Comunicato stampa
Il Sindaco di Civitavecchia Marco Piendibene ha partecipato ieri a Roma al IV Convegno Nazionale dell’Associazione delle Energie Rinnovabili Offshore (AERO), intervenendo nella sessione pomeridiana dedicata alle strategie per l’indipendenza energetica e al ruolo dei porti, accanto alle Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro Settentrionale, del Mare di Sicilia Orientale e del Mar Ionio, alla Commissione VIA PNRR-PNIEC del MASE, a GSE e Terna.
Al centro della giornata la presentazione dello studio indipendente “Il valore socioeconomico della filiera dell’eolico offshore”, commissionato da AERO e realizzato da un pool di assoluto rilievo scientifico ed economico: Intesa Sanpaolo, Politecnico di Torino, Politecnico di Bari, Prometeia e OWEMES. È la prima volta che l’impatto dell’eolico in mare sul sistema Paese viene quantificato con un metodo rigoroso, bottom-up, ricostruendo una per una oltre duecentocinquanta voci di filiera: un lavoro che dà ai numeri presentati un peso difficilmente contestabile. E i numeri parlano chiaro: nello scenario di attivazione tempestiva delle aste FER2, l’eolico offshore può generare da qui al 2080 circa 129 miliardi di euro di produzione attivata, 56 miliardi di valore aggiunto – pari a quasi il 3 per cento del PIL italiano 2025 – 25 miliardi di gettito fiscale e oltre 800 mila occupati. In caso di ritardo, le cifre si dimezzano. Non si tratta dunque soltanto di energia rinnovabile, ma di una vera politica industriale per il Paese, con la manifattura che pesa per il 35 per cento del valore generato e investimenti portuali di natura strutturale e multiuso, destinati a rimanere sul territorio come capitale durevole.
Un potenziale che la politica ha riconosciuto in modo trasversale. Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin ha dichiarato che «esistono tutte le condizioni per creare una robusta filiera nazionale dell’eolico offshore», annunciando la revisione del decreto FER2 «per coniugare le esigenze degli operatori con gli obiettivi di decarbonizzazione». Il Direttore Generale del MASE Alessandro Noce ha confermato che la consultazione con gli operatori è alle battute finali: domani è previsto un tavolo tra il governo, le associazioni e gli investitori, e che l’obiettivo condiviso è dare finalmente la partenza alla filiera. Al tavolo politico, moderato dall’ANSA, sedevano rappresentanti di tutte le forze parlamentari, da Fratelli d’Italia al Partito Democratico, dalla Lega al Movimento 5 Stelle, da Forza Italia ad Alleanza Verdi e Sinistra: segno che sull’eolico offshore si sta costruendo una convergenza che supera gli schieramenti.
«Civitavecchia ha portato a quel tavolo una storia e una visione», ha dichiarato il Sindaco Piendibene. «La nostra città paga da decenni il prezzo della produzione energetica nazionale e oggi affronta la chiusura di Torrevaldaliga Nord senza che a quella dismissione sia ancora corrisposta una prospettiva industriale certa. L’eolico offshore galleggiante è quella prospettiva: il nostro porto è stato individuato dal decreto come Hub nazionale per la cantieristica e l’assemblaggio delle piattaforme, abbiamo competenze, infrastrutture e una comunità che chiede lavoro qualificato. È ora che il territorio, a tutti i livelli istituzionali, faccia squadra e si organizzi. Uno studio firmato da due Politecnici, dalla prima banca del Paese e da Prometeia non è un auspicio di parte: è una fotografia. E quella fotografia dimostra ciò che sosteniamo da tempo: ogni mese di ritardo sulle aste FER2 è valore, occupazione e gettito che il Paese perde, e che territori come il nostro non possono permettersi di perdere. La finestra rappresentata dalla deroga al patto di stabilità rappresenta una capacità di spesa ulteriore di circa 13 miliardi che può essere utilizzata a questo scopo. Per questo ci uniamo all’appello della filiera al Governo: calendarizzare subito le aste. Civitavecchia è pronta a fare la sua parte, da protagonista, nella transizione energetica nazionale».
La giornata di ieri ha dimostrato che quando istituzioni nazionali, Parlamento, mondo accademico, sistema bancario e imprese si siedono allo stesso tavolo, la filiera dell’eolico offshore smette di essere un’ipotesi e diventa un progetto di Paese. È la convergenza di tutti i soggetti istituzionali, a ogni livello, la condizione perché questa opportunità si traduca in cantieri, lavoro e sviluppo: una convergenza che è ora di trasferire sul territorio.


