Comunicato stampa
Giornale del Lago e della Tuscia edito dall'Associazione no-profit "L'agone Nuovo".
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Petali, colori, profumi e grandi quadri di arte effimera trasformeranno il cuore della Capitale.
A partire dal tardo pomeriggio di domenica 28 e durante la mattinata di lunedì 29 giugno 2026, via della Conciliazione e Piazza San Pietro ospiteranno la tredicesima edizione dell’Infiorata delle Pro Loco d’Italia, promossa da UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia), insieme all’Infiorata storica di Roma, organizzata dalla Pro Loco di Roma Capitale.
La manifestazione si svolgerà in occasione festa dei patroni di Roma, i Santi Pietro e Paolo e come da tradizione porterà davanti alla Basilica di San Pietro una delle espressioni più suggestive del patrimonio culturale immateriale italiano.
Saranno circa trenta le Pro Loco provenienti da tutta Italia che insieme a gruppi di maestri infioratori si riuniranno nella Capitale per dare vita a un grande percorso artistico e simbolico, capace di raccontare fede, creatività, tradizioni, simboli dell’identità dei territori.
Centinaia di volontari collaboreranno alla realizzazione di tappeti e quadri decorativi utilizzando fiori freschi ed essiccati, petali, trucioli di legno, sabbia, sale, zucchero, frutta e altri materiali naturali….
Comunicato stampa
Componimenti che esprimono situazioni, affezioni, avventure dell’anima. Suoni e parole che generano immagini quasi illusorie, provocano quel vago e quell’incerto che le rendono poetiche, ineffabili, forse misteriose, che lasciano nell’anima un gran desiderio, quasi sempre inappagato. L’anima non vedendo confini si perde nell’indefinito e tutto diventa suono lontano che si allontana poco a poco, in un’apparente vastità. Uno spirito poetico che trasporta l’ascoltatore in luoghi e tempi dimenticati, abbandonati e abitati solo dalla meraviglia. Brevi composizioni poetico-musicali sospesi in un incanto, liriche semplici e intense di filosofi, poeti, mistici, (Nietzsche, Hesse, Jabès) dalle quali si alza un canto d’amore. Un tessuto musicale classico dove la trama melodica, la voce, sono assolutamente contemporanee.
Dal profilo Facebook del sindaco di Bracciano
Comunicato stampa


Dal profilo Facebook di “Uno spazio per te”
Comunicato stampa
Si è svolto oggi presso la Camera dei Deputati il convegno “Ruolo del
Terzo Settore: Cultura che genera futuro. Educazione al patrimonio e
alle arti come risposta alla povertà educativa”, promosso dalla
Federazione Italiana del Teatro e delle Arti (FITA APS) con il
contributo del Ministero della Cultura, nell’ambito del bando dedicato
ai convegni di rilevante interesse culturale nazionale e
internazionale, e ospitato presso la Camera dei Deputati grazie alla
disponibilità del Presidente della Commissione Cultura, On. Federico
Mollicone.
La Sala Matteotti ha accolto autorevoli rappresentanti delle
istituzioni, del mondo accademico, della ricerca e del Terzo Settore
per affrontare il tema dell’educazione al patrimonio culturale e alle
arti come strumento di contrasto alla povertà educativa, evidenziando
il ruolo fondamentale delle associazioni culturali e delle istituzioni
nel raggiungere anche le aree più periferiche e fragili del territorio
nazionale.
Proprio nelle zone maggiormente esposte al rischio di esclusione
sociale ed educativa, la cultura si conferma uno strumento capace di
generare partecipazione, inclusione, cittadinanza attiva e coesione
sociale.
“Oggi abbiamo voluto indicare come il patrimonio culturale, le arti e
la creatività possano trasformarsi in strumenti concreti per
contrastare la povertà educativa, rafforzare la cittadinanza attiva e
generare coesione sociale”, ha dichiarato il Presidente Nazionale
FITA, Avv.to Carmelo Pace. “La Federazione Italiana del Teatro e
delle Arti ha fortemente voluto questo momento di dialogo tra
istituzioni, università, mondo educativo e associazionismo, nella
convinzione che la cultura non sia un costo, ma un investimento sul
futuro delle comunità. Crediamo che la risposta alla povertà educativa
richieda una visione condivisa, multidisciplinare e una forte alleanza
tra tutti gli attori coinvolti.”
Il convegno è stato aperto dai saluti istituzionali dell’On. Federico
Mollicone, Presidente della Commissione Cultura della Camera dei
Deputati, dell’On. Maria Teresa Bellucci, Viceministro del Lavoro e
delle Politiche Sociali, dell’onorevole Maria Carolina Varchi,
dell’Onorevole Simona Renata Baldassarre Assessore alla Cultura della
Regione Lazio, dell’ Onorevole Federico Rocca, Consigliere di Roma
Capitale, della Dott.ssa Elisabetta Borgia, Funzionario del Ministero
della Cultura, dell’Avv. Maria Lufrano, Presidente ANAS Lazio, e
dell’Avv. Carmelo Pace, Presidente Nazionale FITA.
La sessione di approfondimento, coordinata da Biagio Graziano per
FITA, ha visto gli interventi del Prof. Alessandro Sanzo
dell’Università Sapienza di Roma, del Dott. Matteo Corbucci,
Presidente Nazionale OMEP Italia, del Prof. Christian Corsi, Magnifico
Rettore dell’Università degli Studi di Teramo, e del Dott. Vincenzo
Curatola, Referente Nazionale ARCE – Alleanza Reti Comunità Educanti.
Dagli interventi è emersa con determinazione la necessità di
rafforzare la collaborazione tra istituzioni pubbliche, università,
scuole, enti culturali e Terzo Settore per costruire percorsi
educativi innovativi e accessibili, capaci di valorizzare il
patrimonio culturale e artistico come leva di sviluppo umano e
territoriale.
L’auspicio condiviso dai partecipanti è che questo appuntamento
rappresenti l’inizio di un percorso stabile di confronto e
collaborazione, in grado di trasformare le riflessioni emerse in
azioni concrete a favore delle comunità, delle nuove generazioni e
della crescita culturale del Paese.
Andrea Titti
Prende ufficialmente il via C&M LAB, un nuovo progetto civico che nasce come laboratorio di contenuti, persone e idee interamente dedicato allo sviluppo del territorio. Per promuovere questa nascita e capirne gli obiettivi, abbiamo intervistato il portavoce temporaneo del coordinamento, Francesco Mancuso: nasce oggi C&M LAB, da quale esigenza prende vita questo nuovo contenitore politico e culturale?
“Nasce C&M LAB – Idee per Canale e Montevirginio – perché sentiamo il bisogno di un metodo di lavoro aperto, inclusivo, dialogante. Alcuni di noi sono stati promotori e parte integrante di ‘Progetto Locale’, la piattaforma civica che ha guidato l’amministrazione in questi anni, C&M LAB nasce arricchita da un allargamento di visioni apportate da nuovi membri provenienti da altri percorsi civici e associazionistici del territorio. Oggi, in un’ottica di naturale evoluzione, diamo vita a questo laboratorio partendo da un dato di fatto: le esperienze politiche, col tempo, esauriscono la loro spinta propulsiva originaria. Con la nascita di C&M LAB vogliamo raccogliere quell’eredità e proiettarla nel futuro, rinnovando le energie per implementare il percorso di sviluppo intrapreso.”
Oggi avviene la pubblicazione ufficiale del simbolo e del nome di C&M LAB, ma in realtà vi siete già mossi da tempo dietro le quinte. Come si è sviluppato questo percorso e come sono andati i primi contatti?
“Esatto. La presentazione del simbolo e del nome che avviene oggi è solo il coronamento di una prima fase di incontri attraverso i quali abbiamo condiviso con tanti cittadini e associazioni proprio la ricerca dell’identità visiva e del nome del laboratorio. Questa prima fase di ascolto sta suscitando un vivo interesse e una preziosa partecipazione. Trattandosi di un laboratorio di idee che camminano sulle gambe delle persone, non precludiamo l’ingresso a nessuno e la nostra stella polare resta il dialogo civico, aperto anche a voci critiche. Proprio per questo, tra i primissimi incontri, la piattaforma ha invitato l’attuale Sindaco e tutti i consiglieri comunali che avevano contribuito alla nascita e all’attuazione di ‘Progetto Locale’ a condividere con noi una proposta per il futuro del paese. In quella circostanza, il Sindaco ha declinato l’invito, dichiarando che fosse ancora troppo presto per parlarne. Tuttavia, vedendo l’ampio spazio dato al tema sui social e le recenti dichiarazioni pubbliche che l’attuale amministrazione sta mettendo in campo, prendiamo atto che i tempi sono ormai maturi, rinnoveremo sicuramente l’invito, convinti che ora il momento giusto sia arrivato: se non ora, quando?”
Guardando al lavoro svolto nel Comune in questo decennio, da dove ritiene che debba partire l’azione di C&M LAB?
“Diamo assolutamente atto che in questi anni sono state fatte buone cose. Tuttavia, crediamo che negli ultimi anni, si sia offuscata una visione d’insieme strutturata, capace di contrastare efficacemente la crisi che il nostro tessuto economico locale sta subendo, con tratti specifici rispetto a quella più generale del Paese. Di conseguenza, molti lavori rischiano di rimanere fini a sè stessi o di passare inosservati, perché privi di una cornice programmatica generale e di un reale impatto strategico sul rilancio del paese. C&M LAB nasce proprio per ridare slancio a una visione complessiva, partendo dall’attuale situazione per migliorarla e metterla a sistema.”
In merito al futuro e alle prossime scelte elettorali, si comincia a parlare di candidature, esiste anche un’opzione per un possibile terzo mandato per il Sindaco. Qual è la posizione di C&M LAB?
“Siamo molto sereni su questo punto: è del tutto legittimo e naturale che ognuno abbia in mente un proprio candidato sindaco ideale, ma, per noi, oggi serve ragionare solo sul che fare, arriverà alla fine di questo percorso la definizione della squadra necessaria per realizzare gli obiettivi cresciuti nell’incontro con la cittadinanza e del suo punto di riferimento. Da parte nostra speriamo sinceramente in un dialogo costruttivo con l’amministrazione uscente — ci stiamo insistentemente provando — all’interno del quale non precludiamo nessuna strada, purché vengano mantenute alcune impostazioni fondamentali per C&M LAB: una squadra competente al lavoro a tempo pieno e una visione d’insieme per lo sviluppo di Canale e Montevirginio. Il nostro punto non negoziabile resta la necessità di cercare, attraverso la voce profonda del paese, una nuova spinta propulsiva e una rigenerazione delle competenze necessarie per dare nuovo slancio al territorio. Dopo dieci anni di percorso amministrativo è fisiologico che l’azione tenda ad adagiarsi su binari già tracciati; quello che serve a Canale e Montevirginio sono occhi nuovi e rinnovato entusiasmo per affrontare le sfide del domani.”
Quali saranno i prossimi passi pratici e qual è l’invito che rivolgete alla cittadinanza in occasione di questa nascita?
“Le sfide amministrative si vincono con la competenza, il dialogo e una programmazione condivisa con i cittadini, le cittadine, i commercianti e tutte le realtà locali presenti sul territorio. In passato questo ruolo di aggregazione è stato interpretato da un’altra formula; oggi proponiamo una nuova piattaforma di elaborazione: C&M LAB. Proprio per rendere questo percorso il più partecipato possibile, invitiamo tutti a seguire le pagine facebook ( https://www.facebook.com/share/1BcCyHLV6p/ ) e Instagram ( https://www.instagram.com/c.e.m.lab?igsh=MXF2YXQ5OXJpNHhjbw== ) ma, soprattutto, con l’apertura di un luogo fisico sul territorio: uno spazio in cui poter incontrare di persona tutti i cittadini e le cittadine di Canale e Montevirginio che desidereranno contribuire a questo progetto. Invitiamo fin da ora tutta la comunità, le associazioni e chiunque abbia a cuore il futuro del territorio a partecipare attivamente. Da oggi siamo pronti a metterci al lavoro, Canale e Montevirginio hanno bisogno di una campagna elettorale aperta al dialogo”.
Comunicato stampa
“Ero a Garlasco il 13 agosto del 2007. Sono pronto a dimostrare che non sto mentendo”. È quanto ha rivelato il testimone nell’intervista raccolta da Antonino Monteleone, andata in onda nel corso della seconda puntata di “Filorosso”, questa sera su Rai 3 e RaiPlay. Dopo le critiche suscitate dalla prima intervista, in onda la scorsa settimana, l’uomo si è mostrato questa volta a volto scoperto e ha voluto ribadire la veridicità della sua versione dei fatti.
L’uomo il 13 agosto 2007 si sarebbe trovato a Garlasco, proprio durante le ore del delitto di Chiara Poggi, perché aveva un appuntamento di lavoro per un evento alla discoteca Le Rotonde. “Il 15 di agosto di quell’anno c’è stato un grande evento, che all’epoca era uno degli appuntamenti più importanti in Italia”, racconta, “Io vado là giorni prima perché dovevo portare tutto l’allestimento del locale”. Arrivato in anticipo “mi sono fatto un bel giro. Io sono uno che cammina tantissimo, tutt’ora lo faccio. Però il paesino era vuoto perché era quasi Ferragosto, quindi non c’era un grande movimento. Ti dico che ho visto un paese che mi sembrava deserto, e ho incrociato altre due persone”.
Nel corso dell’intervista a Monteleone, l’uomo spiega anche perché gli è rimasta impressa la ragazza incontrata mentre correva su una bicicletta. “Io ti posso anche descrivere le altre persone che ho visto, a me è rimasto tutto impresso”, ha spiegato, “perché quando succede qualcosa tu ti stampi nella memoria quello che vedi. In quel momento l’ho guardata, ci siamo guardati in faccia, e l’ho seguita proprio con lo sguardo dopo che lei ha svoltato. Era una bella ragazza, mi sono girato e l’ho guardata e se n’è andata che pedalava a una velocità assurda. Sinceramente non posso dirti che ho percepito una fuga; io ho percepito che aveva fretta, e aveva due occhi spiritati”. Aveva “un bel completino nero, una magliettina, il pantalone, e mi ricordo gli occhiali sulla testa”, mentre la bici “era una bici nera, aveva dei raggi, sembravano d’argento. Cromati, che riflettevano la luce”.
Il testimone, a chi ha contestato la veridicità della sua affermazione, ha risposto che quel giorno era lucido. “Sinceramente non mi dispiace di non aver testimoniato all’epoca, se poi il mio destino sarebbe stato quello di tanti altri che ci hanno provato, hanno detto, per poi come li è andata a finire”, ha proseguito, “Ma io non ci ho mai pensato perché era proprio una cosa che non mi interessava”. Lo scorso anno si è interessato perché “credo di essere stato mosso dalla coscienza di vedere una situazione che non è chiara, qualcosa di anomalo in tutta questa vicenda. I carabinieri ritengono che io abbia detto delle menzogne? Ritengono che quello che io ho detto non sia vero? Ebbene, mi denunciano e mi contestino che io ho dichiarato il falso”.
Il testimone spiega poi che, lo scorso anno, quando era andato dai Carabinieri, “magari ho dato un numero di telefono che loro dovevano controllare, ma avendone io in uso tre in quel periodo, magari non ho dato quello giusto che ho utilizzato quella mattina. Ma me lo chiedessero e dico scusate, ne avevo tre, provate a controllare gli altri due”.
Sui giorni successivi alla sua testimonianza, nel ricordare che gli era stato assicurato il “segreto investigativo”, l’uomo racconta che “venti giorni dopo, al citofono di casa”, si sono presentate “due persone, due facce poco raccomandabili. Apro la porta e mi dicono: “ricordati che di Garlasco non sai niente e devi farti gli affari tuoi, sennò finisce male”. Mi ricordo anche la Polo nera su cui sono andati via, perché la mia è una strada dove non puoi parcheggiare. Loro sono arrivati con la loro macchina di fronte a casa, sono scesi, hanno suonato, io ho aperto, e mi hanno detto quelle cose. Non gli ho neanche risposto, non ho neanche avuto il tempo, sono saliti sulla loro Polo nera e se ne sono andati via”.