CORAGGIO ANGUILLARA!
Anguillara ha vissuto il periodo piΓΉ buio degli ultimi decenni; Γ¨, fra le cittΓ del lago e dellβintero comprensorio, quella che ha subito un continuo regresso: sul piano economico, ma ancor piΓΉ su quello della coesione sociale, della consapevolezza di essere comunitΓ , della vita di donne e uomini che si sentano cittadini ed elemento cardine della βcosa pubblicaβ.
Eβ calata a livelli preoccupanti la fiducia nelle Istituzioni per responsabilitΓ ingiustificabile di una βclasse politicaβ locale che ha mostrato, seppure con rarissime eccezioni, una plateale assenza di cultura politica ed una disarmante inadeguatezza: sono cresciuti a dismisura lotte intestine fra gruppi e gruppetti di potere, personalismi βpaesaniβ intorno a vecchi e nuovi βcapibastoneβ, Γ¨ mancata clamorosamente la esplicitazione di una qualsivoglia visione sul futuro di Anguillara.
Eβ una regressione che ha interessato in maniera particolarmente evidente quelli che hanno governato la cittΓ negli ultimi 4 anni: si erano affermati come una possibile soluzione alla stagnazione politica e morale di Anguillara, passeranno alla storia come esempio fulgido del piΓΉ clamoroso e fulmineo auto-trasformismo, un misto di ignoranza cosmica e saccenza senza limiti che li ha fatti sprofondare, portandoci tutti con un piede nel baratro.
Non ci meritiamo tutto questo. Anguillara non Γ¨ diversa dal resto dβItalia: ci sono tante forze vive, tante risorse culturali; di una cultura non costruita sui banchi di scuola o dellβuniversitΓ , ma cresciuta nella vita quotidiana di comitati e associazioni di vario tipo che costituiscono una ricchezza enorme di capacitΓ , fantasia, entusiasmo, altruismo, senso civico, attenzione ai bisogni veri delle persone.
Occorre dare spazio a queste realtΓ , abbattere i muri costruiti per contenere tutto ciΓ² che si muoveva al di fuori dei partiti: Γ¨ una occasione unica per Anguillara, e una vera opportunitΓ per quei partiti, ormai ridotti allβombra di quello che furono i loro antenati o loro stessi, per tornare a svolgere la funzione – fondamentale – loro assegna dalla Costituzione.
Vale per tutti, destra e sinistra, centro destra e centro sinistra: sono loro che devono riorganizzare due campi larghi che si confrontino su programmi chiari incarnati da persone credibili.
Non vogliamo piΓΉ vedere libri dei sogni, un elenco di tutto ciΓ² che puΓ² essere immaginato: questa Γ¨ demagogia, populismo, presa in giro.
Un programma Γ¨ fatto di una βvisioneβ, cioΓ¨ della esplicitazione dellβidea di societΓ che si ha: sullo sviluppo economico, su come si intende la sostenibilitΓ (che non Γ¨ ambientale, o economica, o sociale: e tuttβe tre insieme; altrimenti ha un altro nome), sui beni comuni, sulla solidarietΓ , sulla accoglienza, sulla formazione scolastica, sulla cultura, sullo sport (che dovrebbe essereΒ parte integrante del bagaglio culturale di ciascuno di noi), sui servizi essenziali (sanitΓ , acqua, rifiuti, ..) e sulle modalitΓ della loro gestione (pubblica? privata? mista?), sulla intera organizzazione della cittΓ , sul ruolo allβinterno di Roma metropolitana.
Ma occorre accanto alla βvisioneβ indicare il βpercorsoβ, le tappe intermedie, gli obiettivi concreti con i tempi di realizzazione, le risorse – ripeto, le risorse: senza ambiguitΓ e senza aggettivi e avverbi tipici della genericitΓ populistica.
Eβ difficile? Si, specialmente nelle disastrose condizioni attuali.
Per questo serve una sorte di βamministrazione di unitΓ comunaleβ? Assolutamente No.
Serve, questo si, un grande spirito di lealtΓ e rispetto, lβimpegno di tutti a collaborare nel nuovo Consiglio comunale in un rapporto chiaro fra maggioranza e opposizione, garantendo che il confronto si sviluppi sul merito delle questioni e non si traduca nella continuazione della campagna elettorale e nella contrapposizione βper principioβ fra schieramenti diversi.
E il M5S? Se presenterΓ una sua lista, auguri! Decideranno cosa fare al secondo turno.
Non servono due βlistone civiche con tutti dentro, perchΓ© tanto le differenza fra destra e sinistra non esistono piΓΉβ: le differenze esistono eccome su alcune questioni essenziali, anche se a livello locale decisamente meno, e verranno fuori su gran parte dei temi programmatici che ricordavo prima.
E per il βcampo della sinistra e del centro sinistraβ? Serve il modello emiliano; certo, cβΓ¨ una profonda differenza: lΓ¬ cβera un presidente uscente autorevole e apprezzato, qui no; lΓ¬ cβΓ¨ una diversa cultura politica ed una vita sociale molto avanzate, come la generale qualitΓ della vita, qui no.
Se saremo, tutti, capaci di ispirarci a quel metodo, abbattere muri, abbandonare personalismi e ideologismi, guardare allβessenzialitΓ β, allora possiamo farcela. Ma dobbiamo farlo in fretta.
4 Marzo 2020Β Β Β Β Β Β Β Β Β Β Β Β Β Β Β Β Β Β Β Giuseppe Girardi


