Comincia il processo dell’anno controย Jeff Bezosย di Amazon,ย Tim Cookย a capo di Apple, il cofondatore di Facebookย Mark Zuckerbergย e lโamministratore delegato di Googleย Sundar Pichai.
Quattro dei grandi sovraniย del mondo digitaleย vengono chiamati alla Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti per rispondere all’accusa di posizione dominante che le loro aziende avrebbero nei rispettivi settori. Dal commercio elettronico ai sistemi operativi per smartphone e ai suoi software, fino ai social network e ai motori di ricerca, la commissione dell’antitrust vuol capire se stanno strozzando la concorrenza.
Assieme le quattro multinazionali hanno un valore superiore ai cinquemila miliardi di dollari e i capi di imputazione nei loro confronti sono contenuti in oltre un milione di pagine messe assieme in piรน di un anno di indagini. In realtร ognuna รจ stata chiamata per motivi differenti, in comune hanno la dimensione giudicata pericolosa. Ma stranamente manca Microsoft, anche se recentemente in Europa รจ stata accusata da Slack di bloccare la concorrenza.
Facebook e Google sono sotto tiro da parte dei conservatori che, Donald Trump in testa, credono censurino i contenuti legati ai repubblicani anche se non sono mai riusciti a provarlo. Apple รจ sul banco degli imputati per le politiche sullโapp store, Amazon per quelle nel settore dellโe-commerce.
L’accusa
I quattro regnanti si sono collegati da remoto con la commissione guidata daย Davidย Cicilline, tutti assieme per la prima volta in unโoccasione simile. โLa commissione ha iniziato la sua investigazione un anno fa raccogliendo milioni di documenti da diversi Paesiโ, ha esordito Cicilline. “Lโobbiettivo รจ valutare la posizione dominante di queste compagnieโ, ha proseguito. La sua tesi รจ che le loro decisioni hanno effetto sullโeconomia e sulla societร . Controllano il mercato dei dati e delle merci online imponendo la propria strategia abusando del potere che hanno. Un potere troppo grande per Cicilline: starebbe distruggendo la concorrenza, lโimprenditoria e violando la privacy dei cittadini. Di fatto questi quattro colossi sarebbero ormai paragonabili ad uno Stato.
La difesa
Comincia Jeff Bezos. Parla dalla sua infanzia in una famiglia che non navigava nellโoro. Ricorda il padre adottivo fuggito da Cuba e gli esordi a Wall Street. Snocciola i risultati raggiunti dalla sua azienda: โLโottanta per cento degli americani si fida di Amazon. Solo lโesercito e i medici fanno meglio. Il nostro peso nel commercio nel mondo รจ meno dellโuno per cento e negli Usa รจ del quattro per cento. Abbiamo piรน di un milione e 700mila negozi che vendono attraverso di noi e paghiamo il doppio rispetto ai minimi salariali i nostri dipendentiโ.
Anche Sundar Pichai parla del valore di un Paese che sa accogliere le persone. Lui del resto รจ un immigrato indiano che si รจ fatto da solo. Sostiene che i servizi di Google avrebbero permesso a milioni di americani di dar vita a commerci e migliorare la propria condizione. โNegli ultimi cinque anni, Google ha investito nove miliardi di dollari in ricerca. La supremazia americana nella tecnologia non รจ scontataโ, suggerendo chiaramente che attaccare la Silicon Valley significa di fatto azzoppare il primato Usa.
Tim Cook si lancia nella difesa della filosofia Apple e dellโapp store, del quale viene ricordata la sicurezza. Lโamministratore delegato della Mela cita anche lโaiuto che la sua azienda dร agli sviluppatori. โSolo sessanta app sullo store sono nostre. Condivido la tesi della commissione che la concorrenza sia fondamentale ed รจ in questa direzione che lavoriamoโ.
โFacebook รจ nata con lโidea di dare una voce alle persone e aiutare i piccoli commerciantiโ, esordisce Mark Zuckerberg. โCapisco che ci siano preoccupazioni, ma la nostra azienda ha tanti concorrenti come TikTok, la stessa Apple, Amazon, Googleโ. Tutto questo, secondo Zuckerberg, sarebbe giร piena concorrenza. E nel mondo nascerebbero di continuo aziende capaci di competere. Cita la polemica politica sulla presunta censura di certi contenuti: non sarebbe materia dellโantitrust e in ogni caso Facebook si baserebbe sui valori democratici degli Stati Uniti, cosa che secondo lui non si puรฒ dire di altri social network.Le domande
Eโ un fiume in piena. Dalla commssione arriva una sequenza infinita di chiarimenti non sempre pertinenti e a volte politicamente orientate, che hanno perรฒ spaziato a trecentosessanta gradi per ore: dalla partica di Amazon di vendere i suoi altoparlanti smart sottocosto alla presunta censura di Google e Facebook nei confronti dei contenuti della destra, fino al coinvolgimento nel mercato cinese, alle politiche commerciali tese a mantenere una posizione dominante o allo sfruttamento della manodopera a basso costo.
Alcune accuse, come quella di Cicilline nei confronti di Google che avrebbe rubato contenuti da altre compagnie, vengono da testimonianze raccolte dalla commissione. Altre sono tesi non supportate da prove. Piรน volte i quattro sono costretti a tergiversare, non riescono a rispondere su casi specifici, prendono tempo. Viene puntato il dito sulla sinergia fra Facebook e Instagram e sullโacquisizione di YouTube da parte di Google. In entrambi i casi sarebbero state violate le regole dellโantitrust, anche se al tempo quella stessa commissione non disse nulla.
A Bezos vengono contestate le cifre date durante la sua difesa: se si considerasse solo il commercio elettronico, il peso di Amazon negli Usa sarebbe del 40 per cento e nel campo del cloud avrebbe usato la sua posizione per eliminare i concorrenti pericolosi. Questa รจ unโaccusa che viene mossa a tutti e quattro: in situazioni differenti, si sarebbero macchiati di pratiche poco ortodosse.
La fine di un’era
Una parte del Congresso degli Stati Uniti guarda ormai la Silicon Valley con sospetto. E quello che รจ andato in scena รจ lโinizio di un processo contradditorio che perรฒ probabilmente porterร a nuove regole nel mondo del digitale. Dalle elezioni presidenziali del 2016, con gli scandali scoppiati in fatto di violazioni della privacy, San Francisco e i suoi dintorni si sono popolati di ombre. Anche se in borsa queste compagnie hanno continuato a crescere raggiungendo livelli mai visti prima, le cose potrebbero cominciare a cambiare.
Brad Smith, il presidente di Microsoft, due anni fa disse: โSe si sviluppano tecnologie in grado di cambiare il mondo, bisogna sapere che prima o poi il mondo tenterร di mettere delle regoleโ. A quanto pare รจ quello che sta accadendo.
(La Repubblica)


