“Le nostre più sentite condoglianze alla comunità di Colleferro per la tragica scomparsa di Joanna Rouissi, ennesima vittima di femminicidio, uccisa a coltellate dal marito nella giornata di martedì.
Joanna è la quarta vittima di violenza di genere a perdere la vita nel mese di agosto. Donne che avevano già segnalato o denunciato, che da anni erano state risucchiate nel vortice della violenza domestica dai propri partner. E’ evidente che urge sempre di più implementare la formazione nelle scuole e anche e soprattutto tra chi lavora nel campo: dal poliziotto al medico del pronto soccorso, ognuno di noi può fare la differenza con una giusta preparazione oltre alla necessità di rafforzare la rete antiviolenza sul nostro territorio. Come Città metropolitana siamo vicini all’amministrazione comunale guidata da Giulio Calamita, ai familiari e agli amici di Joanna, ai suoi cinque figli lasciati soli in un mondo che ancora deve fare i conti con il grande problema della nostra società, responsabile di tutto quello a cui assistiamo: il Patriarcato.
La Città metropolitana di Roma Capitale intende sostenere con ancora più forza la rete dei centri antiviolenza e ogni possibile azione volta anche alla prevenzione e ad un netto cambio culturale, a partire dalla promozione dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole.” Così in una nota il Vicesindaco della Città metropolitana di Roma Capitale, Pierluigi Sanna e la Consigliera delegata alle Pari Opportunità, Politiche Sociali e Cultura, Tiziana Biolghini.
Città metropolitana di Roma capitale ha avviato un programma di forestazione che prevede la messa a dimora di 800mila piante, circa un quarto del target nazionale complessivo dell’investimento 3.1 del PNRR – “Tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano” destinato alle 14 città metropolitane.
L’obiettivo è quello di contribuire al miglioramento della qualità dell’aria, alla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici, al contrasto della perdita di biodiversità e alla tutela della salute e del benessere dei cittadini attraverso la realizzazione di nuovi boschi urbani ed extraurbani. E in questo quadro la Cmrc conferma il suo ruolo strategico nelle politiche di adattamento climatico, incremento della biodiversità e rigenerazione ecologica.
Il programma, avviato nel 2022, prevede più di 800 ettari di nuove superfici forestali con la piantumazione di oltre 800mila esemplari tra alberi e arbusti autoctoni, 58 impianti forestali, 15 progetti metropolitani e il coinvolgimento di 19 Comuni tra cui la Capitale.
Le nuove aeree boschive hanno una densità di mille piante per ettaro scelte in base al principio “l’albero giusto nel posto giusto”, proteggendole dalla fauna selvatica e dal calpestio con delle recinzioni per almeno i primi anni. Cmrc ha inoltre stabilito che gli interventi di Forestazione siano accompagnati da una fase di monitoraggio e manutenzione di 5 anni duranti i quali ci sarà un collaudo. In questo arco temporale i costi di sostituzione delle piante non attecchite (fallanze), oltre alla normale tolleranza fisiologica (10%), sono a totale carico e spese della ditta esecutrice, senza alcun costo aggiuntivo per i fondi pubblici del PNRR.
Le nuove piante messe a dimora che in questo periodo di caldo anomalo ed eccessivo non hanno attecchito saranno quindi sostituite alla fine dell’estate dopo un attenta valutazione dello stato di salute di ogni albero e arbusto.
Lucattini ai giovani: “Proteggete con serenità la vostra capacità di pensare e scegliere. Divertirsi è importante, ma lo è altrettanto tornare a casa sentendosi padroni delle proprie decisioni”.
Di Marialuisa Roscino
Il fenomeno della movida notturna è da tempo associato al divertimento e alla socializzazione giovanile, ma può trasformarsi in un contesto di vulnerabilità per la salute mentale e il benessere dei più giovani. Recenti studi scientifici evidenziano una connessione profonda e spesso sottovalutata tra relazioni interpersonali tossiche, abuso di sostanze stupefacenti e insorgenza di disturbi mentali anche seri.
Spesso, l’avvicinamento e la conseguente iniziazione all’uso di droghe e alcol in età giovanile, in particolare modo, nei contesti di vita notturna non nasce da un semplice desiderio ricreativo o da una semplice ricerca edonistica, ma da un bisogno disperato di inclusione, di superamento dell’isolamento e di fuga da contesti affettivi svalutanti o violenti.
Questi fattori di rischio possono agire da veri e propri inneschi per il disagio psicologico dei giovani. Riconoscere tempestivamente questi segnali e comprenderne le cause profonde del malessere giovanile è il primo passo fondamentale per offrire un ascolto autentico e percorsi di cura mirati, multidisciplinari ed efficaci, basati sulla qualità della formazione, delle relazioni umane e sociali. Ne parliamo oggi in questa intervista con Adelia Lucattini, Psichiatra e Psicoanalista membro Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana (SPI) e Full Member dell’International Psychoanalytical Association (IPA).
Dott.ssa Lucattini, in che modo dinamiche di esclusione, di sottomissione o di conflitto violento spingono i giovani verso l’abuso di sostanze come strumento di fuga o di auto-inganno?
Le dinamiche di esclusione, di sottomissione o di violenza possono essere particolarmente destabilizzanti durante l’adolescenza, perché è proprio in questa fase che il senso di identità e il valore personale passano anche, inevitabilmente, attraverso il riconoscimento dei coetanei. Essere umiliati, rifiutati oppure costretti ad adeguarsi al gruppo può generare vergogna, solitudine, rabbia, sentimenti di impotenza difficili da mentalizzare e, talvolta, anche da sopportare.
In questi casi, alcol e droghe attenuano temporaneamente l’angoscia, disinibiscono, danno l’illusione di sentirsi più forti, più sicuri o, finalmente, parte del gruppo, creando però un circolo vizioso molto pericoloso. Le sostanze di abuso possono diventare una sorta di “oggetto” immediatamente disponibile, attraverso cui anestetizzare emozioni intollerabili, evitando così di riconoscere il dolore che le ha generate. Ecco, l’auto-inganno si manifesta proprio in questi casi: nello scambiare un sollievo momentaneo per una soluzione, mentre la fragilità sottostante rimane, e può progressivamente aggravarsi. Anche la sottomissione al gruppo ha un peso importante: alcuni ragazzi assumono sostanze non tanto perché realmente le desiderano, quanto piuttosto per non essere esclusi (Child Health Nursing Research, 2025).
Qual è, secondo Lei, il confine tra disagio relazionale e disturbo psichiatrico?
ll confine non è sempre così netto, soprattutto durante l’adolescenza, perché momenti di crisi, conflitti, oscillazioni dell’umore e bisogno di appartenenza possono fare parte del normale processo di crescita. Il disagio relazionale diventa più preoccupante quando non è più transitorio, ma persiste, si irrigidisce e, poco alla volta, invade più aree della vita dei giovani: la famiglia, la scuola, le amicizie, il sonno, gli interessi e anche la capacità di progettare.
Possiamo dire che, nel disagio, il giovane conserva ancora una certa capacità di pensare il proprio dolore, di trasformarlo, di chiedere aiuto e di utilizzare le relazioni. Nel disturbo, invece, la sofferenza tende a cristallizzarsi e il sintomo prende progressivamente il posto della possibilità di elaborare i conflitti interiori. Quel disagio che, nel linguaggio giovanile, viene spesso chiamato “paranoie” può assumere un peso diverso. Possono comparire un ritiro marcato, perdita di interesse, ansia o depressione persistenti, condotte aggressive, un abuso crescente di sostanze o comportamenti autolesivi. Gli studi longitudinali più recenti confermano, inoltre, che i sintomi emotivi adolescenziali non sono fenomeni isolati, ma possono rinforzarsi reciprocamente nel tempo, rendendo prioritaria la necessità di intercettarli precocemente(Journal of Affective Disorders, 2026).
Quanto pesa la solitudine esistenziale e in alcuni particolari contesti, la mancanza di punti di riferimento degli adulti autorevoli nella scelta di cercare rifugio in ambienti notturni estremi, dove il legame con gli altri si riduce a un’effimera condivisione di sostanze?
Pesa anche molto, ma non è un fattore che da solo possa determinare una condotta a rischio. La solitudine nei giovani non coincide necessariamente con l’essere fisicamente da soli, infatti, possono essere circondati da tante persone e sentirsi non visti, non compresi, profondamente soli.
In adolescenza, la presenza di adulti autorevoli, non autoritari, ferma ma affettuosi, presenti ma non invadenti, ha una funzione psicologica fondamentale, offre contenimento, limiti, possibilità di confronto e soprattutto un riferimento con cui identificarsi. Quando questa funzione adulta è fragile o assente, alcuni ragazzi possono cercare nel gruppo dei coetanei un’appartenenza sostitutiva.
In alcuni contesti della vita notturna può instaurarsi un paradosso, si cerca il gruppo per non sentirsi soli, ma si finisce per condividere soprattutto eccitazione, alcol o sostanze, senza costruire relazioni autentiche. Il gruppo può diventare temporaneamente una sorta di “protesi identitaria” in quanto permette di sentirsi qualcuno perché si appartiene a qualcosa, mentre la sostanza attenua angoscia, insicurezza e vuoto interno.
Il problema, quindi, non è la notte né il divertimento in sé. Diventa preoccupante quando non si va verso gli altri per incontrarli, ma per sfuggire a se stessi e alle proprie insicurezze (Drug and Alcohol Review, 2025).
Alla luce di queste dinamiche di movida tossica giovanile sempre più frequentemente riportate dalla cronaca odierna, quanto è importante, a Suo avviso, “l’ascolto attivo” nei giovani per arginare il loro malessere prima che il disagio si trasformi in patologia o dipendenza grave?
L’ascolto attivo è uno dei primi strumenti di prevenzione, perché consente di intercettare il disagio quando ancora può essere espresso con le parole, prima che venga affidato prevalentemente al corpo, all’aggressività o alle sostanze. Ascoltare attivamente significa mostrare un interesse autentico, tollerare anche ciò che è difficile da sentire e offrire al ragazzo la sensazione che possa parlare senza essere immediatamente giudicato o punito. Dal punto di vista psicoanalitico, l’adulto svolge così una funzione di contenimento emotivo e mentalizzazione (favorire la capacità di pensare), poiché aiuta il giovane a trasformare emozioni confuse e impulsi in pensieri comunicabili.
I segnali d’allarme vanno colti soprattutto quando compaiono insieme, persistono e rappresentano un cambiamento rispetto al funzionamento abituale, isolamento improvviso, abbandono delle amicizie precedenti, irritabilità o aggressività insolite, oscillazioni importanti dell’umore, alterazioni del sonno, calo scolastico, perdita di interessi, frequenti assenze o rientri notturni in condizioni alterate, bugie crescenti, bisogno sempre maggiore di denaro, episodi ripetuti di intossicazione, uso di sostanze per calmarsi o riuscire a stare con gli altri. Particolare attenzione, richiedono autolesionismo, disperazione, pensieri di morte e comportamenti gravemente impulsivi, che necessitano di una tempestiva valutazione specialistica.
La prevenzione però, non è soltanto sorveglianza e neppure controllo ansioso. Un’interessante ricerca ha evidenziato che un buon funzionamento della famiglia e un affettuoso controllo genitoriale si associano ad un migliore equilibrio psicologico dall’adolescenza alla giovane età adulta. Per questo, è importante che i genitori osservino i cambiamenti, ma soprattutto è fondamentale mantenete aperto il dialogo con i propri figli adolescenti, perché possano sentire che, anche dopo un errore, esiste un adulto al quale tornare e con cui poter pensare ciò che gli sta accadendo (Child and Adolescent Psychiatric Clinics of North America, 2025).
Il lavoro psicoanalitico aiuta i giovani a comprendere i propri modelli relazionali, compresi quelli che tendono inconsapevolmente a ripetere, per esempio, cercare gruppi umilianti o violenti pur di non sentirsi soli, oppure oscillare tra dipendenza dagli altri e rifiuto aggressivo dei legami. In questo senso, l’analisi mira al rafforzamento della capacità di regolazione affettiva, della capacità di pensare, dell’autostima e della possibilità di costruire rapporti positivi, non distruttivi(Journal of Adolescent Health, 2026).
Quali percorsi di formazione mirata andrebbero pensati per educatori, operatori di strada e per le famiglie, affinché la prevenzione del disagio giovanile e dell’abuso di sostanze diventi un’azione corale e tempestiva?
Servirebbe innanzitutto una formazione comune e multidisciplinare, perché il disagio adolescenziale non può essere affidato soltanto agli specialisti quando è ormai diventato grave. Educatori, operatori di strada e famiglie dovrebbero essere messi nelle condizioni di riconoscere precocemente non soltanto il consumo di una sostanza, ma soprattutto ciò che può precederlo e accompagnarlo, ritiro, irritabilità, cambiamenti improvvisi, acting out, trasgressioni ripetute, perdita di interessi, vergogna, sentimenti di esclusione e difficoltà a tollerare frustrazione e solitudine.
In questo senso, una formazione in ottica psicoanalitica può offrire strumenti preziosi. Certamente, non significa trasformare insegnanti o educatori in psicoterapeuti, ma aiutarli a sviluppare una capacità di osservazione e di ascolto che permetta di chiedersi che cosa un comportamento stia comunicando. L’aggressività, la provocazione, la ricerca esasperata dello sballo o l’adesione a gruppi pericolosi possono essere anche forme di acting out, il giovane mette in scena attraverso l’azione qualcosa che ancora non riesce a rappresentare mentalmente e a esprimere con le parole. Una recente lettura psicoanalitica dell’uso di sostanze in adolescenza sottolinea proprio l’importanza di comprenderne le funzioni evolutive e i significati soggettivi, accanto agli interventi di sanità pubblica.
(The Psychoanalytic Study of the Child, 2026).
Parallelamente è indispensabile lavorare con le famiglie, i genitori hanno bisogno di essere aiutati a comprendere come possono maggiormente aiutare i propri figli e a mantenere insieme due funzioni che talvolta sembrano inconciliabili, ascoltare e porre limiti. Non bisogna diventare amici dei figli, né spiarli continuamente, ma essere presenti, capaci di tollerare i conflitti senza sottrarsi e di mettere confini senza umiliare (Frontiers of Psychology, 2025).
Quali consigli si sente di dare ai giovani?
-Non avere paura di dire “no” al gruppo. Appartenere non significa adeguarsi a comportamenti che fanno stare male o espongono a pericoli per la vita fisica e mentale;
-Imparare ad ascoltare ciò che provate. Rabbia, solitudine, vergogna e noia non vanno negate o anestetizzate, possono essere comprese e trasformate;
-Non usare alcol o droghe per sentirsi più forti o meno soli. Il sollievo è temporaneo e può nascondere, anziché risolvere, il disagio;
-Scegliere relazioni in cui possiate essere se stessi. Un’amicizia autentica non chiede mai prove di coraggio, comportamenti rischiosi o umiliazioni per essere accettati;
-Cercare sempre adulti di cui fidarsi. Chiedere aiuto a genitori, insegnanti, al proprio medico di base o ad uno psicoanalista, è un atto di consapevolezza, non di debolezza;
-Proteggere con serenità la propria capacità di pensare e scegliere. Divertirsi è importante, ma lo è altrettanto poter tornare a casa sentendo di essere rimasti padroni delle proprie decisioni, sentendosi ancora vivi dentro, contenti e fiduciosi nel domani.
Dal 21 al 23 agosto 2026, Lungo Lago Viale della Rena ospita il più grande festival itinerante d’Italia: tre giorni di eccellenze gastronomiche
Trevignano 18 agosto 2026 – Trevignano si prepara a vivere un weekend indimenticabile. Il borgo laziale si trasforma nel palcoscenico globale del gusto: arriva la 78ª tappa della 10ª Edizione dell’International Street Food, il festival itinerante che sta ridefinendo il panorama gastronomico nazionale. Da venerdì 21 a sabato 23 agosto 2026, Lungolago Viale della Rena sarà il teatro di una celebrazione senza precedenti, dedicata ai sapori, alla tradizione e alla convivialità.
La manifestazione, abilmente organizzata e ideata da Alfredo Orofino, presidente di A.I.R.S. – Associazione Italiana Ristoratori di Strada, questa tappa ha il patrocinio del Comune di Trevignano.
UN VIAGGIO SENSORIALE SENZA CONFINI
L’inaugurazione ufficiale è fissata per venerdì 21 agosto 2026 alle ore 17:00 (apertura stand fino a mezzanotte). Sabato 22 e domenica 23 agosto 2026 sempre dalle 17:00 alle 24:00, con ingresso rigorosamente gratuito.
Un’esplosione di gusto globale travolge la città, rendendo il pubblico assoluto protagonista di un’esperienza immersiva tra i sapori del mondo.
Il percorso enogastronomico spazia dalle specialità più iconiche, come i succulenti hamburger di scottona e gli arrosticini serviti caldi e fumanti, fino alle dorate fritture di Don Fritto e alle irresistibili bombette pugliesi. Non mancano le vere e proprie esperienze gourmet, guidate dal travolgente smash burger — celebre per la sua straordinaria croccantezza e succosità —, dai raffinati panini con il polipo, dallo spettacolare cacio cavallo impiccato, dai panini con la picanha brasiliana, dalle croccanti fritture di pesce e dall’inconfondibile kürtőskalács ungherese.
A coronare questa offerta d’eccezione vi sono gli abbinamenti d’eccellenza con una ricercata selezione di birre artigianali italiane ed estere, scelta con cura per esaltare al meglio ogni sfumatura aromatica di ciascuna specialità.
«La decima edizione dell’International Street Food rappresenta per noi un traguardo epocale – dichiara Alfredo Orofino, organizzatore e ideatore della manifestazione e presidente di A.I.R.S. (Associazione Italiana Ristoratori di Strada) –. In questi anni abbiamo lavorato per dare nuova linfa al cibo di strada, selezionando operatori di eccellenza. Siamo orgogliosi di portare la 78ª tappa in un gioiello come Trevignano: sarà un momento di festa e condivisione che rimarrà impresso nella memoria dei visitatori».
RIFLETTORI ACCESI SU RAI 2: “IL TRONO DEL GUSTO”
L’International Street Food è un fenomeno mediatico a tutto tondo. Il docu-reality “Il Trono del Gusto”, prodotto da RG Factory, continua il suo racconto appassionato del mondo street food. La nona puntata andrà in onda su Rai 2 sabato 15 agosto 2026 alle ore 11:15, portando nelle case degli italiani storie inedite, protagonisti autentici e le sfide gastronomiche di questo straordinario tour nazionale guidato da Alfredo Orofino.
Con la tappa di Trevignano prosegue il viaggio dell’International Street Food: quattro giorni di sapori, profumi e tradizioni in cui culture gastronomiche diverse si incontrano in un’atmosfera di festa e convivialità. Confermando la forza di un format nazionale che negli anni ha contribuito a consacrare lo Street food tra i fenomeni gastronomici e culturali più apprezzati in Italia.
La rassegna che negli anni ha ospitato i più grandi nomi della musica italiana festeggia vent’anni di storia e spettacolo. Il Sindaco di Cerveteri Gubetti: “Cartellone di altissimo livello”. L’Assessore alla Cultura Francesca Cennerilli: “Celebriamo 20anni di questa storica manifestazione con quattro serate d’eccezione e artisti amati dal grande pubblico, tutte ad ingresso gratuito”
“Venti anni di storia, di musica, spettacolo, grandi eventi, comicità, teatro, di momenti memorabili: quest’anno Etruria Eco Festival giunge alla sua ventesima edizione e festeggia questo anniversario con un programma straordinario. Al Parco della Legnara, nel cuore del Centro Storico di Cerveteri, arrivano Max Gazzé, Daniele Silvestri, i ‘Musici’ con un grande omaggio a Francesco Guccini e ‘Stazioni Lunari’, una serata-evento che vedrà coinvolti numerosissimi artisti. Come sempre, tutti gli spettacoli sono ad ingresso libero e gratuito. Vi aspettiamo a Cerveteri, per emozionarci ancora con il Festival più atteso di tutto il Centro Italia”. Così Elena Gubetti, Sindaco di Cerveteri, annuncia il cartellone della ventesima edizione di Etruria Eco Festival, in programma da venerdì 21 a lunedì 24 agosto. Il Festival, è realizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Cerveteri con il contributo della Città Metropolitana di Roma Capitale e il sostegno di Multiservizi Caerite.
Al Parco della Legnara è intanto in corso “Aspettando l’Etruria Eco Festival”: nella serata di Ferragosto, a calcare il palco è stato Enrico Capuano e la Tammurriata Rock, mentre domani, mercoledì 19 agosto sarà il turno di Piotta, con una tappa del “Si riparano ricordi – tour”, sempre con ingresso gratuito.
“Dopo i tanti spettacoli dell’Estate Caerite, che hanno visto calcare il palco anche ad artisti di fama internazionale, siamo pronti a vivere queste serate di grande spettacolo con l’Etruria Eco Festival, una delle manifestazioni a cui il nostro territorio è maggiormente legato ed affezionato – ha dichiarato Francesca Cennerilli, Assessore alla Cultura del Comune di Cerveteri – abbiamo pensato ad un programma con artisti conosciuti e amati dal grande pubblico, volti noti le cui canzoni negli anni sono rimaste impresse nelle nostre teste e che tutti almeno una volta abbiamo avuto modo di cantare con gli amici o in qualunque contesto. Artisti popolari come Daniele Silvestri e Max Gazzè, tra l’altro due ritorni storici all’interno di Etruria Eco Festival, ma anche un omaggio straordinario al poeta Francesco Guccini: insomma, un programma che sono certa vi piacerà e richiamerà, proprio come nello stile di Etruria Eco Festival, tantissimo pubblico in città”.
Ad aprire la 20esima edizione di Etruria Eco Festival, venerdì 21 agosto, sarà la serata “Stazioni Lunari”, una fusione musicale che travalica stili e generi. Ad esibirsi Cristiano Godano, Nada, Ginevra Di Marco, Francesco Magnelli e Giorgio Canali e “L’Amante”.
Sabato 22 agosto sarà il turno di Max Gazzè, con una tappa del tour “L’ornamento delle cose secondarie”, partito dopo l’uscita del suo omonimo album. Bassista d’eccezione, straordinario musicista, compositore di opere ‘sintoniche’ e colonne sonore, attore sporadico e pilota sopra le righe: Max Gazzè è un artista ed un uomo capace di spostarsi in ambiti diversissimi sempre con grandissimo successo. In ogni cosa lo muovono una passione e una vitalità sconfinate, un’energia che lui trasmette al pubblico in uno scambio reciproco.
I suoi testi più poetici (“L’uomo più Furbo”, “Su un Ciliegio Esterno”, “Mentre Dormi”), le sue composizioni più sperimentali (”Il Bagliore Dato a Questo Sole”, “Questo Forte Silenzio” o “Colloquium Vitae”), sono amati tanto quanto le sue più note ‘hit’ (“Una Musica Può Fare”, “Sotto Casa”, “La Vita Com’è”).
Opening affidato a “I Patagarri”, che accenderanno la serata con un mix elettrizzante di swing e gipsy jazz, con influenze che spaziano dai suoni di New Orleans ad artisti come Paolo Conte, Django Reinhardt e Ray Charles.
Domenica 23 agosto torna un “amico” di Etruria Eco Festival: dopo il successo del 2020, al Parco della Legnara c’è Daniele Silvestri e il suo “Canzoni a sdraio tour”. Il cantautore romano sarà protagonista di una serata di musica ed emozioni, ripercorrendo la sua carriera e i suoi più grandi successi che lo hanno consacrato negli anni al grande pubblico italiano. Prima di lui, opening affidato al gruppo “Wogiagia” e a “Frankie Hi-Nrg”.
Carica di emozioni sarà invece la serata di lunedì 24 agosto: sul palco, “I Musici”, in un omaggio a Francesco Guccini, recentemente scomparso. Canzoni e poesie del “Maestrone” rivivranno sul palco del Parco della Legnara con gli artisti che hanno accompagnato Guccini nel corso della sua carriera e che negli ultimi anni hanno continuato ad eseguire i grandi successi ed i brani che hanno reso uno degli artisti simbolo dell’ultimo mezzo secolo riproponendo brani quali “Il vecchio e il bambino”, “La locomotiva”, “Autogrill”, “L’Avvelenata”, “Auschwitz”, “Dio è morto”, fino ad arrivare a brani come “Noi non ci saremo”, “Canzone per un‘amica”, “Vedi cara” e “Cyrano”.
Apertura cancelli fissata per le ore 18:00, inizio concerti dalle ore 21:00
L’Assessore Manuele Parroccini: “Un impegno che insieme al Sindaco Gubetti avevo preso con un nutrito gruppo di nostri concittadini”
È attiva la nuova corsa del trasporto pubblico da Cerveteri all’Aeroporto di Fiumicino. Una tratta fortemente voluta da un gruppo nutrito di lavoratori del territorio verso i quali l’Amministrazione comunale di Cerveteri, nelle persone del Sindaco Elena Gubetti e dell’Assessore Manuele Parroccini, si è presa formalmente l’impegno di farsi portavoce presso la Cotral. Dallo scorso 10 agosto, tale richiesta si è concretizzata: due le corse in vigore: partenza alle ore 13:40 da Cerveteri e ritorno alle ore 23:30 da Fiumicino.
“Nei mesi scorsi – spiega l’Assessore Manuele Parroccini – insieme alla Sindaca Elena Gubetti, che ringrazio per il sostegno e la presenza istituzionale messa immediatamente a disposizione, avevamo incontrato un folto gruppo di lavoratori presso l’Aeroporto di Fiumicino residenti nella nostra città, che ci avevano avanzato la richiesta di farci portavoce affinché venisse istituita una corsa del trasporto pubblico locale che andasse incontro alle loro esigenze orarie. Il passaggio di gestione del servizio di trasporto su gomma regionale ha ritardato l’avvio ufficiale della nuova corsa, ma ora è realtà. Un piccolo segnale di vicinanza che siamo felici di aver concretizzato. Ringrazio con l’occasione la Cotral per la disponibilità e l’ascolto innanzi alle nostre richieste e tutti coloro che hanno lavorato affinché questo potesse avvenire”.
È’ stata siglata la Convenzione quadro di collaborazione scientifica e tecnica tra Astratech Italia – Consorzio per l’ICT, lo Spazio e la Difesa – e la Fondazione dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Rieti. L’accordo definisce un quadro stabile di collaborazione finalizzato alla costruzione di un integrato tra impresa e professione tecnica. La partnership si fonda sul modello di “impresa diffusa” proposto da Astratech Italia, volto a mettere in rete competenze altamente specialistiche e accelerare i processi di innovazione e trasferimento tecnologico. Un punto qualificante dell’intesa riguarda inoltre la collaborazione su modelli legislativi per il riconoscimento formale dell’azienda diffusa. Grazie a questa intesa, gli iscritti dell’Ordine degli ingegneri di Rieti potranno essere coinvolti in: Attività di supporto tecnico-scientifico qualificato. Gruppi di lavoro congiunti e multidisciplinari per affrontare la complessità dei sistemi tecnologici contemporanei; validazione di proposte progettuali e partecipazione a bandi nazionali ed europei. Iniziative di formazione e divulgazione scientifica. Oltre ai settori ICT, Spazio e Difesa, la collaborazione si estende ad ambiti strategici quali l’Intelligenza Artificiale, la Cyber security, la transizione energetica, le infrastrutture intelligenti e la sanità digitale. In questo contesto, la Fondazione contribuirà con competenze che spaziano dall’Ingegneria di Sistema al Project & Risk Management, fino alla compliance normativa e agli standard tecnici. “Questa convenzione nasce con una visione chiara: creare opportunità concrete per i nostri iscritti, mettendo le loro competenze al centro di progetti strategici. Vogliamo costruire un ponte stabile tra professione e impresa”, ha dichiarato l’Ing. Iunior Giuliano Francia, Presidente della Fondazione dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Rieti. “Il contributo dei professionisti è fondamentale per affrontare la complessità dei mercati moderni. Con questa collaborazione rafforziamo un modello che integra competenze e imprese, aumentando la competitività del sistema Paese”, ha dichiarato il Dott. Andrea Spoto, Presidente di Astratech. L’iniziativa punta a generare un impatto concreto sulla competitività delle PMI e sulla valorizzazione dei professionisti tecnici, con una particolare attenzione ai giovani ingegneri. Per garantire l’efficacia dell’accordo, è stato istituito un Comitato di Coordinamento con funzioni di indirizzo strategico e monitoraggio. La Convenzione ha una durata di tre anni, è rinnovabile tacitamente e non comporta oneri economici diretti per le parti, rimandando la gestione dei dettagli operativi a specifici accordi attuativi.(Inform)