Il ministro della DifesaΒ Lorenzo GueriniΒ ha deciso: il generaleΒ Teo LuziΒ sarΓ il nuovo comandante generale dei carabinieri. Salvo colpi di scena, in questo momento alquanto improbabili, lβattuale capo di stato maggiore dellβArma Γ¨ dunque destinato a prendere il posto diΒ Giovanni Nistri, il cui incarico scadrΓ il prossimo mese. Il nome di Luzi sarΓ portato in Consiglio dei ministri prima diΒ Natale.
La decisione di Guerini avviene in un momento di particolare tensione per il governo. Il premier Giuseppe Conte, in caduta libera nei sondaggi, sta cercando di riequilibrare a suo favore la maggioranza che lo sostiene. Un primo tentativo non è andato a buon fine, come dimostra la sonora bocciatura del suo tentativo di istituire una organizzazione per la cybersecurity nella quale collocare uomini di sua fiducia, ad iniziare dal capo del Dis (Dipartimento informazioni per la sicurezza), il generale della finanza Gennaro Vecchione, e continuare così a gestire la partita dei servizi segreti a cui è molto interessato e non intende privarsi, come fece Silvio Berlusconi con Gianni Letta, della delega.
Pd e M5s puntano, al contrario, a ridimensionare il presidente del Consiglio imponendogli un rimpasto e due vicepremier di stretta nomina partitica:Β Luigi Di MaioΒ eΒ Andrea Orlando.Β Lβobiettivo sarebbe la sostituzione di alcuni ministri nellβocchio del ciclone, tra cuiΒ Paola De MicheliΒ (Trasporti e infrastrutture)Β Lucia AzzolinaΒ (Istruzione),Β Paola PisanoΒ (Innovazione Tecnologica), Alfonso BonafedeΒ (Giustizia), per dare spazio a soggetti considerati piΓΉ autorevoli comeΒ Graziano DelrioΒ e lo stessoΒ Andrea Orlando.Β Per questβultimo si ipotizza anche un ritorno a via Arenula.
Figura centrale in questa battaglia traΒ ConteΒ e i partiti Γ¨ il ministro demΒ Guerini, molto apprezzato dagli americani che vedono in lui un riferimento per riequilibrare la linea troppo filocinese dellβesecutivo. Il diretto interessato coltiva, peraltro, lβambizione di un consolidamento di un suo ruolo al governo tanto che qualcuno, nei giorni scorsi, lo accreditava addirittura come nuovo premier, ipotesi tramontata sul nascere. Tuttavia, Guerini continua a tessere la sua tela con i vertici del Pd mettendosi a loro disposizione per appoggiare candidati graditi nelle prossime nomine.
In particolare Γ¨ molto ambita, ed Γ¨ anche la piΓΉ prossima, la poltrona di comandante generale dei carabinieri per la quale, con la sponda del Quirinale,Β Nicola ZingarettiΒ e gli altri vertici dem (Dario Franceschini, soprattutto, che giΓ impose il generaleΒ Giovanni Nistri, tre anni fa, bruciando sul traguardo il collegaΒ Vincenzo CoppolaΒ entrato in conclave papa ed uscito cardinale) voglionoΒ Teo Luzi,Β fresco di promozione a generale di corpo dβarmata, ma sponsorizzato fortemente dal comandante uscente. Nistri, infatti, vuole designare il successore in nome dellaΒ βcontinuitΓ β,Β anche se non da tutti gradita per i recenti scandali, come quello dellaΒ βnarco-casermaβΒ diΒ Piacenza,Β che hanno travolto viale Romania.
Luigi Di Maio,Β intanto, gioca per conto suo, non avendo archiviato la speranza di piazzare al vertice dellβArma il generale, e compaesano,Β Angelo Agovino, attuale vicedirettore dellβAiseΒ (Agenzia informazioni e sicurezza esterna). A Guerini torna utile saldare questa alleanza nel Pd sul vertice dellβArma dal momento cheΒ Matteo Renzi,Β altro importante azionista del governo, non lo vede di buon occhio dopo il suo mancato passaggio aΒ Italia viva. Per Luzi, classe 1959 e primo allβaccademia militare, si tratterebbe del coronamento di una carriera trascorsa, tranne sette anni fraΒ SavonaΒ eΒ Palermo, tutta nella Capitale con incarichi di prestigio.
I piΓΉ anziani nellβArma lo ricordano quando, alla fine degli anni Ottanta, da giovane capitano comandante della compagniaΒ RomaΒ centro era fra gli ufficiali piΓΉ apprezzati dal colonnelloΒ Antonio Ragusa,Β allora potentissimo comandante provinciale. Questβultimo, dopo essere transitato nei servizi, sarΓ poi nominato direttore del Dipartimento risorse strumentali di Palazzo Chigi e quindi arrestato, insieme aΒ Luigi Bisignani,Β per una vicenda di appalti dal procuratoreΒ Paolo Ielo
(Il Riformista)


