l’Amministrazione Comunale di Anguillara Sabazia e la Biblioteca Comunale “Angela Zucconi” sono liete di invitarvi alla quarta edizione della Notte Bianca in Biblioteca
Una speciale apertura serale e notturna pensata per tutte le età, tra spettacolo per bambini, musica, scrittura creativa, memoria televisiva… pizza e patatine per tutti.
Si comincia alle ore 18:00 con uno spettacolo di burattini per i più piccoli, si prosegue con il buffet aperto a tutti ed il Dj set di Dj Dodo. A seguire, spazio alla creatività con la presentazione de “I RACCONTI DEL LAGO”, frutto del laboratorio di scrittura creativa condotto dalla docente Mara Bruno.
La serata si concluderà con la presentazione del libro di Marco Danè “SE POTESSIMO FARE UN BEL GIOCO – Dal Paese di Giocagiò a Tandem” un viaggio affascinante nella storia della TV dei ragazzi, tra ricordi, personaggi iconici e sperimentazione.
Venerdì 15 maggio
Dalle ore 18:00
Biblioteca Comunale “Angela Zucconi”
Tutti i dettagli sulla locandina in allegato.
Vi aspettiamo per vivere insieme una serata speciale all’insegna della cultura.
Il 14 maggio una giornata dedicata al Piano Città degli immobili pubblici per condividere gli esiti del laboratorio internazionale di architettura promosso da Yacademy che porterà alla restituzione dell’area alla cittadinanza.
Il 14 maggio a Civitavecchia verrà avviato il percorso di riapertura dell’ex deposito munizioni R104, nell’ambito di una giornata dedicata al Piano Città degli immobili pubblici. L’iniziativa rappresenta un momento di confronto e di condivisione sul progetto di riqualificazione dell’area, orientato a una progressiva restituzione alla collettività attraverso interventi di carattere naturalistico-ambientale e azioni di sperimentazione urbana. L’evento si terrà alle 15:00 presso la Cittadella della Musica, immobile dello Stato trasferito al Comune di Civitavecchia nel 2021 nell’ambito del federalismo culturale.
In questa occasione saranno presentati gli esiti del laboratorio promosso da Yacademy, l’istituto internazionale di alta formazione in architettura e design di Bologna, in collaborazione con l’Amministrazione comunale. Il progetto, sviluppato dagli studenti sotto la guida dello studio di architettura David Chipperfield Partner Milano, è finalizzato alla rigenerazione dell’area dell’ex deposito in chiave naturalistico-ambientale e culturale anche attraverso la realizzazione di installazioni artistiche da collocare nel sito in una prospettiva di riapertura graduale.
La giornata si inserisce nel quadro delle attività del Tavolo Tecnico di Coordinamento del Piano Città e vedrà il coinvolgimento di diversi stakeholder istituzionali e tecnici. Tra questi, la sezione Lazio dell’Istituto Nazionale di Urbanistica, con cui l’Agenzia del Demanio ha sottoscritto nel dicembre 2025 una convenzione a livello regionale, che contribuirà con un approfondimento sull’urbanistica tattica.
Il programma dell’evento prevede interventi del Comune di Civitavecchia e della Direzione Regionale Lazio dell’Agenzia del Demanio. A seguire, la presentazione del progetto a cura degli studenti di Yacademy, una lecture dell’architetto Giuseppe Grant dello studio Orizzontale Architettura e un contributo tecnico dell’Istituto Nazionale di Urbanistica. In chiusura si terrà la cerimonia di consegna degli attestati ai partecipanti al laboratorio e la visita alla mostra.
L’iniziativa rappresenta un ulteriore passo nel percorso di rigenerazione e valorizzazione del patrimonio pubblico promosso dal Piano Città degli immobili pubblici di Civitavecchia, attraverso l’adozione di approcci innovativi basati sulla sperimentazione progettuale e sulla progressiva attivazione degli spazi urbani.
«L’ex deposito R104 torna a parlare alla città — dichiara il Sindaco Marco Piendibene. — Grazie al Piano Città e alla collaborazione con l’Agenzia del Demanio restituiamo ai cittadini un luogo a lungo sottratto, scegliendo una rigenerazione che mette al centro spazio pubblico, ambiente e cultura.»
«Il progetto — sottolinea l’Assessore all’Urbanistica Enzo D’Antò — adotta un approccio di urbanistica tattica che ci permette di lavorare per fasi successive, con interventi leggeri e reversibili: un metodo che intendiamo estendere ad altri comparti del patrimonio pubblico cittadino.»
L’impresa associata alla Cna guidata da due giovani neosposi, Alessia La Spina e Gabriel Maurelli
Calma. Relax. Perché la qualità richiede apprezzamento e un buon prodotto va gustato con la massima tranquillità. E magari un sottofondo musicale adeguato. Soprattutto se si entra nel tempio del caffè, dove ogni suo elemento è selezionato con cura. Benvenuti da Jojo: qui a regnare è proprio la cultura del caffè. È una nuova attività che ha aperto da pochi giorni a Civitavecchia, in via dei Granari 15. La titolare Alessia La Spina, la guida però è a quattro mani, ovvero insieme al marito Gabriel Maurelli.
Impresa freschissima, ma anche freschi sposi: hanno detto sì appena a novembre. Lei ha 28 anni, lui 37. Lei ha già lavorato in una caffetteria di Roma, lui ha avuto esperienze a Civitavecchia in altri locali. Per entrambi una grande passione comune, quella del caffè e della caffetteria in generale. “Sta prendendo molto piede quella di qualità – dice Gabriel, che parla a nome di entrambi – stando attenti a tutta la filiera e allo storytelling. Il caffè non è solo quella cosa utile a darti la botta e la carica la mattina: ha una serie di sfaccettature che vanno raccontate e spinte nel modo giusto”.
Jojo ha aperto grazie anche al supporto della Cna, cui è associato. A proposito: com’è andata? “Ci siamo trovati benissimo, abbiamo avuto accesso ai fondi della Camera di Commercio per le nuove imprese. I tempi sono stati velocissimi, ci è stata di grande aiuto. È filato tutto molto liscio: dieci punti”.
Jojo è un concetto di impresa che a Civitavecchia ancora non c’era. E funziona così. “Il servizio su cui spingiamo è la caffetteria: caffè, espresso e tutto ciò che lo riguarda”. È un bar? “È un po’ improprio chiamarlo così: è estremamente dedicato al caffè ma ovviamente puoi fare pure colazione, anche salata”. È un bistrot? “Meglio, ma è improprio anche questo. È una cosa un po’ più lenta – spiega Maurelli – dove poniamo estrema attenzione ai prodotti. Siamo super attenti ai tempi di estrazione del caffè, alla miscela, alle sue origini. Lo selezioniamo, dall’agricoltura a quello che bevi, comprese le bevande a base di caffè freddi, ma anche cappuccino, bevande a base di matcha, un the giapponese che sta prendendo molto piede, che lavoriamo con latte e latti vegetali”.
Non manca la pasticceria, sia all’italiana che filo francese, senza lievitati surgelati. “Si tratta di prodotti eccezionali che arrivano da Nepi: fanno un lavoro eccellente, siamo attenti a queste collaborazioni”. E poi c’è il vino, ma naturale: una proposta meno classica, “più semplice e conviviale”. Per l’aperitivo il food gira, “non è sempre la stessa proposta, puntiamo a poche cose ma fatte bene”. In sottofondo si trova sempre una selezione musicale vecchia scuola, “con ascolto in hifi e vinile, le playlist sono fatte da noi”.
Aspetto non secondario, è tutto in famiglia. “È la prima volta che Alessia e io lavoriamo insieme, ma proprio insieme abbiamo costruito questa esperienza. Ci siamo appassionati al mondo del caffè: lei lavorava nel settore, io ci sono entrato per osmosi. Abbiamo fatto dei viaggi in Asia che ci hanno permesso di studiarlo meglio. È tra le cose migliori che possiamo fare insieme, ci crediamo fortemente. E ci piace”.
Riassumendo, cos’è Jojo? “È un locale lento, che ti permette di focalizzarti sul prodotto, sullo storytelling, sull’identità del posto. E ti permette di godertelo un po’ di più. C’è anche un social table da 10 persone – conclude Maurelli – perché vogliamo creare una bella comunità che si conosca e condivida”.
Circolano voci preoccupanti sul possibile trasferimento dei servizi ambulatoriali fuori dal territorio di Anguillara. Il Partito Democratico chiede risposte certe su tempi, servizi e destinazione delle attività nella nuova struttura dell’Ospedale di Comunità.
Nelle ultime settimane si stanno diffondendo con insistenza voci riguardanti il futuro dell’ambulatorio ASL di Anguillara Sabazia e dei servizi che vi vengono erogati quotidianamente: prelievi del sangue, vaccinazioni e altre prestazioni sanitarie di base essenziali per migliaia di cittadini.
Quello che preoccupa non è solo l’incertezza sul destino di questi servizi, ma la direzione che sembrerebbe prendere la loro riorganizzazione: il trasferimento in un altro Comune. Una prospettiva che, se confermata, sarebbe inaccettabile. Tanto più in presenza di una struttura nuova — l’Ospedale di Comunità — che dovrebbe essere proprio il luogo naturale in cui concentrare e potenziare l’offerta sanitaria territoriale.
Il Partito Democratico di Anguillara Sabazia chiede con fermezza alle istituzioni competenti — ASL, Regione Lazio e Amministrazione Comunale — chiarezza immediata su tre punti precisi: quali servizi ambulatoriali saranno garantiti ad Anguillara, in quale sede e con quali tempi.
Siamo consapevoli che la riorganizzazione della sanità territoriale è un processo complesso. Ma la complessità non può diventare alibi per il silenzio. I cittadini di Anguillara hanno il diritto di sapere cosa succederà ai servizi sanitari di prossimità da cui dipendono ogni giorno. E lo hanno il diritto di saperlo adesso, non a decisioni già prese.
Sulla salute non accettiamo assenza di comunicazione. Non accettiamo di essere messi di fronte ai fatti compiuti. Chiediamo un confronto trasparente e tempestivo. E ci aspettiamo risposte.
Il Circolo del Partito Democratico di Anguillara Sabazia
Ad Anguillara Sabazia, nei locali del Centro SabLab, interessante conferenza stampa della Lista Civica Anguillara, una delle tre liste che appoggiano il candidato sindaco Alberto Civica alle elezioni comunali di Anguillara Sabazia del 24 e 25 maggio del 2026. Civica ha aperto l’incontro affermando, come già fatto in precedenti appuntamenti pubblici, l’importanza di collocarsi in un’area politica chiara e riconoscibile, condizione necessaria per un confronto trasparente con i cittadini sui molti problemi del territorio.
Non a caso, prima di presentare alcuni tra i primi impegni, il candidato sindaco ha voluto ricordare che l’undici maggio di dieci anni fa la Camera approvava in via definitiva la legge Cirinnà sulle unioni civili. Dopo aver denunciato sistematiche violazioni della par condicio e numerosi conflitti d’interesse da parte del centrodestra, Alberto Civica ha sostenuto che tra le azioni necessarie per un cambio di rotta, per una vera svolta nel paese, occorre innanzitutto un ritorno alla trasparenza, un cambio nei metodi e nei comportamenti. Ha definito gli investimenti prodotti dall’amministrazione comunale uscente, tramite i milioni di euro ottenuti dal PNRR, non sempre necessari alla popolazione. Ha anche aggiunto che occorre organizzare un incontro con i sindacati e dividere il territorio in quadranti controllati da personale che dovrà anticipare eventuali criticità. Svolgere azioni concrete per avvicinare le aree periferiche, spesso dimenticate, attraverso un maggior collegamento: trasporto pubblico e piste ciclabili, ma anche attraverso l’apertura di sportelli polifunzionali. C’è la necessità di aprire un grande cantiere della Partecipazione con l’istituzione dei Consigli di Quartiere e delle Consulte, prendendo come esempio il grande lavoro svolto dall’amministrazione comunale di Bracciano.
Molto vivaci anche gli interventi di Giuseppe Benincasa, Samuele Corbezzolo, Iris Isidori e Valentina Semprini, i quattro candidati della Lista Civica Anguillara presenti a fianco del candidato sindaco. Hanno spaziato, sollecitati dalle domande delle testate giornalistiche locali presenti, tra la necessità di un ufficio idrico e di un ufficio per i diritti degli animali, tra la problematica gestione del lago di Martignano e il necessario miglioramento dei servizi e delle manutenzioni, tra il piano parcheggi su aree esistenti e il trasporto pubblico urbano, tra il Piano Particolareggiato del Centro Storico e l’approvazione del Piano di assetto del Parco di Bracciano-Martignano. E’ stato anche proposto un assessorato all’ambiente e, a proposito del servizio rifiuti, il non più rinviabile ritiro porta a porta. Affermata la necessità di un rapporto più stretto tra i tre paesi del lago per una migliore azione coordinata sui territori. Tanti temi affrontati dai quattro candidati che hanno mostrato spirito combattivo, competenza e una sicurezza di esposizione, prerogative molto utili in una campagna elettorale difficile ed estenuante, dove la presenza di una lista civica deve saper trovare il consenso anche in quell’ampia area del non voto.
A causa del poco tempo a disposizione non è stato possibile toccare tutti i punti programmatici della Lista Civica Anguillara ma ci saranno altre occasioni pubbliche e incontri programmati.
Un ultimo appuntamento importante per prenderci cura di loro nel modo più semplice ma fondamentale possibile: proteggerli.
Il microchip non è solo un obbligo di legge, ma un vero gesto d’amore che può fare la differenza e permettere ai nostri compagni di tornare a casa in caso di smarrimento.
Vi aspettiamo a Cerveteri, domenica 17 maggio, presso il Parco della Legnara dalle 9:00 alle 13:00
Ricorda di portare:
Documento di identità valido
Codice fiscale
Modulo compilato scaricabile dal sito del Comune di Cerveteri
Durante la giornata, al Parco della Legnara, sarà presente anche il “Caere Village”, un evento ricco di attività e divertimento con stand di fumetti, giochi da tavolo, area food & beverage e animazione dedicata ai più piccoli.
Un’occasione perfetta per trascorrere una bella giornata insieme, tra divertimento e attenzione per i nostri amici pelosi.
Un grazie speciale a tutti coloro che stanno rendendo possibile questa bellissima iniziativa: il veterinario Fabio Bellucci, alle Guardie Ecozoofile Fareambiente di Cerveteri, alla delegata al benessere degli animali Adelaide Geloso, insieme al supporto di Città Metropolitana di Roma Capitale e Regione Lazio.
Vi aspettiamo per questa ultima giornata insieme, dedicata alla sicurezza e all’amore per i nostri pelosi
la Biblioteca è molto felice di informarvi che anche quest’anno il nostro instancabile Gruppo Volontari Nati per Leggere di Ladispoli porterà la lettura per i più piccoli nei siti storici e naturalistici della nostra città.
Torna infatti “A passo di libro”: letture NpL itineranti per bambini e famiglie, che si svolgeranno nelle seguenti giornate:
Sabato 16/05 alle ore 16:00, alla Grottaccia;
Sabato 23/05 alle ore 16:00, presso la Villa Romana di San Nicola, Via Mercurio 11;
Sabato 30/05 alle ore 16:00, all’Oasi del Bosco di Palo, Via Corrado Melone s.n.c. (da non confondere con il Bosco di Palo).
Vi ricordiamo che NpL è il programma nazionale di promozione della lettura, rivolto alle famiglie con bambini in età prescolare che spiega, in maniera chiara e scientifica, che ogni bambino è nato per leggere: leggere insieme al proprio bambino, tutti i giorni e per pochi minuti, permette di stabilire con lui un rapporto e un legame importanti, migliora la sua vita emotiva e lo sviluppo intellettuale, arricchendo il suo mondo interiore, il suo linguaggio, le sue idee e le sue immagini mentali. E’ un gesto semplice che contribuirà a renderlo un giovane adulto abituato all’ascolto e probabilmente anche un futuro lettore!
Tutti gli incontri sono a partecipazione gratuita ma, essendo i posti limitati, è necessaria la prenotazione scrivendo a biblioteca@comunediladispoli.it e specificando:
– nome ed età del bambino;
– cognome, nome e contatto telefonico di un genitore.
Consigliamo di portare un telo per far sedere comodamente i bambini.
Vi segnaliamo inoltre che questo evento è inserito nel PROGRAMMA DEL MAGGIO DEI LIBRI 2026 della Biblioteca di Ladispoli, campagna nazionale del Cepell che nasce con l’obiettivo di sottolineare il valore sociale dei libri quale elemento chiave della crescita personale, culturale e civile. Il Cepell invita tutti gli enti, pubblici e privati, a portare i libri e la lettura anche in contesti diversi da quelli tradizionali, per intercettare coloro che solitamente non leggono ma che possono essere incuriositi se stimolati nel modo giusto: noi lo facciamo da molti anni con tanti eventi diversi.
Consultate il nostro programma completo ed in continuo aggiornamento!
Ci sono momenti in cui indignarsi non basta più. Momenti in cui serve fermarsi, ascoltare, capire cosa sta accadendo davvero e quale responsabilità abbiamo, ciascunə di noi, davanti alle tragedie del nostro tempo.
La questione mediorientale, per me, è sempre stata anche questo: un termometro della capacità del mondo di interpretare davvero la democrazia, il diritto internazionale, la dignità umana. Un luogo del mondo che da decenni ci interroga su pace, giustizia, libertà e convivenza.
In questi anni il confronto pubblico è stato spesso acceso, duro, divisivo. Ma proprio per questo credo sia importante continuare a creare spazi di discussione, approfondimento e confronto, senza smettere di mantenere alta l’attenzione su ciò che accade a Gaza e sul dramma che sta vivendo il popolo palestinese.
Per questo vi invito a partecipare alla presentazione del libro di Arturo Scotto, “Flotilla, in viaggio per Gaza. Diario di bordo per una nuova rotta”.
Un racconto che nasce anche dalla scelta concreta di tantə compagnə di viaggio, insieme ad Arturo, di esserci, testimoniare, attraversare il Mediterraneo per portare aiuti umanitari ma anche per richiamare l’attenzione della comunità internazionale su quanto sta accadendo.
Mercoledì 13 maggio, alle ore 18.00, al Caffè Letterario in via Ostiense 95, avremo l’occasione di confrontarci su una testimonianza intensa e lucida, che parla di Gaza, di pace, di diritti umani e del ruolo che ciascunə di noi può scegliere di avere davanti alla sofferenza del mondo.
Dialogano con l’autore Massimo D’Alema, Lucia Goracci e Tommaso Sasso.
Presiede Pierangela Picone.
Centro Civico di Bracciano Nuova
Traversa P. Borsellino, 31
Un incontro dedicato alla consapevolezza alimentare:
“Come scegliere il cibo da portare in tavola”
La prevenzione inizia dal carrello.
Parleremo di etichette, qualità degli alimenti, provenienza dei prodotti e scelte quotidiane che possono fare davvero la differenza per la nostra salute e quella delle nostre famiglie.
A cura di Lady Chef Anna Facchini
Esperta di Marketing e di Cucina
Un momento pratico, concreto e aperto al confronto.
De Palma: «Nessun allarmismo e nessun rischio pandemia allo stato attuale, ma i professionisti sanitari gestiscono scenari delicati con un sistema sanitario claudicante con organici ridotti, a fronte di responsabilità enormi e indennità non adeguate ai nuovi rischi biologici globali»
ROMA, 11 MAGGIO 2026 – La sorveglianza sanitaria attivata in Italia sui quattro connazionali rientrati dalla nave MV Hondius, collegata al focolaio internazionale di Hantavirus Andes, impone una riflessione seria e pragmatica sul ruolo dei professionisti sanitari nella gestione delle nuove minacce biologiche. Riflessione che inevitabilmente coinvolge anche i sindacati degli operatori sanitari.
Nursing Up invita ad evitare qualsiasi forma di allarmismo: non esiste allo stato attuale alcun quadro pandemico, né elementi che giustifichino allerta generalizzate per la popolazione. Tuttavia, il sindacato richiama l’attenzione su un dato tecnico rilevante riconosciuto dalla letteratura scientifica internazionale: il ceppo Andes è considerato l’unico hantavirus con documentata capacità di trasmissione interumana, oltre a presentare una letalità che nei casi gravi può arrivare fino al 40%.
Uno scenario che rende particolarmente delicata la gestione clinica e organizzativa dei casi sospetti.
IL PESO DELLA SORVEGLIANZA RICADE SUI PROFESSIONISTI SANITARI
Dal triage ospedaliero al monitoraggio territoriale, fino alla gestione dei protocolli di isolamento e dei campioni biologici, il primo impatto operativo, nel caso di nuova emergenza epidemiologica, ricade su infermieri, ostetriche per quanto di competenza ,pronto soccorso, reparti infettivi e servizi territoriali.
È proprio in queste fasi che emergono le criticità di un Servizio Sanitario Nazionale già sottoposto a forte pressione organizzativa.
Secondo Nursing Up, infermieri ed ostetriche si trovano oggi ad affrontare responsabilità cliniche sempre più elevate in una sanità che continua a convivere con una carenza strutturale , solo per i primi, pari a 175mila operatori rispetto agli standard europei.
La gestione di casi sospetti ad alto rischio biologico richiede infatti:
utilizzo rigoroso dei DPI;
formazione continua;
procedure di isolamento precise;
monitoraggio costante dei contatti;
elevata tenuta psicofisica degli operatori.
RESPONSABILITÀ PROFESSIONALI E RISCHIO BIOLOGICO
Secondo il Presidente Nazionale di Nursing Up, Antonio De Palma, l’emergere di patologie infettive ad alta complessità evidenzia una contraddizione ormai evidente.
«Ai professionisti sanitari viene chiesto di garantire sicurezza, controllo epidemiologico e gestione operativa anche nei contesti più delicati, ma il sistema continua a non riconoscere adeguatamente il livello di responsabilità e di esposizione al rischio biologico che infermieri e operatori affrontano quotidianamente», afferma De Palma.
Il sindacato evidenzia inoltre come le attuali indennità previste dal contratto nazionale risultino ormai non allineate ai nuovi scenari sanitari internazionali, soprattutto se confrontate con altri Paesi europei.
«Un infermiere o un’ostetrica italiani continuano a percepire mediamente circa 1.000 euro in meno al mese rispetto a un collega tedesco o belga o olandese, pur trovandosi a operare negli stessi scenari di sorveglianza epidemiologica e gestione del rischio infettivo», aggiunge De Palma.
LA POSIZIONE DI NURSING UP
Per Nursing Up, il tema non riguarda l’emergenza del momento, ma la necessità di rafforzare strutturalmente le tutele dei professionisti sanitari.
«La gestione dell’Hantavirus Andes dimostra ancora una volta che gli infermieri rappresentano il primo argine operativo contro le nuove minacce biologiche globali. Non si può continuare a chiedere ai professionisti dell’assistenza ed agli altri professionisti sanitari di sostenere responsabilità sempre più complesse senza investire seriamente su organici, sicurezza, formazione e riconoscimento economico del rischio professionale», conclude De Palma.
«Serve una strategia strutturale che rafforzi il personale sanitario prima che scenari più complessi mettano ulteriormente sotto pressione un sistema già fragile.»