Il paesaggio che il territorio del lago di Bracciano offre è un bene da valorizzare e tutelare. È da questa prospettiva che nasce l’iniziativa promossa dal Consorzio di Navigazione del Lago di Bracciano e i rispettivi comuni coinvolti (Anguillara Sabazia, Bracciano, Trevignano Romano): un progetto finanziato con il contributo della Città Metropolitana di Roma Capitale, che vede la riqualificazione di alcuni dei punti più suggestivi che il comprensorio mette a disposizione.
In questo contesto si è tenuta il 6 agosto l’inaugurazione della piazzola denominata “La Sedia”: luogo protagonista del primo intervento di riqualificazione, ideato per restituire ai cittadini uno spazio sicuro da cui ammirare lo splendido panorama lacustre, e ai turisti un luogo in cui creare ricordi.
La presenza a questo evento di personalità particolarmente rilevanti del panorama capitolino e del Comprensorio Sabatino – il vicesindaco di Città Metropolitana di Roma Capitale Pierluigi Sanna, il presidente del consorzio di navigazione del Lago di Bracciano Francesco Pizzorno, i sindaci Angelo Pizzigallo, Claudia Maciucchi, Marco Crocicchi, il segretario particolare del sindaco metropolitano Gualtieri Luca Galloni, il Capo di segreteria del sindaco di Roma Emiliano Minnucci, il presidente del consiglio Comunale di Bracciano Giulia Sala, Sira Lucchetti che si è prodigata con passione e professionalità in tutto il lavoro e altri Consiglieri Comunali – hanno contribuito a sottolineare l’importanza di tale avvenimento. A ulteriore riprova di ciò, è stata emblematica anche la cortese partecipazione dell’associazione FISAR Manziana – Lago di Bracciano, grazie alla quale è stato possibile evidenziare come la tutela del territorio vada di pari passo con quella delle sue eccellenze enogastronomiche: risorse fondamentali per l’identità locale.
I lavori, su diretta proposta del Consorzio di Navigazione Bracciano, sono stati possibili attraverso l’utilizzo di fondi CIPESS (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile) erogati dalla Città Metropolitana di Roma Capitale, e hanno puntato principalmente su due aspetti: la messa in sicurezza e il rispetto dell’ecosistema del lago.
La zona è stata dotata di un guard-rail, panchine e cestini in cui gettare i rifiuti di tutti coloro che vorranno passare del tempo in questo spazio. Ciò che rende tutto ciò ancora più affascinante è che in un momento storico segnato dal cambiamento climatico, le amministrazioni si sono assicurate che durante i lavori si evitasse l’asfalto e, al contrario, venissero impiegati materiali naturali come legno e selciato, così da garantire la non incisività dell’uomo rispetto all’ecosistema lacustre.
Gli enti coinvolti hanno sfruttato i 187.000 euro erogati dalla Città Metropolitana di Roma Capitale per il ripristino di questo Belvedere, ma non solo: “La Sedia” è solo il primo tassello di un progetto più ampio che interesserà, per citarne alcuni, un’altra piazzola– situata anch’essa su territorio anguillarino – denominata “La Boricella”, oltre che la creazione di piste ciclabili, fondamentali per usufruire al meglio del territorio che interessa i comuni del Lago di Bracciano.
È importante sottolineare che gli enti coinvolti non hanno lasciato nulla al caso, e non hanno intenzione di lasciare questo progetto abbandonato a se stesso: Città Metropolitana di Roma Capitale ha erogato un ulteriore contributo di circa 91.000 euro, mirato alla pulizia e manutenzione del verde, così che la “bellezza universalmente riconosciuta” del lago di Bracciano, ed esaltata grazie al lavoro degli interessati, rimanga inalterata nel tempo.
L’agone nuovo, presente all’inaugurazione, auspica che l’interesse da parte delle Amministrazioni sia sempre costante nel tempo, nella salvaguardia del Territorio e nel suo Sviluppo.
Chiara Venturen e Giovanni Furgiuele Redazione L’agone
Ieri sera, nell’area esterna al Teatro Maurizio Fiorani di Canale Monterano, si è svolto un nuovo incontro musicale della rassegna ”I giovedì del TMF Music Festival”. Questa volta il titolo della serata è stato “Musikeria” un concerto di Fisarmonica e Percussioni. Un originale incontro di due grandi virtuosi dei loro rispettivi strumenti: Stefano Indino alla Fisarmonica e Umberto Vitiello alle percussioni.
Il numeroso pubblico si è fatto letteralmente coinvolgere dai ritmi musicali che, senza soluzione di continuità, volteggiavano tra la musica cantautoriale e quella popolare, tra i suoni sudamericani in un misto di nostalgia del tango e di allegria del samba, e quelli della tradizione napoletana e romana. Durante l’intera, calda, serata canalese, si percepivano la loro sciolta capacità d’improvvisazione e il desiderio di entrare in sintonia con il pubblico, al punto da scendere, verso la fine del concerto, dal palco e continuare a suonare tra la gente, in un contatto diretto che ha acceso l’entusiasmo.
Due episodi hanno dato alla serata un tono veramente emotivo. Il primo è stato il ricordo del cantautore Francesco Guccini, scomparso poche ore prima: un attimo di silenzio, poi le note de La locomotiva hanno attraversato lo spazio. Umberto Vitiello, con la chitarra che sembrava custodire un pensiero, ha guidato l’esecuzione; accanto a lui Stefano Intino ha aggiunto con la fisarmonica una vibrazione più intima, un colore di malinconia che ha avvolto il pubblico.
Il secondo momento è nato con spontaneità: tra gli spettatori era presente il chitarrista Enrico Cresci, invitato a intervenire quasi per caso. Il suo ingresso sul palco, in un brano suonato a tre, è stato spontaneo e trascinante; ha acceso l’attenzione dei presenti e trasformato quel frammento di serata in qualcosa di condiviso, quasi familiare.
Una familiarità che si è confermata al termine del concerto, quando il pubblico è stato invitato a prendere la propria sedia e avvicinarsi ai tavoli già preparati per gustare l’ormai consueto piatto di penne all’arrabbiata, accompagnato da un bicchiere di vino rosso: un marchio inconfondibile della tradizione del Teatro Maurizio Fiorani di Canale Monterano, pensato per favorire un incontro più diretto tra spettatori e protagonisti dello spettacolo.
Pronti a vivere una serata magica in questo primo giorno di luna nuova? Giovedì 13 agosto 2026, alle ore 21:00, il TMF Teatro Maurizio Fiorani di Canale Monterano si trasforma in un luogo d’incanto per l’evento ESOTERIKA: un interessante viaggio tra musica, mistero, danza e antichi rituali!
Ecco gli artisti e gli ospiti che vi accompagneranno in questa notte speciale: viaggia tra i ritmi del Mediterraneo con Michele Ascolese, Lasciati cullare dai canti sacri dell’Om con Daniela Colace, dalle meditazioni per gong e
orchestra digitale di Alberto Cerracchio e dalle note dedicate al pianeta Venere del soprano Vania Pietrobattista. Emozionati con la danza improvvisata su handpan di Therese Gut & Sabina Ganzoni e con la suggestiva danza con i ventagli di Matilda Russo. Scopri i segreti dei Tarocchi con Veronica Ciucci, ascolta le vibrazioni sonore di Tiziana Biscontini e scopri la verità sull’ipnosi con la psicoterapeuta Lorenza Pangallozzi. Esplora un angolo speciale con una selezione di letture esoteriche pronte da scoprire.
La serata non finisce qui! Dopo gli interventi, il teatro è felice di offrire a tutti una “spaghettata” con penne all’arrabbiata e un buon bicchiere di vino rosso, per festeggiare, cenare e chiacchierare insieme agli artisti.
Dove: TMF Teatro Maurizio Fiorani – Canale Monterano
Quando: Giovedì 13 Agosto 2026 – Ore 21:00
Ingresso: 15 Euro (spettacoli + cena inclusa!)
Info e Prenotazioni: Chiama o manda un messaggio WhatsApp al 380 4620311
Quindici giorni dedicati alla cucina di pesce “street” alla marina, con una proposta pensata anche per i celiaci grazie ad AIC Lazio
Civitavecchia, 7 agosto 2026 — Dall’8 al 22 agosto Piazza della Vita ospita «Il Padellone», uno dei grandi classici dell’estate civitavecchiese. Per due settimane la marina si anima attorno al profumo del fritto e ai sapori della cucina di pesce, in uno degli appuntamenti più amati dell’estate cittadina.
Quest’anno una novità dell’iniziativa è l’attenzione a chi convive con la celiachia: grazie alla collaborazione con AIC Lazio – Associazione Italiana Celiachia, i piatti saranno disponibili anche in versione senza glutine, perché lo street food resti un piacere alla portata di tutti. La cucina è affidata al ristorante Taverna dell’Olmo.
La manifestazione si svolge con il patrocinio del Comune di Civitavecchia e del Consiglio Regionale del Lazio.
«Il Padellone è una di quelle cose che raccontano l’anima popolare di Civitavecchia – dichiara il sindaco Marco Piendibene –. Anche quest’anno l’appuntamento è alla marina per ritrovarsi e ritrovare una bella tradizione locale.»
«Ad agosto Civitavecchia accoglie tanti visitatori e crocieristi, e un appuntamento come «Il Padellone», nel cuore della città, è il modo migliore per far vivere loro i sapori e l’atmosfera del nostro street food – aggiunge l’assessore al Turismo Pietro Alessi –. Eventi così rafforzano l’immagine di una città accogliente. L’apertura al senza glutine, insieme ad AIC Lazio, è un valore in più: nessuno resta escluso dalla tavola.»
«Il Padellone» è in programma in Piazza della Vita dall’8 al 22 agosto.
Il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti: “Finanziamento ottenuto prima dell’episodio della scorsa settimana che ha visto lo spezzarsi di 2 rami. Attenzione per la cura e la manutenzione sempre alta”_
Nei giorni scorsi il Comune di Cerveteri, attraverso l’Ufficio Ambiente, si è aggiudicato un contributo da parte dell’Arsial (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio) pari a 2.500,00 euro, finalizzato a favorire attività di conservazione, salvaguardia ed esami diagnostici della Quercia secolare di Largo Almunecar, riconosciuta come albero monumentale.
“Un legame profondo e una cura costante che affondano le radici nel tempo: fu proprio durante gli anni in cui ricoprivo l’incarico di Assessore all’Ambiente che seguimmo e completammo tutta la procedura amministrativa per far inserire ufficialmente questo esemplare nell’elenco nazionale delle alberature monumentali. Da quel momento, non abbiamo mai smesso di prendercene cura con tutte le cautele e le attenzioni del caso.”
”Questo contributo, frutto di un importante lavoro del nostro Ufficio Ambiente, è giunto prima dell’episodio verificatosi la scorsa settimana che ha visto spezzarsi due grossi rami della quercia — ha dichiarato il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti —. Ci tengo a sottolinearlo, anche in risposta ad alcune polemiche lette sui social in cui si collegava l’accaduto a una scarsa o assente manutenzione. In realtà non è così: da sempre, sulla Quercia secolare di Largo Almunecar, simbolo della nostra città, svolgiamo un lavoro costante e approfondito per preservarla e renderla sempre più forte e rigogliosa”.
“Tra gli interventi strutturali più significativi realizzati negli ultimi anni spicca l’opera di depaving – spiega il Sindaco Gubetti – abbiamo provveduto a rimuovere l’asfalto e la vecchia pavimentazione limitrofa all’albero, sostituendola con una sistemazione pensata appositamente per dare sfogo, aria e ossigeno alle radici, migliorando nettamente la salute complessiva della pianta. A questo si affiancano interventi specialistici di grande precisione, come le potature e le imbragature mirate delle branche più pesanti, eseguite da agronomi qualificati operando in free climbing per garantire la massima stabilità in totale sicurezza”.
“Grazie a questo nuovo finanziamento sovracomunale intercettato tramite l’Arsial — conclude il Sindaco — potremo continuare a sostenere le spese per eseguire indagini fitostatiche e fitopatologiche, ulteriori trattamenti alla chioma e al fusto, e nuovi sistemi di ancoraggio specialistici. Ringrazio di cuore tutto il personale dell’Ufficio Ambiente per l’ottimo lavoro svolto, grazie al quale l’Ente può disporre di ulteriori risorse per tutelare e mantenere in vita, nel migliore dei modi, uno dei simboli storici e naturalistici più importanti di Cerveteri”.
Grazie alla collaborazione con le Forze dell’ordine – resa piu’ stringente e sinergica in queste settimane anche grazie all’impegno della Direzione strategica – i Carabinieri della Caserma Macao pattuglieranno l’ intera area dell’ Ospedale. usando anche biciclette e motorini elettrici.Mezzi veloci a basso impatto ambientale che contribuiranno a garantire intervento e presenza delle forze dell’ ordine anche in parti della struttura non accessibili a pazienti ed operatori e soggetti a rischio degrado e abbandono.
Ne parliamo con Adelia Lucattini, Ordinario della Società Psicoanalitica italiana
Lucattini: “Particolarmente esposti a questo “cortocircuito” sono i giovani e gli adolescenti, chiamati a proiettare la propria esistenza nei prossimi cinquant’anni mentre l’incertezza climatica rende più difficile immaginare il proprio futuro. Quando l’orizzonte appare instabile e minaccioso, può venir meno quella fiducia di base che consente di desiderare, progettare e rappresentarsi nel tempo. È urgente chiedersi, allora, come sostenere la tenuta psichica di fronte a questo smarrimento e come favorire una nuova capacità di resistenza interiore e continuare a preservare con serenità la speranza”.
Di Marialuisa Roscino
Il cambiamento climatico ha smesso di essere una proiezione statistica a lungo termine per trasformarsi in una realtà accelerata e che desta preoccupazioni in moltissime persone. A dimostrarlo sono i recenti dati della letteratura scientifica unitamente al bollettino di casi sempre più frequenti di persone che stanno male evidenziato dagli esperti.
Una realtà percepita negli ultimi anni con una progressione non più lineare, ma esponenziale. Questo ritmo incalzante sta generando un fenomeno profondo e pervasivo: una crisi che non minaccia soltanto la sopravvivenza fisica del pianeta e dei suoi abitanti, ma che mette a rischio l’integrità stessa della mente di moltissime persone.
Spiega Lucattini: “Il dibattito pubblico e istituzionale continua a concentrarsi soprattutto sugli aspetti tecnici, economici e ingegneristici della crisi climatica, come se il problema riguardasse soltanto la sopravvivenza biologica della Terra. Si parla ancora troppo poco di ciò che accade dal punto di vista esistenziale, intimo, e dei cambiamenti profondi che questa minaccia produce nel modo di percepire sé stessi e il proprio futuro. La psicoanalisi può offrire una chiave di lettura importante. La crisi climatica non incide soltanto sull’umore, ma può toccare la sensazione stessa di essere vivi, di avere un posto nel mondo e di poter continuare a credere con fiducia alla propria vita. Un disagio che diventa ancora più intenso quando si accompagna a difficoltà economiche concrete e alla fatica quotidiana di affrontare il domani”.
In questa intervista, Adelia Lucattini approfondisce le radici del nuovo disorientamento esistenziale, toccando diversi aspetti della vita e non solo degli adulti, ma anche dei giovani.
Dott.ssa Lucattini, partiamo da una constatazione: negli ultimi tre anni il cambiamento climatico non viene più vissuto come una tendenza progressiva, ma come un’accelerazione esponenziale. Dal punto di vista della salute mentale, cosa cambia nel modo in cui la psiche elabora questa rapidità?
Nei giovani questo sentimento è particolarmente intenso perché il 2050 o il 2075 non sono date lontane o astratte. Coincidono con la loro vita adulta, con il tempo in cui immaginano il lavoro, gli affetti, i viaggi e la possibilità di costruire una famiglia.
Uno studio pubblicato Proceedings of the National Academy of Sciences (2025), condotto su 2.834 giovani statunitensi tra i 16 e i 24 anni, ha mostrato che il disagio legato al clima è già presente in una parte consistente di questa generazione e può influenzarne le scelte future. Chi aveva vissuto direttamente eventi climatici estremi riportava livelli ancora più elevati di eco-ansia.
Anche una ricerca pubblicata su Nature Mental Health (2025) ha evidenziato come l’inazione politica e il senso di ingiustizia tra generazioni possano alimentare impotenza, rabbia e la sensazione di essere stati lasciati soli di fronte al futuro.
Bisogna però evitare di considerare automaticamente questa preoccupazione come una patologia. In molti casi, è una risposta comprensibile a un pericolo concreto. I giovani non hanno bisogno soltanto di essere rassicurati, ma di incontrare adulti e istituzioni capaci di riconoscere il problema, parlarne con chiarezza e offrire possibilità reali di partecipazione e di azione.
In che modo, l’incertezza sul futuro del clima altera, in particolare, i processi psichici profondi, soprattutto nelle nuove generazioni?
L’incertezza climatica modifica soprattutto il modo in cui si guarda al futuro, quando questo appare minacciato, tutto questo può essere accompagnato da paura, impotenza e da una sorta di lutto anticipatorio per un mondo che si teme di perdere prima ancora di averlo pienamente conosciuto.
Può incrinarsi anche la fiducia negli adulti e nelle istituzioni, vissuti come incapaci di proteggere il domani. Da qui, possono nascere rabbia, senso di tradimento, colpa per il proprio impatto sull’ambiente oppure una visione fatalistica, nella quale sembra che nulla possa davvero cambiare.
Il disagio climatico tende ad aumentare durante l’adolescenza, anche perché in questa fase cresce la capacità di immaginare scenari futuri complessi. Può quindi entrare nelle scelte concrete, influenzando lo studio, i viaggi, il luogo in cui vivere e persino la possibilità di avere figli, come rilevato da una ricerca pubblicata su (Nature Mental Health, 2025).
Il clima, però, non è soltanto qualcosa che accade fuori di noi. Ha a che fare con la vita stessa, con la sensorialità e con le dimensioni più profonde dell’inconscio. Il nostro immaginario si forma attraverso i suoni, i colori, le temperature, la luce e il ritmo delle stagioni, così come li abbiamo conosciuti fin dall’infanzia e come ci sono stati trasmessi dalle generazioni precedenti.
Quando questo ordine cambia rapidamente, viene meno una parte della familiarità del mondo. Si interrompe quella continuità degli eventi che contribuisce a farci sentire stabili e al sicuro. Da qui, possono nascere ansia, preoccupazione e un senso di precarietà esistenziale.
Il disorientamento esistenziale legato al clima non è solo un problema individuale, ma collettivo. Da un punto di vista psicoanalitico, come è possibile lavorare anche sul senso di isolamento che spesso accompagna chi sperimenta questo tipo di ansia e di angoscia?
Da un punto di vista soggettivo, è importante trasformare un’angoscia vissuta in solitudine in un’esperienza condivisa. La crisi climatica tocca anche l’inconscio collettivo, perché mette in discussione immagini profonde e comuni, la Terra come casa, il ritmo delle stagioni, la continuità tra le generazioni.
La solidarietà permette di dare parole alla paura, riconoscersi nell’esperienza degli altri e recuperare un senso di appartenenza e di possibilità d’azione. Uno studio pubblicato su BMJ Mental Health (2025) ha individuato proprio nel sostegno sociale, nella speranza e nel contatto con altri giovani preoccupati per il clima, importanti fattori protettivi. L’obiettivo, quindi, non è cancellare l’ansia, ma trasformarla da esperienza che paralizza in pensiero, in relazione e azione condivisa.
Secondo Lei, come si può restituire valore e vitalità alla psiche in questo scenario?
Per restituire vitalità alla psiche non basta cercare di ridurre l’ansia, bisogna aiutare le persone a ritrovare un rapporto armonioso con il mondo. Gregory Bateson, in Verso un’ecologia della mente, ci ricorda che la mente non è qualcosa di chiuso dentro l’individuo, ma nasce continuamente nelle relazioni, nel linguaggio, nella cultura e nel rapporto con la natura. Per questo, la crisi climatica riguarda anche il modo in cui sentiamo il nostro posto nel mondo e nel vivente.
L’introspezione è importante perché permette di riconoscere la paura, la rabbia e il senso di perdita. Ma queste emozioni non possono essere lasciate soltanto alla dimensione privata. La solidarietà serve proprio a evitare che il disagio venga vissuto come debolezza personale. La scuola e la famiglia possono avere un ruolo decisivo, offrendo spiegazioni chiare, adeguate all’età, senza negare il problema, ma anche senza trasformarlo in un cul-de-sac. Conoscere aiuta a dare un nome a ciò che altrimenti resta una sensazione di allarme confusa, mentre una verità condivisa con adulti affidabili è più facile da elaborare.
Servono poi azioni concrete, anche piccole. Agire permette di uscire dalla passività, recuperare un senso di efficacia e tornare a pensare il futuro non soltanto come qualcosa da temere, ma come uno spazio ancora possibile. Gli interventi più utili sembrano essere proprio quelli che uniscono educazione, espressione emotiva, contatto con la natura, legami di gruppo e partecipazione collettiva. In questo senso, conoscere, comprendere e agire possono avere una funzione terapeutica, perché aiutano a ricucire i legami che l’angoscia climatica tende a spezzare: con gli altri, con il mondo e con il proprio futuro (Journal of Adolescence, 2026).
Guardando ai prossimi decenni, quale ritiene debba essere la principale evoluzione dell’ascolto psicoanalitico per rispondere efficacemente a questa nuova frontiera del disagio umano?
la psicoanalisi può continuare ad aiutare le persone affinché superino questo senso di angoscia climatica, trasformando una paura indistinta in qualcosa che può essere riconosciuto, nominato e pensato. Non si tratta di rassicurare o di negare la gravità della situazione, ma di evitare che la minaccia occupi tutto lo spazio mentale e renda impossibile immaginarsi negli anni futuri.
Winnicott ha mostrato quanto il sentirsi vivi dipenda anche dall’esistenza di un ambiente sufficientemente affidabile. Quando il mondo esterno appare instabile e imprevedibile, può incrinarsi quella continuità interiore che consente di progettare, desiderare e sentire che la propria vita abbia una direzione. La relazione analitica può allora offrire un’esperienza di tenuta, nella quale la paura non deve essere nascosta e può essere attraversata senza diventare paralizzante.
Secondo lo psicoanalista statunitense contemporaneo Thomas Ogden, alcune esperienze sono inizialmente troppo vaste per essere elaborate e rimangono come sensazioni confuse, immagini catastrofiche o stati di allarme. È proprio nel lavoro psicoanalitico che possono trovare una forma e diventare pensabili.
Un articolo pubblicato sull’International Journal of Psychoanalysis (2025) ricorda che la crisi climatica riguarda sia il paziente sia l’analista, poiché vivono nel mondo, condividono i cambiamenti climatici e di vita, certamente ognuno in modo diverso. La psicoanalisi può essere davvero utile, poiché aiuta a guardare alla realtà senza esserne sopraffatti, a sopportare le fatiche dei cambiamenti, e riapre la possibilità di investire nella propria vita, negli affetti, nelle amicizie, nello studio, nel lavoro, nella famiglia. Di credere fortemente in un futuro personale e collettivo, da portare avanti e in parte ancora da costruire, riguardo i cambiamenti climatici che portano con sé cambianti, economici, sociali e culturali.
Quali consigli si sente di dare?
-Informarsi sempre e da più fonti attendibili;
-Non confondere la paura climatica con una patologia, va ascoltata e superata;
-Restare in contatto con ciò che dà un senso autentico alla propria vita, le emozioni profonde e le persone care;
-Parlarne con i genitori ed altre persone adulte in modo sincero, in modo da capire e affrontare i problemi;
-Trasformare la preoccupazione in partecipazione attiva per l’ambiente e per il clima.
Il Consorzio di Navigazione del lago di Bracciano, ottimamente guidato dal presidente Francesco Pizzorno, ha inaugurato oggi il belvedere in loc. La Sedia, completamente rimesso a nuovo e pavimentato. Un affaccio magnifico su un panorama mozzafiato, per la gioia di chi vive in questo territorio e dei turisti. La Città Metropolitana ha messo a disposizione del Consorzio le risorse necessarie, derivanti da quei fondi Cipess per il ristoro ambientale che recuperammo alcuni anni fa ( grazie ancora a Silvia Velo allora Sottosegretario all’Ambiente ) e che sono diventati una “posta” fissa annuale per questo territorio. Grazie al vicesindaco Pierluigi Sanna per essere intervenuto ed ai sindaci dei comuni rivieraschi che, insieme a tanti amministratori locali, sono stati presenti.
“Per la realizzazione delle due rotatorie di via Braccianese, nei mesi scorsi il Municipio XV, in collaborazione con il Dipartimento Espropri di Roma Capitale e l’Ufficio Giubileo, ha seguito tutte le procedure relative agli espropri e alla consegna delle aree che, grazie al lavoro congiunto degli uffici, sono state acquisite attraverso cessioni volontarie.
Con la notifica ricevuta oggi dell’ultimo decreto ancora pendente, si conclude definitivamente il procedimento dell’unico esproprio effettuato, per cui il 20 agosto Roma Capitale prenderà formalmente possesso dell’ultima area e il 24 agosto la consegnerà ad ANAS. Da quel momento tutte le aree saranno definitivamente nella disponibilità dell’Amministrazione e di ANAS, che nel frattempo ha già avviato i lavori per la realizzazione della prima rotatoria all’incrocio con via Anguillarese. Nell’ultima area acquisita è presente la statuina della Madonnina, la cui tutela e ricollocazione erano già state chieste e concordate in sede di Conferenza dei Servizi con Anas. A tal proposito il Municipio, dopo il 24 agosto, promuoverà quindi un incontro per definirne tempi e modalità, nel rispetto degli impegni assunti.
Davvero grazie al Comune di Montorio Romano e al suo Sindaco, Vincenzo Ponzani, per la collaborazione nelle attività di notifica e al Dipartimento Espropri di Roma Capitale e all’Ufficio Giubileo per il costante supporto durante tutto l’iter amministrativo.
Un ringraziamento speciale va infine al funzionario, Giorgio Piccarreta, storico dipendente di Roma Capitale che pur avendo raggiunto il pensionamento, ha seguito questo procedimento fino al suo ultimo giorno di servizio. Un impegno che testimonia la dedizione e la competenza con cui ha svolto il proprio lavoro in tanti anni al servizio di Roma Capitale. Colgo l’occasione per rivolgere a lui i più sinceri auguri per questa nuova fase della vita.”
Così in una nota il Presidente del Municipio XV, Daniele Torquati
È stata inaugurata ieri, nel comune di Anguillara, la Piazzola belvedere, “La Sedia” lungo la strada circumlacuale Provinciale 11b. Si tratta di uno dei punti di affaccio sul lago, che rientra nell’area protetta del Parco, per il quale è stata rifatta la pavimentazione realizzata con il selciato, si è posizionato il guard rail e sono state installate panchine e cestini dei rifiuti.
Il Consorzio Lago di Bracciano dal 2009, grazie ad un contributo dell’allora Provincia e dell’attuale Città metropolitana di Roma (la quale ha concesso un contributo straordinario destinato ad un piano triennale di manutenzione del verde, pulizia e manutenzione ordinaria dei punti di affaccio) ha portato avanti un’opera di riqualificazione e messa in sicurezza dei punti di affaccio che nel territorio rappresentano una risorsa preziosa sia per il turismo sia per gli abitanti della zona.
Dopo la piazzola “La sedia” altre opere di ripristino riguarderanno nei prossimi mesi la piazzola “La Boricella” nel Comune di Anguillara Sabazia.
All’inaugurazione di ieri erano presenti il vicesindaco della CMRC Pierluigi Sanna, i sindaci di Anguillara Sabazia Angelo Pizzigallo, di Bracciano Marco Crocicchi e di Trevignano Claudia Maciucchi; il presidente del Consorzio lago di Bracciano Francesco Pizzorno, il capo segreteria del sindaco di Roma Emiliano Minnucci e il segretario particolare Luca Galloni.