Covid e scuola: in Emilia Romagna rebus ritorno in classe. Pronta l’ordinanza

Mancano 10 giorni per trovare l’accordo con le societΓ  di trasporto che permetterebbero la ripartenza. Baruffi: “Pronti a evocare la clausola di salvaguardia”

Bologna, 10 dicembre 2020 –Β Ritorno a scuolaΒ in presenza il 7 gennaioΒ nelle scuole superiori dell’Emilia Romagna? Mancano dieci giorni per trovareΒ un accordoΒ con le scuole e leΒ societΓ Β di trasportoΒ che permetterebbe la ripartenza in sicurezza, maΒ se l’intesa non si trovasseΒ in tutte le province dell’ Emilia-Romagna, laΒ Regione è pronta aΒ imporre una soluzione con una ordinanzaΒ del presidenteΒ Stefano Bonaccini.

Ad evocareΒ la clausola di salvaguardia è il sottosegretario alla presidenza della Regione,Β Davide Baruffi: “E’ nelle facoltΓ Β del presidente della RegioneΒ con propria ordinanza fare in modo che sia rispettato non solo il 50% di capienza sugli autobus, ma anche almenoΒ il 75% di didattica in presenza, e noi questoΒ lo assicureremoΒ certamente”. Baruffi questa mattina ha risposto al question time dell’Assemblea legislativa sulla difficile ripartenza delle superiori fissata per il 7 gennaio, coi bus a metΓ  capienza.

 

Turni e scaglioni di entrata e uscita differenziati

Al momento, “c’è la possibilitΓ Β diΒ estendere la flotta di circa 70-80 autobusΒ rispetto alla dotazione aggiuntiva giΓ  assicurata di 350 mezzi rispetto al piano iniziale, unΒ potenziamento consistenteΒ per avvicinare al massimo l’obiettivo fissato dal Dpcm, ma che presuppone in ogni caso – sottolinea il sottosegretario – uno sforzo organizzativo non meno importante da parte delle scuole”. InsommaΒ senza turni e scaglioni differenziatiΒ per quanto riguarda gli orari di entrata e uscita non si va da nessuna parte.

“Per noi – sottolinea Baruffi – il tema della scuola è questione prioritariaΒ e questo tempo va impiegato perché il rientro a scuola possa avvenire in continuitΓ Β eΒ non ci siano piΓΉΒ sospensioni, al netto delle previsioni di carattere sanitario che possono anche determinare scenari di carattere diverso”.

OraΒ tutti i tavoli provincialiΒ con le aziende di trasporto e le autoritΓ Β scolastiche sono aperti, alcuni si stanno riunendo proprio in queste ore. “Possiamo guardare con un po’ di fiducia al lavoro che si sta facendo”, dice ancora il sottosegretario, ma “credo che vadano costruiti ragionevoli compromessiΒ territorio per territorio, ‘disturbando’ un po’ tutti perché in tempi eccezionali bisogna produrre anche soluzioni diverse”.

 

“Per il personale scolastico Γ¨ il momento dei sacrifici”

È la consigliera forzistaΒ Valentina CastaldiniΒ ad ammonire in proposito il mondo della scuola, restio ad accettare i turni pomeridiani. “Il personale scolastico sappia che è il momento dei sacrifici, i nostri figli li hanno giΓ  fatti. Perché non farli è scellerato”.

Da parte sua la 5 StelleΒ Silvia Piccinini, autrice di un’altra domanda sulla ripartenza della scuola, avverte che il “tempo Γ¨ poco”. “Ormai è chiaro che senza gli scaglionamenti agli ingressiΒ il rischio di aumento dei contagiΒ sia oggettivo. Mi auguro – conclude Piccinini – che l’attivitΓ Β della regione vada il piΓΉΒ veloce possibile, perché il 7 gennaio Γ¨dietro l’angolo e dobbiamo garantire una ripartenza in sicurezza”.

(Il Resto del Carlino)

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