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La Palestina prima del 7 Ottobre

Riceviamo e pubblichiamo

4 giornate dedicate alla Palestina, ognuna dedicata a un tema particolare. La rassegna è pensata per chi non conosce bene la storia Palestinese e si concentra su alcune situazioni forse poco conosciute ma che sono indicative di cosa succedeva nei territori occupati.
La prima giornata è dedicata a Jenin, cittadina del nord della Cisgiordania, considerata la “città martire” per le sue vicissitudini nell’ultimo secolo (!!).
Sono in programma 3 video-documentari:
– 19:45 sul cinema di Jenin
– 21:15 sul Freedom Theatre di Jenin
– 22:15 sulla “battaglia di Jenin” del 2002
Per l’ingresso, la quota per la tessera annuale di 5€ diventa una sottoscrizione che sarà interamente consegnata da Don Paolo al parroco di Gaza.
Ecco le date e i temi:
Parrocchia Regina Pacis di Anguillara
Martedi 28 ottobre 19.30: Jenin
Martedi 4 novembre 19.30: Hebron
Ex-Consorzio di Anguillara.
Venerdi 7 novembre 19.30: Sabra e Chatila
Venerdi 14 novembre 19.30: Gaza

La simpatia di tutte le cose: Michele Sinisi presenta a Roma con il suo nuovo lavoro

Riceviamo e pubblichiamo

Dal 30 ottobre al 2 novembre 2025 – Argot Studio, Roma

Dal 30 ottobre al 2 novembre 2025 l’Argot Studio di Roma ospita La simpatia di tutte le cose, il nuovo spettacolo scritto, diretto e interpretato da Michele Sinisi: l’autore pugliese torna nello storico spazio di Trastevere con una creazione originale che intreccia scienza e drammaturgia in un racconto capace di risvegliare lo sguardo sul mondo e sulle relazioni che lo abitano.

La simpatia di tutte le cose nasce da una suggestione semplice e potente: la “simpatia” intesa non come qualità sociale, ma come legame naturale che connette gli esseri e la materia dell’universo. A partire da una lezione di scienze, il racconto si espande in una riflessione teatrale dove realtà, memoria e immaginazione si confondono, restituendo un’esperienza sensoriale e intellettuale al tempo stesso.

Sinisi costruisce una drammaturgia in cui la parola didattica diventa gesto poetico. La struttura narrativa alterna momenti di lezione, aneddoti personali e immagini sceniche, fino a trasformare il concetto di “dovere” – inteso come obbligo morale o disciplinare – in un dialogo vivo e aperto con il pubblico, dove il pensiero si fa presenza.

Maggiori informazioni su: www.teatroargotstudio.com

 Argot studio

Via Natale Del Grande, 27 | 00153 Roma

www.teatroargotstudio.com

facebook.com/argotstudio

instagram.com/teatroargotstudio

Orario spettacoli

dal giovedì al venerdì ore 20:30

sabato ore 19:30

domenica ore 17:30

Biglietti

15€ intero

tessera associativa 5€

Ufficio Stampa e Comunicazione

Edoardo Borzi | Theatron 2.0

stampa.theatron@gmail.com

cell. 331 2344833

 

 

 

Occupazioni studentesche e diritti educativi: il CNDDU richiama la scuola al suo ruolo formativo e democratico

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Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) segue con attenzione e preoccupazione quanto sta accadendo in diversi istituti scolastici di Roma, dove le recenti occupazioni studentesche hanno generato un acceso dibattito tra dirigenze, corpo docente, famiglie e opinione pubblica. In particolare, desta riflessione la scelta di alcuni dirigenti scolastici di procedere alla stima dei danni materiali per imputarli, in solido, agli studenti coinvolti.

Pur nel pieno rispetto della legalità e dell’autonomia scolastica, il CNDDU ritiene necessario ribadire che la scuola non può essere interpretata soltanto come luogo di erogazione di servizi educativi o di tutela patrimoniale, ma come istituzione della Repubblica, presidio democratico e spazio privilegiato per la crescita civile e morale delle giovani generazioni. La funzione educativa della scuola va oltre la trasmissione del sapere: essa è chiamata a formare coscienze critiche, consapevoli dei propri diritti e doveri, capaci di partecipare in modo attivo e responsabile alla vita sociale e politica del Paese.

Le occupazioni, pur rappresentando una forma di protesta che può generare disagi e richiedere un bilancio di responsabilità, non devono essere liquidate come meri episodi di devianza giovanile. Esse testimoniano un bisogno profondo di dialogo, di ascolto e di corresponsabilità. La scuola, in quanto istituzione formativa, ha il dovere di interpretare questi segnali non solo attraverso strumenti sanzionatori, ma mediante percorsi educativi e partecipativi che coinvolgano studenti, famiglie e docenti in un processo di ricomposizione comunitaria.

Il CNDDU condanna senza esitazione ogni atto di vandalismo, danneggiamento o comportamento irrispettoso del bene comune, che non può essere giustificato né tollerato. Tuttavia, ritiene altrettanto inaccettabile che la risposta istituzionale si limiti alla logica della colpa e della punizione. È necessario promuovere un approccio fondato sulla giustizia riparativa, che consenta agli studenti di comprendere il valore del rispetto reciproco e della tutela degli spazi comuni, ma anche di esprimere il proprio disagio in forme civili e costruttive.

In questa prospettiva, la scuola deve riaffermare il proprio ruolo di centro educativo della comunità democratica, in grado di coniugare la dimensione normativa con quella dialogica. Il CNDDU invita pertanto le dirigenze scolastiche a privilegiare strumenti di confronto: assemblee di istituto straordinarie, laboratori di cittadinanza attiva, momenti di riflessione guidata sui temi della partecipazione, del dissenso e della responsabilità collettiva.

L’educazione ai diritti umani, nucleo fondamentale del mandato formativo, non può essere disgiunta dall’esperienza diretta di tali valori all’interno della scuola. La gestione dei conflitti e delle proteste studentesche rappresenta un banco di prova per la maturità dell’intera comunità educativa: essa deve rispondere con autorevolezza, ma anche con empatia, consapevole che l’autorità pedagogica non nasce dalla punizione, bensì dall’esempio e dalla capacità di comprendere.

Il CNDDU ribadisce che solo una scuola capace di accogliere le voci del dissenso, di tradurre le tensioni in percorsi di riflessione e di mantenere un saldo equilibrio tra ordine e libertà, potrà assolvere pienamente alla propria missione costituzionale. Non si difende la scuola chiudendola al dialogo, ma rendendola viva, permeabile e responsabile..

prof. Romano Pesavento

presidente CNDDU

Lui, Lei e la Route 66, presentato a Bracciano il libro di Spica e Ferraresi

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Donazione di sangue del 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti “Folgore” a Bracciano

Riceviamo e pubblichiamo

di Marco Di Marzio

Venerdì 17 ottobre, in Piazza IV Novembre a Bracciano, i militari del 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti “Folgore” hanno partecipato a una giornata di donazione del sangue. Con il Patrocinio del Comune di Bracciano e le operazioni di raccolta del bene più prezioso alla vita curate dal Gruppo Donatori Sangue Francesco Olgiati ODV, le sacche raccolte saranno destinate al Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, in un gesto di grande solidarietà verso la comunità e il sistema sanitario.

L’iniziativa, che ha visto una significativa partecipazione da parte del personale militare, conferma lo spirito di servizio e l’impegno civile delle donne e degli uomini dell’Esercito Italiano anche al di fuori delle attività operative.

Abbiamo intervistato il Colonnello Alberto Licci, Comandante del 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti “Folgore”, per approfondire il significato di questa iniziativa e le future attività solidali del reparto.

  1. Colonnello, cosa ha spinto il 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti “Folgore” a organizzare questa giornata di donazione del sangue a Bracciano?
    L’iniziativa nasce dallo spirito di servizio che da sempre caratterizza i militari dell’Esercito e in particolare della “Folgore”. Servire non significa soltanto essere pronti a intervenire in operazioni o emergenze, ma anche rispondere con generosità ai bisogni della collettività. Donare il sangue rappresenta un gesto semplice ma di profondo valore umano, un modo concreto per proteggere e salvare vite anche fuori dal campo operativo.
  2. Perché è importante per i militari della “Folgore” partecipare a iniziative di solidarietà come questa?

La forza della “Folgore” non risiede solo nella preparazione e nella prontezza operativa, ma soprattutto nei valori che la animano. La donazione del sangue è una forma di servizio tanto quanto un’operazione sul campo: entrambe nascono dal medesimo principio, mettere il bene degli altri davanti al proprio. Attraverso la solidarietà e la partecipazione attiva alla vita della comunità, i militari testimoniano che l’uniforme ne rappresenta una parte viva e responsabile. Lo spirito di corpo, che in addestramento e in missione si traduce in coesione e fiducia reciproca, diventa così solidarietà concreta verso chi ha bisogno di aiuto.

  1. Come è nata la collaborazione con il Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e quali obiettivi vi siete posti insieme?

La collaborazione con il Policlinico Gemelli e con il Gruppo Donatori Sangue “Francesco Olgiati” ODV nasce dal desiderio, espresso sin dalla ricostituzione del Reggimento su Bracciano nel 2013, di dare continuità e concretezza allo spirito solidale che anima il Reparto. Insieme, si è voluto creare un legame stabile con le istituzioni sanitarie e di volontariato, per garantire un contributo costante e sinergico con il sistema sanitario del territorio. Le sacche raccolte saranno destinate a chi ne ha urgente necessità e ogni singola donazione rappresenta un gesto di vicinanza alla collettività.

  1. Qual è il messaggio che desidera lanciare, come Comandante, ai cittadini e ai giovani riguardo alla donazione di sangue e al valore del servizio verso gli altri?

Servire gli altri è il fondamento di ogni forma di coraggio e di appartenenza. Donare sangue è un atto di altruismo che non richiede grandi mezzi, ma grande cuore. È un modo per sentirsi parte di qualcosa di più grande: una comunità che si sostiene e si protegge a vicenda. Solidarietà, dedizione e abnegazione contraddistinguono il personale delle aviotruppe, Valori che insieme a Addestramento e Tecnologia rappresentano i tre pilastri dell’Esercito Italiano.

L’OPERAICIDIO INDIGNA E RIUNISCE

 

Presentato ieri a Bracciano il libro di Marco Patucchi

In parecchi lo scorso sabato 25 ottobre hanno scelto di essere presenti al teatro Delia Scala di Bracciano, piuttosto che nei centri commerciali a fare shopping: l’appuntamento era con una tematica di grande attualità, per la quale troppo spesso adottiamo indifferenza, un problema che tanto non ci riguarda.

La presentazione del libro del giornalista Marco Patucchi, scritto a quattro mani con Bruno C. Giordano, magistrato che si è occupato per decenni della materia, ha sollevato il dramma delle morti e degli infortuni sul lavoro, creando un neologismo, “Operaicidio” che dovrebbe indignare e smovere coscienze ma soprattutto la politica.

Con l’autore hanno dialogato Luca Bianchini, regista e autore del film “Articolo 1” e il sindaco di Bracciano, Marco Crocicchi.

Si è partiti appunto dall’articolo 1 della Costituzione Italiana, “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”, sebbene fin da subito, ascoltando l’autore del libro, non si può pensare di risolvere la mattanza delle morti sul lavoro semplicemente introducendo norme a tutela della sicurezza, che in realtà sarebbero già sufficienti, ma deve essere modificata la mentalità.

Il libro parte dall’assunto che l’articolo 1 della Costituzione, che dà il titolo al film, poi debba sviluppare altri articoli e altre norme perché il lavoro viene definito come mezzo e strumento di dignità per il lavoratore e la sua famiglia e non può essere ciò, che invece troppo spesso gliela toglie.

“Attraverso questi racconti quotidiani ho provato a strappare dalla statistica e dai numeri tutte quelle dichiarazioni che poi finiscono per diventare clichè; ho avvertito l’esigenza di dare il più possibile consistenza umana a questi numeri”, ha sostenuto Patucchi.

Secondo l’autore cercare di riempire i vuoti dell’informazione permette di ricordare che dietro quei numeri ci sono delle persone e delle vite, delle famiglie, dei figli, delle mogli, sentimenti e drammi.

L’argomento in discussione è una vera e propria emergenza sebbene chiamare emergenza un fenomeno che ha come media 3 morti al giorno, appare ridicolo e riduttivo.

“Non sono morti sul lavoro ma morti di lavoro”, ha dichiarato Patucchi, c’è un problema di parole e in questo libro affrontiamo abbondantemente anche questo. Poiché le parole sono importanti, l’idea stessa di creare un neologismo ha voluto dare una vera consistenza semantica a una questione che non aveva una sua definizione. Con il co-autore (Bruno Giordano) abbiamo avvertito il dovere di fare questo libro e dare consistenza a qualcosa che consistenza, di fatto, non ce l’ha”.

Prosegue: “Una piccola grande guerra sulla quale ogni giorno noi redattori dovremmo informare sempre di più e con maggior incidenza sulle coscienze”

Ognuno ha una piccola responsabilità, secondo l’autore, in quanto come consumatori incarniamo un conflitto di interessi; quando da compratori risparmiamo, ci sentiamo soddisfatti perché risparmiamo, compriamo le cose on line, ma perdiamo di vista che quello che risparmiamo da consumatori lo perdiamo da lavoratori.

L’intervento del sindaco di Bracciano, Marco Crocicchi, ha fatto emergere una chiara e, purtroppo, frequente dicotomia: “se da un lato gli appalti pubblici sono fortemente regolati dal codice degli appalti” ha sottolineato il sindaco, “nella sostanza, poi, non è vero che nel pubblico ci sia un sistema che protegge in assoluto dai subappalti.

Anche nel caso dei lavori statali, che riguardano finanziamenti europei, per necessità di raggiungere celermente il risultato, questo traguardo viene raggiunto forzando un po’ alcune delle regole di sicurezza”. Un intervento conciso e diretto, che ha evidenziato quanto, sia nel pubblico che nel privato, è necessaria una maggiore cura e attenzione, fintanto che si parla di persone prima che di lavoratori.

L’attenzione è stata poi spostata sul film, un documentario che in maniera semplice ma non banale o retorica, lascia la parola a chi non ha più visto tornare a casa dal lavoro mariti, padri, fratelli, figli. Storie di dolore, in alcuni casi raccontate da vedove o orfani, ma anche in prima persona da infortunati che hanno visto cambiata la propria vita per sempre. Un film dal considerevole impatto emotivo, che al termine della proiezione ha lasciato tutti i presenti attoniti. “Il film si concentra su tre parole: lavorare, vivere e morire”, queste le parole del regista Luca Bianchini, che ha proseguito: “tutti i giorni dai giornali e telegiornali sentiamo parlare di numeri, migliaia di numeri, dimenticandoci spesso che dietro a questi ci sono nomi e cognomi e attorno altrettanti nomi e cognomi che li amano, vittime innocenti di un dolore non giustificabile in alcun modo.

L’intento del film non è quello di lanciare in alcun modo accuse esplicite, non vuole fare proclami, ma semplicemente dare un volto e una consistenza umana a questi numeri”. Alle parole del regista ha fatto seguito la proiezione del documentario, al termine del quale poche sono state le parole che i presenti sono riusciti a trovare.

“Dobbiamo avere tutti un senso di colpa e responsabilità per quello che succede, perché nella tristezza degli occhi di chi resta e sopravvive a questo dolore, c’è la necessità di intervenire e di farlo nel più breve tempo possibile”. Si è concluso così il documentario, con le parole del magistrato Bruno Giordano, alle quali si è aggiunto immediatamente l’intervento finale del sindaco Crocicchi che ha affermato:

“Nessuno è escluso da responsabilità e nessun individuo deve fare l’errore di pensare che non ha un ruolo attivo per migliorare e invertire la rotta”. Non è passata inosservata la presenza della vice sindaca Biancamaria Alberi e di Ida Nesi, così come quella di Giovanni Furgiuele, presidente de L’agone, che da sempre è sensibile a tematiche come queste, con la consapevolezza che parlarne nel modo giusto può rappresentare quella goccia in più in grado di cambiare il peso del mare.

 

Ludovica Di Pietrantonio       Gianluca Di Pietrantonio

Direttore L’agone                   Redattore L’agone

Halloween a Tarquinia, la “Caccia all’Antidoto” novità dell’edizione 2025 Con il mercatino, l’iniziativa arricchirà il programma del 31 ottobre, insieme a “Le Vie dell’Horror” e “Facciamo Baccano!”

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 Sarà la “Caccia all’Antidoto” la grande novità dell’edizione 2025 della festa a Tarquinia. Un nuovo appuntamento che andrà ad arricchire il programma del 31 ottobre, insieme al grande classico “Le Vie dell’Horror”, il percorso da brivido nel centro storico, e “Facciamo Baccano!”, la festa pomeridiana dedicata ai più piccoli, e il mercatino.
Dalle 16,30, “Facciamo Baccano!” animerà le vie cittadine con un coloratissimo corteo che
partirà da viale Bruschi Falgari per arrivare a piazza Giuseppe Mazzini, tra musica, animazione e truccabimbi. A seguire, dalle 17,30 alle 20,30, si accenderanno le luci di “Le Vie dell’Horror”, lo spettacolare percorso immersivo tra archi, torri e antichi palazzi, popolato da mostri, personaggi inquietanti ed effetti speciali che faranno vivere ai visitatori un’esperienza da paura. Il costo del biglietto è di 5 euro, con ingresso gratuito per i minori di 14 anni.

La vera sorpresa sarà la “Caccia all’Antidoto”, un’avventura mozzafiato gratuita ideata dal
gruppo Se Ami Tarquinia e curata nella direzione artistica da Mirko “Memory” Moscetti, che
partirà proprio all’uscita de “Le Vie dell’Horror”. I partecipanti saranno chiamati a mettersi alla prova tra enigmi, misteri e colpi di scena, attraversando un cimitero infestato e il laboratorio di uno scienziato, dove dovranno comporre l’antidoto per salvare Tarquinia da una terribile minaccia.

Il mercatino di Halloween colorerà invece il cuore della città con stand tematici, artigianato e decorazioni, regalando un’atmosfera magica e autunnale. L’evento “Le Vie dell’Horror” è
organizzato da dei volontari tarquiniesi, con il sostegno e contributo del Comune di Tarquinia, in collaborazione con la Pro Loco Tarquinia, il Centro di Aggregazione Giovanile di Tarquinia ed Evensound. L’iniziativa è sostenuta anche dal ristorante Bacco Perbacco, dall’Azienda agricola Barucca, dalla Centrale Ortofrutticola di Tarquinia e dai commercianti del centro storico.

Segreteria del Sindaco

Iniziativa Halloween a Tarquinia

Copriti! Ti si vede la psiche, al teatro De Focauld di Bracciano

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Quattro atti unici brevi la cui cifra, ironica e surreale, raggiunge una dimensione, onirica, divertente, ma che obbliga sempre alla riflessione. Quattro storie che partendo da un’idea precisa prendono vita, evolvono e si concludono con un finale inatteso e sorprendente.

Quattro episodi nei quali i personaggi in scena, messi a nudo nelle proprie fragilità, vengono esposti alle paure più profonde e inconfessabili, e al mistero insuperabile della psiche umana.

IL GATTO

Il paradosso della guerra, decisa dai potenti, ma combattuta da chi la subisce, eseguendo gli ordini senza capirne il perché.

CINQUANTA E CINQUANTA

Il disagio e la miseria rappresentati in un’atmosfera ostile e surreale, dove un grottesco tentativo di sopraffazione si risolve con un epilogo impensabile.

SALA D’ASPETTO

Il tempo che scorre, l’invecchiamento e la perdita dell’autonomia personale, destino al quale nessuno può sottrarsi, neanche i più insospettabili.

EXTRA – VERO

La sgangherata diretta televisiva di un incontro ravvicinato del terzo tipo con un mondo alieno, che non si rivelerà tale.

Commemorazione Salvo d’Acquisto e inaugurazione Anno scolastico 2025/2026

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In occasione del 82° anniversario della morte del  Vicebrigadiere Salvo d’Acquisto, Medaglia d’Oro al Valor Militare , presso l’Istituto Tecnologico di Castel Giuliano – Bracciano (RM)- che porta il suo nome, si è svolta venerdì 24 Ottobre , dalle ore 10.00 , una cerimonia commemorativa di forte impatto emotivo.

Un’occasione di raccoglimento volta a rievocare i fatti che portarono all’uccisione del giovanissimo sottufficiale, ricordando le tappe della sua breve ma intensa vita, nonché la sua dedizione al bene comune.

Alla manifestazione  hanno preso parte gli studenti dell’Istituto Salvo d’Acquisto, numerose istituzioni ed autorità locali tra le quali ricordiamo :  l’Associazione Carabinieri Bracciano, Il Comando Carabinieri di Bracciano , la Croce Rossa Comitato Sabatino , l’Associazione Aeronautica , rappresentanze militari locali , Dirigenti scolastici del territorio, il Sindaco di Bracciano Marco Crocicchi , il Sindaco di Canale Monterano Alessandro Bettarelli e l’Assessora del Comune di Anguillara Sabazia Maria Messenio.

La Santa messa, con cui si è aperta la manifestazione,  è stata officiata da Don Giovanni Di Michele, gia’ parroco di Torrimpietra-Palidoro che ha ricordato il gesto di straordinario altruismo compiuto da Salvo D’acquisto D’Acquisto il 23 settembre 1943, sacrificando la propria vita per salvare ventidue civili innocenti , durante l’occupazione tedesca , attraverso il racconto , da lui raccolto, di tre superstiti dell’evento conosciuti a Palidoro , luogo dell’eccidio .

Il parroco, con le sue letture, ha sensibilizzato i giovani sul significato e valore  dell’Amore che, come per Salvo D’Acquisto,  deve accompagnare ogni azione della vita e la relazione con gli altri, in famiglia, a scuola, nel lavoro, nella società, corroborando la crescita del  senso di responsabilità di ognuno al fine di costruire una società piu’ giusta e consapevole.

Il Luogotenente dei Carabinieri della Compagnia di Bracciano, Giuliano Capobianco, a conclusione della cerimonia religiosa,  ha letto la “ La Preghiera del Carabiniere”, esortando ed incoraggiando gli studenti ad intraprendere e perseguire i loro sogni con impegno e dedizione, per la realizzazione massima del loro futuro.

Il coro dell’Istituto scolastico, che  ha accompagnato tutta la celebrazione, ha eseguito quindi una performance musicale -poetica, in cui gli studenti, accompagnati da canti e musiche di sottofondo, hanno recitato le poesie scritte durante l’anno scolastico nell’ambito del Laboratorio di scrittura creativa .

I componimenti poetici  hanno  rievocato non solo l’episodio del sacrificio di Salvo D’Acquisto, ma soprattutto le emozioni, i sentimenti i valori che tale episodio ha suscitato e consolidato nell’animo dei giovani poeti.

Dopo la deposizione della corona di alloro e un momento di raccoglimento davanti al busto dedicato all’eroe, situato all’interno dell’Istituto, ha seguito la sentita allocuzione del Presidente dell’Associazione Arma dei carabinieri, Giovanni Ciraolo, che ha ricordato come “…la testimonianza di Salvo D’Acquisto continui a rappresentare un esempio luminoso per le giovani generazioni, chiamate oggi più che mai a credere nei valori del rispetto e della responsabilità …“ ed ha  letto la motivazione dell’attribuzione della medaglia d’oro a Salvo D’Acquisto.

La Dirigente scolastica Lucia Dutto, quindi, nel suo discorso rievocativo , si è soffermata soprattutto sulla influenza che l’eccidio del martire di Palidoro ha avuto ed ha sulla didattica della scuola, anche in termini di attività e progetti, ispirandone l’azione quotidiana ed   affermato che “.. così come  sempre accade con le grandi figure educative, la memoria di salvo D’Acquisto   oggi non è solo una data sul calendario, ma continua ad essere una lezione viva , che richiama ciascuno di noi a essere cittadini responsabili, capaci di riconoscere ed apprezzare il valore della vita umana e  difenderlo, anche a costo del  sacrificio della propria persona …tanto piu’ in un momento storico come quello che stiamo vivendo, in un mondo sempre piu’ in crisi, in cui, attraverso i telegiornali ed i social,  la  guerra si e’ riaffacciata  in modo drammatico nelle nostre case , facendoci assistere in diretta video a orrende scene  di violenza, in cui il disprezzo per la  vita umana la fa da padrone, la dignita’ delle persone viene  calpestata, i bambini e popolazione civile  vengono  affamati e vilipesi.”

…“In questo contesto Salvo D’Acquisto con la sua purezza, rispetto del prossimo , senso del dovere, fedelta’ ai valori dell’Arma dei carabinieri, appare … come un faro nella notte , offrendoci  come  donne  e uomini , ma soprattutto come educatori, motivo di riflessione , di discussione, occasione di formazione etica…ricordare Salvo D’Acquisto significa rinnovare l’impegno a formare cittadini consapevoli e responsabili, capaci di trarre ispirazione da un esempio di umanità e coraggio che non smette di parlare al presente”

La Dirigente scolastica ha quindi ringraziato tutti i presenti  per la partecipazione e tutta la famiglia di Adolfo Galderisi, Gestore della scuola che, con la sua dedizione all’Associazione Arma dei carabinieri in collaborazione  con la quale la manifestazione è stata realizzata, fa si’ che da tanti anni la rievocazione possa aver luogo.

Dopo l’intervento del Sindaco di Bracciano, Marco Crocicchi, l’evento si è concluso con la premiazione, da parte del Dirigente Scolastico dell’Istituto, Prof.ssa Lucia Dutto, del Sindaco Marco Crocicchi, al Presidente dell’Associazione Carabinieri di Bracciano Giovanni Ciraolo, degli studenti diplomati  più meritevoli dell’anno scolastico 2024/25, dei corsi Aeronautico e Agrario.

Ha concluso la manifestazione l’esecuzione corale dell’Inno d’Italia, intonato dagli studenti.

L’Agone nuovo, presente alla cerimonia,  si augura che, momenti come quelli di oggi, restino sempre impressi nell’anima di tutti noi e possano essere portatori di grandi valori di solidarieta’ ed altruismo, lontani da qualsivoglia egoismo, riportando  quanto prima un clima di serenità e di pace in questo nostro tormentato mondo.

Giovanni Furgiuele Presidente L’agone nuovo

 

L’ISTITUTO TECNOLOGICO “SALVO D’ACQUISTO” IN VISITA ALLA SEDE VIGILI DEL FUOCO DELL’AEROPORTO INTERNAZIONALE DI FIUMICINO

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Fiumicino, mercoledì 22 ottobre 2025. Una giornata all’insegna della formazione e
della sicurezza per gli studenti delle classi 3ª, 4ª e 5ª T.L. dell’Istituto Tecnologico
“Salvo d’Acquisto”, indirizzo aeronautico, che hanno visitato il Distaccamento
aeroportuale dei Vigili del Fuoco presso l’Aeroporto Internazionale “Leonardo da
Vinci” di Fiumicino.

Accompagnati dal prof. Gianfranco Vadrucci e dalla prof.ssa Antonella Galderisi, gli
studenti hanno preso parte a un’iniziativa inserita nel percorso di “Alternanza Scuola-Lavoro”, pensata per avvicinare i futuri professionisti del settore al mondo operativo dell’aviazione civile.

Ad accoglierli è stato il Capo Reparto Massimiliano Raimondi, che li ha condotti
nell’aula riunioni del distaccamento. Qui il Capo Reparto Dario Di Falco ha illustrato
con un briefing chiaro e appassionante l’organizzazione e il funzionamento del sistema
aeroportuale, spiegando la differenza tra le aree “Air Side” e “Land Side” e il ruolo
strategico svolto dai Vigili del Fuoco all’interno dello scalo.

Durante l’incontro, il Dirigente Superiore Dott. Cosimo Argentieri ha portato il proprio
saluto istituzionale, presentando ai ragazzi la realtà operativa dei Vigili del Fuoco
aeroportuali e sottolineando l’importanza della collaborazione tra scuola e mondo del
lavoro.

La visita è poi proseguita all’esterno, dove gli studenti hanno potuto osservare da vicino
i mezzi antincendio aeroportuali, veri e propri giganti della sicurezza, dotati di
tecnologie avanzate come cannoni telescopici e ugelli a schiuma e ad acqua. Grande
curiosità ha suscitato in particolare il mezzo ARFF (Airport Rescue Fire Fighting):
grazie alla guida esperta del Capo Reparto Di Falco, i ragazzi hanno avuto la possibilità
di simulare l’uso dei sistemi di erogazione del liquido estinguente direttamente dalla
cabina di comando.

L’esperienza ha suscitato entusiasmo e partecipazione, con numerose domande e interventi
da parte degli studenti, desiderosi di conoscere da vicino le procedure e le tecnologie che
garantiscono la sicurezza nei grandi aeroporti.

L’iniziativa ha rappresentato un’occasione preziosa per comprendere concretamente il
funzionamento del servizio antincendio aeroportuale e per apprezzare l’impegno
quotidiano dei Vigili del Fuoco nella tutela di passeggeri e operatori.

Un ringraziamento speciale va al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, nella persona
del Dott. De Acutis, per l’autorizzazione e la disponibilità, e a tutto il personale del
Distaccamento Aeroportuale di Fiumicino per la cortesia e la professionalità.

Prof. (Gen.) Gianfranco Vadrucci

Il salvo D'acquisto in visita ai vigili del fuoco