Comunicato stampa
L’ 8 luglio la Camera dei Deputati ha concluso l’esame del DDL del Governo “Giovani e Servizio Civile Universale” che passa ora all’esame del Senato.
La CNESC guarda con attenzione a questa fase e segnala due questioni prioritarie.
La prima riguarda il ruolo del Terzo Settore grazie al cui impegno il servizio civile è nato in Italia e che continua ad essere protagonista ancora oggi.
Ebbene, aprendo la discussione in Aula sul DDL il Ministro Abodi ha fatto ampio riferimento ai nuovi rapporti con le istituzioni, comprese quelle territoriali, per la governance del SCU senza considerare né il Terzo Settore, né la rappresentanza degli operatori e delle operatrici volontarie, né la Consulta Nazionale del Servizio Civile, che è l’organismo di riferimento e confronto sull’istituto.
Una preoccupante mancanza di attenzione, che chiediamo non si replichi nelle prossime fasi del percorso legislativo.
La seconda questione riguarda la natura del servizio civile che il Ministro Abodi ha ribadito non essere né lavoro né sfruttamento: auspichiamo che nell’iter parlamentare e nei successivi decreti attuativi continui ad essere preservata, con altrettanta chiarezza, l’identità profonda di un istituto che è finalizzato alla difesa civile non armata e nonviolenta della Patria, e che l’attuazione dello SCU non venga schiacciata da derive lavoristiche.
“La CNESC – dichiara Laura Milani Presidente CNESC – continuerà ad offrire il proprio contributo nelle prossime tappe dell’iter parlamentare e nella successiva fase di scrittura dei decreti attuativi, con lo spirito di collaborazione istituzionale che l’ha sempre caratterizzata, perché non si può prescindere dal riconoscimento pieno del ruolo del Terzo Settore nel sistema del servizio civile”.


