici e non mi sono mai piegata.
Quando, nel 1556, avevo solo sedici anni, mi diedero un marito, cercavo un compagno, un amore, ma Paolo Giordano Orsini era solo un nome, un titolo, un mezzo per stringere un’alleanza. Il mio matrimonio fu solo “politica” e nulla di più. Paolo voleva solo docilità, discrezione, obbedienza.
Ma io avevo studiato e avevo scelto di essere libera. Libera di amare, di parlare, di pensare. Ma tutto questo per il potere maschile è pericoloso, perché ero una donna e le donne non dovevano pensare, ma piegarsi. Essere libere significa essere pericolose.
La libertà, quella che non si tocca, quella che brucia nella mente. Quella libertà, mi condannò.
Fu così che nella mia ultima notte, quel caldo 16 luglio 1576 a Villa Medicea di Cerreto Guidi, la porta della mia camera da letto si aprì. Lui entrò, con un cappuccio da confessore. Con lui, uno sgherro. “Sono venuto per ascoltare la tua confessione,” disse. Era Paolo, lo riconobbi subito. Sorrisi, credendo fosse un gioco. Ma c’era qualcosa di strano, il suo sguardo inspiegabilmente tremava. Esprimeva la sua paura.
Sì, il potere teme chi non si inginocchia.
Mi guardò. Mi odiò. Mi strinse il collo con una corda di seta rossa. Il sicario completò l’atto. Non ebbi il tempo di gridare. Il mio corpo cadde, elegante, silenzioso, come una rosa recisa troppo presto.
Fu ancora un atto politico. Fu un chiaro messaggio: nessuna donna, nemmeno una Medici, poteva violare le regole del patriarcato. Il giorno dopo, scrissero “emorragia cerebrale” perché non si poteva scrivere “vendetta maschile”. Nessuno parlò. Nessuno pianse. Solo sospetti sorsero, nelle menti di miei antichi amici, e la verità cominciò a pulsare tra le pietre.
Quel giorno sembra che Paolo abbia inviato un messaggero a Firenze, affrettato, chiedendo aiuto, mentre altri servitori correvano verso la villa. Un gesto studiato, forse, per proteggersi. I giorni prima erano stati oscuri: mia cugina Leonora, uccisa dal marito Pietro; il mio caro amico Lelio Torelli, assassinato da Troilo Orsini. La mia fine era, forse, parte di qualcosa più grande. Una vendetta o un intrigo nascosto da un fantomatico “malore”.
Risparmiarono la verità: femminicidio, patriarcato.
Ma se può esistere il peggio, questo venne dopo.
Mi silenziarono. Distrussero i miei scritti. Infangarono la mia memoria. Raccontarono storie che tratteggiarono la mia figura come infedele e lussuriosa. Fui accusata e condannata, senza possibilità di confutazione, di ciò che meno accettabile è per i “maschi”, cioè che ricevevo amanti nella Stanza Rossa del Castello di Bracciano e che poi, per evitare scandali, li facevo cadere in una botola segreta che li conduceva a un pozzo con lame e calce viva. Giurarono di aver visto entrare giovani cavalieri e non averli più visti uscire. Mi crearono un volto oscuro, utile per salvare l’onore maschile.
Fu “gioco facile: non avevo più voce per difendermi dalle calunnie. Non ebbi altra scelta: quella di rimanere sulla Terra attendendo che si diffonda la verità. Ora il mio spirito inquieto è la mia voce. Io vivo ancora. Vico nel respiro di ogni donna che osa dire “io decido”. Sono leggenda, ma vera. Sono inquietudine, ma giustizia. Sono più viva di quanto abbiano mai immaginato.
Ancora oggi la mia presenza innaturale parla. La verità è quello spirito che vaga tra i luoghi che avevo amato, le stanze del castello e le rive del lago di Bracciano, o nelle leggende che si raccontano.
Ancora, quando la nebbia confonde i lineamenti della realtà, con il mio abito da notte, percorro le placide rive del silenzioso lago, sollevando lo strascico con la mano sinistra e nella destra ancora un libro di poesie che non ho più completato.
Nella Camera Rossa del castello, dove ricevevo amanti mai esistiti, l’aria si fa spesso gelida e le tende danzano senza vento. Ogni donna che vi sosta e mi pensa, sente un brivido caldo sulla nuca e la mia voce le sussurra piano: “Sii libera, sta attenta.” Lo specchio si vela. Riflette non il presente, ma il mio volto, fiero, immobile e vivo nel respiro di ogni donna che osa dire: “Io decido.”
Leggendario? Forse.
Inquieta? Senz’altro.
Ma io sono giustizia. Sono memoria. Sono la voce che non avete potuto soffocare.
Sono Isabella.>>
Frammenti di verità
Isabella de’ Medici fu una figura controversa del Rinascimento italiano, amata per la sua cultura e temuta per il suo spirito indipendente: era una donna istruita, brillante e soprattutto libera. La sua voce è stata silenziata per secoli. La tragica e misteriosa morte di Isabella ha ispirato scrittori come Alexandre Dumas, che la descrisse come una “femme fatale”, ma studi recenti, come quelli di Elisabetta Mori, hanno smontato la leggenda nera, restituendo a Isabella il ritratto di una donna colta, diplomatica e politicamente attiva.
Le lettere tra lei e Paolo Giordano Orsini, pubblicate e analizzate dalla Mori, mostrano un rapporto affettuoso e rispettoso. Questo non significa negare le zone oscure, ma ricollocare Isabella all’interno di un contesto più storico che leggendario. La “leggenda della botola” nella Stanza Rossa del Castello di Bracciano non trova alcun riscontro documentale, ma riflette piuttosto una costruzione narrativa postuma, funzionale a un immaginario gotico e patriarcale, nel caso specifico di Isabella con intento antimediceo, che riduce le donne potenti a personaggi seducenti e pericolosi.
La villa in cui fu uccisa è oggi un museo e si celebra annualmente “La Notte di Isabella”, una celebrazione con cortei in costume, spettacolo teatrali e concerti che è un modo per ritrovare la sua voce, far parlare i luoghi, la memoria e le donne che portano avanti l’eredità della sua libertà.
Il potere del genere “m”
La figura di Isabella de’ Medici è oggi oggetto di tesi universitarie e ricerche microstoriche, che analizzano come il genere e il potere abbiano influenzato la sua rappresentazione nei secoli. Insomma, Isabella è diventata un simbolo: della libertà femminile repressa, della manipolazione storica, e della forza delle donne nel Rinascimento.
Isabella non fu solo una vittima: fu una testimone. Il suo mito cresce perché parla di tutte le donne che hanno sfidato regole non scritte, rimanendo fedeli a sé stesse, anche quando il prezzo è stata la morte.
Oggi, quel fantasma è un simbolo di coraggio, di eleganza ribelle, di giustizia mai fatta.
“Le donne libere fanno paura. E proprio per questo, lasciano tracce indelebili nella storia.”
Intervista ad Adelia Lucattini, Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana
È sempre più evidente come la natura abbia un potere benefico straordinario sulla nostra mente. Non si tratta solo di una sensazione piacevole, ma di un fenomeno supportato da numerose ricerche scientifiche che dimostrano gli effetti positivi del contatto con gli spazi verdi sulla nostra salute psicologica e sul nostro benessere generale.
Uno dei benefici più studiati e riconosciuti è proprio la capacità della natura di ridurre i livelli di stress e ansia. Diversi studi scientifici hanno dimostrato che trascorrere anche solo brevi minuti in un ambiente naturale può portare a una significativa diminuzione dei livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, producendo nella nostra mente un effetto calmante.
Quanto, è allora, importante, connetterci con la natura? E quale dovrebbe essere al riguardo, la dose di esposizione minima per avere benefici dalla natura? Nei bambini in particolare, è fondamentale per ridurre le probabilità di problemi psicologici? Di questo e molto altro, ne parliamo oggi con la Adelia Lucattini, Psichiatra e Psicoanalista, Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psychoanalytical Association
Lucattini: “Abitate la natura, non solo attraversatela. Camminare in un bosco o stendersi accanto a un lago non è solo rilassarsi, ma lasciarsi toccare dal linguaggio dei sensi. La natura non è cornice, è interlocutore silenzioso, che parla anche alla fatica interiore”
Dott.ssa Lucattini, quali sono gli effetti benefici della natura sulla nostra mente?
L’esposizione ad ambienti naturali, come parchi, foreste e aree verdi, è spesso associata a una riduzione di stress, ansia e depressione, contribuendo al contempo a un miglioramento del benessere emotivo. Queste osservazioni sono supportate da teorie consolidate, come la “Teoria della Riduzione dello Stress” e la “Teoria del Ripristino dell’Attenzione”, che evidenziano i benefici psicologici dell’interazione con la natura.
La Stress Recovery Theory (teoria della riduzione dello stress) di Ulrich, legata alla natura, si basa sull’idea che gli esseri umani abbiano una predisposizione innata a connettersi con l’ambiente naturale. Questa connessione, a sua volta, innesca una risposta di rilassamento nel corpo e nella mente, contrastando gli effetti negativi dello stress. La Teoria del Ripristino dell’Attenzione (ART), sviluppata da Stephen e Rachel Kaplan, sostiene che l’esposizione alla natura e agli ambienti naturali può aiutare a rigenerare la capacità di attenzione, affaticata dall’uso prolungato dell’attenzione diretta, tipica di compiti impegnativi come lo studio o il lavoro.
Quanto è importante connetterci con la natura?
One Health, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), sottolinea la relazione interdipendente tra salute umana, animale e ambientale. Su questa base, il Green Care Conceptual Framework include interventi di “green care”, che comprendono una gamma ampia di terapie basate sul contatto e rapporto con la natura, e pratiche di promozione della salute che influenzano gli ambienti naturali per supportare il benessere fisico e mentale.
L’ambiente naturale è una grande risorsa per promuovere la salute psico-fisica. Ad esempio, in uno studio danese ha chiarito che i bambini cresciuti in luoghi caratterizzati da abbondanza di spazi verdi hanno una maggiore probabilità di avere benessere psicologico ed equilibrio mentale nell’età adulta.
Può spiegare cosa si intende, in particolare, per “biofilia”?
La biofilia rappresenta un approccio olistico alla guarigione, basato sull’istintiva attrazione umana verso la natura. Questo concetto, derivante dal greco “amore per la vita”, sottolinea l’importanza del contatto con l’ambiente naturale per il benessere fisico e psichico. Il termine fu coniato per la prima volta nel 1964 dallo psicanalista e filosofo Erich Fromm per descrivere questo orientamento psicologico degli esseri umani verso tutto ciò che è vivo e vitale.
La biofilia, quindi, è l’amore innato per la natura, sottolinea come l’uomo sia naturalmente attratto dagli ambienti naturali e come questi possano svolgere un ruolo importante nel promuovere la salute fisica e mentale.
Uno studio pubblicato su Front Public Health (2025) ha confermato che gli ambienti interni biofilici facilitano un migliore recupero da stress e ansia rispetto. Inoltre, sottolinea che i “paesaggi terapeutici” pone l’attenzione sulla complessa interazione di processi fisici, sociali e simbolici che determinano il potenziale di un luogo di influenzare positivamente o negativamente la salute complessiva delle persone.
Come è possibile integrare la biofilia nella nostra vita quotidiana, anche in città?
Portando la natura in casa o in ufficio, circondandosi di piante e fiori. Nelle città valorizzando il verde urbano con siepi e alberi, e arricchendo il design degli edifici con elementi naturali come sta accadendo in molte città metropolitane.
Allo stesso modo, è importante, come dimostrato da molti recenti studi scientifici, l’integrazione di elementi e spazi verdi anche nelle strutture ospedaliere. Le piante da interno hanno un impatto terapeutico positivo e le piante all’interno degli ospedali possono ridurre i tempi di ospedalizzazione e il livello di stress, fornire una ridotta necessità di sollievo dal dolore, ridurre il livello di ansia e affaticamento e fornire una pressione sanguigna sistolica più bassa durante il ricovero.
Qual è, secondo Lei, la dose di esposizione minima per avere benefici dalla natura?
La “dose” di natura valutata in numerosi studi, varia da 10 a 50 minuti.
10–30 minuti di camminata all’aperto nella natura: dal punto di vista psicologico, è stato misurato un aumento importante delle sensazioni di calma, conforto e freschezza. Dal punto di vista fisico, diminuiscono lo stress, della frequenza cardiaca, dei livelli di cortisolo, della pressione sanguigna.
31–50 minuti di camminata all’aperto nella natura: diminuiscono tutti i bio-marcatori di stress rispetto a coloro che camminavano in un ambiente urbano, su marciapiedi in cemento lungo il traffico. Coloro che camminano nella natura mostrano una riduzione dello stress tramite misurazioni fisiologiche, ad esempio, diminuzione della pressione sanguigna. Psicologicamente un aumento delle emozioni positive e della rivitalizzazione, diminuzione della sensazione di fretta e delle emozioni negative.
Ritiene che la natura possa avere un potere curativo sulla salute mentale degli stessi pazienti?
La ricerca pubblicata su Issues in Mental Health Nursing (2025), dimostra che il contatto con la natura, fa entrare in contatto con le emozioni e interiorizzare il senso del tempo, che viene perso a causa della depressione. L’ambiente circostante diventa un ambiente sicuro e relazioni che si creano, importanti per un buon andamento dei trattamenti psicoterapeutici e riabilitativi anche per i pazienti con disturbi mentali più seri.
Proprio di recente, la principessa Kate Middleton, raccontando del duro periodo della sua malattia, del suo tumore, ha dichiarato come “la natura fosse diventata il suo rifugio”, quali sono a Suo avviso, le ragioni profonde di questa sua scelta personale?
La natura è percepita sempre come una base sicura, da tutti, nella buona salute e nei percorsi di recupero dopo una malattia. Ritengo che Kate Middleton abbia scelto di comunicare un’esperienza personale per lei molto significativa. Nelle sue parole, si percepisce anche un senso di profonda gratitudine verso le persone che l’hanno condivisa con lei.
Dunque, un bel massaggio ed un buon esempio mostrato dalla principessa. Numerosi studi evidenziano i benefici del giardinaggio sul recupero dell’equilibrio emotivo e della salute mentale: riduzione di depressione, ansia, solitudine, paura della malattia e della morte; miglioramento della qualità e soddisfazione di vita, cognizione, relazioni e benessere generale.
In ottica psicoanalitica, orticoltura e giardinaggio sono atti simbolici e sensoriali che parlano all’inconscio: il contatto con la terra, il silenzio, la manipolazione con le dita attivano funzioni profonde della mente. Tali attività si svolgono inoltre, in un contesto relazionale curante, con specialisti e altri pazienti, favorendo risonanze emotive e possibilità di rispecchiamento.
Dedicarsi al giardinaggio, fare yoga all’aperto, o semplicemente leggere un libro in un parco, può essere a Suo avviso, un modo efficace per favorire anche per brevi attivi un’interazione benefica con la natura?
Dedicarsi a queste attività fisiche all’aperto o leggere immersi nel verde favorisce un’interazione benefica con la natura anche in brevi momenti. Queste attività riattivano i sensi, promuovono calma e consapevolezza corporea, riducono lo stress e migliorano l’umore. Il contatto con il verde stimola un senso di appartenenza al ciclo vitale e può svolgere una funzione riparativa sul piano psichico. La natura, vissuta in modo attivo o contemplativo, agisce come spazio contenitivo e simbolico, offrendo equilibrio, senso e rigenerazione, soprattutto nei momenti di fragilità emotiva.
Recenti studi scientifici dimostrano come anche nei bambini cresciuti in luoghi caratterizzati da un’elevata abbondanza di spazi verdi, possa esserci una minore probabilità di sviluppare disturbi psicologici, cosa può dirci al riguardo?
Sì, infatti, confermano che crescere in ambienti ricchi di spazi verdi può ridurre il rischio di sviluppare disturbi psicologici in bambini e adolescenti. Una ricerca pubblicata su Environmental Research (2025) ha evidenziato che l’esposizione al verde residenziale durante l’infanzia è associata a una diminuzione dei sintomi esternalizzanti nel tempo, durante l’adolescenza e l’età adulta, soprattutto nei maschi. Questo indica che vivere in aree verdi ha effetti protettivi sullo sviluppo emotivo, intellettivo, psicologico, scolastico e comportamentale. La natura permette di apprendere in modo naturale il fair play, l’ecologia, l’amore e la cura per la natura.
Oltre agli spazi verdi, possono avere un potere benefico anche gli spazi blu della natura?
Anche laghi e fiumi offrono benefici psicologici rilevanti. Il contatto con l’acqua e gli sport acquatici favorisce il rilassamento, riduce l’ansia e migliora l’umore. In psicoanalisi, la sensorialità è centrale nello sviluppo dell’autoregolazione emotiva: l’acqua, con i suoi suoni, movimenti e temperature, stimola processi di integrazione psichica. I colori blu e verde calmano il sistema nervoso e favoriscono quiete interiore. Lo studio su Environmental Research (2025) mostra che l’esposizione agli spazi blu riduce il rischio di riacutizzazioni nei disturbi psichici gravi.
Quali consigli si sente di dare alle persone, adesso che siamo in estate?
-Abitate la natura, non solo attraversatela. Camminare in un bosco o stendersi accanto a un lago, non è solo rilassarsi, ma lasciarsi toccare dal linguaggio dei sensi. La natura non è cornice, è interlocutore silenzioso, che parla anche alla fatica interiore;
-Praticate gesti che rigenerano. Seminare, coltivare, nutrire anche solo una pianta è un atto psichico. L’azione creativa e manuale, fatta di cura e attesa, contrasta la passività e riattiva la capacità di agire;
-Cercate il verde e il blu, il sole non basta. I colori naturali agiscono in profondità: il verde acquieta, il blu apre. Lasciate che corpo e mente si rigenerino nella vegetazione e nell’acqua, non solo nella luce;
-Scegliete la lentezza. Rallentare, leggere in un parco, galleggiare sull’acqua, ascoltare il vento: nel tempo lento l’inconscio fluisce e si riorganizza;
-Coinvolgete i bambini nella natura. L’estate è occasione per esplorazioni libere: acqua, terra, vento e profumi creano radici psichiche e memoria emotiva profonda.
Cinque giorni di teatro, danza e musica all’interno della Necropoli Etrusca della Banditaccia, da mercoledì 23 a domenica 27 luglio un cartellone ricco di spettacoli
Cinque giorni di teatro, danza, musica e spettacoli per bambini nel cuore di un luogo unico al mondo: la Necropoli Etrusca della Banditaccia di Cerveteri, pronta a trasformarsi in un palcoscenico immerso nella natura, senza tempo, dove il passato incontrerà l’arte in tutte le sue forme. Un’esperienza unica, immersiva, dove lasciarsi trasportare tra note, versi, storie e coreografie.
Da mercoledì 23 a domenica 27 luglio, arriva il “Necropoli Art Festival”, rassegna promossa e sostenuta dal Comune di Cerveteri, inserita all’interno del cartellone dell’Estate Caerite, realizzata con il contributo della Regione Lazio ed insieme a Margot Theatre, “TIconZero Ets” e il Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia.
Ad aprire la kermesse, mercoledì 23 luglio alle ore 21:00, un appuntamento emozionante e suggestivo: “Lucevan le stelle – La musica va in scena a lume di candela”, una serata dalle mille emozioni con il trio “Le Capinere”, ideato e diretto da Maria Letizia Beneduce, più volte violinista nell’Orchestra del Festival di Sanremo, che accompagnerà il pubblico tra arrangiamenti originali ed innovativi in un viaggio tra le musiche di Verdi, Rossini, Bizet, Nino Rota, Piovani ed Ennio Morricone.
“Proseguono le serate dedicate alla musica, all’arte e allo spettacolo all’interno del nostro sito Unesco – ha dichiarato il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti – dopo il successo dei concerti di ‘Un’Estate in Musica’, è ora il momento di una nuova rassegna, che vede la direzione artistica di una realtà culturale consolidata nel nostro territorio e che sempre si è distinta per la grande qualità degli spettacoli offerti, ovvero Margot Theatre. In questi cinque giorni si alterneranno concerti, serate di raffinato jazz, spettacoli itineranti ed eventi per bambini: saranno occasione per assistere a degli eventi capaci di soddisfare i gusti di tutti, in una cornice unica al mondo come la Necropoli Etrusca della Banditaccia, un luogo che sempre di più dimostra di essere uno scenario perfetto per accogliere eventi come questi”.
“Con l’occasione – conclude il Sindaco Gubetti – ci tengo a ringraziare il Direttore del Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia Vincenzo Bellelli, ancora una volta resosi disponibile e ben favorevole ad accogliere all’interno del sito Unesco eventi culturali come questo. Vi aspettiamo come sempre numerosi: il Necropoli Art Festival, vi farà vivere l’arte sotto una nuova luce, sotto la luce delle stelle della Necropoli Etrusca della Banditaccia”.
Ad aprire la rassegna, mercoledì 23 luglio alle ore 18:00 “Orienteering Letterario”, una performance itinerante di danza per bambini e ragazzi lungo la Via degli Inferi, di e con Stefano Zarfrati, Luca Piomponi e Fernanda Pessolano. Alle ore 21:00 spazio al trio “Le Capinere” con “Lucevan le stelle”.
Giovedì 24 luglio alle ore 18:00 il primo spettacolo ad andare in scena è un grande classico, che ancora oggi emoziona grandi e bambini: “Il Piccolo Principe”. Un viaggio fantastico ma che ci condurrà il pubblico nel cuore del mondo reale. Una storia che si rivolge ai ragazzi e “a tutti i grandi che sono stati bambini ma non se lo ricordano più” come dice lo stesso autore nella dedica del suo libro. Alle ore 19:00 invece ci si sposterà alla Tomba delle Cinque Sedie con “In the Mood – Soul Music Live”, una serata tra musica e un piacevole aperitivo.
Venerdì 25 luglio alle ore 19:00 alla Tomba delle Cinque Sedie, spazio al “Simone Di Cataldi Jazz Trio”. Alle ore 21:00 invece, c’è “Idem – Io contengo moltitudini”.
Sabato 26 luglio alle ore 19:00 la Compagnia Bianco teatro/Ti con Zero sarà in via degli Inferi con lo spettacolo itinerante “Involu.Archeologia Naturale #30”. Alle ore 21:00 arriva “Peter Pan”, per la regia di Valentina Cognatti: un viaggio onirico attraverso paesaggi straordinari: dal cielo stellato ai boschi incantati, passando per il covo dei Bimbi Sperduti e il veliero del temibile Capitan Uncino.
Domenica 27 luglio il gran finale: alle ore 18:00 uno spettacolo itinerante per bambini, lungo la Via Sepolcrale principale, racconterà “La Nascita di Roma”. Alle ore 21:00 invece, in scena “Le sfacciate meretrici” un omaggio all’impegno e al coraggio di tutte le donne che hanno contribuito all’indipendenza e all’Unità italiana, accanto e al pari degli uomini, attraverso il racconto di alcune delle loro storie così incredibili, eppure vere.
Tutti gli spettacoli pomeridiani sono ad ingresso gratuito. Gli appuntamenti serali invece, eccezion fatta per quello di giovedì 24 luglio, prevedono il pagamento di un biglietto di ingresso. Per informazioni, prenotazioni e acquisto biglietti, visitare il sito internet http://www.art-festival.it/
Ricerca, impresa e istituzioni a confronto per disegnare il futuro energetico del Lazio
Si è concluso con grande partecipazione e interesse l’Innovation Day Energia 2025, promosso da Lazio Innova in collaborazione con il Cluster Tecnologico Nazionale Energia (CTN Energia) e InnovUp, con l’obiettivo di costruire insieme al mondo della ricerca, dell’industria e delle PMI, un ecosistema regionale in grado di guidare le innovazioni tecnologiche nei settori della transizione energetica
Nel corso dei lavori le aziende leader del settore energetico (tra cui Enel, Snam, Siram Veolia) hanno presentato esperienze ed obiettivi di innovazione tecnologica per la produzione e la gestione di energia green.
In una specifica sessione, i Fondi di Investimento (tra cui Eniverse Ventures, Mito Tech Ventures, DeepOcean, Green Arrow e Terna Forward) hanno invece illustrato le potenzialità finanziarie offerte dagli investimenti nelle filiere industriali dell’energia.
L’Università La Sapienza di Roma, l’Enea ed il Gse hanno evidenziato il ruolo centrale delle istituzioni per lo sviluppo ed il finanziamento di programmi di ricerca e innovazione in grado di coinvolgere gli enti di ricerca e le aziende.
La Regione Lazio ha presentato un pacchetto di interventi tra loro integrati che hanno la finalità di rendere nei prossimi anni la Regione un hub nazionale e internazionale per l’innovazione nei settori cleantech, in grado di attrarre aziende, investimenti e talenti.
Questi gli interventi presentati: a) apertura entro il 2025 di un Acceleratore Cleantech con programmi di attrazione e promozione dell’innovazione tecnologica e un piano operativo di Open Innovation, b) sostegni finanziari all’innovazione dal Programma Step appena pubblicato, c) sostegni alle startup innovative dai bandi Venture Capital appena pubblicati, e) pubblicazione a breve di un bando regionale per Impianti di Fotovoltaico e Sistemi di Accumulo, f) avvio di un centro di progettazione europeo per lo sviluppo di progetti e l’attrazione di investimenti.
In parallelo, Lazio Innova ha avviato nell’ambito delle attività di innovazione aperta sostenute dal PR FESR 2014-2020 la realizzazione del Living Lab “Lazio Abitare Green”, dedicato al green & smart building. Il Laboratorio è già operativo con un “modulo NZEB” (Near Zero Energy Building) denominato “ePop-Zeb”, che funge da dimostratore presso lo Spazio Attivo di Lazio Innova a Colleferro per la sperimentazione e validazione di tecnologie innovative per l’abitare sostenibile. L’attività è realizzata in collaborazione con CITERA – Centro Interdipartimentale Territorio Edilizia Restauro Ambiente di Sapienza Università di Roma.
Tra le novità annunciate nel corso dell’evento, il lancio a fine luglio di una nuova “Call4Innovation” dedicata ai settori energia e smart building, con l’obiettivo di selezionare le migliori soluzioni innovative da ammettere al Living Lab presso il dimostratore ePop-Zeb, in risposta alle sfide lanciate da Corporate e Investitori al Matchmaking con i Player presenti all’Innovation Day Energia.
«L’Innovation Day Energia ha rappresentato un momento strategico per mettere in rete ricerca, imprese e istituzioni, e per costruire insieme una visione condivisa della transizione energetica. La Regione Lazio crede fortemente nella creazione di una filiera industriale dell’innovazione, vogliamo diventare Hub Nazionale della Transizione Energetica attraendo risorse e talenti.
Tra le misure previste entro il 2025, un acceleratore per l’innovazione Cleantech, uno specifico bando per impianti e sistemi di accumulo, finanziamenti per l’innovazione e il venture capital», ha dichiarato la vicepresidente e assessore a Sviluppo economico, Commercio, Artigianato, Industria, Internazionalizzazione della Regione Lazio, Roberta Angelilli
In coordinamento con l’Assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia, a breve verrà presentato il PSO nell’Assemblea Pubblica del Contratto di Fiume Tevere da Castel Giubileo alla foce.
Con l’approvazione in Giunta Capitolina del Piano Strategico e Operativo del Tevere, promosso dall’Assessorato all’Urbanistica e coordinato dal prof. Carlo Gasparrini con il supporto tecnico di Risorse per Roma, viene sviluppato e portato in attuazione l’Ambito di Programmazione Strategica Tevere definito dal Piano Regolatore Generale di Roma.
Tre i fondamentali obiettivi strategici del PSO Tevere: infrastruttura verde e blu come attivatore di forme di transizione ecologica a valore paesaggistico e sociale; sistema di mobilità sostenibile accessibile per tutti e diffusa alla scala urbana; arcipelago di centralità urbane e locali propulsive dell’identità locale e della coesione sociale.
Sul tema interviene il Consigliere di Città metropolitana di Roma Capitale, Rocco Ferraro, delegato ad Ambiente, Aree protette e tutela animali.
“Per Città Metropolitana, da tre anni Soggetto Responsabile della gestione e attuazione del Contratto di Fiume Tevere da Castel Giubileo alla foce, l’approvazione del Piano Strategico e Operativo Tevere è un traguardo fondamentale nella definizione di azioni concrete per rendere il nostro fiume protagonista della rigenerazione sostenibile della città, in ambito urbano e periurbano.
A breve, in coordinamento con l’Assessore Veloccia, verrà convocata l’Assemblea Pubblica del Contratto di Fiume Tevere per aprire la fase procedurale delle osservazioni al PSO che verranno poi attentamente valutate prima della approvazione definitiva.
Il PSO, strumento operativo di natura strategica e programmatica, nel suo percorso di definizione e approvazione trova coerente spazio di confronto pubblico nell’ambito del CdF Tevere, lo strumento di programmazione strategica partecipata e negoziata per la definizione di azioni finalizzate alla tutela e valorizzazione del fiume e del suo territorio, e dello sviluppo locale.”
“Siamo orgogliosi di questa opportunità, con la volontà di dare spazio al confronto partecipato per conoscere il Piano Strategico e Operativo Tevere e consentire la più ampia informazione durante l’iter di approvazione. Il Tevere diventa sistema portante nel presente e nel futuro di Roma, e si conferma nel ruolo di protagonista per una rinnovata idea di città sostenibile centrata sulla transizione ecologica e sulla rigenerazione urbana e territoriale”, conclude Ferraro.
Proclamato lo stato di agitazione” È quanto dichiara in una nota per mezzo stampa la FP CGIL di Civitavecchia-Roma Nord-Viterbo.
“A partire dal 18 dicembre dell’anno passato il Comune di Fiano Romano è stato per sei mesi, fino alle elezioni di questo giugno, in commissariamento sotto la guida del Viceprefetto Buffarini.
Si paventa, a causa della politica di tagli e contenimento della spesa portata avanti del Commissario prefettizio, la chiusura dell’asilo nido comunale di Fiano Romano. Una scelta grave e pericoloso per tutto il tessuto sociale cittadino.
La chiusura della struttura non solo metterebbe a rischio il posto di lavoro per circa venti lavoratrici tra educatrici, ausiliarie e personale impiegato al servizio, ma priverebbe il territorio e la cittadinanza di un servizio pubblico essenziale. Gli asili nido rappresentano sia un imprescindibile luogo di educazione, scolarizzazione e socialità per i bambini e le bambine sia un indispensabile presidio di welfare verso le famiglie e in particolare verso le madri lavoratrici”
“Come FP CGIL di Civitavecchia-Roma Nord-Viterbo – continua la nota – esprimiamo profonda preoccupazione per le gravi conseguenze occupazionali e sociali che deriverebbero da una tale scelta politico-economica e chiediamo all’Amministrazione di individuare con tempestività soluzioni alternatici a tutela sia dell’occupazione delle lavoratrici sia del diritto di continuità didattica di tutta l’utenza”
“Data la situazione – conclude – abbiamo deciso di proclamare lo stato di agitazione del personale e abbiamo chiesto un incontro urgente al Prefetto per aviare la procedura di raffreddamento e conciliazione. La difesa dei posti di lavoro e dei servizi pubblici essenziali è un’assoluta priorità della nostra organizzazione e siamo pronti a perseguirla con ogni mezzo necessario”