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Briga in concerto a Cerveteri encomia l’Associazione Damiano Casali: “Spero di tornare in città per vedere il Parco rifiorire sempre di più”

Comunicato stampa

Il cantautore romano in concerto al Parco della Legnara si complimenta con i ragazzi della “Damiano Casali”. L’Assessore Cennerilli: “Grazie Briga, per le emozioni che ci hai regalato prima e durante il concerto”

“I ragazzi dell’Associazione Damiano Casali stanno portando avanti un lavoro straordinario, mi auguro che tutti i cittadini di Cerveteri vogliano aiutare questa realtà perché non è una cosa di tutti i giorni impegnarsi per il sociale come stanno facendo loro. Prima del concerto mi sono recato al Parco che hanno in gestione ed è stato un momento davvero emozionante: spero di tornare il più presto possibile in questa città per vedere questo spazio rifiorire sempre di più”.

Sono queste le parole con cui il cantautore romano Briga, in concerto a Cerveteri, all’interno del Parco della Legnara, nella serata di domenica 16 agosto, ha salutato l’Associazione Damiano Casali di Cerveteri, promotrice insieme al Comune di Cerveteri di un progetto che ha ottenuto un finanziamento di Anci grazie al quale è stato possibile organizzare il concerto andato in scena. Briga, all’anagrafe Mattia Bellegrandi, ha coinvolto il pubblico, accorso numeroso al Parco della Legnara, proponendo i brani che lo hanno reso amato e popolare, come “Sei di mattina” e “L’Amore è qua”, insieme chiaramente ai brani più recenti del suo repertorio. Una serata aperta da altri due giovani cantautori: “Medici” e “Druido”.

“Ospitare il concerto di Briga è stato un grande onore – ha dichiarato Francesca Cennerilli, Assessore alla Cultura del Comune di Cerveteri – e ci tengo davvero di cuore a ringraziarlo per la disponibilità dimostrata nello sposare e nel promuovere il progetto dell’Associazione di Damiano Casali, una realtà giovanile a cui siamo estremamente affezionati e legati, perché nasce non soltanto in ricordo di un ragazzo della nostra città che non c’è più, ma perché rappresenta una speranza, un punto di ritrovo e aggregazione per i giovani di Cerveteri. La serata di ieri nasce proprio dal lavoro congiunto tra Amministrazione e Associazione: insieme infatti, abbiamo presentato un progetto per la promozione di iniziative rivolte agli under 35 della nostra città. Un progetto che è stato meritevole di finanziamento e che in questa estate ha già visto numerosi eventi organizzati proprio grazie a questo contributo Anci”.

“Vedere tanto pubblico, composto da tantissimi giovani, all’interno del Parco della Legnara è stato un bellissimo segnale – conclude Francesca Cennerilli – il segnale di una gioventù capace di divertirsi e di stare insieme ai piedi di un palco, ballando e cantando le hit dei propri artisti preferiti. Una bellissima serata, così come ce ne saranno ancora molte in questa estate, come sempre tutte ad ingresso libero e gratuito”.

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Il bosco Macchia Grande di Manziana nel nuovo film di Ridley Scott

Dal profilo Facebook del Comune di Manziana

È stato pubblicato il nuovo trailer di “The Dog Stars”, il film diretto dal regista premio Oscar Ridley Scott, con protagonisti Jacob Elordi, Josh Brolin e Margaret Qualley, in uscita nelle sale italiane il 26 agosto.
Una produzione internazionale che porta sul grande schermo anche il Bosco Macchia Grande di Manziana, scelto tra le location del film durante un mese di riprese.
I nostri paesaggi diventano così lo scenario di una grande produzione cinematografica internazionale e, attraverso lo sguardo di uno dei più importanti registi contemporanei, Manziana e la sua Macchia Grande raggiungono il grande schermo.
Un’occasione per riscoprire il valore e la bellezza del nostro territorio, capace ancora una volta di attirare l’attenzione del mondo del cinema.
Guardate il nuovo trailer e provate a riconoscere la nostra Macchia Grande!

IL SACRO EREMO DI MONTEVIRGINIO, LUOGO DI FEDE E COMUNITÁ

Dal profilo Facebook del Comune di Canale Monterano

Anche in piena estate questo luogo di fede e comunitá é sempre nei nostri pensieri, cosí come i padri carmelitani guidati dal Priore Padre Michele Masella e tutti coloro che lo frequentano.
Un grazie va quindi al Consigliere Joao Vitor Cersosimo e al dipendente comunale Vittorio Pasquali, che in questi giorni hanno curato l’istallazione della nuova cartellonistica, con informazioni e indicazioni dell’Eremo, per renderlo piú fruibile anche per chi non lo conosce o vi arriva per la prima volta.
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Oriolo Romano celebra la Madonna della Stella tra fede, festa e tradizioni

Si sono conclusi ieri, ad Oriolo Romano, i festeggiamenti dedicati alla Madonna della Stella, una devozione antichissima e profondamente radicata nella storia della comunità, che da sempre accompagna la vita del paese.
Tre giorni di appuntamenti, partecipazione e convivialità che hanno avuto uno dei momenti più suggestivi nella serata del 14 agosto, in occasione della tradizionale processione della Madonna della Stella. A conclusione della processione, il cielo di Oriolo si è illuminato con gli spettacolari fuochi d’artificio offerti dall’Associazione della Festa del Fungo Porcino, uno spettacolo particolarmente suggestivo e apprezzato dal numeroso pubblico presente.
Ad arricchire il programma anche la conclusione del Palio di Oriolo, la tradizionale competizione tra i rioni del paese, che quest’anno ha visto la meritata vittoria del rione Stazione.
Passeggiando in bicicletta 
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Foto realizzata dall’associazione culturale fotografiamo ETS
Ma il 16 agosto ha avuto soprattutto un protagonista speciale: la “Bicicletta da Cantina”, che quest’anno ha raggiunto un traguardo importante, quello della trentesima edizione.
Una manifestazione nata dall’idea e dalla passione di Dario Calvaresi, che per tre decenni ha saputo custodire e rinnovare un appuntamento ormai entrato a pieno titolo nel patrimonio delle tradizioni popolari di Oriolo Romano.
La formula è rimasta quella di sempre, semplice e proprio per questo vincente: un allegro giro del paese in bicicletta, aperto a tutti, adulti e bambini, senza agonismo e senza classifiche. Non conta arrivare primi, ma esserci, condividere una giornata di festa e vivere insieme un momento di spensieratezza.
L’unica vera sfida è quella dedicata alla bicicletta più vecchia o più particolare, mentre non possono mancare le tradizionali fasce di Miss e Mister, che contribuiscono a rendere l’appuntamento ancora più divertente e caratteristico.
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Foto realizzata dall’associazione culturale fotografiamo ETS
Trent’anni sono però anche un viaggio attraverso la memoria. E proprio in occasione di questa importante ricorrenza, Dario Calvaresi ha voluto ricordare e premiare alcune delle persone che nel corso degli anni hanno sostenuto la manifestazione. Tra loro anche chi oggi non c’è più: persone importanti nella storia della “Bicicletta da Cantina”, che continuano a vivere nel ricordo della comunità.
Un momento particolarmente sentito, vissuto con affetto e commozione, che ha dato alla trentesima edizione un significato ancora più profondo. Perché dietro una festa apparentemente semplice si nascondono trent’anni di impegno, amicizie, persone e ricordi condivisi.
Anche quest’anno la partecipazione è stata significativa, confermando quanto la “Bicicletta da Cantina” sia ormai diventata un appuntamento irrinunciabile del Ferragosto di Oriolo Romano.
Il bilancio dei festeggiamenti della Madonna della Stella è dunque quello di una comunità che continua a ritrovarsi attorno alle proprie tradizioni, grazie all’impegno di associazioni, volontari e cittadini che ogni anno contribuiscono a mettere in moto una macchina organizzativa importante, capace di regalare momenti di divertimento e, soprattutto, di costruire nuovi ricordi.
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Foto realizzata dall’associazione culturale fotografiamo ETS
E così, tra fede, rioni, biciclette, sorrisi e fuochi d’artificio, anche questo Ferragosto si conclude nel segno della tradizione e dell’identità di una comunità.
Desirè Cagliuli (miss) – Davide Marrocco (mister) – Teiro Borini (targa Mortet per la bici più vecchia) – Viola e Davide Perconti, Roberto Colombo, Lisa Bellanti, Maurizio Cameschi e Antonella Chiappini (tutti questi ultimi bici vecchie). Tanti omaggi e premi.
Lara Leonardi

CABARET SUL BATTELLO AL LAGO DI BRACCIANO

Comunicato stampa

Deliziose serate divertenti e rilassanti nel Sabazia II sul lago di Bracciano con la direzione artistica del comico Marko Tana e la collaborazione del Consorzio del Lago…se si vuole vivere una serata di Cabaret e non solo si salpa dal 19 Agosto con i comici ” I Sequestrattori” duo con Lui Romano e lei di Milano che daranno vita ad un battibecco esilerante fra’ moglie e marito provenienti come detto da due culture di vita nettamente diverse…

Si prosegue poi il 26 Agosto accogliendo come ospite il Mago Lupis… Unico e Raro… Campione Italiano di Magia e Esponente di spicco del Club Magico Italiano… performance singolare da stupore!I
Il 2 settembre sarà la volta di Magico Alivernini…un mago comico di navigata (e in questo caso calza a pennello) esperienza artistica… Sarà un susseguirsi di magie e battute da non riuscire a tenere il passo… Unico!!!
Il 9 settembre invece affronteremo i problemi dell’Uomo e del Marito…cosa significa per Antonio Catalano essere sposati e per Gianluca Giugliarelli essere separati…due Monologhisti del Cabaret Romano di pregevole qualità…

Trevignano ne ha combinata un’altra delle sue. E ha fatto bene

Come ormai è noto, ogni festa di origine religiosa è stata assorbita dal tessuto sociale come una ricorrenza slegata dal senso tradizionale del termine: non si festeggia – quasi – più per motivi religiosi, ma si approfitta del giorno segnato in rosso sul calendario per passare una giornata con le persone amate, riducendo così le consuetudini religiose in ricorrenze laiche.

Ebbene, Trevignano ha preso questa narrazione e l’ha ribaltata completamente, riportando la tematica religiosa al centro dell’attenzione, «in un clima nel quale fede, tradizione, partecipazione e bellezza si sono unite in maniera profonda», come dichiarato dalla Sindaca Maciucchi.

Ogni anno, il 15 di agosto, Trevignano organizza una giornata per celebrare l’assunzione di Maria in cielo. Quest’anno, però, è stato fatto qualcosa in più: le acque del lago si sono trasformate in un palcoscenico vero e proprio, offrendo uno spettacolo che difficilmente i presenti potranno dimenticare.

«L’edizione di quest’anno rivelerà tante sorprese» aveva dichiarato il vicesindaco Galloni in tempi non sospetti. Questa promessa ha trovato concretezza nei fatti, attraverso l’opera del celebre Angelo Russo, il quale ha ideato e, successivamente, realizzato ciò che lui stesso ha definito come “La Cattedrale di luce”: una scenografia galleggiante dell’assunzione della Beata Vergine, che ha preso vita dinanzi a migliaia di spettatori sulle acque del lago di Bracciano, lasciando tutti i presenti a bocca aperta.

Questo evento è stato studiato nei minimi dettagli, a partire dalla solenne processione partita dalla chiesa di Santa Caterina fino al piazzale del molo. Dopo la concelebrazione Eucaristica, il momento più atteso: la processione sulle acque che ha visto come protagonista la scenografia di Russo, scortata da oltre 40 imbarcazioni illuminate, appartenenti a privati cittadini che hanno voluto dare il loro contributo al Ferragosto Trevignanese, rendendo le acque del lago ancora più memorabili. In ultimo lo spettacolo pirotecnico: degna chiusura di un’iniziativa così ben riuscita.

La meraviglia che i cittadini e i visitatori si sono trovati a contemplare è stata talmente coinvolgente che sembrerebbe sia stata realizzata, è il caso di dirlo, con un aiuto divino. Chiaramente così non è, e la macchina dietro l’evento è stata guidata da moltissime persone, tutte estremamente competenti e appassionate.

Primo tra tutti è il vicesindaco Luca Galloni, che ha riposto nell’organizzazione dell’evento tutte le sue energie, curando con cognizione ogni singolo dettaglio per mesi interi. Impossibile non nominare anche l’Assessore ai lavori pubblici Elio Gazzella: saggia colonna portante della comunità di Trevignano. I fondi messi a disposizione dalla Città Metropolitana di Roma Capitale, dalla BCC della Provincia Romana e dalla Regione Lazio hanno reso possibile la creazione dell’evento, dando fiducia al progetto. Il Consorzio del Lago di Bracciano ha lavorato al rinnovo del ponte galleggiante, permettendo all’installazione artistica di Angelo Russo di circolare in totale sicurezza sulle acque del lago, con un lavoro che rischia di essere invisibile ai non addetti ai lavori, ma ugualmente fondamentale.

È stata centrale anche la presenza del parroco, Don Piero Rongoni, e di Monsignor Marco Salvi che, insieme alla comunità parrocchiale, hanno restituito spessore alla sfera spirituale delle celebrazioni di Ferragosto.

Tra i tanti, però, è importante fare una nota di merito all’associazione “FesteggiAmo Trevignano”, composta da un gruppo di brillanti ragazze e ragazzi che con passione e cura hanno passato mesi a lavorare a questa iniziativa, in totale sinergia con il Vicesindaco. Galloni stesso li ha definiti come “il cuore pulsante del progetto”. Federica Rinaldi, la presidentessa dell’associazione, ha tenuto a specificare come il lavoro e la dedizione siano stati determinanti per la riuscita di una simile manifestazione.

“La cattedrale di luce” non è un’iniziativa isolata, ma rappresenta una chiara dimostrazione di ciò che una comunità così saldamente legata è in grado di fare, sviluppando una narrazione che esalti la tradizione e la propria identità, ma che non sottovaluti l’importanza di sapersi innovare.

Trevignano Romano, in un’estate piena di iniziative, ne ha dato l’ennesima prova.

Chiara Venturen Redattrice L’Agone

GIORGIO MULE’, ISMAELE LA VARDERA, MATTEO HALLISEY, FULVIO ABBATE, DANIELE CAPEZZONE, FRANCESCA PASCALE A “FILOROSSO”

Comunicato stampa

LUNEDI’ 17 AGOSTO 2026, ORE 21.15 SU RAI 3 E RAIPLAY

Le ultime novità sull’arresto di Valter Lavitola, l’emergenza siccità in provincia di Agrigento e la gestione delle spiagge italiane saranno al centro della nuova puntata di “Filorosso”, in onda lunedì 17 agosto, alle 21.15 su Rai 3 e RaiPlay. Antonino Monteleone, con Adele Grossi, analizzerà i principali fatti della settimana attraverso approfondimenti, testimonianze e ospiti in studio.

Si parte con l’emergenza siccità in Sicilia, e in particolare con il caso di Ravanusa (Agrigento), dove per 20 giorni la popolazione è rimasta senza acqua. Ne parleranno il vicepresidente della Camera dei deputati, Giorgio Mulè e il consigliere regionale all’Ars ed esponente di Progetto Civico, Ismaele La Vardera. In collegamento anche il sindaco di Ravanusa, Salvatore Pitrola.

La gestione delle spiagge italiane, e le difficoltà per tanti cittadini di accedere alle spiagge libere, caratterizzeranno la seconda parte del programma. Interverranno il presidente di + Europa e dei Radicali Italiani, Matteo Hallisey e il giornalista di Libero, Fabio Dragoni.

Spazio anche alle ultime novità sull’arresto di Valter Lavitola, che ha ammesso di essere stato il mandante dell’attentato a Sigfrido Ranucci. Ne parleranno lo scrittore Fulvio Abbate, il direttore del quotidiano Il Tempo, Daniele Capezzone, Francesca Pascale, l’ex sindaco di Napoli e magistrato, Luigi De Magistris e il direttore del Fattoquotidiano.it, Peter Gomez.

Il programma approfondirà anche questa settimana gli ultimi sviluppi del caso Garlasco. Interverranno, tra gli altri, l’avvocato Antonio De Rensis, la direttrice del settimanale “Giallo”, Albina Perri, la criminologa Flaminia Bolzan, l’avvocato Massimo Lovati, il generale Luciano Garofano, il biologo forense Ugo Ricci, e la content creator Francesca Bugamelli.

Il programma è presente anche su Instagram all’indirizzo @filorosso_rai

Oriolo in Rosa, quindici anni di prevenzione e solidarietà.

Oriolo Romano ha celebrato giovedì 13 agosto la quindicesima edizione di “Oriolo in Rosa”, la manifestazione dedicata alla prevenzione del tumore al seno e al sostegno delle donne che stanno affrontando o hanno affrontato la malattia. L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Oriolo Romano e organizzata con il coinvolgimento di Spazio Supporto Donna, ha riunito in piazza Santacroce istituzioni, associazioni, professionisti, volontari e cittadini. Una manifestazione ormai profondamente radicata nel territorio, capace di coniugare informazione, solidarietà, arte e spettacolo.

37Nel corso della serata sono intervenuti, tra gli altri, rappresentanti di Komen Italia, professionisti impegnati nei trattamenti integrati in oncologia del Policlinico Universitario Agostino Gemelli, specialisti e operatori che collaborano con Spazio Supporto Donna. A sottolineare il valore assunto negli anni dalla manifestazione è stato il sindaco Emanuele Rallo. «Quindici anni di Oriolo in Rosa rappresentano ormai un momento radicato nella nostra comunità e racchiudono il lavoro che Spazio Supporto Donna porta avanti durante tutto l’anno», ha ricordato il primo cittadino, evidenziando come il presidio sia diventato nel tempo un punto di riferimento non soltanto per gli abitanti di Oriolo, ma anche per quelli dei comuni limitrofi. Rallo ha richiamato il lavoro svolto sul fronte della prevenzione, del benessere e delle politiche rivolte alle donne, soffermandosi soprattutto sul valore del volontariato: «Bisogna dire grazie a tutte le volontarie, perché l’intero movimento vive grazie a chi mette gratuitamente il proprio tempo a disposizione».

Dietro “Oriolo in Rosa” c’è un lavoro che prosegue durante tutto l’anno. Spazio Supporto Donna, presieduta da Graziella Lombi, porta avanti sul territorio attività dedicate alla prevenzione, all’ascolto e al sostegno delle donne. Un impegno concreto, testimoniato dai risultati raggiunti: circa 280 screening senologici, oltre 70 prestazioni nutrizionistiche e altrettante consulenze psicologiche, realizzate con gli specialisti dell’associazione Sviluppo e Relazione. A queste si aggiungono trattamenti di linfodrenaggio e riflessologia plantare e circa 68 interventi presso lo sportello contro la violenza di genere Demetra, gestito dall’associazione Ponte Donna. Un’attività che negli anni si è arricchita anche di incontri culturali, laboratori, mostre, presentazioni di libri e progetti dedicati alle Donne in Rosa, tutti offerti gratuitamente alle donne del territorio.

35Un cammino nato anche grazie al supporto del Centro di Terapie Integrate del Policlinico Universitario Agostino Gemelli, diretto dal dottor Stefano Magno. «In questi anni abbiamo imparato quanto sia importante esserci, essere accanto alle donne e condividere paure, preoccupazioni e speranze, ma anche momenti di leggerezza, amicizia e gioia. Perché anche una sfilata di moda, una serata trascorsa insieme o semplicemente un sorriso possono diventare parte di un percorso di rinascita», sottolinea Graziella Lombi.

Tra i momenti più attesi della serata, la sfilata delle Donne in Rosa, che ha visto protagoniste oltre 90 donne, unite da un messaggio di forza, condivisione e consapevolezza. Quattro i brand presenti – Blanc, Glow Fashion, Sabry Crea Kids and Family e Lady Lalla – in collaborazione con lo stilista Gianfranco Venturi, da anni al fianco dell’iniziativa.

Per Sabrina Roncarà, creatrice di Sabry Crea Kids and Family, quella di Oriolo non è stata però una passerella come le altre: la sua storia personale si è infatti intrecciata con quella del tumore al seno. «Partecipare a Oriolo in Rosa per me è un onore – racconta –. Ringrazio gli organizzatori per avermi coinvolta in un progetto che parla di moda, ma soprattutto di prevenzione. Vedere un’intera comunità tingersi di rosa crea immediatamente un senso di unione, vicinanza e sostegno reciproco». Un’occasione che, nelle sue parole, diventa anche un modo per «ricordare chi ha lottato, celebrare chi ce l’ha fatta e dare forza a chi sta affrontando la malattia oggi, come me». «Vedere i miei capi sfilare sulla passerella di Oriolo in Rosa è stato un mix indescrivibile di batticuore, orgoglio e meraviglia. Un sogno stampato sui tessuti che finalmente prende vita. Un po’ la mia storia cucita addosso: il mio lavoro e il tumore al seno». È anche alla luce del suo percorso personale che la parola prevenzione assume per Sabrina un significato ancora più profondo. «Parlarne è fondamentale, perché significa cercare di anticipare i problemi, proteggere il nostro benessere e intervenire prima che sia troppo tardi. Informarsi e sottoporsi a controlli regolari non vuol dire soltanto prendersi cura di sé, ma regalarsi maggiore serenità e un futuro più sicuro». Difficile, invece, scegliere un unico momento da conservare della serata. «Li ho amati tutti. C’è quell’istante in cui l’ansia e l’aspettativa lasciano spazio alla consapevolezza che tutto sta andando meravigliosamente. Smetti di pensare al prima e al dopo e vivi completamente il presente. Uno sguardo d’intesa, una risata, la musica giusta: quando le energie sono quelle giuste, ogni momento diventa parte di un ricordo che rimane addosso». Infine, un messaggio rivolto alle donne che stanno attraversando la malattia: «Sei la forza immensa che trovi anche quando credi di non averne più. Sei la bellezza di un sorriso che sfida la tempesta, la grazia di chi cade e continua a rialzarsi. Ogni cicatrice non è un difetto: è la mappa del tuo coraggio». E aggiunge: «A chi sta lottando oggi voglio dire: non sei sola. Esiste una rete fortissima di mani pronte a sorreggerti e di cuori che battono insieme al tuo. E chi ce l’ha fatta rappresenta la speranza che cammina, la prova che oltre il tunnel esiste la luce».

44Per Roncarà, l’impegno non termina a Oriolo. Il prossimo appuntamento è fissato per il 12 settembre con la “Walk for the Cure”, iniziativa organizzata in collaborazione con Komen Italia in occasione di Notte Donna. Moda, testimonianza e solidarietà torneranno così a incontrarsi, trasformando ancora una volta un’esperienza personale in un’occasione di condivisione e sensibilizzazione.

Il prossimo appuntamento è il 12 settembre con la “Walk for the Cure”, organizzata in collaborazione con Komen Italia in occasione di Notte Donna. Iscrizioni alla Walk for the Cure sul sito www.sabrycrea.it

Paola Forte redattrice L’agone

Un lungolago da vivere, insieme

Dalla pagina Facebook del Sindaco Crocicchi

Quella del 14 è stata una 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗲𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗙𝗲𝗿𝗿𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼, partecipata e vissuta, con il nostro Lungolago animato da 𝗺𝘂𝘀𝗶𝗰𝗮, 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗮𝘁𝗶𝗻𝗶 𝗲 𝗰𝗶𝗻𝗲𝗺𝗮.
Tante persone hanno scelto di passeggiare, incontrarsi, fermarsi insieme e godere della bellezza del lago e delle iniziative organizzate.
lungolago
È questa l’idea di Lungolago sulla quale abbiamo scelto di investire: 𝘂𝗻 𝗹𝘂𝗼𝗴𝗼 𝗱𝗮 𝘃𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲, capace di essere non soltanto una strada o un luogo di passaggio, ma uno spazio nel quale incontrarsi, trascorrere del tempo, stare insieme e riscoprire il rapporto con uno dei luoghi più belli della nostra città.
Vedere tante persone vivere il Lungolago, passeggiare e partecipare alle iniziative è stata una 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗶𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮’ e di ciò che questo luogo sta iniziando a rappresentare.
Continueremo a lavorare per migliorare 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶, 𝗮𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮’ 𝗲 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗴𝗹𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮, e per promuovere occasioni che permettano di vivere il Lungolago non soltanto durante l’estate, ma sempre di più durante tutto l’anno.
Grazie a tutte le persone che hanno partecipato e a quanti, con il proprio lavoro e il proprio impegno, hanno contribuito alla riuscita della serata.
𝗕𝘂𝗼𝗻 𝗙𝗲𝗿𝗿𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗲 𝗲 𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶!
                  lungolago                                      lungolago

Avellanosa de Muñó

 

L’eclissi totale del 12 agosto 2026 ad Avellanosa de Muñó

L’eclissi totale di Sole è forse l’unico fenomeno naturale capace di scardinare, in pochi minuti, ogni certezza sensoriale accumulata in una vita.

 

Per osservarla, evitando il “pericolo” delle nubi che spesso si addensano sulla costa settentrionale spagnola, ci siamo diretti verso l’interno, ad Avellanosa de Muñó, un paese che dorme da secoli sulla riva sinistra dell’Arlanza, a 873 metri, dove il fiume incide appena la terra rossa di Castiglia. Il suo nome compare per la prima volta in un documento del 1030, quando la valle si apriva a Burgos attraverso l’antica via di Oña. Per secoli il borgo visse diviso in due giurisdizioni: da un lato l’abbadengo del monastero di Santo Domingo de Silos, dove i monaci intonavano quel canto gregoriano che ancora oggi porta lontano il nome di questa terra; dall’altro il señorío dei duchi di Lerma, la cui reggia, oggi Parador, domina tuttora la cittadina vicina, come il ricordo di un potere mai davvero tramontato.

 

Poi il tempo ha fatto ciò che fa sempre alle campagne: ha svuotato le case. La mietitrebbia ha sostituito le braccia, i giovani sono scesi verso Burgos e Madrid, e Avellanosa, insieme alle sue tre frazioni minori, Paúles del Agua, Pinedillo, Torrecitores del Enebral, è rimasta con una decina di abitanti d’inverno, senza un bar, senza un vero parcheggio: uno di quei luoghi che le carte geografiche segnano più per abitudine che per necessità.

 

Poi, in una manciata di giorni d’agosto 2026, qualcosa si è capovolto. Non un evento del paese, ma un evento sopra il paese: il cielo, con la sua indifferenza millenaria, ha scelto di far passare l’ombra della Luna proprio lì, su quella striscia di terra dimenticata e il mondo, che di Avellanosa non sapeva nulla, ha cominciato improvvisamente a pronunciarne il nome.

A innescare tutto è stata la BBC, con un reportage sul cosiddetto “doppio tramonto” osservabile da Avellanosa de Muñó, che indicava il paese esplicitamente come uno dei luoghi migliori per assistere all’eclissi. La Prensa ha ripreso lo stesso servizio, aggiungendo dettagli che da soli valgono un viaggio: i campi di grano dorato, il basso inquinamento luminoso, l’orizzonte ampio verso ovest, perfetto per quel doppio tramonto, l’idea di vivere due crepuscoli in pochi minuti; prima l’oscuramento totale e poi il ritorno della luce che cala di nuovo verso l’orizzonte, suggerimenti delle voci di due residenti: Sara Álvarez Rodríguez, che ai visitatori consigliava di salire verso “la cueva”, da cui “si vede tutto”; e Ascensión Álvarez Rodríguez, nata nel paese nel 1937 e mai vissuta altrove.

Chi ci abitava aveva probabilmente immaginato una serata tra vicini, i soliti volti più qualche parente in visita. Si è ritrovato invece al centro di una ribalta che non aveva chiesto, con obiettivi puntati da ogni continente su un paese che, fino a una settimana prima, non aveva nemmeno un semaforo da fotografare. Per pochi minuti, il luogo più dimenticato di Burgos è diventato il centro esatto del cielo.

Poi, spenta la luce e richiusa l’ombra, è tornato quieto, con la stessa naturalezza con cui l’aveva accolta.

 

Per la Spagna, del resto, non si trattava di una totalità qualunque: l’ultima eclissi solare totale visibile dal Paese risaliva a 121 anni prima, al 1905. Un’attesa da generazioni.

 

Noi abbiamo seguito i consigli e ci siamo sistemati sui solchi arati, che servono a spezzare eventuali incendi delle stoppie, al bordo di un campo di cereali ormai mietuto. Il campo rialzato di qualche decina di metri su un altopiano che si stende a perdita d’occhio sui gialli campi sottostanti, ondulanti di stoppie verso nordovest, da dove il Sole, all’altezza di un palmo dall’orizzonte, bruciava la terra, i pensieri e la pelle.

 

Con puntualità astronomica, in cielo è iniziato il sorpasso della Luna. Nessuno se ne sarebbe accorto senza osservare direttamente il Sole che, attraverso uno schermo di protezione in mylar, era diventato un disco giallo cui, in basso a destra, sembrava che qualcuno avesse dato un piccolo morso. Con il passare dei minuti il morso è cresciuto e il disco giallo è diventato sempre più una falce, con la gobba verso est.

 

La luminosità è calata, ma non come al tramonto: mancava la lentezza, mancava il colore caldo che prepara l’occhio. Era una sottrazione secca, quasi innaturale, come se qualcuno stesse abbassando una manopola invece di lasciare che la sera scendesse da sé. Le ombre si affilavano, i contorni si indurivano e, sulla pelle, il sole che fino a un attimo prima bruciava, ora cominciava a perdere peso.

 

Poi è arrivato il fresco: un’aria che scivolava addosso come se la temperatura dell’intero paesaggio fosse crollata di colpo. Dopo l’arsura, era un sollievo che disorientava più di quanto rassicurasse, perché il corpo lo riconosceva come sera, ma gli occhi vedevano che non lo era: il Sole, ormai basso, restava comunque ben visibile sopra l’orizzonte e, sullo schermo del cellulare meno performante, sembrava ancora un semplice disco giallo, nonostante la sua forma fosse ormai una falce e la luce ridotta a meno della metà.

Gli uccelli avevano smesso di cantare, gli insetti si erano azzittiti e, in quella pausa collettiva della vita, si percepiva con chiarezza che qualcosa non tornava.

 

Un attimo prima della copertura totale, sul terreno chiaro sembravano correre sottili bande ondulate di luce e ombra: un tremolio quasi liquido, come se l’aria stessa fosse in ansia.

Poi il buio. Ma un buio strano: non nero come la notte vera, bensì un blu antracite profondo, con l’orizzonte che, lontano, tutto intorno, a nord e a sud, restava di un chiarore dorato, quasi un tramonto a 360 gradi. Era proprio quella poca luce residua a rivelare, meglio di ogni spiegazione, che ci si trovava dentro un cono d’ombra largo poche decine di chilometri: la prova fisica, visibile, di un allineamento cosmico.

 

Nel cielo scurito è comparsa Venere, netta, quasi impertinente nel suo brillare in pieno giorno, e, al centro di tutto, dove prima c’era il Sole, era un cerchio nero perfetto orlato da filamenti bianco-argentei che si allungavano irregolari nello spazio: la corona solare, sempre presente, ma solo ora visibile a occhio nudo, una parte del Sole che non tutti hanno mai osservato di persona.

 

Quella che, durante la parzialità, attraverso il mylar, era un’immagine spettacolare, ma identica a migliaia di foto già viste, ora, a occhio nudo, era qualcosa di incredibile. Quello che si vedeva non era una fotografia, non erano solo i puntini brillanti di stelle e pianeti comparsi in pieno giorno, non era un semplice disco, ma una struttura inconsueta: un cerchio nero circondato da una corona di raggi luminescenti, il diamond ring, con un paio di piccole, intense sfumature rosse, le protuberanze solari.

Sono stati un paio di minuti di buio rischiarati appena da una luce che sembrava arrivare da lontano, da dove non era né alba né tramonto.

 

Quando la totalità è finita, un unico punto di luce è esploso sul bordo ovest del disco lunare, e immediatamente il Sole è ridiventato accecante: un grano di Baily, dovuto alla luce solare che filtrava tra le valli del profilo lunare.

La luce è tornata, ma intorno a noi l’aria restava stranissima: livida, grigia, priva di quel calore arancione che hanno l’alba e il tramonto. Era luce del giorno, bassa come quando il sole viene coperto da una nube, ma la luce sembrava malata, sfasata, come se il Sole stesso avesse bisogno di un po’ di tempo per riabituarsi a splendere, nonostante fosse già di nuovo impossibile e pericolosissimo guardarlo a occhio nudo.

 

È stato in questo scarto, tra ciò che il corpo sa e ciò che l’occhio vede, che è sorto spontaneo un applauso, tra le urla degli altri osservatori: gente carica di attrezzature che testimoniavano il loro amore per l’astronomia e la fotografia, gli umbraphili, persone certamente navigate, ma incapaci di trattenere la gioia per aver assistito a uno spettacolo inconsueto e meraviglioso. Forse qualcuno ha anche versato una lacrima per l’emozione, una reazione profondamente umana.

Guardandosi intorno si veniva colti da una sorta di vertigine: per alcuni minuti il cielo aveva mentito, gli animali si erano sbagliati, la temperatura aveva ingannato e si era provata la sensazione fisica, non solo intellettuale, di trovarsi per un attimo fuori dal tempo ordinario delle cose, dentro un evento che l’umanità osserva da millenni con lo stesso identico stupore e smarrimento, muto e assoluto, di fronte all’ordine preciso e invisibile che regge il cielo.

 

Intanto il Sole, pian piano, si abbassava sull’orizzonte. Lo strato di atmosfera assorbiva la luce e il Sole, mentre si liberava del sorpasso lunare, tornava a poter essere osservabile a occhio nudo: una falce con la gobba a occidente, ormai visibile e fotografabile senza problemi.

 

Infine, il secondo tramonto.

Lo spettacolo era finito: Sole e Luna avevano danzato ancora una volta, ricordandoci quanto siamo piccoli e inutili con le nostre meschinità umane, con il nostro odio verso i nostri stessi simili.

 

Riccardo Agresti

Per avere informazioni sui perché delle eclissi solare leggi l’articolo specifico: ECLISSE DI SOLE

Un sentito ringraziamento a Luciano Schiavone e Stefano Agresti

Un ringraziamento di cuore per le foto di Iris Agresti