Negli ultimi anni, diagnosi più precoci e una maggiore attenzione alla qualità della vita hanno portato a percorsi oncologici più personalizzati e multidisciplinari. In questo contesto, la nutrizione rappresenta un elemento determinante: un adeguato stato nutrizionale non solo contribuisce al benessere generale del paziente, ma può influenzare positivamente l’adesione alle cure e la risposta ai trattamenti. Al tempo stesso è stato dimostrato che, nei pazienti con un precedente tumore già operato, l’obesità aumenta il rischio di ripresa di malattia.
Per rafforzare ulteriormente l’assistenza dedicata ai pazienti oncologici, da giugno la Asl Roma 4 ha attivato un nuovo Ambulatorio della Nutrizione, coordinato dal Direttore del SIAN, dottoressa Valeria Covacci, ad accesso diretto per gli utenti presi in carico dall’Unità Operativa di Oncologia diretta dal dottor Mario Rosario D’Andrea.
“La malnutrizione è una condizione frequente tra i pazienti oncologici – ha spiegato il dottor D’Andrea – spesso determinata dalla malattia stessa o dagli effetti collaterali delle terapie. La conseguente perdita di peso può influire negativamente sulla risposta ai trattamenti e sulla prognosi. Intervenire precocemente sul piano nutrizionale è quindi fondamentale per prevenire peggioramenti e sostenere al meglio il paziente lungo tutto il percorso di cura”.
I primi dati raccolti dalle biologhe Specialiste in Scienza dell’Alimentazione Elisa Bray e Silvia Cappellano e dalla dietista Alessia Coronati, che si occupano del servizio, confermano l’importanza di questo supporto. Da giugno a ottobre sono stati presi in carico 57 pazienti con alto rischio di malnutrizione, inviati direttamente dall’oncologo. Tra questi, il 25% ha registrato un miglioramento del punteggio MNA, segnale di un effettivo recupero dello stato nutrizionale; il 70,18% ha mantenuto o aumentato il peso corporeo, riuscendo a sostenere meglio i trattamenti.
“Un supporto nutrizionale adeguato è fondamentale non solo per prevenire il peggioramento dello stato clinico – ha aggiunto la dottoressa Covacci – ma anche per accompagnare quotidianamente il paziente, grazie a indicazioni personalizzate che tengono conto delle sue esigenze e preferenze individuali”.
“Integrare la nutrizione nei percorsi oncologici – ha concluso il Direttore Generale della Asl Roma 4, dottoressa Rosaria Marino – significa sostenere l’approccio One Health che questa azienda sta estendendo a tutti gli ambiti della salute per promuovere una visione completa di benessere”.
Le vacanze natalizie rappresentano un momento atteso, un’oasi di pace e gioia dedicata al riposo e al tempo di qualità con i propri cari. Tuttavia, per bambini, adolescenti e studenti universitari, questo periodo di sospensione dalla routine scolastica porta con sé l’inevitabile carico di compiti e studio per esami imminenti, una prospettiva che rischia spesso di appannare la festosa atmosfera.
Per evitare che gli impegni accademici si trasformino in una fonte di stress, la parola d’ordine imprescindibile è “organizzazione”.
In questa intervista, la Psicoanalista e Psichiatra Adelia Lucattini, Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana, offre preziosi consigli e accorgimenti pratici.
Lucattini illustra come sia possibile trovare il giusto equilibrio tra riposo e studio, permettendo a studenti di ogni età di godersi appieno la magia del Natale senza trascurare gli impegni, né cedere allo stress.
Lucattini: “Fondamentale è un’efficace gestione del tempo libero. Come dimostrano recenti ricerche, le vacanze scolastiche rappresentano un’opportunità cruciale per bambini e adolescenti per dedicarsi ad attività ricreative e sportive. Che sia all’aperto, in montagna o semplicemente immergendosi nell’atmosfera magica tipica del Natale, ritagliarsi momenti di svago e piacere è fondamentale per il benessere psicofisico e per rendere questo periodo veramente indimenticabile. Le ricerche mostrano che attività fisica e tempo nella natura migliorano l’umore, aumentano la soddisfazione per la propria vita e riducono lo stress negli adolescenti, confermando l’importanza del contatto con ambienti non eccessivamente richiedenti e competitivi”.
Dott.ssa Lucattini, compiti di Natale: conflitto tra piacere e dovere. Quali sono le principali difficoltà che bambini e adolescenti affrontano nel cercare di conciliare riposo e impegni di studio durante le vacanze natalizie?
Durante le vacanze natalizie bambini e adolescenti vivono un improvviso cambiamento di ritmo che può creare una tensione interiore tra il bisogno di riposo e la necessità di mantenere un legame con i compagni e con lo studio. Questa oscillazione tra regressione e autonomia può alimentare ansia e la tendenza a rinviare, come mostrato anche da studi sulle transizioni scuola-vacanza che evidenziano un aumento dei sintomi emotivi in questi periodi (BJPsych Open, 2025). Senza un contenimento adulto che aiuti a dare forma al tempo il rischio è di arrivare alle feste sovraccarichi. In realtà la sfida riguarda soprattutto l’equilibrio tra il bisogno di riposo e quello di sentirsi competenti e in crescita.
In che modo, è possibile affrontare lo stress e l’ansia legati ai compiti delle vacanze?
Durante le vacanze lo stress legato ai compiti nasce spesso dal conflitto tra il desiderio di lasciarsi andare e riposarsi, e la paura di andare male a scuola al rientro. Dal punto di vista psicoanalitico è utile aiutare bambini e adolescenti a dare forma e parola a questo vissuto, riconoscendo che l’ansia deriva più dall’attesa e dalla pressione interiore che dai compiti in sé. Creare un ritmo prevedibile, con tempi brevi e sostenibili di studio inseriti dentro giornate dedicate anche al gioco e alla famiglia, permette di sentire i compiti scolastici come qualcosa di fattibile e non persecutorio. Quando gli adulti contengono l’ansia dei loro figli e offrono una cornice chiara, i ragazzi possono vivere il lavoro scolastico come un’attività normale, anziché come una penitenza o una minaccia.
Come è possibile gestire il tempo in modo efficace? Quali tecniche organizzative possono mettere in atto gli studenti?
Una buona gestione del tempo nasce da organizzazione e prevedibilità, brevi momenti di studio intervallati da pause, orari stabili e obiettivi realistici aiutano bambini e adolescenti a non sentirsi sopraffatti. Dare forma al tempo significa offrire contenimento, quando i compiti sono collocati in uno spazio chiaro, non invadono tutta la giornata e non diventa fonte di angoscia. Le ricerche sulla pianificazione scolastica mostrano che abitudini semplici e regolari migliorano la concentrazione e il benessere emotivo (British Journal of Educational Psychology, 2025).
Quali sono, in particolare, le attività che possono aiutare i bambini a rilassarsi e a ricaricare le energie durante le vacanze?
Durante le vacanze attività come il gioco libero, il movimento all’aperto, lo sport, vedere gli amici e i momenti creativi (preparare i regali, cucinare, fare l’albero, etc.) aiutano i bambini a scaricare tensioni e ritrovare equilibrio emotivo. Dal punto di vista psicoanalitico queste esperienze funzionano come un contenitore, permettono cioè a bambini di sentirsi protetti, di rielaborare l’ansia accumulata nei mesi precedenti e di recuperare energie per la loro crescita. Il gioco e la socialità favoriscono la regolazione emotiva e danno benessere, come mostrato da ricerche recenti che evidenziano il ruolo fondamentale dell’attività ludica nel sostenere resilienza e stabilità affettiva (NIJRMS, 2025).
E per gli adolescenti?
Per gli adolescenti il rilassamento passa attraverso attività che permettono autonomia, espressione di sé e decompressione emotiva. Le vacanze sono un momento in cui possono prendere distanza dalle richieste scolastiche e sociali, rallentare e ritrovare un ritmo più personale, ad esempio, stare con gli amici senza pressioni, ascoltare musica, fare sport, uscire all’aria aperta o dedicarsi alle proprie passioni, aiuta a scaricare lo stress e a ristabilire equilibrio.
Queste attività funzionano come spazi transizionali ovvero luoghi in cui l’adolescente può esplorare la propria identità senza sentirsi giudicato, trasformando l’ansia in creatività e movimento. Le ricerche mostrano che attività fisica e tempo nella natura migliorano l’umore, aumentano la soddisfazione per la propria vita e riducono lo stress negli adolescenti, confermando l’importanza del contatto con ambienti non eccessivamente richiedenti e competitivi (Health Promotion and Chronic Disease Prevention Canada, 2025).
In che modo, la cultura dello stare “sempre connessi” influisce sulla capacità degli studenti di rilassarsi e di godersi le vacanze? Come si può aiutare un adolescente che fatica a staccare dai dispositivi elettronici in questo periodo?
La cultura del “sempre connessi” rende difficile per gli adolescenti rilassarsi davvero, la pressione costante dei social, delle chat e dell’essere sempre raggiungibili alimenta l’ansia e riduce lo spazio mentale per il riposo. Lo smartphone e tutti i dispositivi elettronici possono diventare una difesa dal vuoto e da emozioni negative più complesse, e proprio per questo staccare da device richiede accompagnamento, spiegazioni, motivazioni e alternative, le regole da sole non bastano, i ragazzi hanno bisogno di capire e sapere perché possono o non possono fare alcune cose.
Per aiutare un adolescente è importante che i genitori creino insieme momenti senza dispositivi, legati ad attività piacevoli, e che propongano alternative offrendo una presenza adulta che faccia da guida amorevole e coinvolgente. Le ricerche mostrano che un uso digitale regolato migliora benessere ed equilibrio emotivo anche negli adolescenti (Journal of Adolescent Health, 2025).
Qual è il ruolo dell’educazione emotiva nel promuovere il benessere psicologico dei bambini e degli adolescenti?
L’educazione emotiva è fondamentale perché permette a bambini e adolescenti di riconoscere e regolare le proprie emozioni, creando quello “spazio interno” di sicurezza che rende possibile pensare, concentrarsi e imparare. Emozioni e apprendimento sono intrinsecamente legati, una mente troppo agitata o non sostenuta affettivamente, fatica a curiosare e a costruire significati nelle cose che vede.
Le emozioni negative restringono la possibilità di pensare e portano alla loro espulsione all’esterno, senza la presenza di una mente adulta che guidi e supporti. Le ricerche mostrano che una buona competenza emotiva favorisce benessere mentale, motivazione e risultati scolastici migliori, confermando questo legame profondo tra mente, emozioni, inconscio e rendimento (Psychology, Society & Education, 2024).
Come i genitori possono aiutare i propri figli a trovare un equilibrio tra studio e svago durante le vacanze?
I genitori possono offrire delle abitudini per le feste che siano regolari e con regole chiare e, soprattutto, abbassando le pretese che spesso accompagnano i compiti durante questo periodo. Vacanza è sinonimo assenza di impegni pressanti. La funzione genitoriale è fondamentale, il genitore diventa lo “spazio psichico” in cui il bambino o l’adolescente può appoggiarsi per riflettere, senza sentirsi travolto dalle richieste proprie (interne) o da quelle esterne (scuola).
Quando l’adulto riconosce i bisogni emotivi del figlio, dà senso alle sue paure e ne sostiene la capacità di tollerare frustrazione e fatica, i ragazzi possono vivere lo studio senza percepirlo come angosciante e godersi il riposo senza sensi di colpa inconsciamente. Il ruolo del sostegno genitoriale nel benessere e nel rendimento è confermato dalla ricerca scientifica (Journal of Family Psychology, 2025).
Quali consigli di sente di dare al riguardo?
Agli studenti:
-Create buone abitudini, brevi periodi di studio quotidiano, intervallati da pause (pomodoro time) aiutano a non sentirsi sopraffatti.
-Non rimandate tutto all’ultimo, distribuire il lavoro riduce l’ansia e rende i compiti più leggeri.
-Alternate studio e attività che vi fanno stare bene, il riposo e il sonno non sono una perdita di tempo, ma ricaricano la mente e migliorano la concentrazione.
-Fate sport e cercate di passare molto tempo all’aria aperta, mens sana in corpore sano.
-Nei momenti di stress per le tante attività e la fugacità del tempo, con cui viviamo le diverse attività quotidiane, ascoltare il proprio tempo senza farsi prendere dall’ansia e dalla frenesia.
Ai genitori :
-Offrite tempi e mansioni chiare ma flessibili, aiutando i figli a organizzare le giornate senza rigidità.
-Contenete la loro ansia ascoltandoli con calma, evitando pressioni che rendono dedicarsi i compiti delle vacanze molto più pesante.
-Valorizzate il riposo, mostrando a vostri figli di essere in grado di staccare anche dalla tecnologia.
-Lo studio non deve essere visto come un obbligo ma come un momento di condivisione con i figli, è un modo per stare insieme e condividere il valore della cultura, e non vederlo come un obbligo ma come un momento di piacere.
Giovedì 18 dicembre 2025, alle ore 17:00 avrà luogo la proclamazione e la consegna del Premio Marco Rossi – Raccontare il lavoro – XIII Edizione presso la Casa del Podcast di Roma a Technotown, via Lazzaro Spallanzani 1A (Villa Torlonia).
All’evento, che intende richiamare l’attenzione sul drammatico fenomeno delle morti sui luoghi di lavoro, saranno presenti:
– Sony Singh, vedova del lavoratore indiano Satnam Singh;
– Giuseppe Massafra, Segretario generale CGIL Latina e Frosinone;
– Bruno Giordano*, magistrato, già Direttore Capo dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro;
– Marco Patucchi*, giornalista
(*autori del libro “Operaicidio”).
La giuria del Premio, presieduta da Marino Sinibaldi, è composta da Daniele Biacchessi, Carlo Ciavoni, Altero Frigerio, Silvia Garroni, Anna Maria Giordano, Andrea Giuseppini, Antonio Longo, Piero Pugliese, Emiliano Sbaraglia.
In collaborazione con ASSIPOD Associazione Italiana Podcasting
Raccontare con i miei colleghi di opposizione, quante e quali sono le occasione perse in questi cinque anni, ha palesato la voglia di tornare protagonisti e attivi nella vita di questa cittadina da parte di tutti quelli che erano presenti. Spendere denaro non è sufficiente a dare una direzione se lo si fa correndo dietro alle emergenze o poggiandoli su progetti incompleti, ci vuole una visione ed un’idea chiara. Perché questa moltitudine di risorse, avute grazie al PNRR, ai finanziamenti Regionali e di Città Metropolitana sembrano non aver avuto effetti reali. Tutte le istanze, le proposte progettuali, le critiche, gli spunti di riflessione e le mozioni promosse con Leda, Enrico e Matteo sono rimaste inascoltate anche quando approvate. Ed il punto di vista lucido e competente espresso in chiusura dell’incontro da parte di Alberto Civica sul rischio che tutti questi soldi potrebbero pesare sui futuri bilanci comunali, deve farci riflettere su quanto sia delicata la scelta della prossima maggioranza che guiderà Anguillara.
Appuntamento per sabato 13 e domenica 14 dicembre. L’iniziativa è promossa dall’Associazione Momenti Divini, dall’Assessorato alle Politiche Agricole del Comune di Cerveteri ed è realizzata con il contributo del Consiglio Regionale del Lazio
Dopo la tre giorni di Sala Ruspoli, la rassegna “Degustiamo il Territorio” promossa dall’Associazione Momenti Divini e l’Assessorato alle Politiche Agricole del Comune di Cerveteri, con il contributo del Consiglio regionale del Lazio, cambia location e diventa itinerante, spostandosi direttamente nelle Cantine e nelle Aziende Vitivinicole del territorio.
Sabato 13 e domenica 14 dicembre, le Cantine del territorio aprono le porte al pubblico: dalle ore 10:30 alle ore 16:30 i sommelier professionisti di Momenti Divini saranno presenti nelle varie aziende per far conoscere, apprezzare e degustare le eccellenze vitivinicole dei produttori locali.
Ad aprire le porte, sabato 13 dicembre saranno la Tenuta Tre Cancelli, la Società Vinicola Fratelli Onorati e la Cantina Cerveteri. Domenica 14 invece, sarà il turno della Cantina Valle del Canneto, della Cantina San Martino e dell’Azienda Agricola La Rasenna.
“Dopo la tre giorni di Sala Ruspoli, dove grazie all’eccellente lavoro di raccordo svolto da Catia Minghi abbiamo potuto apprezzare tantissime eccellenze agroalimentari della nostra città, tra cui i prodotti insigniti del marchio De.C.O., la rassegna “Degustiamo il Territorio” diventa itinerante, spostandosi direttamente nelle cantine del territorio – ha dichiarato il Vicesindaco di Cerveteri e Assessore alle Politiche Agricole Riccardo Ferri – due giorni per conoscere i vini di Cerveteri e perché no, acquistarli per poterli donare alle persone care in concomitanza delle festività natalizie.
Farete senza dubbio un dono gradito e a Km0. Ci vediamo a ‘Degustiamo il Territorio’, nelle cantine della nostra città”.
I musicisti diretti dal Maestro Massimiliano Profili in concerto presso la Chiesa Santissima Trinità di Cerveteri: appuntamento domenica 14 dicembre alle ore 19:00
Il Natale è ormai alle porte e la Chiesa Santissima Trinità di Cerveteri si prepara ad accoglierlo con una serata straordinaria ed emozionante: il grande Concerto di Natale della Fanfara della Polizia di Stato, diretta dal Maestro Massimiliano Profili. La formazione musicale si esibirà in un programma ricco di emozioni, atmosfere suggestive, marce brillanti e brani tipici della tradizione natalizia, offrendo al pubblico un’esperienza intensa e coinvolgente.
L’appuntamento con la Fanfara, una delle formazioni più apprezzate a livello nazionale per la capacità di coniugare tradizione e modernità, è fissato per domenica 14 dicembre alle ore 19:00. Nata per accompagnare cerimonie ufficiali e sfilate, la Fanfara vanta oggi un repertorio vastissimo, che spazia dalla musica classica a quella contemporanea, dalle colonne sonore del cinema fino ai brani pop più conosciuti. L’ingresso è libero e gratuito.
“Siamo onorati di poter ospitare all’interno della nostra città una realtà di così grande prestigio come la Fanfara della Polizia di Stato diretta dal Maestro Massimiliano Profili – ha dichiarato il Sindaco di Cerveteri, Elena Gubetti – e desidero ringraziare sentitamente la Parrocchia Santissima Trinità per aver organizzato un evento di così alto rilievo, capace di unire la bellezza della musica, i valori del Natale e soprattutto i valori di legalità di cui la Polizia di Stato è portatrice.
Alcuni anni fa la Fanfara si esibì a Cerveteri riscuotendo una straordinaria partecipazione di pubblico, e anche le sue tournée in tutta Italia, in contesti sempre prestigiosi, raccolgono ovunque grande successo. Vivremo una serata davvero emozionante, alla quale invito calorosamente tutta la cittadinanza a partecipare”.
“Sarà un’occasione – ha concluso il Sindaco – per incontrarci, ascoltare grande musica e scambiarci gli auguri di buone feste. Un ringraziamento particolare lo rivolgo a Padre Mario Vecchiarelli e a tutta la Comunità Parrocchiale, sempre impegnati nell’organizzazione di numerose iniziative culturali durante tutto l’anno”.
Questo evento arricchisce il calendario delle manifestazioni natalizie della città con uno spettacolo di grande intensità ed emozione.
Una “stanza tutta per sé” per accogliere in un luogo famigliare, protetto e sicuro le vittime di violenza. Uno spazio inaugurato ieri, mercoledì 10 dicembre, all’interno della caserma di Bracciano. Un progetto nazionale che nasce grazie alla sinergia tra Arma dei carabinieri e Soroptimist International d’Italia. Oltre alla stanza di Bracciano ieri ne è stata inaugurata una anche alla Tenenza di Ardea.
Queste stanze d’accoglienza sono ambienti rassicuranti, anche i colori utilizzati e l’arredamento “senza spigoli” rappresentano simbolicamente la vicinanza e l’ascolto senza barriere da parte delle forze dell’ordine nei confronti delle vittime. Un’attenzione per le sofferenze subite e per facilitare al tempo stesso la condivisione di esperienze drammatiche. Un ascolto e un’accoglienza volta ad incoraggiare le denunce. All’iniziativa hanno partecipato il procuratore della Repubblica di Civitavecchia Alberto Liguori, il sostituto procuratore di Tivoli Antonio Altobelli, il Comandante della Compagnia di Bracciano Simone Notaro e del Gruppo Ostia Raffaele Romano, la presidente nazionale dell’associazione Soroptimist International Italia Adriana Macchi. Il taglio del nastro è coinciso con la Giornata dei Diritti Umani.
L’agone nuovo, presente all’inaugurazione, ringrazia l’Arma dei Carabinieri, nella persona del capitano Simone Notaro, Comandante della Compagnia di Bracciano e quanti hanno contribuito a tale iniziativa e mentre ci prepariamo a salutare questo anno di sfide, ci auguriamo che il 2026 possa essere un anno di speranza, innovazione e crescita.
Le difficoltà che hanno e abbiamo affrontato non devono spegnere il nostro desiderio di costruire un futuro migliore e dare sicurezza a tante donne che sono vittime di tante violenze. È il momento di unirci per un cambiamento positivo, dove la solidarietà, la sostenibilità e il rispetto per vivere in tranquillità, non siano solo parole, ma azioni concrete. Ciascuno di noi, con i piccoli gesti quotidiani, può fare la differenza.
Giovanni Furgiuele Presidente Associazione Culturale No Profi L’agone nuovo
Oggi il nostro Paese perde una persona rara, un uomo che ha dedicato ogni giorno della sua vita alla politica come atto d’amore verso la comunità.
Il Senatore Sergio Flamigni è stato una guida, un esempio, una voce limpida che non ha mai smesso di ascoltare, di cercare la verità, di lavorare per migliorare la vita delle persone.
Con il suo impegno, la sua passione e la sua integrità, ha contribuito a rendere l’Italia più democratica, più consapevole, più giusta.
Chi lo ha conosciuto sa quanto fosse autentico il suo modo di stare accanto agli altri, quanto fosse sincero il desiderio di aiutare e comprendere.
Oggi non perdiamo solo una figura politica importante: se ne va una bella persona, un uomo che ha lasciato un segno profondo nella storia e nei cuori di chi ha incrociato il suo cammino.
Alla sua famiglia e ai suoi cari esprimiamo tutto il nostro affetto e la nostra vicinanza.
Il suo esempio resterà con noi, come una luce che continua a indicare la strada.
Il termine “calendario” deriva dal latino calendae: forse di origine etrusca, forse con il significato di “colui che deve essere chiamato”. Nella antica Roma, le calendae erano infatti il primo giorno del mese, quando i pontefici si riunivano nella Curia Calabra, probabilmente situata sul Campidoglio, per proclamare le festività mobili del mese successivo e ricordare ai debitori le scadenze dei pagamenti. Quindi il calendario non era soltanto un elenco di giorni, ma un vero e proprio libro di conti, una memoria scritta che custodiva il ritmo della vita quotidiana, con le sue celebrazioni e le sue scadenze.
Romolo
Il primo calendario utilizzato nell’antica Roma fu probabilmente quello attribuito a Romolo, e si basava sulle fasi della Luna.
Un dettaglio curioso: la parola mese (mensis in latino) deriva dal termine greco μήνη, che significa proprio “Luna”. Eppure, nonostante questa origine, il nostro satellite naturale non compare mai in alcun presepe.
In quel calendario, l’anno iniziava a marzo, nel momento del rifiorire della natura, e contava 304 giorni. I circa 61 giorni invernali non venivano registrati né assegnati a un mese: erano considerati un tempo “vuoto”, perché i campi non si lavoravano e dunque la misurazione del tempo risultava inutile. In altre parole, non si contava il tempo che non serviva.
Numa Pompilio
Nel 713 a.C., Numa Pompilio cercò di armonizzare l’anno lunare con quello solare. Per farlo aggiunse i due mesi mancanti nel periodo invernale, mantenendo marzo come primo mese dell’anno. In questo modo tentò di ridurre la discrepanza tra i cicli del Sole e della Luna.
La soluzione prevedeva che, circa ogni due anni, i pontefici massimi introducessero, subito dopo le feste di fine febbraio, i Terminalia, alcuni giorni appartenenti a un tredicesimo mese, chiamato Intercalans (intercalare) o Mercedonius (della paga).
Queste regole avrebbero potuto garantire una buona precisione, se non fosse stato per l’intervento umano: i pontefici, responsabili della gestione del calendario, talvolta per scarsa conoscenza, talvolta per motivi politici o economici, finirono per allungare o accorciare l’anno a loro piacimento, trasformando la misura del tempo in uno strumento arbitrario.
Ce lo racconta Gaius Suetonius Tranquillus nel suo “De vita Caesarum”:
“Già da tempo, per colpa dei pontefici – mediante l’abuso di inserire giorni intercalari – era talmente scompigliato, che il tempo della mietitura non cadeva più in estate e quello della vendemmia non più in autunno.” (Divus Julius, 40).
Gaio Giulio Cesare
Per riportare i mesi al ritmo naturale delle stagioni, l’astronomo egizio Sosigene di Alessandria, insieme a Gaio Giulio Cesare in qualità di pontefice massimo, riformò il calendario. Nacque così il “calendario giuliano”, istituito il 1º gennaio del 45 a.C. (anno 708 ab Urbe Condita, cioè: dalla fondazione di Roma).
La durata dell’anno fu fissata in 365 giorni, con l’accorgimento di aggiungere un giorno extra ogni quattro anni. L’inizio dell’anno rimase il 1º gennaio, come già stabilito dalla Lex Acilia de intercalatione.
Per rendere possibile questa riforma, il 46 a.C. fu trasformato in un anno eccezionale: l’annus confusionis ultimus (l’ultimo anno di confusione), che durò ben 445 giorni. In questo modo il 25 dicembre venne a coincidere con il solstizio d’inverno.
L’anno con il giorno aggiuntivo a fine febbraio è chiamato ancora oggi bisestile. Il termine deriva da bisesto, cioè “bis sextus (ante) Kalendas Martias”: il giorno intercalato tra il sesto e il quinto giorno prima delle calende di marzo, ossia tra il 24 e il 25 febbraio. In pratica, si aveva un “24 bis”.
Quel giorno era proprio: “un altro sesto giorno prima delle calende” perché i Romani contavano i giorni a ritroso, come in un vero e proprio countdown, verso la data indicata, in questo caso, le calende di marzo.
Precessione degli equinozi
Per quanto il calendario giuliano fosse il più avanzato dell’Occidente, non era del tutto preciso. Con il passare dei secoli, infatti, i giorni degli equinozi e dei solstizi, e quindi l’inizio delle stagioni, tendevano ad anticipare.
La causa stava nell’approssimazione con cui l’astronomo Sosigene di Alessandria aveva calcolato la durata dell’anno tropico (il tempo che la Terra impiega per compiere una rivoluzione intorno al Sole). Oggi sappiamo che un anno terrestre dura circa 365,242189670 giorni (365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46,98 secondi), mentre Sosigene lo aveva stimato in 365 giorni e 6 ore. Un’ottima approssimazione, certo, ma non perfetta: quella piccola differenza, poco più di 11 minuti all’anno, provocava lo slittamento delle stagioni con un anticipo degli equinozi e dei solstizi di un giorno ogni 128 anni.
Senza una correzione, la primavera avrebbe finito per iniziare in febbraio e l’inverno in novembre e Durante di Alighiero degli Alighieri, meglio conosciuto come Dante Alighieri, ne fece cenno nella sua “Divina Commedia”:
“Ma prima che gennaio tutto si sverni
per la centesma ch’è là giù negletta”
(Paradiso, XXVII, 142-143)
cioè, con il passare dei secoli, senza tener conto (negletta) della eccedenza (centesma) temporale del calendario, si finirà col far uscire dall’inverno (tutto si sverni) persino il mese di gennaio cosicché, prima o poi, il primo giorno di gennaio coinciderà con l’inizio della primavera.
Pasqua
Al di là del problema dello slittamento delle stagioni, il Concilio di Nicea del 325 aveva stabilito una regola fondamentale: la Pasqua doveva essere celebrata sempre di domenica, precisamente la prima domenica successiva al primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera.
Per rendere stabile questa ricorrenza, si decise che l’equinozio di primavera dovesse cadere sempre il 21 marzo, data in cui effettivamente si verificava l’equinozio nell’anno del concilio.
Tuttavia, a causa dell’approssimazione del calendario giuliano nella misurazione della durata dell’anno, gli equinozi e i solstizi continuarono lentamente ad anticipare, mostrando ancora una volta i limiti di quel sistema.
Gregorio XIII
Con il passare dei secoli, il solstizio d’inverno, che all’inizio dell’uso del calendario giuliano cadeva il 25 dicembre, si era progressivamente spostato in avanti, accumulando, dal Concilio di Nicea in poi, un anticipo di ben dieci giorni.
Per risolvere il problema intervenne Ugo Boncompagni, per gli amici papa Gregorio XIII, che, il 24 febbraio 1582, da villa Mondragone a Frascati, emanò la celebre bolla Inter gravissimas. Con essa l’equinozio di primavera fu riportato al 21 marzo, come stabilito dal Concilio di Nicea e, per ottenere questo risultato, si cancellarono letteralmente dieci giorni dal calendario: al giovedì 4 ottobre 1582 seguì direttamente il venerdì 15 ottobre. I giorni dal 5 al 14 ottobre di quell’anno non sono mai esistiti!
La struttura del calendario giuliano fu mantenuta, con anni di 365 giorni e un anno bisestile ogni quattro. Ovviamente, il semplice recupero dei dieci giorni non bastava: la discrepanza con l’anno tropico rimaneva. Per ridurla, la bolla introdusse una correzione alla regola del calendario giuliano: non tutti gli anni multipli di 100 sarebbero stati bisestili, ma solo quelli multipli di 400. Così, 1700, 1800 e 1900 non furono bisestili, mentre 1600 e 2000 lo sono stati.
“Annus quoque cuius numerus quarto quoque anno exacte dividi potest, die uno ultra vigesimum octavum diem Februarii augeatur. Exceptis annis centesimis, qui non sunt bissextiles, nisi primus eorum numerus quaterno exacte dividi poterit.”
Grazie a questa riforma, il calendario gregoriano, che utilizziamo ancora oggi, è più preciso: l’anno civile risulta mediamente più lungo dell’anno tropico non di undici minuti, come nel giuliano, ma di soli ventisei secondi. Per molti secoli ancora, dunque, la primavera continuerà a iniziare intorno al 21 marzo.
Con una cerimonia molto partecipata è stata inaugurata questa mattina nella caserma dei Carabinieri di Bracciano una stanza dedicata all’ascolto delle donne vittime di violenza. Presentata alle autorità presenti dal comandante della Compagnia di Bracciano Simone Notaro e dal comandante del Gruppo Carabinieri di Ostia Raffaele Romano, l’iniziativa nasce da un progetto nazionale voluto da Arma dei Carabinieri e associazione Soroptimist International per ospitare in luoghi sicuri ed accoglienti le donne che decidono di denunciare le violenze.
Il Procuratore Generale di Civitavecchia, dott. Alberto Liguori, ha infatti esposto numeri che lasciano senza parole: oltre 300, da inizio anno, i reati di violenza sulle donne riscontrati dalla sua Procura. Un numero che fa paura, lascia pensare e spinge ad agire.
Presente per il nostro Comune il Sindaco Alessandro Bettarelli