Gigi Proietti Γ¨ morto, addio al grande mattatore del teatro italiano

L’attore romano era ricoverato a Roma a Villa Margherita per problemi cardiaci e le sue condizioni sono peggiorate domenica.

Gli erano vicine la moglie Sagitta e le figlie Susanna e Carlotta.

Β«Riportare in scena β€œA me gli occhi please”?. Piuttosto, dovrei interpretare β€œA me gli occhiali please”», scherzavaΒ Gigi ProiettiΒ sulla sua etΓ  avanzata, nonostante la tempra fisica e la forza scenica da assoluto mattatore che lo ha sempre accompagnato in oltre mezzo secolo di vita artistica.

Purtroppo, perΓ², il grande attore, colui che viene consideratoΒ l’erede di Ettore Petrolini, stavolta non ce l’ha fatta.

Le origini

EraΒ nato a RomaΒ il 2 novembre 1940 da una famiglia semplice: Β«Mio padre era un impiegatuccio, mamma era casalinga: erano persone di un altro secolo – raccontava Gigi alΒ CorriereΒ qualche tempo fa β€”. Non sono figlio d’arte, insomma, perΓ², ora che ci penso forse la vena artistica l’ho ereditata proprio da mia madre: mio nonno materno faceva il pecoraro, ma era un poeta. Quando Γ¨ morto abbiamo ritrovato una serie di libretti con bellissime poesie, erano sonetti dove non c’era una virgola sbagliata.Β E chissΓ , forse ho ripreso da lui il gusto di scriverne anch’io in romanescoΒ».

Non solo attore di teatro, cinema e televisione, ma anche showman, cantante e direttore artistico di palcoscenici importanti a Roma, come il Brancaccio e, negli ultimi 17 anni, del Globe Theatre a Villa Borghese. Ed Γ¨ sconfinata la lista delle sue interpretazioni: dal filmΒ Β«Febbre da cavallo» alΒ Β«Maresciallo Rocca» sul piccolo schermo; daΒ Β«Cavalli di battaglia» al recentissimoΒ Β«Edmund Kean» in palcoscenico. Una sfilza di successi destinati a un pubblico vastissimo, da vera rockstar: recentemente, all’Auditorium Parco della Musica di Roma, in una quindicina di serate aveva raccolto circa 60 mila spettatori.

 

IMMAGINI

Quel corso di teatro scoperto per caso

La carriera e la famiglia

Eppure il Gigi nazionale aveva debuttato nelΒ teatroΒ impegnato d’avanguardia degli anni Sessanta: Β«Era il tempo delle cantine – ricordava – e con Antonio Calenda, Piera Degli Esposti e altri compagni avevamo creato il gruppo dei 101: recitavamo davvero in un vecchio magazzino, ex deposito di scope.Β E dopo lo spettacolo, spesso c’era il β€œdibbbbbattito” , quello co’ trecento bΒ».

Ma in realtΓ  il futuro attoreΒ aveva iniziato studiando Legge all’universitΓ : Β«Frequentavo Giurisprudenza non per scelta ideologica, ma perchΓ© a quel tempo il futuro agognato da un giovane come me, che veniva dalla periferia romana e che non aveva alle spalle una famiglia di professionisti, era l’impiego fisso. Mio padre, infatti, ripeteva: β€œpiove o tira vento, prendi lo stipendiuccio e la tredicesima…”».Β Per mantenersi agli studi faceva il cantante nei night con un gruppo di amici: Β«Sul mio passaporto c’era scritto β€œorchestrale”! Avevo un repertorio sconfinato: cominciavo alle 10 di sera e finivo alle 4 di mattina… uscivo col collo gonfio: non c’era misura di camicia che tenesse, semmai ce voleva un copertoneΒ». E cantava anche nelle piscine del Foro Italico, dove conobbe proprioΒ la futura moglie Sagitta: Β«Lei era la classica svedese innamorata dell’Italia. Faceva la hostess che accompagnava i turisti in giro per monumenti, e la sera li portava lΓ¬ a prendere il fresco e a sentire musica.Β Tra me e lei scattΓ² la scintilla ballando l’alligalliΒ».

LE BARZELLETTE DI PROIETTI

Il successo

Ma il clic della passione scenica scattΓ² con il Β«Dio KurtΒ» diΒ Alberto Moravia, con cui ebbe un successo inaspettato di pubblico, Β«e mi resi conto che, forse, potevo campare di questo mestiere, anche se fare l’attore – diceva – Γ¨ un mestiere che non dΓ  mai sicurezza economica, altrochΓ© posto fisso!Β». La svolta vera e propria arrivΓ² conΒ Garinei e Giovannini, che lo scelsero perΒ Β«Alleluja brava gente» accanto aΒ Renato RascelΒ eΒ Mariangela Melato: Β«Una botta di fortuna – ammise Gigi – prendevo il posto diΒ Domenico Modugno, che aveva litigato con Rascel e quindi aveva abbandonato il progetto. LΓ¬ mi resi conto che si poteva coniugare il teatro ludico, divertente, con la qualitΓ  artistica: il cosiddetto teatro popolareΒ».

Tuttavia, il mattatore che ha regalato divertimento a intere generazioni di spettatori, stavolta ha abbassato definitivamente il sipario.

Ma oggi esiste un erede di Gigi Proietti? Β«Un erede mio? – aveva risposto alΒ CorriereΒ –Β Speramo de no!Β».

(Corriere della Sera)

Ultimi articoli