“In vista della notte di Ferragosto, l’Amministrazione comunale richiama tutti a un rigoroso senso di responsabilità, disponendo misure straordinarie e controlli serrati a tutela della sicurezza pubblica, del decoro urbano e del patrimonio ambientale. Il divertimento e la vivibilità del territorio devono necessariamente conciliarsi con il rispetto tassativo delle disposizioni in vigore. Nello specifico, si ricorda che sono pienamente operativi i seguenti divieti: divieto assoluto di accesso e transito nell’area protetta della Palude di Torre Flavia; divieto tassativo di accendere fuochi liberi sulle spiagge e di introdurre materiali infiammabili o pericolosi; divieto di abbandono dei rifiuti, con l’obbligo di mantenere puliti arenili e spazi pubblici; divieto per le attività commerciali di vendere bevande in vetro da asporto a partire dalle ore 18:00 (consumo consentito esclusivamente all’interno dei locali o nelle relative pertinenze)”.
A ribadire la linea della fermezza e a tracciare il quadro della giornata è Elena Gubetti, Sindaco di Cerveteri:
“Invitiamo tutta la cittadinanza, i frequentatori e i visitatori al più rigoroso rispetto delle regole, delle ordinanze e dei divieti stabiliti. Questa notte non ci saranno tolleranze per chi sceglie di non rispettare la nostra città e l’ambiente. Grazie al coordinamento preventivo con le Forze dell’Ordine, che ringrazio per la preziosa collaborazione, il nostro territorio e in particolare il Lungomare saranno presidiati da numerosi pattugliamenti, sia a piedi che in auto. Un ringraziamento speciale e sentito va inoltre a tutti i volontari che ci aiuteranno a presidiare la spiaggia, offrendo un supporto prezioso per la sicurezza e la tutela del nostro litorale. A Cerveteri e Campo di Mare la proposta di intrattenimento sarà ricca e diffusa: lungo tutto il Lungomare e grazie agli eventi organizzati dagli stabilimenti balneari e dall’Etruria Village, ci saranno tantissime opportunità di divertimento per tutti. Inoltre, al Parco della Legnara, la serata si impreziosirà con lo spettacolo interamente dedicato a Andrea Camilleri dal titolo ‘Un filo di fumo’. Rispettare le regole significa voler bene a Cerveteri e permettere a tutti di vivere una festa all’insegna della bellezza e della tranquillità. A nome dell’Amministrazione comunale, auguro a tutti voi un felice e sereno Ferragosto”.
“Voglio esprimere prima di tutto la mia più profonda e sincera vicinanza all’Amministrazione comunale di Fiumicino e ai proprietari dello stabilimento balneare La Rambla di Maccarese, colpito ieri da un incendio devastante.
Trovarsi a fare i conti con la distruzione della propria attività nel bel mezzo della stagione estiva è un dolore immenso, e a loro va il mio pensiero più forte e la solidarietà di tutta la nostra comunità. In giornate difficili come quella di ieri, segnate da episodi di grande apprensione lungo la costa, emerge però con forza il valore straordinario di chi è sempre in prima linea per proteggere il territorio.
Desidero rivolgere un ringraziamento speciale e sentito a tutti i volontari e le volontarie della Protezione Civile comunale di Cerveteri. Attivati dalla Protezione Civile regionale, i nostri ragazzi sono intervenuti tempestivamente a supporto delle operazioni di spegnimento a Fiumicino, schierando in campo due squadre AIB e l’autobotte da 10.000 litri, garantendo un supporto fondamentale nella gestione dell’emergenza e affrontando subito dopo un ulteriore intervento sul nostro territorio a Cerenova, in località La Beca.
In questi giorni caldi e complessi, i nostri uomini e le nostre donne sono impegnati senza sosta su più fronti, intervenendo non solo a Cerveteri ma operando con generosità e professionalità anche nei comuni vicini, come a Santa Marinella, a Bracciano e ieri a Fiumicino.
Tutto questo non è casuale. È il risultato di un lungo percorso fatto di investimenti mirati, partecipazione ai bandi della Protezione Civile regionale, acquisto di mezzi e attrezzature all’avanguardia, ma soprattutto di una costante e rigorosa formazione dei nostri volontari. Grazie a questo lavoro pluriennale, oggi la nostra Protezione Civile comunale è riconosciuta come una struttura di Classe A, il massimo standard di eccellenza, capace di affrontare qualsiasi scenario di rischio con competenza, uomini e mezzi adeguati.
Cerveteri c’è, è un punto di riferimento per l’intero comprensorio e fa concretamente la differenza. Grazie di cuore a tutti i nostri ragazzi, uomini e donne, per la dedizione, il coraggio e l’amore con cui ogni giorno servono la nostra comunità”.
Lo dichiara in una nota il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti
L’estate a Bracciano continua con il calendario di appuntamenti pensati per vivere insieme le ultime settimane di agosto tra cultura, musica, spettacolo, sport e divertimento.
Tanti eventi continueranno ad animare la città e offriranno a cittadini e visitatori nuove occasioni per stare insieme e godersi le serate nella splendida cornice di Bracciano.
Spettacoli
Cinema
Musica
Sport
Street food
E tanto divertimento!
Scopri tutti gli appuntamenti nella locandina e scegli quelli da non perdere!
Vi aspettiamo a Bracciano per continuare a vivere insieme una splendida estate!
Dal profilo Facebook del comune di Canale Monterano
Proseguiamo con la quarta tappa di questo viaggio tra i lavori in corso sugli immobili comunali.
E’ la volta del Centro Visite Fontana, riqualificato per diventare in futuro la nuova sede della Riserva Naturale Regionale Monterano, liberando cosí il primo piano di Palazzo Granaroni in Piazza Tubingen, che diventerá un grande spazio dedicato alla Comunitá.
In questi giorni in cui i cieli del mondo sembrano parlare solo la lingua dei razzi, dei droni, dei missili e dei cannoni, la natura ha compiuto un gesto che somiglia a una risposta. Ha sollevato il sipario su un’eclissi: un incontro raro, un’ombra che si posa sulla luce per ricordarci che anche il tentativo di oscurare, quando è naturale, non fa paura.
È un tentativo che non distrugge, che non ferisce, che non fa vittime innocenti. L’ultima eclissi parziale di grande rilievo, osservata nel nostro Paese, risale addirittura l’11 agosto 1999, credevo che fosse accaduta più recentemente ma devo averla confusa con le eclissi di Luna. L’orario previsto per l’incontro tra il nostro satellite e la stella più vicina, inizio 19,32 fino al tramonto, mi ha dato alcune certezze. La prima è che occorreva andare verso un punto di osservazione che non avesse ostacoli e noi abbiamo la fortuna di avere il mare a poco più di venti chilometri, la seconda è che non mi dovevo procurare i famosi occhialetti, gli unici da dover usare, secondo le informazioni della Tv e dei mass media, per evitare gravi e irreversibili danni alla retina, e per questo motivo, come spesso accade, esauriti in poche ore.
Quante volte abbiamo osservato a occhi nudi gli splendidi tramonti su questo nostro litorale a volte disturbati da dispettose nuvole. Anche questa volta, con splendide pennellate grigie su un rosa sempre più acceso, le nuvole sembravano intenzionate a rovinare le aspettative dei moltissimi cittadini di tutte le età che avevano invaso la spiaggia, invece, mentre i due corpi sferici sempre più sovrapposti, continuavano la loro lenta discesa verso la linea dell’orizzonte, hanno avuto la sensibilità di rimanere ferme, come dipinte per sempre ad un’altezza innocua, un trucco per dare più enfasi al falso contatto tra questi due forze opposte ma complementari.
Credo di non aver mai visto il tramonto del sole e della luna nello stesso istante, ma il fatto che fossero anche abbracciati, seppur parzialmente, seppur divisi da distanze che sembrano infinite, ha dato un significato storico all’evento. Purtroppo mentre la natura costruiva questa metafora di pace, la storia continuava a scriversi altrove con gli stessi strumenti che la negano: razzi, droni, missili, cannoni.
Forse è proprio per questo che l’eclissi ci ha chiamati a guardare. Per ricordarci che il cielo può ancora mostrare altro. Che la luce può essere coperta senza essere cancellata. Che l’ombra, quando non è guerra, può perfino insegnare qualcosa.
Si sono spenti i riflettori sulle commissioni, i tabelloni sono stati esposti e le aule, che per settimane hanno ospitato la trepidazione e l’impegno di decine di studenti, sono tornate al silenzio estivo. Ma all’Istituto Superiore “Salvo D’Acquisto” l’eco dell’ultimo anno scolastico risuona ancora con la forza di un traguardo estremamente positivo. Gli esami di Stato si sono conclusi con un bilancio che va ben oltre i freddi numeri della burocrazia ministeriale: un successo pieno, rotondo, caratterizzato dal cento per cento di promossi e da una alta percentuale di votazioni più che positive, che ha riguardato tre classi terminali fortemente specializzate: le due sezioni dell’indirizzo Agrario e la sezione dell’indirizzo Aeronautico.
Due percorsi di studio complessi, moderni, che richiedono non solo solide competenze teoriche, ma anche una spiccata attitudine pratica, scientifica e tecnologica. Vedere l’intero corpo studentesco tagliare il traguardo della maturità senza defezioni e con punteggi di rilievo è la fotografia di un percorso formativo che ha funzionato in ogni suo ingranaggio.
Dietro la gioia dei ragazzi e l’orgoglio delle famiglie c’è però una narrazione più profonda, che merita di essere fatta. Non si tratta della semplice cronaca di una tornata d’esami andata bene, ma della dimostrazione pratica di come una scuola possa trasformarsi in una comunità educante inclusiva, capace di valorizzare le eccellenze senza lasciare indietro nessuno.
Un Modello Didattico che Premia il Merito e Sostiene la Fragilità
Il vero successo del “Salvo D’Acquisto” risiede nella gestione delle diverse velocità che caratterizzano ogni gruppo classe. La scuola contemporanea si trova troppo spesso a dover scegliere: spingere sull’acceleratore per valorizzare i talenti più brillanti, rischiando di perdere chi fatica, oppure tarare la didattica verso il basso, appiattendo le potenzialità dei migliori. I risultati di questa maturità dimostrano che i docenti dell’istituto hanno saputo percorrere una terza via, più faticosa ma decisamente più feconda, quella della personalizzazione dell’insegnamento.
Nel corso dell’anno scolastico, il corpo docente ha lavorato instancabilmente per strutturare un’offerta formativa flessibile e attenta. Da un lato, gli studenti più’dotati hanno trovato stimoli continui, approfondimenti culturali e progetti tecnici che hanno permesso loro di volare alto, come testimoniano i risultati che hanno arricchito i tabelloni finali. Questi ragazzi non si sono limitati a ripetere nozioni, ma hanno saputo tenere colloqui d’esame interdisciplinari di alto profilo, collegando le materie d’indirizzo con la storia, la letteratura e la cittadinanza attiva.
Dall’altro lato, ed è forse questo il successo più prezioso per l’istituzione scolastica, gli studenti che lungo il quinquennio o nell’ultimo anno avevano manifestato difficoltà, incertezze o fragilità emotive e cognitive, sono stati messi nelle condizioni di esprimere al meglio il proprio potenziale. Grazie a un lavoro capillare di recupero, supporto e costante incoraggiamento, ogni singolo studente ha potuto colmare le proprie lacune e, soprattutto, ritrovare la fiducia nelle proprie capacità. L’esame di Stato è diventato così non uno scoglio insormontabile o un momento di pura selezione , ma la naturale prosecuzione di un percorso di crescita in cui l’impegno profuso è stato riconosciuto e valorizzato in modo oggettivo.
L’Identità degli Indirizzi: La Terra e il Cielo
Il successo di questa maturità acquisisce ancora più valore se si analizzano le specificità dei due indirizzi giunti agli esami, anime diverse ma complementari di un istituto che guarda al futuro del territorio e del Paese.
L’Indirizzo Agrario: Custodi del Territorio e Innovatori Green
Le due sezioni dell’indirizzo Agrario hanno fruito di commissioni solidamente preparate sul fronte della sostenibilità, delle biotecnologie e della gestione del patrimonio agroalimentare. Gli studenti hanno dimostrato di possedere non solo le competenze tradizionali legate alla coltivazione e alla zootecnia, ma una visione moderna dell’agricoltura intesa come presidio ambientale e motore dell’economia circolare.
Durante le prove orali, i candidati hanno discusso progetti legati alla transizione ecologica, alla gestione idrica nei periodi di siccità e alla valorizzazione dei prodotti locali attraverso le tecnologie digitali. La terra, studiata non come elemento statico ma come sistema complesso da proteggere e innovare, è stata il filo conduttore di colloqui di esame apprezzati dai i commissari per la maturità civica e la competenza tecnica dimostrate, segno di un percorso quinquennale vissuto intensamente tra i banchi e nei laboratori.
L’Indirizzo Aeronautico: Rigore Tecnologico e Visione Globale
Dall’altra parte, la sezione dell’Aeronautico ha letteralmente “preso il volo”. Questo indirizzo, che richiede per sua natura un rigore matematico, fisico e logico non comune, oltre a una profonda conoscenza delle normative internazionali e dell’inglese tecnico, ha visto più’ di un candidato superare le prove con una lucidità esemplare.
I ragazzi hanno affrontato la navigazione aerea, la meteorologia, la fluidodinamica e la struttura dei velivoli con una padronanza terminologica e concettuale che ha lasciato intravedere i futuri professionisti dei cieli e della logistica complessa. Anche in questo caso, la didattica dell’istituto è riuscita a trasformare materie ostiche in passioni vive, capaci di catalizzare l’attenzione degli studenti e di tradursi in risultati gratificantia.
La Sinergia Perfetta: Quando la Commissione Diventa Comunità
Un esame di Stato, per quanto ben preparato, è sempre un’incognita. L’introduzione dei commissari esterni accanto a quelli interni serve a garantire l’imparzialità del giudizio, ma rischia talvolta di creare un clima di fredda distanza o, peggio, di tensione, che può bloccare anche lo studente più preparato.
Al “Salvo D’Acquisto”, tuttavia, si è assistito a un fenomeno virtuoso che ha colpito positivamente tutti i partecipanti: un’ottima sinergia tra la componente interna e quella esterna delle commissioni. I docenti della scuola, che conoscevano la storia personale e didattica di ogni ragazzo, hanno trovato nei colleghi esterni degli interlocutori attenti, autorevoli ma profondamente empatici.
Si è creato fin dalle prime riunioni preliminari un clima di proficua collaborazione, lontano da logiche di contrapposizione o da sterili rigidità burocratiche. I commissari hanno lavorato con un obiettivo comune: mettere il candidato a proprio agio per permettergli di dare il massimo. Questo non ha significato abbassare l’asticella della valutazione – le votazioni più’ che positive sono il frutto di prove reali e rigorose – ma ha garantito che l’accertamento delle competenze avvenisse in un contesto di ascolto autentico.
C’è stata una grande e diffusa attenzione sia agli aspetti culturali sia a quelli umani della popolazione scolastica. I docenti hanno saputo guardare oltre il compito scritto o la risposta alla domanda di teoria, leggendo lo sforzo, l’evoluzione e la personalità di ogni singolo maturando. Questo approccio umanistico, che mette la persona dello studente al centro del processo di valutazione, ha permesso di disinnescare l’ansia da prestazione, trasformando il colloquio in un vero e proprio dialogo culturale, un rito di passaggio vissuto con serenità e dignità.
Il Riconoscimento di un Lavoro Annuale
Nulla di quanto visto in questa sessione d’esami è stato casuale. Il successo della maturità è la punta dell’iceberg di un lavoro quotidiano, silenzioso e coordinato, durato dieci mesi. È il giusto riconoscimento per la dirigenza scolastica, che ha saputo coordinare le risorse e mantenere alti gli standard organizzativi, soprattutto per il corpo docente, che ha interpretato la propria professione non come un semplice dovere contrattuale, ma come una vera e propria missione educativa.
Insegnare in contesti tecnici e professionali così specifici richiede un aggiornamento costante e la capacità di dialogare con il mondo del lavoro e delle università. I professori del “Salvo D’Acquisto” hanno dimostrato di saper fare squadra, integrando le materie umanistiche con quelle scientifiche e di indirizzo, affinché gli studenti potessero sviluppare quel pensiero critico che i commissari esterni hanno apprezzato e valorizzato.
Questo risultato pulito – cento per cento di promossi, buona percentuale di voti più’ che positivi , zero contenziosi e tanta soddisfazione – sancisce il ruolo di profondo educativo del “Salvo D’Acquisto” sul territorio. La scuola ha dimostrato che quando si investe sulle relazioni umane, sulla qualità della didattica e sull’inclusione , i risultati arrivano e sono straordinari.
Per i neodiplomati dell’Agrario e dell’Aeronautico si aprono ora le porte delle università, degli istituti tecnici superiori o del mondo del lavoro. Vi entrano a testa alta, forti di un titolo conquistato con merito e protetti dal ricordo di una scuola che ha saputo credere in ognuno di loro, dal primo all’ultimo giorno.
Ferragosto nasce nell’antica Roma come “Feriae Augusti” nel 18 a.C. per volere dell’imperatore Augusto. Era un periodo di riposo dai lavori nei campi alla fine dei raccolti. In origine la festa era celebrata il primo agosto.
Fu trasportata poi dalla Chiesa cattolica al giorno 15 del mese, in coincidenza con la festa dell’Assunzione. Ciò accadde nel contesto del Concilio Vaticano II, quando Papa Paolo VI proclamò Maria come Madre della Chiesa, il 21 novembre 1964.
Ferragosto è il giorno centrale delle vacanze estive in Italia.
È il giorno tipico delle ferie, cioè della breve sospensione del lavoro nel pieno dell’estate, che si estende in genere anche ai giorni contigui, e che conserva l’antico carattere popolare, con l’uso delle scampagnate. Ferragosto non è mai una semplice data sul calendario. È un respiro collettivo, una pausa condivisa che attraversa le nostre vie, le piazze e le case.
Il 15 agosto porta con sé un’atmosfera unica.
È il momento della tradizione: dalle grandi tavolate in famiglia con i piatti tipici del territorio, ai pic-nic con gli amici, fino alle sagre e ai fuochi d’artificio, che illuminano le nostre sere d’estate.
Ma Ferragosto è anche l’occasione perfetta per guardarsi intorno e riscoprire la bellezza dei nostri luoghi, troppo spesso data per scontata durante la frenesia di tutti i giorni.
Bracciano, per esempio, rappresenta una delle mete più suggestive e complete del Lazio per trascorrere le festività di Ferragosto, tra fascino rinascimentale, relax al lago ed eventi estivi.
Si può iniziare con una passeggiata, immancabile, nel centro storico ricco di storia e di arte, proseguire con la visita al maestoso Castello Orsini-Odescalchi, una caratteristica fortezza rinascimentale, per poi scendere verso la riva del lago per godere la bellezza, la serenità e la quiete del Lungolago Argenti, così come oggi si presenta, accogliente luogo ideale per chi cerca il relax.
Inoltre, Bracciano con le sue frazioni offre una sintesi equilibrata di storia, bellezze naturali e tradizioni gastronomiche.
L’agone, nella circostanza, desidera inviare un augurio speciale di cuore ai lettori del giornale, a chi ci segue via Web e a tutti quelli che in vario modo ci consentono di essere sul territorio, così vasto, da oltre 32 anni.
L’augurio vi giunga ovunque vi troviate: al mare, in montagna, a casa o a lavoro, e sia per ognuno di voi un Ferragosto sereno e felice.
Vogliamo dire grazie a chi ci segue ogni giorno con tanta passione: sappiate che il vostro supporto è la nostra forza.
Un pensiero speciale, in questo giorno di festa, va a chi lavora per garantire la sicurezza e la continuità dei servizi essenziali nella nostra comunità: alle forze dell’ordine, al personale sanitario, ai volontari e agli operatori del commercio e del turismo.
A tutti voi lettori, che ogni giorno ci seguite e fate vivere le pagine di questo giornale, va il nostro grazie e il nostro augurio più sincero: che sia una giornata di riposo e di serenità.
Il 30 agosto Umberto Casani tenterà di stabilire un nuovo record circumnavigando a nuoto il lago di Bracciano. Attorno alla sfida prenderà vita HERO BRACCIANO 2026: una giornata di sport, inclusione e solidarietà con villaggi sportivi gratuiti, iniziative benefiche e attività dedicate alla valorizzazione del territorio.
Nel cuore del Lazio, il Lago di Bracciano si prepara ad accogliere HERO BRACCIANO 2026, un progetto che attraverso lo sport promuove il territorio, l’inclusione e la solidarietà, coinvolgendo istituzioni, associazioni sportive e comunità locali in una grande manifestazione diffusa.
Il 30 agosto, alle ore 6:30, dall’altezza di Via della Sposetta Vecchia, a Bracciano, prenderà il via la sfida simbolo dell’evento: la circumnavigazione completa del lago a nuoto, per un totale di 30 chilometri. L’arrivo è previsto per le ore 16:30, sulla spiaggia libera del Lungolago Giuseppe Argenti, all’altezza del civico 18.
Protagonista dell’impresa è Umberto Casani, che incarna i valori più autentici dello sport – determinazione, resistenza e capacità di superare i propri limiti – con l’obiettivo di stabilire un nuovo record.
Per affrontare una prova di tale complessità, l’atleta è stato affiancato durante la sua preparazione dalla Federazione Italiana Psicologi dello Sport, che continuerà a supportarlo fino al termine della sfida, a conferma dell’importanza della preparazione mentale nelle prove di endurance.
Il percorso si snoderà lungo un itinerario che coinvolgerà Bracciano, Anguillara Sabazia, XV Municipio di Roma Capitale e Trevignano Romano, creando un sistema integrato di partecipazione tra territori, istituzioni e comunità locali.
L’importanza e il valore di HERO BRACCIANO 2026 sono testimoniati dall’ampio sostegno istituzionale e sportivo che accompagna il progetto. L’iniziativa si svolge con il patrocinio della Regione Lazio, di CONI Lazio, del Comitato Italiano Paralimpico – Lazio, della Città Metropolitana di Roma Capitale, dei Comuni di Bracciano, Anguillara Sabazia, Trevignano Romano, del XV Municipio di Roma Capitale, della Federazione Italiana Nuoto (FIN), della Federazione Italiana Canoa Kayak (FICK), della Federazione Italiana Surfing, Sci Nautico e Wakeboard (FISSW), del Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano, del Consorzio Lago di Bracciano, di OPES, della Federazione Italiana Cronometristi (FICR) e di ANCI Lazio.
Un sostegno che conferma la rilevanza dell’iniziativa e la sua capacità di mettere in rete istituzioni, organismi sportivi e realtà territoriali, promuovendo l’inclusione, la sostenibilità e la valorizzazione del territorio.
In questo contesto, il Presidente del CONI Lazio, Alessandro Cochi, sottolinea: “Hero Bracciano è molto più di una competizione sportiva: è un evento che unisce impresa, promozione del territorio e cultura dello sport. La straordinaria circumnavigazione a nuoto del Lago di Bracciano, una sfida estrema di 30 chilometri con l’obiettivo di stabilire un nuovo World Record, rappresenta un esempio concreto di come determinazione, sacrificio e spirito di resilienza possano trasformarsi in un potente messaggio per le nuove generazioni. Al tempo stesso, il Lago di Bracciano diventa il cuore pulsante di una grande festa dello sport, capace di coinvolgere cittadini, famiglie, turisti e appassionati in un contesto di straordinario valore paesaggistico e ambientale. Manifestazioni come questa dimostrano come lo sport sia un motore di inclusione, benessere, coesione sociale e valorizzazione dei territori. Per questo il CONI Lazio ha scelto di patrocinare e sostenere Hero Bracciano, un’iniziativa che coniuga eccellenza sportiva, promozione della disciplina del nuoto in acque libere e sviluppo del territorio, proiettando il Lago di Bracciano in una dimensione di rilievo.”
Anche il presidente del Comitato Italiano Paralimpico Lazio, Giuseppe Andreana, ne sottolinea il valore: “L’evento del 30 agosto, che vedrà l’impegno di Umberto Casani e che di fatto unirà i comuni di Bracciano, Anguillara, Trevignano Romano e Roma Capitale-XV municipio, ricopre un significato particolare. L’auspicio è che possano essere presenti tutte le associazioni sportive che a vario titolo svolgono attività di promozione, avviamento e agonismo negli sport paralimpici sul territorio, diventando un’importante occasione per collegare la domanda e l’offerta di attività sportiva paralimpica nell’area del Lago di Bracciano. Per questo motivo il Comitato Paralimpico Lazio ha da subito sostenuto e incoraggiato l’impresa di Umberto Casani. Il 30 agosto sarà sicuramente una giornata all’insegna dello sport e dell’inclusione”.
Tra i sostenitori dell’iniziativa, ilConsigliere Regionale del Lazio, Giorgio Simeoni, delinea l’importanza strategica del progetto per il territorio: “Il Lago di Bracciano possiede potenzialità straordinarie che meritano di essere valorizzate. HERO BRACCIANO 2026 va esattamente in questa direzione: unisce sport, promozione del territorio e partecipazione, rafforzando quella visione condivisa che oggi vede Comuni, Parco e Regione Lazio lavorare insieme per lo sviluppo di un masterplan condiviso. Mi auguro che questa iniziativa possa diventare un appuntamento capace di crescere negli anni e rappresentare sempre di più il nostro lago”.
Fondamentale è anche il ruolo delle amministrazioni che si affacciano sul Lago di Bracciano. I Comuni di Bracciano, Trevignano Romano e Anguillara Sabazia, insieme al XV Municipio di Roma Capitale, partecipano attivamente alla realizzazione dell’iniziativa attraverso una stretta collaborazione organizzativa e il coinvolgimento delle associazioni sportive e delle realtà locali. Una sinergia che testimonia la volontà condivisa di valorizzare il lago come luogo di sport, inclusione e promozione territoriale, trasformando HERO BRACCIANO 2026 in un progetto partecipato capace di coinvolgere l’intero comprensorio lacustre.
In tal senso, il Sindaco di Bracciano, Marco Crocicchi, dichiara: “HERO BRACCIANO 2026 si svolgerà sul nuovo Lungolago Argenti, restituito alla comunità come spazio pubblico, accessibile e capace di accogliere tutte e tutti. Per noi lo sport deve creare inclusione, partecipazione e relazioni, senza lasciare indietro nessuno. Questa manifestazione racconta l’idea di città che vogliamo costruire: più aperta, più capace di superare le difficoltà e attenta ai beni comuni, dove il lago e il territorio siano patrimonio condiviso.”
Un’idea di collaborazione condivisa dal Sindaco di Anguillara Sabazia, Angelo Pizzigallo: “Il Lago di Bracciano non sarà soltanto il teatro di una straordinaria impresa sportiva, ma il simbolo di un territorio che sa fare rete e guardare lontano. Hero Bracciano 2026 racconta la forza dello sport come veicolo di inclusione, rispetto per l’ambiente e promozione delle nostre eccellenze. Sarà una festa aperta a tutti, capace di unire Anguillara Sabazia e gli altri Comuni del lago e di far conoscere, attraverso un evento unico, la bellezza e l’identità del nostro territorio”.
Anche il XV Municipio di Roma Capitale evidenzia il valore dell’iniziativa, come sottolineano il Presidente Daniele Torquati e l’Assessore allo Sport e al Commercio Tommaso Martelli: “HERO BRACCIANO 2026 rappresenta un’importante occasione per valorizzare il Lago di Bracciano e il territorio che lo circonda attraverso lo sport, la natura e la sostenibilità. Un’iniziativa che contribuisce a promuovere la conoscenza delle nostre realtà territoriali, delle loro bellezze e delle loro potenzialità turistiche. Rivolgiamo il nostro incoraggiamento a Umberto Casani per questa importante sfida e ringraziamo gli organizzatori per aver dato vita a un progetto capace di coinvolgere e valorizzare il territorio”.
A completare la visione condivisa dei Comuni del lago è il Sindaco di Trevignano Romano, Claudia Maciucchi: “Sono orgogliosa che questa iniziativa contribuisca a far conoscere il nostro meraviglioso lago, la qualità delle sue acque e la ricchezza storica e culturale dei centri che vi si affacciano. Hero Bracciano non sarà soltanto una prova agonistica: accenderà i riflettori su Comunità, Tradizioni e splendide località cittadine che custodiscono un’identità condivisa, offrendo a partecipanti e visitatori l’occasione di scoprire il patrimonio naturale e culturale del comprensorio”.
I villaggi sportivi rappresenteranno il cuore della partecipazione del pubblico, trasformando le sponde del lago in un grande spazio dedicato allo sport, all’inclusione e alla condivisione.
L’ingresso sarà completamente gratuito e consentirà a famiglie, giovani e appassionati non solo di assistere a dimostrazioni ed esibizioni, ma anche di avvicinarsi e provare le diverse discipline sportive, affiancati da tecnici e dalle associazioni presenti. Per consentire ai visitatori di vivere l’intera manifestazione senza utilizzare l’auto, sarà inoltre attivo un servizio navetta gratuito che collegherà a ciclo continuo i tre villaggi e permetterà di raggiungere facilmente le diverse aree dell’evento e scoprire tutte le attività proposte.
I villaggi saranno allestiti a Bracciano, sul Lungolago Giuseppe Argenti, dalle ore 10:00 alle 19:00, con la cerimonia di accoglienza dell’atleta Umberto Casani prevista alle ore 18:00; ad Anguillara Sabazia, in Piazza del Molo, dalle ore 10:00 alle 18:00; e a Trevignano Romano, in Piazza del Molo, dalle ore 10:00 alle 23:00, dove alle ore 21:00 si terrà la cerimonia ufficiale di chiusura della manifestazione.
I tre villaggi e il servizio navetta osserveranno una sospensione delle attività dalle ore 12:00 alle 16:00.
Il programma comprenderà, tra le altre, attività dedicate a: atletica, badminton, baskin, basket, calcio, canoa, ginnastica artistica, judo, karate, nuoto, pallavolo, pickleball, pugilato, stand up paddle (SUP), SUP Rescue e tiro a segno, discipline distribuite nei diversi villaggi in base alle caratteristiche e alle realtà associative presenti nei singoli territori. Un’occasione concreta per promuovere la pratica sportiva e valorizzare il patrimonio associativo, offrendo al pubblico la possibilità di avvicinarsi a sport spesso poco conosciuti.
HERO BRACCIANO 2026 nasce con un obiettivo chiaro e condiviso: dimostrare che anche persone comuni possono raggiungere obiettivi straordinari, promuovendo al tempo stesso uno sport accessibile e inclusivo, la tutela ambientale e iniziative a scopo benefico.
Attraverso il sostegno al progetto “Insieme per Elena”, la manifestazione intende contribuire a far conoscere la sindrome PGAP1 e a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della ricerca scientifica dedicata alle malattie genetiche ultra-rare, dimostrando come lo sport possa diventare un potente strumento di informazione e speranza.
Ideato e organizzato da Sound Machine Italia, HERO BRACCIANO 2026 nasce dalla volontà di sviluppare un format capace di coniugare sport, promozione del territorio, inclusione e solidarietà, creando un modello di collaborazione tra istituzioni, federazioni sportive, associazioni e comunità locali. Il progetto si propone di diventare un appuntamento ricorrente e un laboratorio di idee per la valorizzazione del Lago di Bracciano, che metta in rete eventi, sport e sviluppo territoriale. Sarà prevista anche la realizzazione di un docufilm originale che seguirà tutte le fasi dell’iniziativa, raccontando non solo l’impresa sportiva e la sua organizzazione, ma anche la preparazione fisica e mentale dell’atleta, con l’obiettivo di promuovere il territorio attraverso immagini dal forte impatto narrativo e umano.
Umberto Casani Nato il 7 gennaio 1988, Umberto pratica il nuoto fin dall’età di sei anni, maturando il proprio percorso agonistico nel Centro Nuoto Ronciglione. Fin da giovanissimo si distingue nelle gare di mezzofondo e fondo, conquistando a 14 anni il titolo di Campione Regionale dei 3.000 metri e ottenendo il quinto posto ai Campionati Italiani Primaverili, risultati che gli valgono la convocazione nella rappresentativa regionale del Lazio. Negli anni successivi continua a coltivare la passione per il nuoto, affiancandola all’attività di assistente allenatore e alla professione di fisioterapista, laureandosi nel 2012 presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Parallelamente prosegue la propria attività nelle acque libere affrontando sfide di crescente difficoltà. Nel 2010 completa la traversata del Lago di Bolsena (13 km) in 2 ore, 54 minuti e 6 secondi, mentre nel 2016 porta a termine la circumnavigazione del Lago di Vico (17 km) in 4 ore e 6 minuti, confermando una costante attitudine alle prove di endurance.
Con HERO BRACCIANO 2026 si prepara ad affrontare la sfida più impegnativa della sua carriera sportiva, un’impresa che rappresenta il naturale punto di arrivo di un’esperienza maturata negli anni.
“La sfida più grande non è percorrere 30 chilometri a nuoto, ma riuscire a rimanere sé stessi quando il corpo e la mente sono messi a dura prova.”
Umberto Casani
SOUND MACHINE ITALIA Sound Machine Italia è la società ideatrice e organizzatrice di HERO BRACCIANO 2026. Specializzata nella progettazione e realizzazione di eventi sportivi, culturali e istituzionali, sviluppa iniziative che favoriscono la collaborazione tra istituzioni, federazioni sportive, enti locali, associazioni e partner privati, con l’obiettivo di valorizzare il territorio attraverso lo sport, la cultura e la partecipazione attiva delle comunità.
Accanto all’organizzazione di eventi, Sound Machine Italia realizza progetti di comunicazione integrata, produzioni audiovisive e servizi dedicati alla promozione e alla valorizzazione di enti, aziende e territori, seguendo ogni progetto dall’ideazione alla realizzazione.
Tra le principali iniziative organizzate figurano World Cup Skiroll Rome 2025, Tutto in una Notte, Tutto in un Giorno e Summer Beach Volley Festival, manifestazioni che testimoniano l’esperienza maturata da Sound Machine Italia nella progettazione di eventi capaci di coniugare sport, promozione territoriale e coinvolgimento delle comunità.
PARTNER E SPONSOR HERO BRACCIANO 2026 è il risultato di una rete di istituzioni, federazioni sportive, enti, associazioni, aziende e partner che hanno scelto di condividere un progetto fondato sui valori dello sport, dell’inclusione, della solidarietà e della valorizzazione del Lago di Bracciano.
Tra i partner che hanno scelto di sostenere il progetto, figurano: ACEA, BIOIN, EDILROMA AMBIENTE, CISALFA, EURONICS e IDEAAUTO, insieme a molte altre realtà che, con il proprio contributo, hanno reso possibile la realizzazione di questo evento.
«Ogni grande impresa nasce dalla determinazione di una persona, ma diventa realtà grazie al sostegno di una comunità.» Michele Michelassi Direttore Artistico e Responsabile di Sound Machine Italia
“Seguiamo con attenzione le operazioni di soccorso in corso a seguito della fortissima esplosione avvenuta all’interno della Knds Ammo Italy, ex Simmel Difesa, di Colleferro”. Lo dichiarano in una nota la Cgil di Roma e Lazio, la Filctem Cgil di Roma e Lazio, la Cgil Roma Sud Pomezia Castelli e la Filctem Cgil Roma Sud Pomezia Castelli.
“Un gravissimo incidente – prosegue la nota – sul quale attendiamo conferme sull’assenza di persone coinvolte, non soltanto all’interno dello stabilimento ma anche nelle aree circostanti, a causa della violenta onda d’urto sprigionata dall’esplosione. Così come attendiamo chiarezza sulle cause dell’incidente.”
“In questo momento la priorità assoluta è garantire la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori presenti nello stabilimento e nei siti limitrofi, della popolazione e delle operatrici e degli operatori della rete dei soccorsi, che stanno intervenendo con professionalità in un contesto difficile. Anche per questo è fondamentale procedere con le analisi della qualità dell’aria e con ogni ulteriore misura necessaria a tutela della salute pubblica, a seguito della combustione di esplosivi e di altri materiali”, concludono le organizzazioni sindacali.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime forte preoccupazione per l’aumento dei prezzi dei carburanti e per le ricadute che tale dinamica determina sul personale scolastico, in particolare su docenti e lavoratori ATA fuorisede, pendolari, precari o assegnati a sedi distanti dalla propria residenza.
La questione non può essere confinata alla dimensione contingente del caro-benzina. Essa investe direttamente la politica economica pubblica, la tutela del salario reale, l’efficienza allocativa del lavoro pubblico e la capacità dello Stato di garantire uniformemente il diritto all’istruzione sull’intero territorio nazionale.
Per migliaia di lavoratori della scuola il carburante non costituisce un consumo discrezionale, ma un costo sostanzialmente incomprimibile per l’accesso al lavoro. Nelle aree interne, montane, periferiche e scarsamente servite dal trasporto pubblico, la domanda di mobilità casa-lavoro presenta infatti una ridotta elasticità rispetto al prezzo: anche quando benzina e gasolio aumentano, il dipendente non può ridurre proporzionalmente gli spostamenti. Deve raggiungere comunque la sede di servizio e assorbire sul proprio bilancio familiare lo shock energetico.
Si determina così una progressiva divaricazione tra retribuzione nominale e reddito reale disponibile. Una quota crescente dello stipendio viene assorbita da una spesa indispensabile per rendere possibile la prestazione lavorativa. Per il personale maggiormente esposto, pertanto, gli incrementi retributivi nominali possono essere parzialmente neutralizzati dall’aumento dei costi di trasporto, con una perdita di potere d’acquisto che la sola dinamica contrattuale non è sufficiente a rappresentare.
Il CNDDU ritiene che si stia consolidando un vero cuneo di mobilità territoriale. A parità di qualifica, anzianità e trattamento economico, il lavoratore assegnato a decine di chilometri dalla propria abitazione dispone di un reddito effettivo inferiore rispetto al collega che presta servizio vicino alla propria residenza. La distanza geografica finisce, quindi, per assumere la natura di una variabile economica che modifica il valore reale della retribuzione e introduce una disuguaglianza sostanziale all’interno dello stesso comparto.
L’effetto è ancora più grave per il personale fuorisede, per il quale la mobilità territoriale è spesso conseguenza dei meccanismi di reclutamento, delle graduatorie, delle disponibilità delle sedi e delle procedure di assegnazione. Al costo del carburante possono aggiungersi affitti, utenze, pedaggi e spese per i rientri periodici. Ne deriva uno shock distributivo fortemente asimmetrico e tendenzialmente regressivo, poiché il medesimo incremento dei costi incide in misura proporzionalmente maggiore sulle retribuzioni più basse, sui lavoratori all’inizio della carriera e sul personale precario.
È precisamente in presenza di tali asimmetrie che la politica economica pubblica è chiamata a intervenire. Il mercato trasferisce lo shock energetico sul lavoratore senza considerare la funzione pubblica della mobilità necessaria a garantire il servizio scolastico. Lo Stato, invece, deve valutarne gli effetti distributivi, territoriali e allocativi e correggere quelle distorsioni che rischiano di compromettere non soltanto il reddito individuale, ma l’efficienza complessiva del sistema.
Se il costo necessario per accettare o mantenere un incarico in una sede distante cresce oltre una soglia economicamente sostenibile, diminuisce infatti la convenienza netta di quella posizione lavorativa. Possono aumentare rinunce agli incarichi, turnover e difficoltà di reclutamento nelle sedi periferiche. Il rincaro energetico si trasforma così in una distorsione dell’offerta territoriale di lavoro, producendo costi indiretti per l’amministrazione e rischiando di accentuare il divario tra scuole facilmente accessibili e istituzioni scolastiche collocate nelle aree più fragili del Paese.
In questo quadro, le misure compensative non devono essere considerate strumenti assistenziali né semplici bonus emergenziali. Costituiscono, se adeguatamente progettate, strumenti di politica economica finalizzati a correggere un’esternalizzazione di costo. Una parte dell’onere necessario a garantire la presenza dello Stato nei territori viene oggi sostenuta privatamente dai lavoratori chiamati a raggiungere quelle sedi. È necessario impedire che tale trasferimento diventi strutturale.
Il CNDDU ritiene pertanto urgente definire una compensazione specifica per la mobilità professionale del personale scolastico, con particolare tutela per i fuorisede, parametrata alla distanza effettiva dalla residenza, alla frequenza degli spostamenti, all’accessibilità della sede mediante trasporto pubblico e all’incidenza dei costi di mobilità sul reddito da lavoro.
La politica pubblica dovrebbe inoltre prevedere un meccanismo di salvaguardia collegato all’andamento ufficiale dei prezzi energetici, affinché la compensazione possa rafforzarsi nelle fasi di maggiore tensione. Si configurerebbe in questo modo uno stabilizzatore automatico settoriale, capace di attenuare la trasmissione degli shock energetici sul salario reale senza ricorrere ogni volta a interventi emergenziali.
Una misura selettiva avrebbe, inoltre, maggiore razionalità sotto il profilo della finanza pubblica rispetto a trasferimenti generalizzati. L’obiettivo non dovrebbe essere quello di compensare indistintamente tutti i consumi di carburante, bensì di concentrare le risorse dove il costo della mobilità costituisce un effettivo vincolo all’accesso e alla permanenza nel lavoro. La tutela del personale fuorisede risponderebbe così contemporaneamente a criteri di equità distributiva, efficienza della spesa pubblica e continuità territoriale del servizio.
Occorre anche interrogarsi sulla politica fiscale. Una quota documentata delle spese di mobilità sostenute dal personale scolastico costretto a lavorare lontano dalla residenza potrebbe trovare specifiche forme di riconoscimento fiscale, soprattutto quando non esistano alternative realistiche di trasporto pubblico. In tale prospettiva, fiscalità e politica salariale dovrebbero concorrere alla tutela del reddito disponibile, evitando che il costo per raggiungere il luogo di lavoro vanifichi parte degli interventi destinati al recupero del potere d’acquisto.
Il problema assume, infine, una chiara dimensione macroeconomica e istituzionale. Una politica dei redditi che consideri soltanto la retribuzione nominale e ignori l’incremento dei costi incomprimibili connessi alla prestazione lavorativa rischia di sottostimare la perdita effettiva di benessere economico delle famiglie. Analogamente, una politica scolastica che richieda elevata mobilità territoriale senza considerarne la sostenibilità economica rischia di produrre inefficienze proprio nei territori nei quali la presenza stabile del personale è più difficile da assicurare.
Il CNDDU chiede pertanto al Governo, al Ministero dell’Istruzione e del Merito, al Ministero dell’Economia e delle Finanze e alle Regioni l’apertura urgente di un confronto per costruire una risposta strutturale, selettiva e finanziariamente sostenibile.
Non si tratta di rivendicare un privilegio di categoria. Si tratta di riconoscere un principio elementare di politica economica pubblica: quando un costo privato necessario alla produzione di un servizio pubblico assume dimensioni tali da alterare il reddito reale dei lavoratori, modificare gli incentivi all’offerta di lavoro e produrre squilibri territoriali, quel costo cessa di essere esclusivamente una questione individuale e diventa un problema di interesse pubblico.
La scuola deve poter contare sulla disponibilità del proprio personale in ogni territorio della Repubblica. Ma non è sostenibile chiedere mobilità geografica ai lavoratori e lasciare che il rischio economico di quella mobilità venga integralmente assorbito dalle loro famiglie.
Tutela del salario reale, compensazione dei costi di mobilità ed equilibrio territoriale del servizio scolastico devono diventare parti della stessa politica pubblica. Perché la distanza dalla scuola non può trasformarsi in una penalizzazione salariale e il prezzo del carburante non può diventare una tassa implicita sul diritto al lavoro.