Appuntamento per sabato 11 e domenica 12 ottobre alle ore 21:00. In scena, Dani Bra con “Wonder Bra” e Enzo Garramone con “Non avevo il fisico… per far e il fisico”
Due serate all’insegna della comicità a Cerveteri. Sabato 11 e domenica 12 ottobre l’Aula Consiliare del Granarone è pronta a diventare palcoscenico di due appuntamenti di teatro e cabaret aperti a tutti, ad ingresso gratuito, per trascorrere del tempo piacevole in compagnia, dove protagoniste saranno la voglia di ridere, di divertirsi e di non “pensare” alla routine quotidiana per qualche ora.
Sabato 11 ottobre ad andare in scena sarà l’attore comico Dani Bra, con “Wonder Bra”, esilarante spettacolo teatrale che tra monologhi, personaggi, musica, poesia e irriverenti giochi di parole che farà sfociare il pubblico in delle piacevolissime risate.
Domenica 12 ottobre invece, è il turno di Enzo Garramone con lo spettacolo “Non avevo il fisico… per fare il fisico”.
Entrambi gli spettacoli, patrocinati dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Cerveteri sono ad ingresso gratuito ed avranno inizio alle ore 21:00.
“Due serate da non perdere a Cerveteri, due spettacoli comici ad ingresso gratuito: due momenti per stare insieme e trascorrere del tempo con degli artisti davvero di spessore, che sapranno coinvolgere e divertire – ha dichiarato Francesca Cennerilli, Assessore alla Cultura del Comune di Cerveteri – si tratta dei primi appuntamenti dopo l’Estate Caerite: invito pertanto la cittadinanza e le famiglie a venire ad assistere a questo doppio appuntamento con la comicità che come Assessorato sono felice di proporre a Cerveteri”.
“Stiamo lavorando con l’ufficio cultura e con la Giunta ai prossimi eventi e rassegne artistiche all’interno della nostra città – prosegue l’Assessore Cennerilli – l’obiettivo è quello di offrire alla città un’offerta culturale sempre ampia, variegata e di interesse collettivo
L’Assessore alla Pubblica Istruzione Romina Vignaroli: “Un ringraziamento alla Cooperativa MediHospes, preziosa con la propria professionalità alla buona riuscita dell’iniziativa”
“Far avvicinare i bambini e le bambine della quinta elementare alle scuole medie a tempo di musica”.
Così Romina Vignaroli, neo assessora alla Pubblica Istruzione, nel descrivere il progetto “continuità” per l’indirizzo musicale dedicato alle classi quinte organizzato all’interno della scuola di Via Satrico a Cerenova, che prevede una serie di iniziative per introdurre i piccoli delle elementari all’ambiente e al contesto della scuola secondaria.
“Tra le tante attività in programma, c’è anche uno spazio dedicato a quello che da tutti viene riconosciuto come il linguaggio universale per eccellenza, ovvero quello della musica – ha aggiunto l’Assessora Romina Vignaroli – ogni lunedì, dalle ore 16:30 alle ore 17:30, grazie alla disponibilità preziosa dei docenti della scuola, i bambini di quinta potranno effettuare delle lezioni, utili in primis per socializzare e stare insieme, e poi per apprendere in un luogo sicuro e familiare come è quello della scuola, uno strumento musicale”.
“Un ringraziamento sentito – prosegue l’Assessora Vignaroli – ci tengo a farlo alla Cooperativa che gestisce il servizio di OePac all’interno delle nostre scuole, ovvero la Medihospes ed in particolar modo al referente Mario David.
Con grande disponibilità, sensibilità e attenzione, si sono messi immediatamente a disposizione dell’Istituto e dei ragazzi, garantendo la propria presenza e professionalità, fondamentali per la buona riuscita del progetto e delle lezioni.
A loro, e mi sento di affermarlo sia da Docente che da Assessore, il mio plauso e la più completa disponibilità ad ogni forma di attività e collaborazione che vadano come sempre, incontro alle esigenze di ragazzi e famiglie.
Una disponibilità e collaborazione, quella offerta da Medihospes che non andrà a gravare sul monte ore di assistenza domiciliare né su quello scolastico già erogato agli utenti”.
Si è svolta questa mattina, all’Aula Pucci, la cerimonia di consegna dei 50 abbonamenti alla stagione teatrale 2025/2026 destinati agli studenti e alle studentesse delle scuole superiori di Civitavecchia che si sono distinti per impegno e profitto scolastico.
L’iniziativa, intitolata “L’Arte in Premio”, nasce dalla volontà dell’Amministrazione comunale di valorizzare il merito e al tempo stesso avvicinare le nuove generazioni al mondo del teatro, inteso come luogo di formazione, crescita personale e partecipazione culturale.
Alla cerimonia erano presenti i rappresentanti dell’Amministrazione comunale, di ATCL, i dirigenti scolastici e i docenti referenti degli istituti coinvolti, insieme agli studenti premiati.
L’Assessore all’Istruzione e Cultura Stefania Tinti ha sottolineato come l’iniziativa “abbia voluto premiare l’impegno, ma anche offrire un’opportunità concreta per accedere al linguaggio del teatro e alla sua straordinaria capacità educativa e creativa. Ringrazio le scuole per la collaborazione e la sensibilità dimostrata nel promuovere questo progetto”.
L’Amministrazione comunale rinnova così il proprio impegno nel sostenere la cultura come strumento di inclusione, educazione e crescita collettiva, in un’ottica di promozione del talento e di attenzione verso le nuove generazioni.
Interventi in programma sulla pubblica illuminazione di Via del Sasso, di Cerenova e di Campo di Mare. In programma anche la sostituzione di otto punti luce di Viale Tirreno
Hanno preso il via questa mattina da via Passo di Palo una serie di interventi nell’intero territorio comunale di Cerveteri ad opera della Multiservizi Caerite, società municipalizzata al 100% del Comune di Cerveteri. Progettati ed eseguiti in house, sotto la Direzione tecnica dell’Ingegner Umberto Forghieri, puntano a mettere in sicurezza, ripristinare ed efficientare alcuni punti luce della città.
“Il primo intervento, che è attualmente in corso, riguarda via Passo di Palo all’intersezione con via Settevene Palo Nuova, da poco divenuta via degli Angeli Ceretani – ha dichiarato Matteo Luchetti, Assessore alle Opere Pubbliche del Comune di Cerveteri – si sta provvedendo infatti ad interrare un cavo della pubblica illuminazione e conseguentemente a sostituire gli ultimi due lampioni. Una volta sostituiti, via Passo di Palo sarà totalmente efficientata, con lampioni nuovi al Led”.
“Successivamente – prosegue Luchetti – i lavori si sposteranno al Parco della Rimembranza, per il ripristino di sei punti luce spenti e in via del Sasso, per la sostituzione di un punto luce danneggiato dalle fiamme, punto luce importante perché alimenta ulteriori sette lampioni. Il costo totale di questo primo trittico di interventi è di circa 8mila euro”.
Sempre con Multiservizi Caerite, sono in programma ulteriori interventi, tra cui la sostituzione di otto pali di pubblica illuminazione con corpi illuminanti a Led in viale Tirreno a Cerenova, il ripristino di tre lampioni mancanti sul Lungomare dei Navigatori Etruschi e la sostituzione del quadro elettrico del quinto lotto di Campo di Mare.
“Ci tengo infine – ha concluso l’Assessore Luchetti – a ringraziare l’Ingegner Forghieri e tutto il personale della Multiservizi Caerite, sempre attenti e professionali nel seguire le indicazioni da parte dell’Amministrazione comunale”.
Il Partito Democratico di Anguillara Sabazia e Sinistra italiana – AVS, a seguito di un incontro molto fruttuoso e proficuo, annunciano la volontà di adoperarsi affinché, in vista delle elezioni comunali di primavera, si apra il cantiere dell’alternativa.
Nelle intenzioni di entrambe le forze politiche l’idea di dare vita ad un grande spazio di confronto e di partecipazione che costituisca la base per la costruzione del programma con cui si vuole restituire alla città il futuro che negli ultimi cinque anni si è fermato, impastoiato da un governo inconcludente di una destra litigiosa e impalpabile.
Di qui l’appello, rivolto alle forze politiche, sociali ed associative democratiche, perché nasca la “fabbrica delle idee”, ovvero un percorso aperto e inclusivo che veda nei prossimi mesi incontri, momenti di ascolto e di proposta.
Sarà un lavoro collettivo e appassionante, volto a costruire insieme le fondamenta di un progetto serio e credibile per il rilancio di Anguillara.
Da subito, però, rivolgiamo un invito chiaro: chiunque creda nella possibilità di riscattare Anguillara, chiunque voglia mettersi in gioco per il bene della città, è chiamato a partecipare e a condividere idee, energie e competenze.
Siamo all’inizio di una sfida decisiva, che richiederà coraggio, impegno e responsabilità.
Un buon lavoro a tutti noi, a chi deciderà di essere protagonista e di metterci la faccia per il futuro di Anguillara.
400mila euro stanziati per almeno 1.000 neopatentati coinvolti tra i 18 e i 21 anni
Un primo passo concreto sulla sicurezza stradale arriva dalla Regione Lazio, che prima della pausa estiva ha approvato la delibera per l’avvio dei corsi di guida sicura destinati ai neopatentati tra i 18 e i 21 anni. L’iniziativa è finanziata con 400mila euro, stanziati grazie a un emendamento alla legge di bilancio presentato dal capogruppo di Azione in Consiglio regionale, Alessio D’Amato, e consentirà la partecipazione di almeno mille giovani.
I corsi si terranno in impianti specializzati, con strutture in grado di riprodurre condizioni critiche di guida: fondi a bassa aderenza, ostacoli improvvisi, perdita di controllo del mezzo, frenate d’emergenza, situazioni di scarsa visibilità e guida notturna. Non semplici lezioni teoriche, ma un addestramento pratico volto a rafforzare la capacità di reazione dei ragazzi e a prepararli ad affrontare gli imprevisti della strada.
“È fondamentale che questo intervento diventi strutturale e che venga valutato con criteri rigorosi. Servono test prima e dopo il corso, una verifica delle abilità alla guida e un monitoraggio a distanza di mesi per capire se chi ha seguito il percorso ha davvero ridotto il rischio di incidenti rispetto ai coetanei. Solo attraverso dati concreti si potrà certificare l’efficacia del progetto. Se i dati confermeranno una riduzione dei sinistri – spiega il capogruppo di Azione in Consiglio regionale, Alessio D’Amato – l’iniziativa potrà aprire la strada al coinvolgimento delle compagnie assicurative, con la prospettiva di ridurre i costi delle polizze RCA per i giovani che completano con successo il percorso. L’approvazione della delibera è un tassello importante nella costruzione di una nuova cultura della sicurezza stradale – sottolinea D’Amato – ma è fondamentale arrivare quanto prima all’approvazione della proposta di legge Lazio Strade Sicure”.
Il malessere dei ferrovieri italiani si è manifestato negli ultimi mesi con scioperi e mobilitazioni sentite e partecipate; oltre ai treni a fermarsi è stata la fiducia dei lavoratori nelle proprie rappresentanze tradizionali. I sindacati confederali hanno infatti perso terreno tra macchinisti e capitreno, accusati di aver accettato negli ultimi venti anni rinnovi contrattuali al ribasso su salario, competenze accessorie e orario di lavoro in nome della competitività e sostenibilità del Gruppo FS.
A riempire questo vuoto di rappresentanza sono state le sigle di base e l’assemblea pdm/pdb, che si propongono come voce autentica della categoria e pretendono una chiara inversione di tendenza. Il messaggio nel comunicato del XI° sciopero della categoria è forte: «Il recente rinnovo del CCNL delle Attività Ferroviarie, voluto dall’Azienda e firmato dai sindacati, non ha accolto le rivendicazioni dell’Assemblea Nazionale. Un CCNL approvato tramite un referendum opaco […] una normativa che prevede fino a 11 ore di lavoro giornaliere, riposi ridotti a 7 ore, impossibilità di usufruire dei pasti e di ambienti di lavoro Idonei, turni aciclici.
Con questo rinnovo macchinisti e capitreno hanno visto non solo peggiorare ulteriormente orari e carichi di lavoro, ma anche mettere a rischio la sicurezza dell’esercizio. Le continue aggressioni nei confronti del personale e verso gli utenti dei treni non sono nemmeno state prese in considerazione, si è, al contrario, scelto di ridurre ulteriormente il personale a bordo aumentando ancor di più il rischio. Macchinisti sempre più soli anche di notte, senza la possibilità di un soccorso tempestivo in caso di malore. Macchinisti e capitreno non hanno alternative e per farsi sentire continueranno a scioperare, aziende e sindacati invece l’alternativa ce l’hanno: ascoltare chi sciopera. Macchinisti e capitreno informano che le proteste continueranno fino a quando non verranno ascoltate le legittime richieste dei lavoratori per salute, sicurezza e salario.»
Nonostante la partecipazione agli scioperi sia stata significativa, il nuovo CCNL ferroviario è stato comunque sottoscritto dalle sigle maggiori, ma senza affrontare i nodi strutturali del settore. Così, al termine di una stagione di proteste, resta la sensazione di una lotta che ha generato più frustrazione che conquiste. Le aziende hanno ottenuto ciò che volevano, le sigle tradizionali hanno salvato il proprio ruolo formale, ma il vero spostamento è avvenuto nella rappresentanza: oggi sempre più ferrovieri guardano alle sigle di base come unico spiraglio, mentre la distanza con i sindacati tradizionali sembra destinata ad allargarsi.
La stagione estiva volge al termine, è giunto quindi il momento di tirare le somme di un anno controverso e fatte le dovute conclusioni, programmare ”l’anno che verrà”.
Diciamo subito che la situazione mondiale non lascia ben sperare per il settore turistico, stante il procrastinarsi di guerre su troppi fronti e soprattutto non molto lontane dal nostro territorio.
Auspicando quanto prima una pace duratura ed immediata, per il bene di tutti, proviamo quindi ad immaginare come potrà essere la stagione estiva 2026, tenendo conto anche del grande risultato ottenuto dal Chiosco Smeraldo e dal suo staff che hanno raggiunti la prima posizione tra i bar ristoro ed i ristoranti del lungolago di Trevignano Romano con una valutazionepari a 4.8/5!
Un riconoscimento che ci sprona a migliorare sempre più l’accoglienza, il servizio ed il menù familiare del Chiosco, poiché i nostri ospitihanno apprezzato vivamente quanto sopra detto, riconosciuto inoltreda Rai 1 con il servizio su Camper In Viaggio e dal TG5 che ha trasmesso un servizio sui camping, per conoscere l’andamento della stagione corrente. A tale interesse rispondiamo confermando l’intenzione di proseguire su questa strada, apportando migliorie alla location che i nostri ospiti certamente gradiranno.
Persone che scoprono per la prima volta, il nostroangolo di paradiso e personaggi pubblici di ogni estrazione sociale che hanno scelto Chiosco Smeraldo gustando i piatti di una cucina familiare attenta e foriera di prelibatezze naturali. Smeraldo Camping Village offre infine la possibilità di soggiornare in alloggi diversi, quali: Tende arredate, Bungalow completi di ogni servizio, moderne e comode Mobilhome, disponendo altresì di piazzole camper, roulotte e tende. Un’ offerta variegata che ha portato allo Smeraldo sia coppie di ogni età, intere famigliee non ultimo gruppi organizzati di ragazzi\e appartenenti al mondo delle Sport e del Sociale.
A proposito del sociale, per una settimana nel mese di settembre, abbiamo avuto i ragazzi Down dell’AIPD che hanno vissuto piacevoli giorni di vacanza ed hanno goduto della gita sul battello offerta dal Consorzio del Lago di Bracciano e del transfer dal camping a Trevignano Romano su gentile concessione della ditta Schiaffini Autobus. Ringraziamo sentitamente entrambi anche a nome dell’AIPD per la sensibilità e la disponibilità dimostrata a favore dei ragazzi Down che hanno riportato un sentimento di gioia da questa piacevole gita sul lago.
Vivace e sportiva è stata invece poi la presenza dei ragazzi Under 15 della Società Lazio Rugby, riuniti per un briefing pre stagione agonistica 2025\26.
Concludo con la speranza che il Ministero del Turismo e laRegione Lazio, attivino nei confronti delle strutture all’aria aperta, nel nostro caso lacuali, tutte le iniziative mirate a far conoscere a livello nazionale ed internazionale il nostro territorio, facilmente raggiungibile da Roma sia in auto che con il treno regionale che si ferma alla stazione di Anguillara. Con un arrivederci al 2026 salutiamo la redazione del mensile L’Agone ed i lettori tutti, che aspettiamo a partire dalla prossima primavera al Chiosco Smeraldo.
Bianca non arretrò. La ragione le aveva aperto una via e ora il coraggio doveva seguirla. Non esitò. Prese il candelabro, la chiave che la vecchia serva le aveva lasciata di nascosto e si avvicinò alla soglia celata. Prima di varcarla, si voltò un’ultima volta verso la sua prigione. Il vestito da sposa, lasciato a terra, brillava ancora, immobile, ammaliante. Sembrava chiamarla, sussurrarle di indossarlo ancora una volta, ma per Bianca il richiamo del prezioso collare di perle comunicava la stessa promessa della ruvida corda: il mascherato messaggio di morte, fisica in un caso, sociale nell’altro.
Entrò nel passaggio e al primo passo il muro si richiuse alle sue spalle con un sussurro secco, come pietra che trattiene il respiro. Bianca si fermò un istante, il candelabro con la candela tremolante in mano. Il passaggio era stretto, le pareti irregolari e il soffitto sembrava abbassarsi a ogni passo, come se il corridoio volesse piegarla al suo volere, come un servo che si inchina al padrone, costringerla a chinarsi. Il freddo ora le entrava nelle ossa, il respiro si condensava in nuvole sottili, il battito le rimbombava nelle orecchie come tamburi lontani.
Dopo pochi metri, la fiamma della candela, ormai consunta, si spense con un sospiro, come se anche la luce avesse paura di proseguire. Il buio fu assoluto, denso, quasi liquido.
Non si perse d’animo. Da bambina aveva vinto tutte le sfide nei labirinti dove le sue compagne si perdevano ridendo di paura. Ma ora non c’era gioco, né risate. Solo la logica, la memoria, il corpo. Lasciò l’ormai inutile candelabro e appoggiò la mano destra alla parete, quella che, dall’altro lato, era parete della stanza. La regola più semplice e antica per uscire da un labirinto era infatti quella del contatto continuo con una parete: tenere una mano sempre appoggiata alla stessa parete mentre si procede.
Il contatto diretto dei piedi nudi con il suolo le dava inoltre una mappa invisibile: il pavimento cambiava consistenza: a tratti secco e polveroso come cenere, più all’interno del castello, altre volte umido e viscido come muschio, nei pressi del fossato che lo circondava. Camminava con attenzione, ma decisione, nel buio pesto di quel dedalo di stanze e corridoi e ogni svolta era una ferita nel buio, una scelta cieca ma non innocente: seguiva il filo della ragione, la geometria del muro che doveva portarla, prima o poi, all’apertura da cui era entrato quel soffio che non era spirito immateriale, ma l’alito della tempesta scoppiata al suo arrivo nel castello di Bernardo.
Ora il silenzio era totale. Forse la tempesta si era placata perché aveva raggiunto il suo scopo: non punirla, ma guidarla, ora pentita, forse, di averla costretta a mettersi nelle grinfie del conte. Nessun rumore, nessuna eco. Solo il suo respiro e il battito del suo cuore. Ma il muro era ora il suo filo di Arianna, tracciato dalla sua volontà di sopravvivere.
Un alito
Camminò a lungo, senza sapere quanto tempo fosse passato. Fortunatamente gli ambienti, cunicoli, corridoi, spazi più o meno ampi, non avevano offerto intralci al suo cammino. Poi, dopo un tempo indefinibile, qualcosa cambiò.
Un soffio. Un alito d’aria le sfiorò la guancia. Il vento, che era rimasto immobile fino ad allora, tornava a muoversi, a respirare e a farla respirare. Bianca accelerò il passo. L’aria portava con sé l’odore umido della notte, come un messaggio sussurrato dalla terra.
Infine, un chiarore. Debole, argenteo. La luna, liberata dalle nuvole della tempesta, filtrava in fondo al lungo corridoio. La galleria terminava in una cavità semi illuminata, dove il suolo era sommerso da pochi centimetri d’acqua, gelida e immobile. Davanti a lei, una grata possente, incastonata nella roccia. Oltre la grata, un laghetto silenzioso, incorniciato da pareti di pietra e alberi contorti. La superficie rifletteva la luna piena come uno specchio antico.
Bianca si avvicinò alla grata. L’acqua le lambiva le caviglie, gelida come un avvertimento. Nessuna serratura visibile, nessun meccanismo apparente. Solo ferro e pietra. Si chinò, le dita esplorarono i bordi, cercando un segno, un’apertura, una promessa. Nulla.
Poi, l’intuizione: la serratura doveva essere all’esterno e lì, nascosta tra le incrostazioni di ferro, la trovò. Ma come aprirla? Un lampo nella mente. Nell’altra mano, quasi dimenticata, stringeva ancora con forza la chiave presa fra le pieghe del vestito da sposa. L’aveva tenuta sempre stretta, senza accorgersene, dopo aver abbandonato l’ormai inutile candeliere. Come se le sue dita avessero saputo, prima della sua coscienza, che quella chiave sarebbe servita.
Che fosse quella la chiave giusta? Provò. Il meccanismo opponeva resistenza. Si sforzò. Il metallo sembrava rifiutarla, come se il castello stesso volesse trattenerla. Ma poi, un colpo secco. Per un istante temette di aver spezzato la chiave. Invece, aveva spezzato la prigionia.
La fuga non era finita. Ma la luna, ora, era dalla sua parte, come un’antica alleata, e avrebbe vegliato con la luce argentea sul suo cammino.
L’acqua si fece presto profonda. Bianca strappò via le parti delle vesti da notte che le impedivano di muoversi nelle acque e si immerse, nuotando con bracciate silenziose, come un’ombra che scivola tra le pieghe del mondo. Il chiarore lunare, che tremolava sulla superficie, che le indicava il bordo da raggiungere.
Raggiunse la riva, si sollevò grondante sui sassi del bordo, come un’apparizione strappata all’acqua, lentamente per cercare di fare meno rumore possibile e si voltò a guardare il castello. Lì, dietro quelle mura, i suoi uomini dormivano ancora ignari. E lei, ora, era un segreto che camminava nella notte.
Catturata?
All’improvviso, un braccio comparso dal nulla, la strinse con forza, immobilizzandola. Una mano le chiuse la bocca. Una voce bassa sussurrò: «Madonna, per carità, non urlate. Perdonate il mio ardire: sono un uomo della vostra scorta.». Bianca annuì, con gli occhi spalancati, il cuore in tumulto.
L’incredibile stava accadendo. Le braccia sciolsero il vincolo che l’aveva immobilizzata, lasciando spazio alla salvezza.
Il soldato continuò a voce bassa, concitata. Le raccontò di alcuni servi che l’avevano amata fin dal suo arrivo in Sicilia. Avevano scoperto le intenzioni del conte e, rischiando tutto, avevano rivelato alla scorta il punto esatto da cui lei sarebbe potuta fuggire, se solo avesse saputo decifrare il linguaggio nascosto delle ombre,
I suoi compagni avevano allora fatto finta di nulla e avevano mascherato la sua assenza. Ora, sul suo giaciglio, giaceva una sagoma di paglia, nascosta sotto una coperta pesante, da cui emanava un forte odore di vino pungente, pronto a ingannare chiunque si fosse avvicinato simulando la presenza di un’anima dissolta nel vino.
Lui era stato scelto per aiutarla, ma aveva temuto per lei. Temuto che l’attesa si sarebbe prolungata nel nulla, che il silenzio avrebbe preso il posto della speranza. Sapeva che era stata drogata, ma ignorava in che condizioni l’avrebbe ritrovata. Aveva immaginato il peggio. Aveva temuto di trovarla spezzata o perduta.
Aveva rischiato la vita per lei e lo avrebbe rifatto altre mille volte, senza esitazione, senza rimpianto. Perché in quel gesto, in quella missione, c’era qualcosa di più grande della paura: c’era la fedeltà e forse qualcos’altro di non rivelabile.
I piloti degli aerei anfibi al museo storico dell’aeronautica militare
E’ arrivato sul lago di Bracciano, a metà del percorso, il primo giro d’Italia in idrovolante “GiDro 2025”.
Partito il 5 settembre dall’aeroporto Nicelli di Venezia, ha già toccato le idrosuperfici di Marone (Brescia), sul Lago d’Iseo, sul fiume Ticino a Pavia, la rada antistante a Porto Ferraio sull’Isola d’Elba, suscitando grande interesse da parte delle autorità locali e della cittadinanza.
Sabato 13 e domenica 14 settembre scorsi, gli idrovolanti sono scesi sul lago di Bracciano, che negli anni ’30 è stato un importante idroscalo per collegamenti internazionali e che oggi ospita il Museo Storico dell’Aeronautica Militare (MUSAM) di Vigna di Valle.
Il tour ha visto alternarsi circa 12 velivoli anfibi ultraleggeri, provenienti dall’Italia e anche da Svizzera, Austria e Serbia; ben 8 velivoli hanno accarezzato le acque del nostro lago, lasciando incantate le centinaia di persone presenti rimaste col naso all’insù e il fiato sospeso durante l’esibizione. Presenti, oltre padrone di casa, comandante del MUSAM, Col. Dario Bovino, il sindaco di Bracciano Marco Crocicchi, il direttore del Consorzio del lago di Bracciano e Martignano, arch. Massimo Sabatini e il prof. Gregory Alegi, giornalista, docente di strategie miliari e grande conoscitore della storia aeronautica internazionale.
L’agone, presente, ha raccolto le dichiarazioni di Orazio Frigino, presidente dell’Aviazione Marittima Italiana, l’associazione che ha organizzato la manifestazione: “Siamo giunti al giro di boa di questo nostro tour aereo di circa 2mila km dal Veneto fino in Salento. Finora l’accoglienza è stata eccellente, da parte di tutte le realtà locali in Veneto, Lombardia e Toscana. Idrovolanti ed equipaggi, guidati dal capo formazione Graziano Mazzolari, hanno dato ottima prova di preparazione e professionalità. Siamo grati all’Aeronautica Militare, al comune di Bracciano e all’Ente Parco di averci consentito di ammarare eccezionalmente nelle acque del lago di Bracciano, il cui idroscalo è fortemente legato alla storia dell’aviazione italiana”
Il programma della tappa presso l’aeroporto “Luigi Bourlot” di Vigna di Valle ha previsto la deposizione di una corona presso la Stele Tromso, dedicata alle vittime del Dirigibile Italia al Polo Nord, seguita da una serie di interventi delle autorità militari e civili presenti e dalla visita ai padiglioni museali del MUSAM e a un’esposizione di aeromodelli.
Dopo aver trascorso le ore notturne presso l’aviosuperficie Santo Stefano di Anguillara Sabazia (Roma), gli idrovolanti sono tornati a Vigna di Valle domenica 14 per consentire la partecipazione dei piloti alla firma di un protocollo d’intesa per la promozione del volo da diporto sportivo e ad una conferenza sull’uso di velivoli anfibi per il monitoraggio dell’ambiente e dei parchi naturali e anche per il trasporto passeggeri.
Gli idrovolanti sono decollati, quindi, per raggiungere l’area marina antistante alla Rotonda Diaz sul lungomare Caracciolo di Napoli.
Sarà poi la volta delle tappe ai Laghi di Sibari a Cassano Ionio (Cosenza) e all’idroscalo storico “Luigi Bologna” a Taranto, fino ad arrivare domenica 21 settembre sull’idrosuperficie dell’Ecoresort Le Sirenè di Gallipoli (Lecce).
Lunedì 22 si svolgerà infine la cerimonia conclusiva del tour presso l’Hotel Bellavista Club di Gallipoli.