Bullismo e cyberbullismo; due fenomeni sociali che lo Stato ha deciso di contrastare con la legge 71 del 2017. In seguito a questa riforma sono state prese misure piรน serie per arginare e contrastare queste piaghe sociali e per punire coloro che commettono atti che, รจ bene ricordare, si configurano come reati, anche se compiuti da minorenni.
Visto e considerato tutto ciรฒ, la prima misura da attuare quando si affronta un problema รจ quella del dialogo; infatti nellโultimo anno si รจ diffusa la sana abitudine di organizzare incontri nelle scuole con esperti del settore.
Mercoledรฌ 14 febbraio, gli studenti dellโIstituto Salvo DโAcquisto di Bracciano hanno avuto la possibilitร di comunicare ed interagire con Gianluca di Pietrantonio, criminologo forense con una consolidata esperienza investigativa istituzionale.
Il dottor di Pietrantonio ha tenuto una lezione interattiva con i ragazzi, coinvolgendoli nel dialogo e fornendo numerosi esempi pratici.
Il discorso รจ partito dalle basi: cosโรจ il bullismo? Gli studenti hanno fornito le loro risposte, basandosi sulle quali Di Pietrantonio ha sviluppato un discorso fluido e coinvolgente.
Si inizia con lโetologia; in natura lโaggressivitร รจ un istinto primario legato alla sopravvivenza. Gli animali lottano per mangiare, riprodursi, sopravvivere. Nella comunitร umana il bullismo si configura come una sottocategoria di un comportamento aggressivo, basato su un presupposto biologico inverso a quello naturale. Possiamo parlare di un comportamento disadattivo di uno dei nostri istinti primari.
Il bullo non commette un semplice abuso di potere; il bullismo รจ un atteggiamento antisociale che si basa su intenzionalitร , ripetitivitร , asimmetria di potere, violenza fisica e verbale, isolamento e diffamazione. Ovviamente per attuare questo piano il bullo ha bisogno di un gruppo di gregari, alcuni con ruolo attivo, altri che si limitano a guardare senza intervenire.
Questo ci porta alla seconda, fondamentale domanda: perchรฉ?
Il bullo รจ un soggetto che soffre per una forma di frustrazione, forse perchรฉ รจ a sua volta una vittima, magari in famiglia. Spesso si tratta di una persona trascurata, che ha subito una qualche influenza negativa. Ed alla base spesso si riscontra un problema clinico: lโimpossibilitร di provare empatia, cioรจ capire e sentire ciรฒ che provano gli altri, persone e animali.
La nostra personalitร รจ formata e influenzata dal contesto familiare e da quello culturale, che ci forniscono i modelli che noi tendiamo a copiare.
A questo punto il dottor Di Pietrantonio รจ passato ad illustrare le differenti dinamiche del cyberbullismo ed ha concluso la discussione rendendo quanto piรน possibile chiaro ai ragazzi il concetto che un atto di bullismo non รจ uno scherzo, ma un vero e proprio reato per il quale lo Stato ha inasprito le pene. Lโobiettivo primario รจ quello di arginare il fenomeno, ma รจ fondamentale anche il recupero del giovane che commette reati legati al bullismo; questo perchรฉ รจ indispensabile per la comunitร il benessere tanto delle vittime che dei bulli, al fine di creare una societร piรน sana ed equilibrata.
Lโultima, fondamentale domanda รจ: cosa fare se si รจ presi di mira dai bulli?
Le risposte del dottor Di Pietrantonio sono semplici e dirette: evitate finchรจ potete situazioni a rischio, imparate a difendervi magari seguendo lezioni di autodifesa o di arti marziali e soprattutto non vergognatevi nel chiedere aiuto. Parlatene. Parlate con gli amici, con gli insegnanti, con i genitori. Ma parlatene.
Monia Guredda


