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Oriolo in Rosa, quindici anni di prevenzione e solidarietà.

Oriolo Romano ha celebrato giovedì 13 agosto la quindicesima edizione di “Oriolo in Rosa”, la manifestazione dedicata alla prevenzione del tumore al seno e al sostegno delle donne che stanno affrontando o hanno affrontato la malattia. L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Oriolo Romano e organizzata con il coinvolgimento di Spazio Supporto Donna, ha riunito in piazza Santacroce istituzioni, associazioni, professionisti, volontari e cittadini. Una manifestazione ormai profondamente radicata nel territorio, capace di coniugare informazione, solidarietà, arte e spettacolo.

37Nel corso della serata sono intervenuti, tra gli altri, rappresentanti di Komen Italia, professionisti impegnati nei trattamenti integrati in oncologia del Policlinico Universitario Agostino Gemelli, specialisti e operatori che collaborano con Spazio Supporto Donna. A sottolineare il valore assunto negli anni dalla manifestazione è stato il sindaco Emanuele Rallo. «Quindici anni di Oriolo in Rosa rappresentano ormai un momento radicato nella nostra comunità e racchiudono il lavoro che Spazio Supporto Donna porta avanti durante tutto l’anno», ha ricordato il primo cittadino, evidenziando come il presidio sia diventato nel tempo un punto di riferimento non soltanto per gli abitanti di Oriolo, ma anche per quelli dei comuni limitrofi. Rallo ha richiamato il lavoro svolto sul fronte della prevenzione, del benessere e delle politiche rivolte alle donne, soffermandosi soprattutto sul valore del volontariato: «Bisogna dire grazie a tutte le volontarie, perché l’intero movimento vive grazie a chi mette gratuitamente il proprio tempo a disposizione».

Dietro “Oriolo in Rosa” c’è un lavoro che prosegue durante tutto l’anno. Spazio Supporto Donna, presieduta da Graziella Lombi, porta avanti sul territorio attività dedicate alla prevenzione, all’ascolto e al sostegno delle donne. Un impegno concreto, testimoniato dai risultati raggiunti: circa 280 screening senologici, oltre 70 prestazioni nutrizionistiche e altrettante consulenze psicologiche, realizzate con gli specialisti dell’associazione Sviluppo e Relazione. A queste si aggiungono trattamenti di linfodrenaggio e riflessologia plantare e circa 68 interventi presso lo sportello contro la violenza di genere Demetra, gestito dall’associazione Ponte Donna. Un’attività che negli anni si è arricchita anche di incontri culturali, laboratori, mostre, presentazioni di libri e progetti dedicati alle Donne in Rosa, tutti offerti gratuitamente alle donne del territorio.

35Un cammino nato anche grazie al supporto del Centro di Terapie Integrate del Policlinico Universitario Agostino Gemelli, diretto dal dottor Stefano Magno. «In questi anni abbiamo imparato quanto sia importante esserci, essere accanto alle donne e condividere paure, preoccupazioni e speranze, ma anche momenti di leggerezza, amicizia e gioia. Perché anche una sfilata di moda, una serata trascorsa insieme o semplicemente un sorriso possono diventare parte di un percorso di rinascita», sottolinea Graziella Lombi.

Tra i momenti più attesi della serata, la sfilata delle Donne in Rosa, che ha visto protagoniste oltre 90 donne, unite da un messaggio di forza, condivisione e consapevolezza. Quattro i brand presenti – Blanc, Glow Fashion, Sabry Crea Kids and Family e Lady Lalla – in collaborazione con lo stilista Gianfranco Venturi, da anni al fianco dell’iniziativa.

Per Sabrina Roncarà, creatrice di Sabry Crea Kids and Family, quella di Oriolo non è stata però una passerella come le altre: la sua storia personale si è infatti intrecciata con quella del tumore al seno. «Partecipare a Oriolo in Rosa per me è un onore – racconta –. Ringrazio gli organizzatori per avermi coinvolta in un progetto che parla di moda, ma soprattutto di prevenzione. Vedere un’intera comunità tingersi di rosa crea immediatamente un senso di unione, vicinanza e sostegno reciproco». Un’occasione che, nelle sue parole, diventa anche un modo per «ricordare chi ha lottato, celebrare chi ce l’ha fatta e dare forza a chi sta affrontando la malattia oggi, come me». «Vedere i miei capi sfilare sulla passerella di Oriolo in Rosa è stato un mix indescrivibile di batticuore, orgoglio e meraviglia. Un sogno stampato sui tessuti che finalmente prende vita. Un po’ la mia storia cucita addosso: il mio lavoro e il tumore al seno». È anche alla luce del suo percorso personale che la parola prevenzione assume per Sabrina un significato ancora più profondo. «Parlarne è fondamentale, perché significa cercare di anticipare i problemi, proteggere il nostro benessere e intervenire prima che sia troppo tardi. Informarsi e sottoporsi a controlli regolari non vuol dire soltanto prendersi cura di sé, ma regalarsi maggiore serenità e un futuro più sicuro». Difficile, invece, scegliere un unico momento da conservare della serata. «Li ho amati tutti. C’è quell’istante in cui l’ansia e l’aspettativa lasciano spazio alla consapevolezza che tutto sta andando meravigliosamente. Smetti di pensare al prima e al dopo e vivi completamente il presente. Uno sguardo d’intesa, una risata, la musica giusta: quando le energie sono quelle giuste, ogni momento diventa parte di un ricordo che rimane addosso». Infine, un messaggio rivolto alle donne che stanno attraversando la malattia: «Sei la forza immensa che trovi anche quando credi di non averne più. Sei la bellezza di un sorriso che sfida la tempesta, la grazia di chi cade e continua a rialzarsi. Ogni cicatrice non è un difetto: è la mappa del tuo coraggio». E aggiunge: «A chi sta lottando oggi voglio dire: non sei sola. Esiste una rete fortissima di mani pronte a sorreggerti e di cuori che battono insieme al tuo. E chi ce l’ha fatta rappresenta la speranza che cammina, la prova che oltre il tunnel esiste la luce».

44Per Roncarà, l’impegno non termina a Oriolo. Il prossimo appuntamento è fissato per il 12 settembre con la “Walk for the Cure”, iniziativa organizzata in collaborazione con Komen Italia in occasione di Notte Donna. Moda, testimonianza e solidarietà torneranno così a incontrarsi, trasformando ancora una volta un’esperienza personale in un’occasione di condivisione e sensibilizzazione.

Il prossimo appuntamento è il 12 settembre con la “Walk for the Cure”, organizzata in collaborazione con Komen Italia in occasione di Notte Donna. Iscrizioni alla Walk for the Cure sul sito www.sabrycrea.it

Paola Forte redattrice L’agone

Un lungolago da vivere, insieme

Dalla pagina Facebook del Sindaco Crocicchi

Quella del 14 è stata una 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗲𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗙𝗲𝗿𝗿𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼, partecipata e vissuta, con il nostro Lungolago animato da 𝗺𝘂𝘀𝗶𝗰𝗮, 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗮𝘁𝗶𝗻𝗶 𝗲 𝗰𝗶𝗻𝗲𝗺𝗮.
Tante persone hanno scelto di passeggiare, incontrarsi, fermarsi insieme e godere della bellezza del lago e delle iniziative organizzate.
lungolago
È questa l’idea di Lungolago sulla quale abbiamo scelto di investire: 𝘂𝗻 𝗹𝘂𝗼𝗴𝗼 𝗱𝗮 𝘃𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲, capace di essere non soltanto una strada o un luogo di passaggio, ma uno spazio nel quale incontrarsi, trascorrere del tempo, stare insieme e riscoprire il rapporto con uno dei luoghi più belli della nostra città.
Vedere tante persone vivere il Lungolago, passeggiare e partecipare alle iniziative è stata una 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗶𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮’ e di ciò che questo luogo sta iniziando a rappresentare.
Continueremo a lavorare per migliorare 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶, 𝗮𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮’ 𝗲 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗴𝗹𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮, e per promuovere occasioni che permettano di vivere il Lungolago non soltanto durante l’estate, ma sempre di più durante tutto l’anno.
Grazie a tutte le persone che hanno partecipato e a quanti, con il proprio lavoro e il proprio impegno, hanno contribuito alla riuscita della serata.
𝗕𝘂𝗼𝗻 𝗙𝗲𝗿𝗿𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗲 𝗲 𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶!
                  lungolago                                      lungolago

Avellanosa de Muñó

 

L’eclissi totale del 12 agosto 2026 ad Avellanosa de Muñó

L’eclissi totale di Sole è forse l’unico fenomeno naturale capace di scardinare, in pochi minuti, ogni certezza sensoriale accumulata in una vita.

 

Per osservarla, evitando il “pericolo” delle nubi che spesso si addensano sulla costa settentrionale spagnola, ci siamo diretti verso l’interno, ad Avellanosa de Muñó, un paese che dorme da secoli sulla riva sinistra dell’Arlanza, a 873 metri, dove il fiume incide appena la terra rossa di Castiglia. Il suo nome compare per la prima volta in un documento del 1030, quando la valle si apriva a Burgos attraverso l’antica via di Oña. Per secoli il borgo visse diviso in due giurisdizioni: da un lato l’abbadengo del monastero di Santo Domingo de Silos, dove i monaci intonavano quel canto gregoriano che ancora oggi porta lontano il nome di questa terra; dall’altro il señorío dei duchi di Lerma, la cui reggia, oggi Parador, domina tuttora la cittadina vicina, come il ricordo di un potere mai davvero tramontato.

 

Poi il tempo ha fatto ciò che fa sempre alle campagne: ha svuotato le case. La mietitrebbia ha sostituito le braccia, i giovani sono scesi verso Burgos e Madrid, e Avellanosa, insieme alle sue tre frazioni minori, Paúles del Agua, Pinedillo, Torrecitores del Enebral, è rimasta con una decina di abitanti d’inverno, senza un bar, senza un vero parcheggio: uno di quei luoghi che le carte geografiche segnano più per abitudine che per necessità.

 

Poi, in una manciata di giorni d’agosto 2026, qualcosa si è capovolto. Non un evento del paese, ma un evento sopra il paese: il cielo, con la sua indifferenza millenaria, ha scelto di far passare l’ombra della Luna proprio lì, su quella striscia di terra dimenticata e il mondo, che di Avellanosa non sapeva nulla, ha cominciato improvvisamente a pronunciarne il nome.

A innescare tutto è stata la BBC, con un reportage sul cosiddetto “doppio tramonto” osservabile da Avellanosa de Muñó, che indicava il paese esplicitamente come uno dei luoghi migliori per assistere all’eclissi. La Prensa ha ripreso lo stesso servizio, aggiungendo dettagli che da soli valgono un viaggio: i campi di grano dorato, il basso inquinamento luminoso, l’orizzonte ampio verso ovest, perfetto per quel doppio tramonto, l’idea di vivere due crepuscoli in pochi minuti; prima l’oscuramento totale e poi il ritorno della luce che cala di nuovo verso l’orizzonte, suggerimenti delle voci di due residenti: Sara Álvarez Rodríguez, che ai visitatori consigliava di salire verso “la cueva”, da cui “si vede tutto”; e Ascensión Álvarez Rodríguez, nata nel paese nel 1937 e mai vissuta altrove.

Chi ci abitava aveva probabilmente immaginato una serata tra vicini, i soliti volti più qualche parente in visita. Si è ritrovato invece al centro di una ribalta che non aveva chiesto, con obiettivi puntati da ogni continente su un paese che, fino a una settimana prima, non aveva nemmeno un semaforo da fotografare. Per pochi minuti, il luogo più dimenticato di Burgos è diventato il centro esatto del cielo.

Poi, spenta la luce e richiusa l’ombra, è tornato quieto, con la stessa naturalezza con cui l’aveva accolta.

 

Per la Spagna, del resto, non si trattava di una totalità qualunque: l’ultima eclissi solare totale visibile dal Paese risaliva a 121 anni prima, al 1905. Un’attesa da generazioni.

 

Noi abbiamo seguito i consigli e ci siamo sistemati sui solchi arati, che servono a spezzare eventuali incendi delle stoppie, al bordo di un campo di cereali ormai mietuto. Il campo rialzato di qualche decina di metri su un altopiano che si stende a perdita d’occhio sui gialli campi sottostanti, ondulanti di stoppie verso nordovest, da dove il Sole, all’altezza di un palmo dall’orizzonte, bruciava la terra, i pensieri e la pelle.

 

Con puntualità astronomica, in cielo è iniziato il sorpasso della Luna. Nessuno se ne sarebbe accorto senza osservare direttamente il Sole che, attraverso uno schermo di protezione in mylar, era diventato un disco giallo cui, in basso a destra, sembrava che qualcuno avesse dato un piccolo morso. Con il passare dei minuti il morso è cresciuto e il disco giallo è diventato sempre più una falce, con la gobba verso est.

 

La luminosità è calata, ma non come al tramonto: mancava la lentezza, mancava il colore caldo che prepara l’occhio. Era una sottrazione secca, quasi innaturale, come se qualcuno stesse abbassando una manopola invece di lasciare che la sera scendesse da sé. Le ombre si affilavano, i contorni si indurivano e, sulla pelle, il sole che fino a un attimo prima bruciava, ora cominciava a perdere peso.

 

Poi è arrivato il fresco: un’aria che scivolava addosso come se la temperatura dell’intero paesaggio fosse crollata di colpo. Dopo l’arsura, era un sollievo che disorientava più di quanto rassicurasse, perché il corpo lo riconosceva come sera, ma gli occhi vedevano che non lo era: il Sole, ormai basso, restava comunque ben visibile sopra l’orizzonte e, sullo schermo del cellulare meno performante, sembrava ancora un semplice disco giallo, nonostante la sua forma fosse ormai una falce e la luce ridotta a meno della metà.

Gli uccelli avevano smesso di cantare, gli insetti si erano azzittiti e, in quella pausa collettiva della vita, si percepiva con chiarezza che qualcosa non tornava.

 

Un attimo prima della copertura totale, sul terreno chiaro sembravano correre sottili bande ondulate di luce e ombra: un tremolio quasi liquido, come se l’aria stessa fosse in ansia.

Poi il buio. Ma un buio strano: non nero come la notte vera, bensì un blu antracite profondo, con l’orizzonte che, lontano, tutto intorno, a nord e a sud, restava di un chiarore dorato, quasi un tramonto a 360 gradi. Era proprio quella poca luce residua a rivelare, meglio di ogni spiegazione, che ci si trovava dentro un cono d’ombra largo poche decine di chilometri: la prova fisica, visibile, di un allineamento cosmico.

 

Nel cielo scurito è comparsa Venere, netta, quasi impertinente nel suo brillare in pieno giorno, e, al centro di tutto, dove prima c’era il Sole, era un cerchio nero perfetto orlato da filamenti bianco-argentei che si allungavano irregolari nello spazio: la corona solare, sempre presente, ma solo ora visibile a occhio nudo, una parte del Sole che non tutti hanno mai osservato di persona.

 

Quella che, durante la parzialità, attraverso il mylar, era un’immagine spettacolare, ma identica a migliaia di foto già viste, ora, a occhio nudo, era qualcosa di incredibile. Quello che si vedeva non era una fotografia, non erano solo i puntini brillanti di stelle e pianeti comparsi in pieno giorno, non era un semplice disco, ma una struttura inconsueta: un cerchio nero circondato da una corona di raggi luminescenti, il diamond ring, con un paio di piccole, intense sfumature rosse, le protuberanze solari.

Sono stati un paio di minuti di buio rischiarati appena da una luce che sembrava arrivare da lontano, da dove non era né alba né tramonto.

 

Quando la totalità è finita, un unico punto di luce è esploso sul bordo ovest del disco lunare, e immediatamente il Sole è ridiventato accecante: un grano di Baily, dovuto alla luce solare che filtrava tra le valli del profilo lunare.

La luce è tornata, ma intorno a noi l’aria restava stranissima: livida, grigia, priva di quel calore arancione che hanno l’alba e il tramonto. Era luce del giorno, bassa come quando il sole viene coperto da una nube, ma la luce sembrava malata, sfasata, come se il Sole stesso avesse bisogno di un po’ di tempo per riabituarsi a splendere, nonostante fosse già di nuovo impossibile e pericolosissimo guardarlo a occhio nudo.

 

È stato in questo scarto, tra ciò che il corpo sa e ciò che l’occhio vede, che è sorto spontaneo un applauso, tra le urla degli altri osservatori: gente carica di attrezzature che testimoniavano il loro amore per l’astronomia e la fotografia, gli umbraphili, persone certamente navigate, ma incapaci di trattenere la gioia per aver assistito a uno spettacolo inconsueto e meraviglioso. Forse qualcuno ha anche versato una lacrima per l’emozione, una reazione profondamente umana.

Guardandosi intorno si veniva colti da una sorta di vertigine: per alcuni minuti il cielo aveva mentito, gli animali si erano sbagliati, la temperatura aveva ingannato e si era provata la sensazione fisica, non solo intellettuale, di trovarsi per un attimo fuori dal tempo ordinario delle cose, dentro un evento che l’umanità osserva da millenni con lo stesso identico stupore e smarrimento, muto e assoluto, di fronte all’ordine preciso e invisibile che regge il cielo.

 

Intanto il Sole, pian piano, si abbassava sull’orizzonte. Lo strato di atmosfera assorbiva la luce e il Sole, mentre si liberava del sorpasso lunare, tornava a poter essere osservabile a occhio nudo: una falce con la gobba a occidente, ormai visibile e fotografabile senza problemi.

 

Infine, il secondo tramonto.

Lo spettacolo era finito: Sole e Luna avevano danzato ancora una volta, ricordandoci quanto siamo piccoli e inutili con le nostre meschinità umane, con il nostro odio verso i nostri stessi simili.

 

Riccardo Agresti

Per avere informazioni sui perché delle eclissi solare leggi l’articolo specifico: ECLISSE DI SOLE

Un sentito ringraziamento a Luciano Schiavone e Stefano Agresti

Un ringraziamento di cuore per le foto di Iris Agresti

la squadra di fllorball black lions va ai mondiali

La squadra di  floorball Black Lions va  verso i mondiali

black lion s 2
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L’agone ha intervistato il mister dei Black Lions nella disciplina del floorball, Dario Falchi che ci ha raccontato molte cose riguardo questo sport ed i traguardi che hanno raggiunto gli under 19 nelle squadre femminili e maschili. Ricordiamo che il floorball è uno sport simile all’hockey, è molto inclusivo se si pensa che maschi e femmine possono giocare insieme, è anche economico perché una mazza può costare sui 20 euro e per il portiere considerando che c’è anche il casco la spesa è leggermente superiore, per il resto si può giocare con un pantaloncino e una maglietta.

Chi sono i Black Lions che hanno raggiunto alti livelli?

I Black Lions nascono nel 2015, nell’arco degli anni abbiamo mandato diversi ragazzi ai mondiali, la prima che è salita in nazionale è stata Martina Falchi, in porta con l’under 19, successivamente sono arrivate Elena Breccia, Aurora Masi, Nikol Cucuzzoli, Marta Pelliccioni, Jhojana Ruiz, Belen Lara Acosta, Desirè Dragoni, Flavia Consorti, Maya Gentile e Martina Mariotti per i senior e under 19 femminile. Per quanto riguarda il maschile ci sono Marco Pleimes , Tiziano Polisciano,  Fabio Lombardi, Alessandro Troia , Cristian Masi e Massimiliano Inchostro . Per le prossime qualifiche ai mondiali under 19 ci sono Flavio Carnevali e Samuele Didoni. Molte delle ragazze nominate si sono trasferite all’estero e in nord Italia. Sono rimaste Belen Lara Acosta che attualmente è il capitano della nazionale italiana under 19 femminile, Martina Falchi che è il portiere della nazionale senior e Marta Pelliccioni che  si è trasferita al nord e attualmente gioca in nazionale senior con la squadra di Milano. Maia e Martina Mariotti sono ancora due giocatrici della nazionale  under 19, le new entry sono Flavio Carnevali di 17 anni  e Samuel Didoni di 15 anni.

Come ci si prepara a un mondiale?

Alienandosi sempre e non ci si può permettere di sbagliare, io per esempio che sono la head coach non scelgo per correttezza i giocatori Black Lions, ci sono i miei assistenti che lo fanno.

Parliamo ora dei due ragazzi scelti per il mondiale

Samuele Didoni  e Flavio Carnevali arrivano dopo una stagione a mille all’ora dove anno vinto anche il campionato italiano under 19, dove si sono costruiti una loro figura importante. Sono entrambi due difensori di spinta, possono partire da dietro e giocare in attacco , quindi salgono molto. Flavio è un giocatore di ragionamento, Flavio è un giocatore molto più di passaggio, che mette calma alla squadra, sono due giocatori importanti secondo me che in nazionale potranno fare veramente bene

Quindi c’è anche un’attenzione alle caratteristiche personali di questi ragazzi

Si assolutamente si poi questo è un gioco anche inclusivo perché ragazzi e ragazze possono giocare insieme, peccato che sia ancora uno sport di nicchia, da tre anni siamo entrati a far parte del Coni e c’è stato un maggiore sviluppo che ci ha permesso di entrare nelle scuole con più facilità, da quando siamo entrati nel Coni si sono create squadre al sud, Puglia, Basilicata, Molise, Liguria, Sicilia, Sardegna , insomma ci stiamo muovendo tanto.

Mister lei come tiene su gli animi dei suoi giocatori?

Io sono un mister molto emotivo, molto empatico con il mio gruppo e quando vinciamo ci lasciamo andare, quest’anno dopo quattro o cinque volte che ci provavamo abbiamo vinto il campionato italiano under 19, quindi quest’anno è stato un anno bello e importante, ma quando c’è la sconfitta devi farli ragionare sugli errori, per poi girare la pagina del libro e riscrivere quella nuova.

flavio carnevali black lionsjpeg
Flavio Carnevali
samuel didoni black lions
Samuel Didoni

Ilaria Morodei

Redattrice L’agone

FERRAGOSTO A LADISPOLI: TUTTE LE INFO UTILI

Dal profilo Facebook del Comune di Ladispoli

Il 14 e 15 agosto il Comune di Ladispoli ha predisposto un dispositivo straordinario per garantire sicurezza, tutela dell’ambiente e corretta fruizione delle spiagge.
SPIAGGE
Sugli arenili pubblici, compresa Marina di San Nicola:
• dalle 19.30 non è consentito l’accesso;
• alle 20.30 deve terminare la permanenza.
Attenzione particolare a Bosco di Palo e Palude di Torre Flavia.
Restano vietati campeggio, falò e lanterne cinesi.
Il Parco del Bosco di Palo sarà chiuso il 14 e 15 agosto.
Le limitazioni non riguardano le aree in concessione agli stabilimenti balneari.
MARINA DI PALO
Qui è prevista una deroga: il 14 e 15 agosto la permanenza sull’arenile interessato dalla manifestazione sarà consentita fino alle 1.30.
“Una Notte Lunga un Giorno” prevede musica, intrattenimento e due bagni di mezzanotte. Il 15 agosto: DJ Prezioso e fuochi d’artificio sul mare.
VIABILITÀ
Dal 13 agosto divieto di sosta sul Lungomare Marina di Palo, tra via dei Delfini e via del Corallo.
Restano garantiti gli spazi per le persone con disabilità e quelli destinati ai mezzi della cooperativa della spiaggia inclusiva comunale “In Onda”.
Il 14 e 15 agosto, dalle 19.00 alle 1.30, il tratto sarà pedonalizzato. L’accesso al lungomare sarà garantito dalla bretella di via del Corallo.
Considerato il maggiore afflusso, si invita a evitare, per quanto possibile, l’uso dell’automobile.
SERVIZI
Saranno potenziati i servizi igienici sul Lungomare Marina di Palo.
Previsti ambulanze, personale sanitario e una zona triage in prossimità della Villa Romana, nell’area della manifestazione.
14 e 15 agosto | Marina di Palo
Due bagni di mezzanotte. Una sola spiaggia. Un unico Ferragosto.
Più rispetto, meno fuochi, stesso divertimento.
Il video al link sottostante:
https://www.facebook.com/reel/2475190739640681

OGGI È IL GIORNO PIÙ ATTESO DELL’ESTATE TREVIGNANESE 15 AGOSTO – LA SOLENNE PROCESSIONE MARIANA SUL LAGO

Dal profilo Facebook del Comune di Trevignano

Ci siamo. È arrivato Ferragosto. È arrivata la notte della nostra Processione.
Una tradizione che appartiene profondamente a Trevignano Romano e che questa sera tornerà a unire fede, lago, arte, musica, luci e comunità in uno degli appuntamenti più suggestivi e attesi dell’estate.
Alle ore 21.00, in Piazzale del Molo, la Solenne Santa Messa per la Festa dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, alla presenza del Vescovo Mons. Marco Salvi, di Don Piero Rongoni e degli altri sacerdoti.
A seguire prenderà vita la Solenne Processione Mariana sulle acque del Lago di Bracciano e sarà finalmente svelata la nuova scenografia dedicata alla Madonna Assunta, ideata da Angelo Russo, storico autore legato alla grande tradizione della Macchina di Santa Rosa di Viterbo, che torna a Trevignano trent’anni dopo l’opera del 1996.
Abbiamo scelto di non mostrarla prima: apparirà per la prima volta questa sera, nel buio, sulle acque del nostro lago.
La Processione si snoderà lungo tutta la costa di Trevignano, partendo dal porticciolo e percorrendo lo specchio d’acqua davanti al lungolago e alle spiagge, fino all’altezza di via di Capocroce, per poi fare ritorno verso Piazzale del Molo. Un lungo percorso sull’acqua, accompagnato da musica, luci e dalle imbarcazioni in processione, che potrà essere ammirato da tanti punti della costa.
Al rientro al Molo, le fontane luminose sul lago accompagneranno uno dei momenti più suggestivi della serata, prima del grande spettacolo pirotecnico finale sull’acqua.
A chi possiede un’imbarcazione, a vela, a remi, elettrica o a motore, l’invito è a partecipare al seguito della Processione: appuntamento alle ore 21.00 nel Golfo di Cucumino per la formazione in acqua.
Per rendere più agevole la partecipazione sarà attivo un servizio gratuito di bus navetta, che collegherà il parcheggio all’ingresso di Trevignano, all’altezza del cimitero, con il centro del paese, dalle ore 18.00 fino all’1.00 di notte. L’invito è, per quanto possibile, a lasciare l’auto all’ingresso del paese e utilizzare la navetta.
Questa edizione speciale è stata resa possibile anche grazie al contributo economico della Regione Lazio, della Banca di Credito Cooperativo della Provincia Romana e della Città Metropolitana di Roma Capitale.
Il cuore pulsante dell’organizzazione sono gli splendidi volontari dell’Associazione Festeggiamo Trevignano: donne, uomini e tanti giovani che ogni anno si adoperano con cuore e passione per questa tradizione e con i quali da giorni stiamo lavorando, giorno e notte, per curare ogni dettaglio e rendere questa edizione ancora più bella e speciale.
I ringraziamenti li faremo a Processione conclusa: sono moltissime le persone, le professionalità, le associazioni, gli operatori e le istituzioni impegnati perché tutto si svolga nel migliore dei modi, anche sotto il delicato profilo organizzativo e della sicurezza. Sarà giusto ricordarli e ringraziarli uno ad uno.
Venite a Trevignano. Venite presto.
Vivete il paese, il lungolago e le spiagge e scegliete il vostro punto da cui aspettare il momento in cui la Processione apparirà sulle acque del Lago di Bracciano.
Ore 21.00 – Solenne Santa Messa, Piazzale del Molo
A seguire – Solenne Processione Mariana sul Lago
Musica, luci e fontane luminose
Gran finale con spettacolo pirotecnico sul lago
Bus navetta gratuito dalle 18.00 all’1.00
Ci sono notti che diventano memoria. Questa è una di quelle notti.
Buon Ferragosto e buona Festa dell’Assunta a tutti

Canale Monterano festeggia il Ferragosto con la Notte Bianca

Dal profilo Facebook del Comune di Canale Monterano
Passiamolo insieme con la Notte Bianca 2026.
Parcheggi presso:
 Via Omobono,
 Piazza del Campo
 Piazza Maria de Mattias
 Piazza della Carraiola
 Impianti sportivi loc. Fontana
 Piazza Caduti di Nassiriya
 Campo Sportivo vecchio

Carnevale Estivo, il 16 agosto a Tarquinia Lido torna la sfilata delle grandi sculture gonfiabili

Comunicato stampa

Dopo il successo del primo appuntamento del 25 luglio, domenica 16 agosto torna a Tarquinia Lido il Carnevale Estivo, con la seconda sfilata dell’edizione 2026. Il lungomare tornerà a trasformarsi in un grande palcoscenico a cielo aperto, animato dalle spettacolari sculture gonfiabili che hanno caratterizzato la nuova formula della manifestazione e conquistato il pubblico nella serata inaugurale.

L’appuntamento è promosso dalla Pro Loco Tarquinia e dal Comune di Tarquinia, in collaborazione con SIB Tarquinia, Federbalneari e gli operatori balneari e commerciali del Lido, nell’ambito del calendario di iniziative che sta accompagnando l’estate sul litorale tarquiniese.

Protagoniste della serata saranno ancora una volta le grandi figure gonfiabili, alcune delle quali raggiungono dimensioni imponenti, capaci di trasformare la sfilata in uno spettacolo visibile lungo tutto il percorso. Una proposta diversa rispetto alla formula più tradizionale del carnevale, pensata per adattarsi agli spazi e all’atmosfera dell’estate e coinvolgere bambini, famiglie, giovani e visitatori.

La prima uscita del 25 luglio aveva richiamato un pubblico numeroso lungo il litorale, accompagnando la sfilata in un clima di festa. Il 16 agosto la manifestazione torna così per il secondo appuntamento, nel cuore del periodo di Ferragosto, quando Tarquinia Lido registra una delle maggiori presenze di residenti, turisti e villeggianti.

La sfilata prenderà il via alle 21.30 da viale Cristoforo Colombo e proseguirà lungo il lungomare di Tarquinia Lido, accompagnando il pubblico attraverso le grandi sculture e l’animazione della serata. A piazza delle Naiadi, sosta per una festa in piazza con dj set.

Anche in occasione del secondo appuntamento la manifestazione manterrà una particolare attenzione alla pulizia degli spazi attraversati: non è previsto l’utilizzo di coriandoli durante la sfilata, una scelta pensata per vivere la festa nel rispetto del lungomare e dell’ambiente.

Il Carnevale Estivo rappresenta uno degli appuntamenti centrali del programma di agosto promosso dalla Pro Loco Tarquinia e dall’Amministrazione comunale, chiudendo quattro giornate particolarmente intense per Tarquinia Lido tra Sport’n’Roll, musica, spettacolo e intrattenimento.
L’appuntamento è quindi per domenica 16 agosto, dalle 21.30, per una nuova serata di festa sul lungomare di Tarquinia Lido.

VENT’ANNI DI ETRURIA ECO FESTIVAL: l’edizione 2026 dedicata a Francesco Guccini*

Comunicato stampa

_“Stazioni Lunari”, I Patagarri, Max Gazzè, Frankie hi-nrg mc, Daniele Silvestri, I Musici di Francesco Guccini in concerto dal 21 al 24 Agosto a Cerveteri. Etruria Eco Festival: decine di artisti, ospiti e special guest per un’edizione specialissima del festival più amato del Litorale Nord di Roma, con concerti, talking ed eventi artistici tutti rigorosamente gratuiti._
CERVETERI. In memoria di Francesco Guccini e dedicato alla sua inestimabile eredità artistica, la XX edizione di Etruria Eco Festival riporta sul palco di Cerveteri (sul litorale a nord di Roma) tanti degli artisti che negli anni hanno contribuito a rendere il Festival uno dei momenti più attesi d’Italia (già vincitore del premio “Miglior Festival d’Italia” assegnato dal MEI – Meeting Etichette Indipendenti).
Con ingresso gratuito, il 15 Agosto (Enrico Capuano e la sua Tammurriata Rock) e il 19 agosto (Piotta) la kermesse “Aspettando Etruria Eco Festival” sarà l’anteprima dei concerti che si terranno dal 21 al 24 Agosto a Cerveteri nel Parco della Legnara.
In occasione di questa storica ricorrenza si esibiranno artisti che hanno creduto e sostenuto il Festival nel corso degli anni, come Nada, Max Gazzè, Frankie hi-nrg mc, Daniele Silvestri, accanto a nuove presenze.
*IL CLOU DELL’EVENTO (21-24 Agosto).*
*Si parte venerdì 21 agosto* col progetto “Stazioni Lunari”: Ginevra Di Marco, Nada, Giorgio Canali, Cristiano Godano e Lamante, dall’idea e con la direzione artistica di Francesco Magnelli. Un lungo e articolato “spettacolo unico” in cui gli artisti condividono contemporaneamente il palco interagendo e improvvisando in un continuo dialogo dal vivo.
*Sabato 22 agosto* ci saranno I Patagarri, band nota per l’originale miscela di gipsy jazz, swing, blues e rap che ha conquistato il grande pubblico con la finale dell’edizione 2024 di X Factor Italia. SPECIAL GUEST della serata, Max Gazzè, di nuovo protagonista sul palco dell’Etruria Eco Festival.
*Domenica 23 agosto* due “big” di ritorno ad Etruria Eco Festival come Frankie hi-nrg mc e Daniele Silvestri, in una super serata aperta dallo spettacolo reggae-ska dei Wogiagia, band che ha calcato il palco dell’Etruria Eco Festival fin dalla prima edizione.
*Gran finale lunedì 24 agosto*, con I Musici di Francesco Guccini, per una serata di emozioni e grandissima musica in ricordo del cantautore emiliano, filo conduttore di questa ventesima edizione di Etruria Eco Festival.
Ad affiancare la manifestazione come partner artistico è OTR Live, storica agenzia romana di booking, management e produzione di concerti, già al fianco di numerose edizioni dell’Etruria Eco Festival.
*VENT’ANNI DI MUSICA E SOSTENIBILITÀ.*
Vent’anni di spettacolo, cultura e un’attenzione particolare all’ambiente e ai diritti umani. Nel 2026 l’Etruria Eco Festival si conferma una manifestazione indipendente, coerente con i propri valori e aperta all’innovazione e ai temi di attualità.
Il primo Etruria Eco Festival si afferma nel 2007 come una nuova realtà del litorale che vuole richiamare un grande pubblico sul territorio a nord di Roma usando lo spettacolo come mezzo per veicolare messaggi importanti: tra i tanti partner dell’iniziativa, nel corso del tempo, figurano importanti organizzazioni nazionali e internazionali legate alla tutela dell’ambiente e dei diritti umani, come WWF, Legambiente, Greenpeace, Amnesty International e Libera, insieme a numerose istituzioni, associazioni e realtà attive nel settore del sociale, dell’ecologia, dei diritti, della mobilità sostenibile e delle energie rinnovabili.
A rendere unica questa ventesima edizione sarà il ricordo di Francesco Guccini: il festival renderà omaggio alla sua figura e alla sua straordinaria eredità artistica attraverso la musica, celebrando così i vent’anni di una manifestazione che continua a portare cultura nel cuore di Cerveteri.
L’evento è realizzato con il sostegno del Comune di Cerveteri e della Città Metropolitana di Roma, con il loro contributo e patrocinio, insieme a Multiservizi Caerite.

Ferragosto: una festa che intreccia storia, religione, politica, leggende e tradizioni popolari in modo unico

Ferragosto: una festa millenaria tra storia, tradizione e identità

Ogni anno, il 15 agosto, l’Italia si ferma. Le città si svuotano, le spiagge si affollano, le sagre paesane si moltiplicano e tra grigliate all’aperto, falò notturni e fuochi d’artificio, si celebra il Ferragosto: la giornata più attesa dell’estate. Ma dietro questa pausa festiva si cela una storia affascinante e millenaria, che intreccia imperatori romani, santi cristiani, ideologie moderne e propaganda politica. Ferragosto è molto più di una semplice giornata di ferie. È un simbolo di identità collettiva, di trasformazione culturale e di aggregazione sociale.

Ferragosto: tra culto imperiale, miti fondativi e propaganda

Anche se non si hanno fonti certe, si ritiene che il termine Ferragosto affonderebbe le sue radici nella locuzione latina Feriae Augusti, ovvero “riposo di Augusto”, istituita nel 18 a.C. dall’imperatore Ottaviano Augusto per celebrare il primo giorno di agosto. Questa festa non era una semplice pausa dai lavori agricoli ormai giunti a conclusione, ma un raffinato strumento politico. Augusto voleva celebrare la fine della mietitura e dei lavori nei campi per rafforzare il proprio culto personale, legando il mese di agosto, prima chiamato sextilis che da lui prende il nome dall’8 a.C., a un periodo di festa e prosperità in tutto l’Impero. Non era semplice generosità: era propaganda. Augusto desiderava che il suo nome fosse associato alla pace e all’abbondanza e la festa diventava così un mezzo per consolidare la sua immagine di “padre dell’Impero”.

Le celebrazioni si ispiravano probabilmente alle antiche Consualia, feste dedicate a Conso, dio dei granai e della fertilità. Durante queste giornate si svolgevano corse di cavalli, asini e muli, animali che per l’occasione venivano agghindati con ghirlande di fiori e dispensati dal lavoro.

Ma c’è di più: secondo Tito Livio, fu proprio Romolo a istituire i Consualia come parte di un piano astuto per attirare le popolazioni vicine e compiere il celebre Ratto delle Sabine. Organizzò, infatti, solenni giochi in onore di Nettuno Equestre, attirando folle curiose e dando inizio a una delle leggende fondative di Roma.

 

Ferragosto e Assunzione: quando il sacro incontra il profano

Con l’avvento del Cristianesimo, molte festività pagane vennero reinterpretate per facilitarne l’assimilazione da parte delle popolazioni convertite. Ferragosto non fa eccezione. Intorno al VII secolo, la Chiesa cattolica sovrappose alle antiche Feriae Augusti la celebrazione dell’Assunzione di Maria, spostando la festa al 15 agosto.

L’Assunzione celebra Maria, madre di Gesù, accolta in cielo anima e corpo: un evento che simboleggia la glorificazione della figura femminile più sacra del Cristianesimo. Tale avvenimento non è però citato in alcun Vangelo e il primo testo che ne fa cenno è il Liber Requiei Mariae del IV secolo. Sebbene la festa fosse già profondamente radicata nella devozione popolare fin dai primi secoli, il dogma dell’Assunzione fu proclamato ufficialmente solo il 1º novembre 1950 da Papa Pio XII, con la costituzione apostolica Munificentissimus Deus. Non c’è da meravigliarsi: i dogmi, più che essere imposizioni dall’alto, sono ufficializzazioni di tradizioni già diffuse che si intende rimarcare con l’autorità papale.

In molte località italiane, ancora oggi, si tengono processioni mariane, spesso accompagnate da fuochi d’artificio, musica e canti. Le statue della Madonna vengono portate in corteo, adornate con fiori, mentre la comunità si raccoglie in momenti di preghiera e festa. È una celebrazione che fonde il sacro con il profano, la spiritualità con la convivialità.

 

Da propaganda imperiale a vacanza popolare: la festa come strumento di potere

Da strumento di propaganda dell’Impero romano, poi assimilato dalla Chiesa cattolica, Ferragosto attraversa i secoli trasformandosi in una festa popolare profondamente radicata nella cultura italiana. Durante il Rinascimento, nei territori dello Stato Pontificio, la ricorrenza era talmente sentita che i padroni vengono obbligati per legge (in precedenza era solo una tradizione) a dare una mancia ai lavoratori come gesto di riconoscimento e pacificazione sociale.

Nel XX secolo, il Ferragosto fu riscoperto dal regime fascista, che lo elevò a festa nazionale. Benito Mussolini lo trasformò in uno strumento di propaganda sociale e politica, promuovendo il turismo popolare attraverso i celebri Treni popolari di Ferragosto, introdotti nel 1931. Questi convogli speciali, a tariffa ridotta fino all’80% per la terza classe, permisero anche alle classi meno abbienti di raggiungere il mare o la montagna.

Il Ferragosto fascista diventava così il simbolo della “ricompensa” per il cittadino laborioso. Sagre, eventi sportivi e celebrazioni collettive organizzate dall’Opera Nazionale Dopolavoro rafforzavano il senso di appartenenza all’Italia fascista e il culto dell’Impero. Era una pausa “concessa” dallo Stato, utile a consolidare il consenso e a diffondere l’immagine di un regime vicino al popolo.

Ferragosto: tra spiriti, streghe e desideri nascosti

Ferragosto non è solo grigliate, gavettoni e fuochi d’artificio. Dietro la festa più calda dell’anno si nasconde un mondo di leggende misteriose, superstizioni antiche e racconti da brivido che si tramandano sotto l’ombrellone o attorno ai falò.

Mai fare il bagno a Ferragosto! Una delle credenze più diffuse, soprattutto al sud, indica che il mare, il 15 agosto, sia infestato da spiriti maligni. Secondo la tradizione popolare, chissà per quale motivo, la Madonna Assunta “reclama un’anima” ogni anno e chi osa sfidare le onde potrebbe essere il prescelto. La leggenda nasce da antichi racconti di amori tragici e onde traditrici: due innamorati, travolti dal mare nel giorno dell’Assunta, divennero il simbolo di un monito eterno. Se pensi che sia solo superstizione, sappi che proprio a Ferragosto si registra il maggior numero di incidenti in acqua. Coincidenza? Numero esorbitante di bagnanti? Scarsa attenzione alle indicazioni di sicurezza? Forse. Ma meglio non sfidare il destino.

La strega di Ferragosto In un paesino del Sud Italia, si narra di una vecchia signora che viveva ai margini del bosco. La chiamavano “la Strega di Ferragosto” perché, proprio nella notte del 15 agosto, usciva per compiere riti magici. Chiunque si avvicinasse alla sua casa spariva misteriosamente. I bambini del villaggio, temerari e incoscienti, si sfidavano a superare il cancello della sua dimora… ma nessuno ci è mai riuscito. O almeno, nessuno è tornato a raccontarlo.

Il pozzo dei desideri. Infine c’è lui: il leggendario pozzo nascosto, che si apre solo nella notte di Ferragosto. Si dice che chi lo trova e vi getta una moneta possa esprimere un desiderio che si avvererà entro l’anno. Ma attenzione: il desiderio deve essere puro. Se è egoista, vendicativo o troppo ambizioso, il pozzo potrebbe restituire una maledizione invece di un miracolo. Alcuni giurano di averlo trovato, ma nessuno ha mai rivelato dove si trovi.

Dove si festeggia

Ferragosto è celebrato in molti paesi cattolici, ma solo in Italia è una festa ufficiale e profondamente radicata nella cultura popolare. La festa è celebrata anche in diversi Paesi a maggioranza cattolica: Francia, Croazia, Spagna, Portogallo, Belgio, Polonia, Cile, Colombia e altri, ma si festeggia anche in Paesi di religione ortodossa come la Grecia e la Romania. In Svizzera e Germania la festa è riconosciuta solo in una parte dei territori. Non si festeggia nei Paesi a maggioranza riformista.

Ferragosto è celebrato con riti e feste diverse da nord a sud. Ecco alcune delle più suggestive:

In Sicilia con “La Vara di Messina”, una gigantesca macchina processionale alta 13 metri, che rappresenta l’Assunzione di Maria, viene trainata da oltre 1.000 fedeli per le vie della città.

In Sardegna con la discesa dei “Candelieri a Sassari”, dove corporazioni artigiane portano enormi ceri votivi in processione, in una tradizione che fonde fede e folklore.

Nel Lazio con la “Inchinata di Tivoli” dove le statue di Gesù e Maria si “incontrano” davanti alla cattedrale, in un momento di grande emozione collettiva.

A Venezia con “Lo Sposalizio del Mare”, una regata di gondole che rievoca il rito con cui la Serenissima rinnovava il suo legame con il mare.

A Siena con il famoso “Palio dell’Assunta”, ma il 16 agosto, dove dieci contrade si sfidano in Piazza del Campo in una delle manifestazioni più spettacolari che conserva lo spirito delle Feriae Augusti, un rito collettivo che coinvolge l’intera città fin dal 1200, anche se, nella sua forma attuale nasce nel 1633.

A Roma, musei e siti archeologici statali e civici restano aperti, offrendo un’occasione unica per visitare luoghi iconici senza la folla abituale. Concerti, spettacoli teatrali e proiezioni all’aperto animano piazze e parchi, con un’atmosfera più rilassata rispetto al resto dell’anno. In alcune chiese storiche si tengono celebrazioni solenni per l’Assunzione di Maria.

Riccardo Agresti