Aula Consiliare di Palazzo Valentini – Via IV Novembre 119/A, Roma 24 ottobre 2025 – ore 9.00-13.30
L’evento, moderato dal giornalista Luca Moriconi (TGR RAI), riunisce esperti del mondo accademico, sanitario e istituzionale per discutere di formazione, inclusione e salute. Tra i temi affrontati:
Educazione alla guida consapevole attraverso la realtà estesa
Mindfulness e benessere a scuola per studenti con DSA e ADHD
Il valore del dono, in collaborazione con il Centro Trasfusionale degli Ospedali Santo Spirito e San Filippo Neri
Intervengono rappresentanti di Roma Capitale, del Ministero dell’Istruzione, della Polizia di Stato e di Asterion ETS.
Chioccia-Bevilacqua-De Filippis: “continua l’impegno di Città metropolitana nel migliorare la rete stradale del territorio”
Nella giornata di ieri sono iniziati i lavori di rifacimento del manto stradale sulla S.P. 95/a Appia Vecchia. I lavori di ieri hanno compreso il tratto dal km 3+800 al km 4+300 mentre nella giornata di oggi le lavorazioni comprenderanno il tratto dal km 4+600 al km 4+900. Nei prossimi giorni si procederà con i tratti dal km 3+000 al km 3+110 e dal km 3+200 al km 3+700.
Una volta conclusi i lavori verrà ristabilita la segnaletica orizzontale.
Nelle prossime settimane verranno avviati anche i lavori di rifacimento della pavimentazione previsti sulla S.P 8/f Rioli dal km 0+000 al km 1+800 e la S.P 66/a Frascati Colonna nel tratto ricompreso dal km 1+125 al km 6+000.
“Procede il lavoro portato avanti dalla Città metropolitana di Roma Capitale nel rifacimento delle principali strade della rete territoriale. In particolare, i lavori sulla S.P. 95/a Appia Vecchia e quelli delle prossime settimane che interesseranno la S.P 8/f Rioli e la S.P 66/a Frascati Colonna vanno a coprire aree fondamentali per il territorio metropolitano ricomprese nei comuni di Velletri, Genzano di Roma, Lanuvio, Frascati, Colonna, Monte Porzio Catone e Monte Compatri. Un grande lavoro di squadra portato avanti grazie all’impegno degli uffici tecnici e amministrativi della Città metropolitana” così in una nota la Consigliera Delegata alla Viabilità, Mobilità e Infrastrutture, Manuela Chioccia, la Consigliera metropolitana Marta Bevilacqua e la Consigliera metropolitana Valeria De Filippis.
Il convegno, organizzato in collaborazione con l’onorevole Salvatore De Meo, si terrà martedì 28 ottobre – a partire dalle ore 11.00 – presso la sede italiana del Parlamento Europeo, in via IV Novembre, Roma
L’e-commerce offre delle opportunità senza precedenti, ma comporta anche enormi rischi: i prodotti che arrivano nell’UE spesso non rispettano le norme di sicurezza, le imprese europee devono fronteggiare una concorrenza sleale, i consumatori sono fortemente esposti a frodi. C’è inoltre il fattore ambientale, l’Europa viene invasa da rifiuti non riciclabili e deve sostenere i costi di smaltimento. Sono le questioni che affronterà l’AIRES – Associazione Italiana Retailer Elettrodomestici Specializzati aderente a Confcommercio – nel convegno “Il commercio online in Europa a un bivio: cambiare le regole del gioco o soccombere”. L’incontro si terrà martedì 28 ottobre – a partire dalle ore 11.00 – presso la sede italiana del Parlamento Europeo, in via IV Novembre, Roma.
“Il settore delle apparecchiature elettriche ed elettroniche – commenta Andrea Scozzoli, presidente Aires Confcommercio, – è probabilmente quello che risente più degli altri di queste criticità. Inoltre, è da sempre il precursore delle dinamiche che caratterizzeranno l’intera economia. Rappresenta quindi un modello ideale da esaminare per comprendere in che modo si evolveranno i flussi commerciali e quali misure sarà necessario adottare per dare attuazione al principio ‘Stesso mercato, stesse Regole’”.
Una scelta non casuale quella di organizzare l’incontro presso la sede italiana del Parlamento Europeo, visto che l’Assemblea a luglio ha approvato la risoluzione non vincolante per migliorare la gestione dei flussi di merci a basso costo da parte dell’Ue. Il testo punta a alleviare la pressione sulle dogane europee: ogni giorno, infatti, in Europa entrano 12 milioni di pacchi di piccole dimensioni acquistati online. La Risoluzione contiene una serie di proposte per la riforma del Codice Doganale dell’Unione su cui stanno lavorando Parlamento e Consiglio. Si punta in particolare a indurre gli operatori internazionali a creare dei magazzini all’interno dell’Ue. Questo consentirebbe di controllare le spedizioni in blocco, le Dogane quindi non dovrebbero più effettuare verifiche sui singoli pacchi. Si chiede inoltre di eliminare l’esenzione doganale per le merci di valore inferiore ai 150 euro, visto che nel 65% dei casi l’importo viene sottostimato proprio per aggirare il prelievo. Inoltre, si suggerisce di adottare nuove tecnologie – a iniziare dall’intelligenza artificiale e dalla blockchain – per alleviare il carico di lavoro degli Uffici doganali.
Tra i partecipanti Andrea Scozzoli, presidente Aires Confcommercio; l’on. Salvatore De Meo (PPE, Italia), relatore della risoluzione; Hans Carpels, presidente EuCER Council; Vittorio Mastromano, direttore ufficio studi AIRES Confcommercio; Dario Bossi, direttore generale ANCRA Confcommercio; Gabriele Ferrieri, presidente ANGI – Associazione nazionale giovani innovatori; Davide Rossi, presidente OPTIME – Osservatorio permanente per la tutela del mercato dell’elettronica. Interverranno parlamentari italiani ed europei attivi a vario titolo sui temi del commercio elettronico e delle piattaforme di intermediazione online.
“Dietro ogni acquisto online – commenta De Meo, – si nascondono potenziali rischi per la salute, la sicurezza e i diritti dei consumatori – e troppo spesso questi rischi provengono da operatori extra-UE che aggirano le regole. Le nostre imprese non possono essere costrette a competere in condizioni così sleali. Ecco perché stiamo rafforzando i controlli doganali, chiedendo la piena tracciabilità dei venditori e contrastando le pratiche manipolative. Stiamo inviando un messaggio chiaro: vogliamo un mercato digitale più equo, sicuro e trasparente”.
Sicurezza, Cgil Roma e Lazio: “Malattie professionali in forte aumento. Agire su prevenzione e controlli”
“Negli ultimi quattro anni nel Lazio le denunce di malattie professionali registrate dall’Inail sono cresciute in modo marcato: +90,8% tra il 2020 e il 2024, da 3.108 a 5.928 casi.” Lo rende noto la Cgil di Roma e Lazio, in occasione della Settimana Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro, che denuncia come siano “un chiaro segnale di un mondo del lavoro che scarica sui corpi delle persone la mancanza di prevenzione e d’investimenti sull’innovazione dei processi di produzione.”
“Nel dettaglio – prosegue la nota – la provincia di Roma concentra il maggior numero di denunce, che passano da 1.200 nel 2020 a 2.211 nel 2024 (+84,3%), con criticità diffuse nel settore dei servizi, PA e trasporti, dove la prevenzione ergonomica e la gestione dei carichi diventano decisive. A Frosinone le denunce raddoppiano, da 794 a 1.616, +103,5%, con una prevalenza di patologie osteomuscolari salite da 572 a 1.110 denunce. A Latina l’incremento è del 67,8%, passando da 633 a 1.062. A Rieti aumentano da 244 a 538 (+120,5%) e a Viterbo da 237 a 501 (+111,4%). Aumenti ingenti che sono legati anche ad un fenomeno di emersione di fenomeni prima sottostimati, favorita anche da sensibilizzazione e supporto alle denunce. In tutta la Regione Lazio ad aumentare sono le malattie del sistema osteomuscolare, che colpiscono principalmente le persone over 55 anni.”
“Come Cgil di Roma e Lazio chiediamo azioni concrete sia al sistema delle imprese, che alle istituzioni, a partire dalla Regione Lazio, che tarda ad attuare integralmente il piano regionale per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, con cui si potrebbero affrontare numerose problematiche. Serve anche” – riferiscono dal sindacato – “ un importante piano d’investimenti in risorse e personale sugli enti preposti alla formazione, prevenzione e controllo del rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza”
“Assieme al nostro Patronato Inca Cgil, con le delegate e i delegati della Cgil nei luoghi di lavoro, stiamo proseguendo in un’importante azione di sensibilizzazione rispetto la denuncia delle malattie professionali e di contrattazione di misure e scelte organizzative volte a garantire la salute e la sicurezza. Continueremo a mobilitarci per fermare la strage sui luoghi di lavoro e mettere le persone al centro del modello di sviluppo e di fare impresa”, conclude la nota.
Civitavecchia, 22 ottobre 2025 – Grande partecipazione questa mattina all’incontro “Costruire la pace: una sfida possibile”, promosso dal Comune di Civitavecchia in collaborazione con la Fondazione Gariwo e il Centro di Solidarietà Il Ponte, nell’ambito delle attività di educazione civica e alla pace rivolte alle scuole del territorio.
L’Aula Consiliare “Renato Pucci” ha accolto centinaia di studentesse e studenti delle scuole secondarie di Civitavecchia, che hanno ascoltato con attenzione le testimonianze di Noam e Issam, giovani protagonisti di Rondine Cittadella della Pace, e l’intervento della giornalista Bianca Senatore, della redazione della Fondazione Gariwo.
Il Sindaco Marco Piendibene ha voluto ringraziare «gli organizzatori, i docenti e tutti gli studenti presenti per la sensibilità con cui hanno accolto un tema di grande valore umano e civile. Parlare di pace oggi significa ricordare quanto sia fondamentale il dialogo, la conoscenza reciproca e la costruzione di una cittadinanza fondata sul rispetto e sulla speranza».
L’Assessore Antonella Maucioni, che ha promosso e seguito l’iniziativa, ha sottolineato come «la partecipazione così numerosa dei giovani dimostri che la pace non è un concetto astratto, ma una pratica quotidiana da costruire insieme. Ringrazio la Fondazione Gariwo, Il Ponte e tutti coloro che hanno reso possibile questo momento di confronto e riflessione».
Un appuntamento intenso, capace di unire istituzioni, scuole e associazioni del territorio intorno a un messaggio di dialogo e responsabilità condivisa.
Civitavecchia, 22 ottobre 2025 – Prosegue la stagione culturale del Comune di Civitavecchia sostenuta dal Bando Cultura, Musica e Teatro con due appuntamenti distinti: la rassegna di jazz e musiche improvvisate “Una Striscia di Terra Feconda”, già avviata il 10 ottobre alla Cittadella della Musica e in calendario fino al 31 ottobre, e il festival di narrazione sportiva “Zona Mista”, in programma dal 24 al 26 ottobre tra Re-Cycle Officine e GranariOff.
«Con il Bando Cultura sosteniamo rassegne diverse per linguaggi e pubblici, ma unite dalla stessa qualità – dichiara l’Assessore alla Cultura Stefania Tinti –. Una Striscia di Terra Feconda ha già inaugurato con grande partecipazione e proseguirà con i concerti del 23 e del 31 ottobre alla Cittadella della Musica; Zona Mista porterà in città tre giorni di incontri, libri e proiezioni dedicati al racconto sportivo, coinvolgendo spazi culturali cittadini e nuove comunità di pubblico.»
«Investire con continuità nella cultura significa rafforzare identità e coesione – afferma il Sindaco Marco Piendibene –. Ringrazio gli organizzatori e chi lavora dietro le quinte: questi progetti, finanziati dal nostro Bando, dimostrano che Civitavecchia sa programmare, attrarre qualità e offrire opportunità a cittadini, giovani e famiglie. Invito tutti a partecipare alle prossime date.»
Calendario sintetico
Una Striscia di Terra Feconda – Cittadella della Musica (via Gabriele D’Annunzio, 2): prossimi appuntamenti 23 e 31 ottobre.
Zona Mista – Festival di Narrazione Sportiva: 24–26 ottobre, incontri e proiezioni tra Re-Cycle Officine e GranariOff.
Le guerre da sempre sono state strumento di risoluzione di conflitti che nascono per la difesa di interessi economici costituiti, e per l’aspirazione a conquistare maggiori spazi di mercato.
Sono uno strumento essenziale e “regolatorio” nell’attuale sistema economico (capitalistico), che oggi sta affrontando una profondissima crisi “evolutiva”: da un lato il ruolo sempre più determinante delle economia orientali che tendono a modificare fortemente gli equilibri con l’invasione di prodotti tecnologicamente avanzati e a prezzi più bassi; dall’altro lato il precipitare della crisi climatica che mette sotto accusa la crescita continua di una parte di Paesi del mondo basata sull’energia fossile e sullo sfruttamento sempre più massiccio e devastante di risorse naturali (estrattivismo). Parallelamente, le politiche dei Paesi detentori delle riserve mondiali di idrocarburi e carbone si oppongono alla transizione (ecologica) per superare l’era dei fossili: gli USA che di fatto sono i maggiori detentori mondiali di questa risorsa, e la Russia, oltre ai Paesi mediorientali.
Oggi siamo nel mezzo di una guerra totale, combattuta con le armi dell’economia e della finanza e con quelle più “visibili” di bombe, missili, droni e carri armati, e con la rapida avanzata di strumenti informatici sempre più potenti; viviamo una transizione che vede lo sgretolamento dei precedenti equilibri globali – peraltro basati sul dominio dei più forti sui più deboli – ed il prevalere di differenti nazionalismi: da quello di stampo neoimperialista americano a quelli di singoli Stati che rischiano, forse inconsapevolmente, di rimanere schiacciati, alcuni forse pensando di salvarsi perseguendo nuove politiche colonialiste e accodandosi alla corte del più prepotente.
Tutto avviene senza il minimo rispetto della dignità umana, soggiogando popoli ed economie, distruggendo esseri viventi e cose, radendo al suolo edifici e tutto quello che c’è dentro in un mix cinico e terrificante di macerie e corpi straziati, inquinando aria, acqua e suolo, devastando interi territori, scaricando nell’atmosfera quantità enormi di anidride carbonica, rompendo l’equilibrio ecosistemico tra uomo e ambiente.
E’ questo lo sviluppo che ci vorrebbero imporre, con una sterzata di 180 gradi rispetto alla direzione – che peraltro potremmo definire “moderata” – indicata decenni fa dalla conferenza delle Nazioni Unite sull’Ambiente (Rio, 1992): trovare un equilibrio tra sviluppo economico, giustizia sociale e tutela dell’ambiente; affrontare problemi globali come il cambiamento climatico, la deforestazione, la perdita di biodiversità e il consumo eccessivo di risorse naturali; promuovere la cooperazione internazionale per uno sviluppo sostenibile.
Una grande marcia indietro anche rispetto alle decisioni assunte 10 anni fa alla COP21 di Parigi (ventunesima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici), peraltro mai prese in seria considerazione: limitare a 1,5 °C l’aumento della temperatura globale rispetto ai livelli preindustriali; raggiungere la neutralità climatica (zero emissioni nette di CO2) nella seconda metà del secolo; aumentare la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici; impegnare risorse finanziarie per aiutare i Paesi in via di sviluppo nella transizione ecologica (almeno 100 miliardi di dollari l’anno).
La crisi ambientale è allo stesso tempo causa e vittima di conflitti, per le conseguenze dirette sull’Ambiente ma molto più per le conseguenze negative sulle politiche di tutela dell’ecosistema: in Europa, le pur flebili ed insufficienti iniziative verso la transizione ecologica hanno virato decisamente verso la transizione bellica, spostando sul settore degli armamenti le risorse destinate a fini sociali.
La risposta alla crisi del capitalismo, che per la propria sopravvivenza si avvale dei sistemi militari – che accentuano essi stessi gli sconvolgimenti climatici – non può che essere una trasformazione profonda del modello di sviluppo e l’avvio della transizione verso un nuovo assetto che superi l’organizzazione nata con la rivoluzione industriale del ‘700 e consolidatisi nel secolo scorso: un intreccio fra lotta per il potere economico, neocolonialismo predatorio per l’accaparramento delle risorse naturali, assoggettamento di ambiente e salute delle persone agli interessi economico industriali, e affermazione di tutto ciò con la forza delle armi.
Serve una “riconversione ecologica”, intesa come trasformazione profonda della società, che investe l’economia, l’assetto sociale, la democrazia, i diritti e, ovviamente, l’ambiente.
Innanzitutto occorre contrastare la crisi climatica, responsabile di ingiustizie, diseguaglianze, guerre: vuol dire superare l’era dei fossili (carbone, petrolio e gas) e della combustione e passare all’efficienza energetica e alle rinnovabili con conseguente lotta alla povertà energetica, garantendo il diritto all’uso dell’elettricità per tutti e a basso costo:
“l’energia distribuita, principalmente quella del sole e da qui l’idrogeno, vuol dire democrazia, perché il sole è di tutti mentre petrolio e fossili sono di pochi che si arricchiscono sempre di più” (Rifkin).
Occorre poi superare l’attuale assetto del sistema economico e industriale, oggi tutto basato sul consumismo dissennato e insostenibile e sullo spreco, implementando il modello di “economia circolare”: cioè rivoluzionare processi produttivi e prodotti, sostenere nuovi stili di vita, limitare l’uso delle risorse naturali affermando la cultura del “non spreco”, puntare a riuso e riciclo di oggetti e materiali, con strategia rifiuti zero.
Occorre inoltre affermare il primato del bene collettivo sugli interessi privati, semplicemente guardando la nostra Costituzione: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana, alla salute e all’ambiente” (art. 41); e “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali” (art. 9).
Significa dare il giusto peso ai Beni comuni – non beni “pubblici”, ma proprietà di ciascun individuo (Rodotà) – e pertanto non governati dalle regole del mercato per generare profitto; sono l’insieme di risorse materiali e immateriali utilizzate da tutti, quindi un patrimonio collettivo dell’umanità che mettono insieme diritti (sanità, educazione, lavoro), e un’idea di democrazia molto più partecipata per la fruizione di beni e servizi essenziali, «come già ipotizzava Gramsci ragionando sull’esperienza consiliare (i consigli di fabbrica)»: quindi deve coinvolgere i cittadini, perchè siano consapevoli, e soprattutto attori, del cambiamento.
Comprendere l’intreccio fra guerra ed ecosistema ci indica la via da seguire per giungere alla pace, vera e duratura, che non è semplicemente il silenzio delle armi, ma – situazione enormemente più grande – affermazione del binomio (inscindibile) giustizia sociale/giustizia climatica.
E’ questo il senso della “Riconversione ecologica”, una trasformazione profonda che investe economia, assetto sociale, democrazia, diritti, dove tutti questi elementi sono interconnessi e accomunati nel “campo” dell’ecosistema da preservare.
E’ anche l’affermazione di una nuova visione internazionalista, quantomai essenziale in questi nostri tempi.
Questa mattina si è svolta l’inaugurazione del nuovo ciclo di attività chirurgiche dell’Unità Operativa di Oculistica dell’Ospedale “Padre Pio” di Bracciano, alla presenza della Direttrice Generale della ASL Roma 4, dottoressa Rosaria Marino, e di Giorgio Simeoni, membro della Commissione Sanità della Regione Lazio, a testimonianza del forte sostegno delle istituzioni al territorio.
L’evento segna l’avvio di una nuova fase per l’U.O. di Oculistica, diretta dalla dottoressa Antonella Mollicone, che, grazie all’acquisto di due microscopi di ultima generazione, un ecografo per la diagnosi ultrastrutturale di lesioni oculari, un laser retinico, un topografo corneale, uno YAG laser e un Angio-OCT, potrà avviare anche la chirurgia vitreoretinica e offrire prestazioni di alta qualità.
“Per molti anni l’Ospedale di Bracciano è stato a rischio chiusura, tanto da essere sottodimensionato – ha dichiarato Giorgio Simeoni – Il grande lavoro dei sindaci, degli amministratori locali, dell’attuale Direttore Generale dell’ASL Roma 4, Rosaria Marino, e dei direttori generali che l’hanno preceduta, i quali hanno ripetutamente sollecitato interventi da parte delle istituzioni, ci ha spinto a intervenire. L’ingente investimento fatto dal Presidente Rocca, coadiuvato dal Direttore Generale Andrea Urbani, ha permesso, attraverso l’ASL Roma 4, l’acquisto di strumenti di ultima generazione, dimostrando quanto questa maggioranza sia attenta alla sanità, nostra vera priorità, e impegnata a rilanciare una struttura fondamentale per il territorio, quale è l’Ospedale di Bracciano.”
“Potenziare l’ospedale di Bracciano è una priorità per garantire risposte concrete alla salute del territorio – ha dichiarato la dottoressa Rosaria Marino, direttore generale della Asl Roma4- Oggi inauguriamo la chirurgia oculistica; presto, auspico, sarà possibile attivare la risonanza magnetica e avviare la branca dell’otorinolaringoiatria”.
Con la nuova dotazione, l’Ospedale di Bracciano potrà offrire una gamma più ampia di prestazioni, tra cui chirurgia palpebrale per lesioni tumorali, trapianti autologhi di congiuntiva e interventi su cataratte complesse, spesso associate a glaucoma e pseudoesfoliazione.
“Ringrazio la direzione aziendale per aver permesso questo potenziamento della strumentazione – ha concluso la dottoressa Antonella Mollicone, Direttrice della UOSD Oculistica – che valorizzerà ulteriormente le competenze della nostra équipe. Siamo tra le prime ASL del Lazio a dotarci di queste innovative tecnologie, che ci consentiranno di eseguire interventi di microchirurgia oculare sempre più sofisticati e con maggiore sicurezza per i pazienti.”
«Al governo abbiamo chiesto un emendamento alla legge Bilancio affinché stanzi le risorse necessarie per raggiungere i 100 milioni di euro preventivati per mettere in sicurezza gli ottanta edifici che ospitano le scuole superiori di Roma e Provincia sui quali non siamo riusciti a intervenire né con i fondi del Pnrr né con quelli stanziati da Città metropolitana.
La sicurezza dei ragazzi, lo ribadiamo ancora una volta, non ha colore politico e la loro incolumità è una priorità assoluta – a lanciare l’ennesimo appello è Daniele Parrucci, Delegato alla Città Metropolitana di Roma Capitale per l’edilizia scolastica a pochi giorni dal crollo di un controsoffitto all’Istituto superiore Piaget Diaz-.
Ora chiediamo anche alla Regione Lazio di fare la sua parte. Già due anni fa abbiamo inserito, come da indicazione della Regione, sul portale Ares (Anagrafica regionale per l’edilizia scolastica) l’elenco degli edifici scolastici su cui bisognava agire per la messa in sicurezza, per un totale di 68milioni 223mila euro.
A distanza di due anni, non avendo ricevuto nessun riscontro, chiediamo alla Regione Lazio di venirci incontro, vista l’emergenza che stiamo vivendo e di sbloccare fondi per metterci in condizione di intervenire sulle scuole di nostra competenza.
Il segnale arrivato dall’Istituto Piaget Diaz dove – per fortuna – il controsoffitto è crollato poco prima del suono della campanella, non ci permette di aspettare altro tempo” – ha concluso Parrucci.
Comune di Civitavecchia e ATCL, Circuito Multidisciplinare del Lazio sostenuto da MIC – Ministero della Cultura e Regione Lazio, con il consueto supporto della Fondazione Ca.Ri.Civ., propongono, parallelamente alla stagione di Prosa, una rassegna di Teatro Ragazzi, alla Cittadella della Musica, con in cartellone otto spettacoli, che saprà appassionare e coinvolgere grandi e piccini.
La rassegna di Teatro Ragazzi, alla Cittadella della Musica, apre, sabato 29 novembre con tre repliche, alle 17,00, 18,00 e 19,00 e domenica 30 novembre sempre tre repliche, alle ore 17,00, 18,00 e 19,00, nel foyer, con Una Tazza di Mare in Tempesta, di Roberto Abbiati, con la Compagnia Abbiati Schlosser,liberamente tratto da Moby Dick di Melville. Il Moby Dick di Melville. Un libro. Tutto il mare in un libro. S’accende qualcosa ogni volta che lo si prende in mano, il libro, e allora poi si comincia a immaginare in grande, balene, velieri, oceani, via, le cose più esagerate.
Domenica 7 dicembre alle ore 17,30, nella Sala Morricone, Area52, spettacolo per theremin, loopstation e pupazzi alieni, consulenze registiche Valeria Sacco, Emanuele Avallone, André Casaca, musiche originali eseguite dal vivo Emanuela Belmonte, con laCompagnia della Settimana Dopo. Uno spettacolo di clown teatrale che mescola musica dal vivo eseguita con clarinetto, voce, loopstation e theremin, manipolazione di oggetti e teatro di figura.
Lunedì 8 dicembre alle ore 17,30, nella Sala Morricone, Mago per Svago,spettacolo di circo e magia muto, tutt’altro che silenzioso, di e con Simon Luca Barboni e Mirco Bruzzesi. “Mago per Svago” si svela al pubblico con una colonna sonora trascinante che evidenzia i momenti chiave della storia. Racconta di un mago e del suo spettacolo, ma soprattutto del desiderio dell’assistente di conquistare la scena.
Sabato 13 dicembre, nel foyer, tre repliche, alle ore 17,00, 18,00 e 19,00, Sphera,di Chiara Carlorosi e Marco Vergati, produzione Teatro di Carta / Ombre Bianche Teatro. Nell’atmosfera magica di un piccolo chapiteau, un flusso sorprendente di ombre, luci e colori trasporta gli spettatori in un viaggio divertente e suggestivo. Il candido igloo, spazio surreale che divide l’interno dall’esterno, diventa lo schermo sul quale immagini e suoni si rincorrono, evocando ricordi e suscitando emozioni.
Domenica 14 dicembre alle ore 17,30, nella Sala Morricone, Kitsune, La volpe e il demone, di e con Valeria Pediglieri, Alessio Dantignana, consulente manipolazione Emanuela Belmonte, compagno di giochi Daniele Spadaro, compagnia Creme Brulè Show. Kitsune è un “cartone animato dal vivo”, omaggio al mondo dei manga e delle anime. Preparatevi a vivere un’avventura fantastica in un mondo coloratissimo.
Domenica 21 dicembre alle ore 17,30, nella Sala Morricone, Un Dolce Natale per i Folletti, fiaba musicale della tradizione celtica, narrazione, canto Federica Migliotti, contrabbasso e pianoforteGianluca Pallocca, adattamento e regia Federica Migliotti, compagnia Teatro Viola. La Vigilia di Natale è alle porte e la fornaia del paese lavora giorno e notte per sfornare le famose torte di avena, che, come da tradizione, non possono mancare sulle tavole del pranzo di Natale. Ma in una collinetta fatata, proprio all’uscita del paese, la regina dei folletti e i suoi golosi piccoli sudditi, stanno escogitando un maldestro complotto per rapirla ed avere dolci a volontà per sempre. Riusciranno nel loro intento? E cosa escogiterà la fornaia per ritornare a casa? Un trio di attori/musicisti, coinvolgendo il pubblico nelle azioni di risoluzione, racconta una storia in musica, fatta di dolcezza, magia, generosità e tanto divertimento. C’erano una volta dei folletti golosi, la Vigilia di Natale e una fornaia dalle mani d’oro, dal grande cuore e dall’ arguzia sopraffina…
Domenica 28 dicembre alle ore 17,30, nella Sala Morricone,Pinocchio… tutto da ridere, adattamento dal racconto di C. Collodi, regia e drammaturgia Manuele Morgese, con Carmine Barbato e Simone Fabiani. La rilettura del capolavoro di Collodi proposta dalla Teatrozeta Young Company è il terzo capitolo di una serie di rivisitazioni “tutte da ridere” realizzate dal direttore artistico Manuele Morgese. Ultimo appuntamento, domenica 4 gennaio alle ore 17,30, nella Sala Morricone, Cappuccetto Rosshow, di Marco Ceccotti, con Marco Ceccotti, Simona Oppedisano e Francesco Picciotti, compagnia Brum Brum Grimm Fiabe Mobili. Cappuccetto Rosso è sparita, la situazione è critica ma lo spettacolo deve continuare. Spettacolo con burattini, pupazzi, attori…chi più ne ha più ne metta!
BIGLIETTI
Tariffa unica: 8 euro
I biglietti sono acquistabili presso la biglietteria del Teatro Traiano fino alle ore 16:30 del giorno di spettacolo.