Festival Nazionale delle Università, una democrazia digitale passa attraverso la cultura e le imprese

“Democrazia e digitale: cittadini imprese istituzioni” è stato uno dei temi dibattuto nel corso della seconda giornata del Festival Nazionale delle Università, in corso alla Link Campus University di Roma.

Moderati da Andrea Bairati (Presidente Associazione Italiana Ricerca Industriale), Aldo Olcese Santonja (Presidente Dell’Associazione Nazionale della Società Civile Della Spagna), Mario Manzo (Vicepresidente di Piemonte Innova) e Pietro Pacini (Direttore Generale CSI Piemonte) hanno snocciolato l’argomento, suscitando l’interesse dei presenti.

«Le imprese – ha detto Pacini – hanno una sfida molto importante, soprattutto se vediamo quello che è accaduto dopo la pandemia. Il digitale ha cambiato la velocizzazione dei processi, non le tecnologie. C’è stata una velocità di cambiamento impressionante in ogni settore: dallo smart working, ai pagamenti online. C’è, soprattutto, maggior consapevolezza dei cittadini nella capacità di usare strumenti digitali ed è su questo che bisogna lavorare».

Successivamente, invece, Sarah Linford (Professore Associato di Storia dell’Arte, John Cabot University), Matteo Foroni (Blockchain Specialist e Project Manager, Mkers), Sempre Burrasca (Artista digitale), Matteo Fedeli (Vicedirettore Generale SIAE) e Ilaria Bonacossa (Direttrice del Museo Nazionale dell’Arte Digitale) hanno partecipato al panel “Arte digitale e NFT”.

Per Foroni «la blockchain ha aperto diversi panorami e opportunità in vari campi e su diversi mercati. La rivoluzione che porta questa tecnologia è la possibilità di certificare un oggetto digitale, senza il bisogno di un intermediario».

Fedeli vede il digitale come «tutte le altre evoluzioni tecnologiche, quindi non come una minaccia ma una grandissima opportunità. La SIAE ha imparato a cogliere quanto c’è di buono nelle evoluzioni tecnologiche che ci portano ad incrementare il valore dei diritti per i nostri associati, per gli autori, per i compositori ma anche per gli editori. Con le evoluzioni tecnologiche stiamo diventando sempre più veloci, ma il tutto va mantenuto all’interno di un framework giuridico».

 

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